domenica 16 maggio 2010

EUCARISTICA



Eucaristica
la voragine che mi scaraventò
quel colpo di pistola alla tempia.

E' diversa dallo sbattere il viso
di piatto contro il cemento

del marciapiede sotto il balcone.
Quella volta fu fastidioso
soprattutto il dolore al naso

e quell'odore di ruggine e metalli freschi

su per le narici.

Davvero non mi devo più mollare nell'aria
è poco elegante.

Eppoi ti vedono tutti.


Mentre voli
hai ancora il tempo di pensare

un attimo abbondante

se uno dei calzini è bucato.

Perché è sempre così
il corpo poi giace alieno lì
e le scarpe saltano via.
Come restare nudi in pratica.


Meglio la cartuccia
è più virile,
netta, pedagogica quasi.


Heiligt das Leben
und
Opfen Particule persönliche
Darlegung der unwillkommenen

incomprensibile l'unione

pensano sempre che tu sia un'uscita

una di quelle girate di schiena
con le mani alzate dai polsi molli

ti lanciano i fiori, applausi,
sputi, grida, fischi,
poi la quinta nera,

la pensano sempre così quelli seduti,

si figurano la fine
come liberazione dell'atto
e quello che se n'è appena andato
ora è in pace,
firma autografi,

beato tra gli ignobili delinquenti dell'exodos,
mai è così.
Eucaristica
appunto

con un punto.


Ringraziare
molto
in gratitudine
senza pensarci due volte
farlo in fretta

usare poca voce

trattenere il fiato

chiudere la glottide

impedirsi
suturare anche i secondi
cauterizzare

evitare eufonia
altrimenti ridono.

Epentesi occlusiva finale,

Eucaristica.



Lucio Galluzzi
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sabato 15 maggio 2010

MINISTRI, MINESTRONI, RIBOLLITE E RIPASSATE

MINISTRI, MINESTRONI, RIBOLLITE E RIPASSATE




Io sono molto contento di essere governato da gente che non ho scelto.
Di certo anche gli altri che hanno votato il Palo delle Libertà Private sono felicissimi.
Sicuramente salta di gioia anche la base del PD.
Perché pure loro non hanno scelto le persone impoltronate in Parlamento e ai ministeri.
Neppure quelle inserite nei vari organi di controllo che in pratica controllano loro stessi.
Neanche quelle ai vertici dei sistemi che in deroga a qualsiasi legge e morale che si fottono i nostri soldi.
Gli elettori non scelgono più gli eletti da tempo. Sono le segreterie di partito che lo fanno, mettendo chi vogliono dove desiderano lorsignori. E' così ormai.
Votare o non votare non fa differenza.
Sono convinto che se ad una tornata elettorale gli italiani disertassero in massa le urne, questi cialtroni patentati riuscirebbero lo stesso a distribuire sedie, sgabelli, divani, troni ai soliti nomi.
De Mita Ciriaco ne è una prova.
Che cosa sta facendo il Ciriacone Incrociato?
Nessuno se ne ricordava più, l'avevamo dimenticato.
Eppure a volte ritornano.
Lui è ritornato a colpo sicuro.
Eletto!
Prima o poi verrano eletti anche certi morti, senza neppure l'ausilio del tavolino a tre gambe e medium di Stato.
Magari ci ritroveremo Tambroni ministro degli Interni, Rocco alla revisione della Costituzione, Reale per i Rapporti con i Savoia, Scelba al Controllo Sindacale… e così via fino a rivedere Almirante insieme a Donna Assunta arcivescovi d'Ardore con i turiboli e gli incensi per quel "bravo racazzo ghe è Bellushcone" [Donna assunta parla così, più che una macchietta è un disastro al bitume nero].

Sarebbe anche finalmente festeggiato in tutta la sua venerabile lungimiranza political-golpista-forzaitaliota il sempre presente Licio Gelli, che metterebbero a Capo dello Stato della Nuova Repubblica, che di fatto è già questa, perché l'attuale stato di cose putride l'ha dettato proprio lui ai suoi fratelli incappuccioni seduti in Parlamento e all'Esecutivo.
E' proprio per questo che Ciqui Cicchitto Cappuccetto Azzurro pontifica cazzate arroganti, sbraitando al complotto e chiedendo epurazioni ogni qualvolta viene scoperchiato il pentolone degli illeciti dei suoi amici.
Lo aveva fatto alla Camera dei Deputati indicando Marco Travaglio, Annozero e Michele Santoro come "nemici pericolosi e mandanti dell'odio contro il Popolo dell'Amore".
E' chiaro che l'ex piduista Ciqui ha tutto il campo il campo libero che vuole nel compito che sta eseguendo molto bene, la massoneria lo chiamerebbe "tegola", infatti è ancora lì in questo giorni a strapparsi i pochi peli dal petto per la lista di Anemone pubblicata dai giornali. Dice che è un atto grave, persecutorio, violento, una carognata, che certe cose non devono essere rese pubbliche perché diventano liste di proscrizione.

Ma il Ciquito Bollino Azzurro non sa, anzi fa finta di non sapere, che quella lista non arriva dai magistrati, ma direttamente dalla GDF che l'aveva trovata nel pc di Anemone, anno 2009, durante un controllo.
Ragionando per logica e non per afflato massone nero, quando qualcuno fa eseguire lavori edili o ristrutturazioni per migliaia di euro, compra un immobile, un terreno, richiede fattura o l'atto di compravendita, registra il bene… e tutti questi atti sono pubblici.
Per cui: nessun segreto violato caro Cappuccione, e poi che problema c'è? Chi è in regola e non ha ciurlato nel manico e nei fondi statali, i nostri!, ha modo di dirlo, come hanno fatto e stanno facendo Cesara Buonamici, Pupi Avati, l'ex ministro Marino.

Ma guarda un po': un Ciqui ex piduista si indigna perché saltano fuori dei nomi di possibili corrotti; Berlussonini non perde tempo e ripete le stesse identiche cose del suo confratello di loggia. Buon sangue Gelliano non mente. Ovvero è il contrario, mentono, ma per la P2 la bugia era e rimane una forma altissima di verità suprema.
Stiano tranquilli il Ciqui e Berlussonini, c'è una seconda lista, ancora non resa pubblica. Preparate le minchiate rituali da esternare, così potrete "acclarare" pure voi come Scajola.

Incapaci a governare un Paese, sono disastrosi e lo hanno abbondantemente dimostrato. Lo stanno purtroppo ancora esibendo perseverando negli errori.
E che si può pretendere da gente incapace politicamente, messa lì da un capo che è sceso in campo solo per salvarsi il culo dalla galera?
Che obbliga i suoi cortigiani-cricca all'adorazione della sua persona?
Un ultra settantenne che pensa d'essere un teen ager con l'alza bandiera sempre pronto e tutte le donne devono cadere ai suoi piedi-lettone di Putin?
Ma poi lo dicono loro stessi il perché siedono in Parlamento; Dell'Utri: "Mi sono fatto eleggere per non finire in galera." [Ansa]

E se da in una parte della compagine governativa ci sono questi tristi e pericolosi figuri, buona compagnia gliela fanno personaggi come Calderoli, Borghezio, Castelli, Cota, Zaia, Bossi, Santanché… insomma i so-tutto-e-mi-devo-occupare-di-tutto.
Questi, per l'appunto, la sanno lunga su qualsiasi cosa, che riescono anche a battere in delirio la Maria Star Gelmini e la Carlucci.
Da poco, per esempio, abbiamo pure scoperto che Calderoli Bum Bum si è promosso Grande Legislatore della Riforma Costituzionale e Statale e in queste ultime ore è diventato pure Ministro del Lavoro, Sindacalista Unico di Regime, Confindustria Personificata e soprattutto Rappresentante dei lavoratori del Pubblico Impiego ai quali vuole tagliare gli stipendi, bloccare i contratti, gli scatti di carriera e gli automatismi.
E' veramente un bravo politico padronissimo che così facendo di sicuro salverà l'Italia.
A proposito ma le proposte che presenta chi gliele scrive?
Non certo gli altri celtici legaioli cristiani ariani, perché non ne sarebbero capaci né dal lato ortografico-grammaticale, tantomeno per i contenuti. Mistero!
Il Bum Bum è talmente tronfio della propria bellezza istituzionale e competenza in Bagna Caoda che sale anche al Colle da Napolitano per proporgli i suoi-non suoi papiri, senza avvertire alcuno, e Giorgino non lo prende neppure a calci in culo, anzi, plaude, magari prossimamente firmerà pure.

Comunque alle prossime elezioni, che secondo me saranno vicine, votiamo compatti tutti il Piccolo Coro dell'Antonino e diamo le preferenze al Mago Zurlì, Othelma e la chiromante Solange.
Dai che sia vera rivoluzione!
Diciamolo anche a quelli del PD.




Lucio Galluzzi
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I MANGIAPANE A TRADIMENTO

VERAMENTE I BERLUSSONINI VOGLIONO LA GUERRA CIVILE E LA RESISTENZA ARMATA?




Ma figurati se non la pagavamo noi lavoratori la porcata annosa dei ladri di Stato!
Non è cambiato assolutamente nulla. Sono cambiati solo i nomi dei partiti [partiti?] che sono più che altro partiti di testa.

Nel senso di neuroni bruciati.

Si cantano sempre la stessa messa, se la rispondono pure.

Dai tempi della Democrazia Cristiana più nera, che vuol dire oltre cinquanta anni fa, la solfa non cambia.

"Dovete fare sacrifici per risanare l'Italia" ci dicevano.
"Dovete fare sacrifici per risanare l'Italia" ci dicono.

Come ai tempi del Mussy e della sua Autarchia quando la regina Elena invitava il 18 dicembre 1935 i "patrioti d'Italia" ad offrire le fedi nuziali all'Altare della Patria per aiutare il governo fascista ad affrontare le sanzioni di guerra.
E' sempre la stessa cosa.

In pratica gli italiani sono continuamente in guerra contro qualcuno e qualcosa.

Ignari, ma lo sono.

Devono sempre, obbligati!, pagare di tasca propria le tragedie provocate da lorsignori.
Paghiamo per l'esercito italiano in Afghanistan, in Libano, in Iraq.
Paghiamo ancora con prelievi sui nostri stipendi per i terremoti di decenni fa.
Solo che non lo sappiamo. Ma è così.

Diamo allo Stato in soldoni metà della nostra vita lavorativa.

Quando non bastano i salassi dalla busta paga, si permettono pure di mettere le mani nei nostri conti correnti bancari, chi se lo ricorda quando l'hanno fatto?

Siamo i peggio pagati d'Europa, ma tra i più pressati fiscalmente.
Ci tassano a caro prezzo per servizi che poi vengono erogati ridotti, causa crisi perenne, o non garantiti del tutto.

Per spremerci si inventato qualsiasi ignobile trucchetto, come la tassa rifiuti comunale alla quale applicavano l'Iva due volte, e ora la dovrebbero restituire a tutti.

Ma siamo in crisi, ci sarà sicuramente un DDL che bloccherà i rimborsi. Meglio, non restituiranno, non ci sarà DDL, e non daranno spiegazioni.
Ci sono abituati.
Ci siamo abituati.

L'altro ieri quella gran signora della Emma Marcegaglia, che appena la vedi in TV ti viene l'umanissimo impeto di telefonare subito all'esorcista Amorth, ci ha regalato la sua ennesima minchiata padronale.
Dal suo lettore MP3 che ha impiantato direttamente in gola, a velocità doppia rispetto al normale parlato umano, Raffichetta Commenda ci ha fatto sapere che: "è tempo di tagli alla spesa pubblica, di rami morti ne ha ancora parecchi, e anche di riduzione degli stipendi ai dipendenti pubblici, dobbiamo sacrificarci."

A parte che la Emma non è dipendente pubblica, ma sto' "dobbiamo"?

E' tremendamente fastidioso oltre che irritante che questi figuri parlino sempre con il noi e non abbiano il coraggio finale dell'italiano vero: non è "dobbiamo sacrificarci", ma DOVETE sacrificaRVI.
Suvvìa, un po' di onestà linguistica almeno, se non ne avete altra!

Io capisco che non ce la fate a dire chiare le cose come stanno, perché ci avete talmente calati nella merda e avete così tanta paura di rivolta violenta sociale, che dovete pure misurare le parole e renderle quasi accettabili.

Ma non serve più, davvero, cara Raffichetta.

Anzi, non è neppure utile che tu appaia ancora nei TG.
Lascia perdere, fai solo danni alla tua cara maggioranza, tu padrona dei tuoi padroni, smettila: non sei stata mai credibile.

Da quando poco tempo fa chiedevi soldi veri al Berly per i tuoi associati, poi lo consigliavi dal pulpito della Confindustria a tagliare le tasse perché era cosa buona e giusta, in seguito facevi finta di preoccuparti della disoccupazione, poi cambiavi idea, arrotondavi le frasi, cambiavi termini, e il tuo dichiarato che pareva andare "contro" la classe dirigente, come per magia, diventava appoggio totale al regime.

Santa subito anche tu!

Dopo di te, subito a ruota, ti ha seguito quel gran minestrone del Calderoli. Non aspettava altro.
Lui così lungimirante, economista rifinito, riformatore democratico autentico, politico serissimo, fine dicitore, ti ha copiata di sanapianta!
Pure lui ha detto "Tagliare gli stipendi dei dipendenti pubblici e anche le pensioni", ma a differenza di te ci ha pure fatto sapere che loro, quelli del regime, si autoridurrano del 5% l'assegno mensile!

Bravo! Io appena ho sentito questa cosa mi sono messo a piangere per solidarietà.
Piango ancora adesso.
Voglio santo pure lui!

Perché lo so che Calderoli Bum-Bum soffrirà molto per questo 5% in meno, e insieme a lui tutti i tori seduti con l'Attak in Parlamento.

Avranno un così tale dolore interiore che nel giro di pochi giorni, in gran segreto, prima che passi la proposta del meno 5%, si aumenteranno lo stipendio di qualche migliaio di euro causa "è giusto così".

Beh, diciamo una cosa fondamentale allora: i furti, la corruzione, le case regalate, gli appalti truccati, le tangenti, le unzioni varie della cricca, i puttanieri, i corrotti… costano all'Italia, ogni anno, 25 miliardi di euro.
25 miliardi di euro è esattamente quanto chiedete ora a noi per risanare il danno del vostro malgoverno, è a quanto ammonta il buco che la manovra economica vuole ricucire derubandoci ancora di più.

Perché dobbiamo ancora pagare per voi noi dipendenti e pensionati?
E perché ancora tagli sulla spesa pubblica?
Che cosa ci sarà ancora da tagliare?

Allora, la Marcegaglia Raffichetta per esempio potrebbe cominciare a spiegarci come mai paga, o chi in nome suo, un affitto di 5.000 euro al mese per quella meraviglia dell'Hotel Resort G8-Maddalena-Bertolaso-Balducci & Co. e dovrebbe anche dirci per quanti anni si è assicurata quel posto ad una cifra ridicola [trenta¡], e perché soprattutto!

Invece di pensare ai tagli sulle buste paga di noi poveretti e a condannare a morte per fame totale gli anziani, cominciasse a versare il dovuto di mercato per quello che affitta nelle casse dello Stato, dando esempio di trasparenza e correttezza, e non ci rompesse i coglioni sempre con sermoni ridicoli, bugiardi e fascisti.

Magari, Emma, potresti invitare i tuoi amici industriali a non evadere più, a non approfittare dello scudo fiscale creato apposta per loro da Berlussonini, a condurre una vita più morigerata e rispettosa in mezzo a questo sfacelo di povertà e suicidi per disperazione.

Cominciate a fare proposte serie a voi stessi soprattutto: guadagnate una enormità? Tassatevi enormemente.
Noi già diamo, non possiamo di più.
E il culo ci serve!

A Calderoli Bum Bum un invito chiaro: chiedere pubblicamente, e continuare a farlo ogni giorno, ai suoi amici della cricca, di restituire quanto hanno rubato fino all'ultimo centesimo, vendetegli le case che non si sono comprati, ma gliele abbiamo comprate noi, senza saperlo.

Ha ragione Toto' Scajola: lui non sa chi gli ha pagato la casa, e non può saperlo davvero, perché parte gliel'ho pagata pure io, e non lo conosco.
Il cafone non mi ha neppure ringraziato.
Quelli sono soldi del contribuente.

Ladri!

In ultimo, credo che stiate veramente giocando con il fuoco, e lo sapete pure.

Anche il Capo dello Stato si è svegliato dal suo coma firmaiolo e mortalmente accomodante, per dirci che ha paura di un ritorno al terrorismo e alla rivolta sociale violenta, dovuti alla grave situazione di disagio sociale, precarietà, disperazione che regnano nel nostro Paese.
E voi che fate?

Tagliate gli stipendi?

Bloccate i contratti?
Decurtate le pensioni?
Io non so cosa succederà tra poco in Italia.

So per certezza storica e politica che non sarà piacevole.
Neppure amorevole.

Io so solo che succederà.




Lucio Galluzzi
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mercoledì 12 maggio 2010

GLI ARTIGLI MIGLIORI

GLI ARTIGLI MIGLIORI



Che cosa posso fare per te adesso
che cosa posso dire
al di là del solito solido secreto
così tanto dimenticato dietro le spalle
da darmi l'altissima illusione
d'abitudine mai smessa.
Sai mi ritrovo armato
più di quanto m'aspettassi
dal tempo dei miei artigli migliori,
più mi sveglio
tanto è il certo
sicuro
assolutamente
senza equivoco
si camminava un tempo
di temporale
su sentieri ritenuti amici
a dirci verbi messi lì per caso
senza costrutto
unti e scivolosi si era
adoranti strutto umano.
E forse questo non lo saprai mai.

Hai fede in me?
No, Federico non è dentro me.
Nuziale e feroce,
una scolopendra gialla come un Van Gogh
eri
con le zampette fastidio unico
uguali a cimici verdi
io sentivo il pericolo,
ma come troppi, tanti,
smisurati, innumerevoli,
incontabili, multipli, timbri,
si cade.
E forse questo non lo saprai mai.

E adesso,
Che cosa posso fare per te ora,
Che cosa posso dire,
armato che hai questo amato
cingolato
reso Vento di Dio
E forse questo non lo saprai mai.
Ho ricominciato a portare cintura
ben celata sotto il mio pudore di sempre
sono a Mosca
in un cinema
un teatro
non so
non avvicinarti più.

Lucio Galluzzi
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lunedì 10 maggio 2010

PINOCCHI E FATE CARABINE

C'ERA UNA VOLTA UN RE SEDUTO SUL SOFA'
DICEVA ALLA SUA SERVA "RACCONTAMI UNA STORIA",
LA STORIA INCOMINCIO'...



Di sicuro o lorsignori delle mille e una fiaba pensano certi che siamo tutti idioti boccaloni.
Talmente coglioni da credere a ogni balla azzurra che ci raccontano.
In pratica dovremmo sorridere divertiti e accettare di buon grado qualsiasi novità si sognino di fare.
E ne fanno di cotte e di crude.
Ormai siamo al fondo del fondo. Neppure Totò sarebbe riuscito a produrre tanto.
Loro non trovano mai fine.
Non hanno epidermide in faccia, ma bronzi, culi e qualcos'altro che non mi va di scrivere.
Sarebbe tutto ridicolo all'estremo.
Una specie di nuova Cantatrice Calva Statale. Sparano assurdità da scenari di gabinetto ministeriale.
Sarebbe meglio dire cessi ministeriali, talmente li usano solo per cacate.
Tutti imbellettati, laccati, stirati, posticci, levigati, finti come solo al Cremlino di una volta sapevano fare.
Sarebbe comica, ma purtroppo questi frequentano la tragedia.
Non quella di Aristofane, non diteglielo altrimenti si inventano pure di essere le vere Medea.
E' tragedia umana.
Fallimento doloroso di una nazione portata allo sfacelo da una manica di incompetenti e sicumerosi.
La similitudine con Ionesco e il Teatro dell'Assurdo è solo una mia comodità, non meritano vicinanze con la cultura.
Meritano il nulla assoluto.
Neppure la compassione.
Men che meno il dialogo.
Non si deve più discutere con loro, non è il caso.
Chi lo fa è per tornaconto personale o per fumo negli occhi alla base tesserata che ancora, poveretta!, crede nell'opposizione.
E' ora di finirla con i baciamano e il buonismo.
Piantiamola tutti di trovare giustificazioni per una parte e pure per l'altra.
E' tempo di invettiva.
Non sono più tollerabili loro e non lo siamo noi.
Loro perché occupano posti dei quali non sogno degni.
Noi perché non siamo stati capaci fino ad oggi di mandarli a casa a calci nel sedere come fu per Tambroni.
E che aspettiamo ancora?
Mi sa che vogliamo veramente vedere fra tre anni il cancro debellato dal Messia d'Ardore tra il nucleare "sicuro" e i milioni di posti di lavoro che prometterà la prossima volta che dovrà essere eletto per non farsi processare.
Abbiamo di certo bisogno di leggi speciali fatte ad hoc per uno solo che non può presentarsi in tribunale causa legittimi impedimenti da sempre, però passa cinque ore davanti al giudice, in tribunale!, per gli interessi economici suoi nella causa di separazione dalla ex moglie.
Lì il tempo lo trova, eccome!
Poveretto, sta facendo così tanto per la Nazione, L'Europa e il Mondo intero che fuori dall'Italia tutti gli ridono dietro, lo fanno anche per noi, popolo di pecore che accettiamo il giogo.
Non è solo lui a sparare palle grosse come il castello di Carcassonne.
E' tutta la sua cricca ad aver seguito l'esempio del capo.
"Siamo stati eletti, quindi legittimati a fare quello che vogliamo"
Forse non era proprio così l'interpretazione costituzionale dell'eletto dal popolo.
Ma si sa: loro della Costituzione se ne fottono, adesso dicono che ne cambieranno la seconda parte in tre mesi.
La prima l'hanno insozzata con leggi porcata, insistenze, prepotenze, insulti alla magistratura, diffamazioni alla Corte Suprema.
Poi il Capo dello Stato ha scoperto che una sua prerogativa è quella del firmaiolo.
Ha firmato tutto fino ad oggi.
Solo il DDL sull'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori ha rimandato indietro, ma non per chissà che cosa…
Aveva semplicemente paura di proteste profonde in odor di rivolta. In pratica ha preso tempo.
Tanto lo sa, lo cambieranno lo stesso, lo abrogheranno, e più avanti lui firmerà.
Perché lui è Giorgio Napolitano, mica Sandro Pertini.
Lui è l'uomo che la stampa estera giudica come il meno influente al mondo.
Eppure persevera.
Adesso si è accorto pure che se si continua così si finisce male.
Peggio di così?
Lui dice che c'è pericolo di ribellioni violente e di proteste armate.
Se ne accorge adesso?
Cioè: fino a ieri ha dormito, ha permesso la qualsiasi cosa alla cricca, senza alzare la voce, scrivere un richiamo fermo e risoluto, censurare questo governo, mandare a casa qualcuno denunciandolo pubblicamente… e ora che la frittata è fatta, lui lancia il monito sulla pericolosità del momento?
Si lanciasse un monitor!




Abbiamo in conto i senatori PDL eletti con i voti della Ndragheta che hanno dovuto dimettersi, un altro che dichiara di essersi fatto eleggere per non finire in galera, l'ex ministro che prima aveva dato del rompicoglioni a Biagi e poi si è comprato una casa che gli è stata regalata neppure lui sa da chi… ed è l'unico a non saperlo, un altro ex che ha un palattozzo in via dei Prefetti con storie che non sono ancora chiare [diciamola così], il poeta di corte che nomina Direttore dei Grandi Lavori degli Uffizi un parrucchiere esperto in preparazioni terreni siciliani per la coltivazione di piante officinali, un capo plenipotenziario che va a farsi ripassare la cervicale da Monica in bikini, poi chi deve pulire il locale del Salaria Sporting Club non riesce a trovare i preservativi, ma lui piange e si dispera perché gli buttano addosso fango, lui non ha scopato, lui no.
Poi quelli che hanno le banche i Verdini, coordinatori del partito dell'amore, intercettati per mesi mentre parlano con i Dell'Utri, Carboni, Cappellacci sugli appalti dell'eolico in Sardegna, accusati di corruzione e concorso, tranne Dell'Utri. Ma anche qui dicono che è solo sporcizia gettata su di loro e che no, non si dimetteranno mai e poi mai.
Anche il fine poeta dice lo stesso, fango!
Anche Scajola, tra l'altro, lo diceva.
E via così in un crescendo di illeciti, puttanieri, corrotti e corruttori, troie, dichiaratori mendaci, giuramenti sulle teste dei propri figli, mitomanie, decreti per salvarsi il culo, bugie su bugie, invenzioni che a confronto Pinocchio impallidisce, psichiatrie, minorenni, ministre che non si sa da dove arrivino, sottosegretarie di ministeri inesistenti, P2...
Facce di bronzo e tolla che non si vergognano perché li abbiamo autorizzati a tutto ormai.
E' palese che questi non sono in grado di governare la cosa pubblica, ma amministrano bene quella privatissima.
E' altrettanto evidente che non intendono schiodarsi dalle poltrone che occupano.
Il tutto avviene nel bel mezzo di una crisi senza precedenti: disoccupazione ai massimi storici, povertà, precariato, suicidi per disperazione, scuola pubblica allo sfascio, forze dell'ordine che manganellano operai in protesta, gruppi neonazisti che liberamente manifestano senza il minimo disturbo da Torino a Milano, da Roma a Napoli, servizio sanitario nazionale senza un soldo, alcolismo alle stelle, consumo di droghe sintetiche aumentato esponenzialmente, etica e morale sotto i piedi…
Siamo alla frutta marcia difesa a spada tratta dalle varie Fate Carabine Gelmini, Menzognini-TG1, Vespa L'Insetto/Porca a Porca, Littorio Feltri, Il Pompiere della Sega mentale, BelPietro Mentone, Gnazio la Truzza, Gasparri LeSoTutte…
Insomma: una grande cascate di cacate!
E a farci le spese siamo noi, così vicini alla Grecia, in tutti i sensi.
E il poeta della cricca che s'inventa?
Non andrà a Cannes per la prima di Draquila della Guzzanti perché la pellicola infanga l'Italia e la rende ridicola…
La Guzzanti la renderebbe ridicola?
Sabina la infanga?
Voi invece l'avete resa credibile, pulita, soprattutto onesta.
Ha ragione in una cosa sola Napolitano: c'è davvero odore di rivolta violenta nell'aria.
Io non so cosa si possa fare ora, a questi punti, per evitarla.
Forse per processo Storico è inevitabile.
I popoli affamati e in dittatura non hanno mai risolto il giogo con le carezze, il dialogo, la trattativa ai tavoli, i sorrisi di circostanza.
Magari potreste pensare in fretta di andarvene da dove siete venuti, sparire.
Lasciare la politica alle persone serie, quello che voi non siete e non sarete mai.
A casa dai!

Lucio Galluzzi
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venerdì 7 maggio 2010

BATTIATO NON BATTIATO

Battiato non Battiato



C'è voglia di killer.

Di spietati esecutori senza tremori.

Si sente nell'aria la solida presenza della svolta.

Soprattutto finale.

Finale soprattutto quanto.

E se non ti sanno più amare gli amici

compagni

quei fratelli

quelli che non possono più

perché non vogliono,

almeno qualcuno dal viso pulito

con unghie corte non onicofago

provveda in una bella giornata di questa primavera

nel bel mezzo di una sberla di vento

in pieno sole

ai margini d'erba e fiori di campo,

che non piova per favore,

a sbattermi nella nuca

un dum dum,

ma che arrivi preciso.

Sarà meglio due di fila

e via che è fatta.

Almeno quest'atto d'amore assoluto

senza critica

morale

etica

cristo domineiddio

e lacrime me lo devi.

Mi andresti bene anche sconosciuto

giacché quelli che ho frequentato

poconulla sanno del dovere del cuore

millantatori

cannibali e finti Nosferatu

fanno della notte palestra di trappola

per quello che non dorme più accanto al loro cuscino.

No mercy.

Anche sconosciuto sì.


Certo è meglio non sapere chi è stato

almeno mi tolgo pure il peso della riconoscenza,

dovergli andare in sogno

con numeri del lotto

moniti precognitivi.

Non ci sto più.

Sfrantumami il cranio allora

fulmine a ciel sereno

espandimi la testa per 360°

rendimi a terra

portami via il panico e il timore

l'insonnia e gli occhi secchi

i mattini maledetti

cancellami quest'espressione ormai indelebile

ethernal aestethic tattoo

che non ho voluto

e mi ritrovo.


Ho smesso ormai di ridere da anni

e sai, nessuno se ne è accorto

avevamo ragione a dircelo, Milena,

"quando tutto ci sarà portato via

saremo noi per noi

e questi che tanto ci vogliono

avranno paura

perché non li divertiamo più".

Adesso sono in giro per carne fresca

si vendono le madri per un pezzo di minchia

o una cotoletta gonfia d'umore

ti prendono a caso

e ti portano al mercato di Phnon Penh

lì ti lasciano

non vogliono neppure soldi per la cessione

non vogliono sapere come ti cucineranno vivo

non conoscono Durga Kali

ma si tolgono il peso.

Sei zavorra ormai

un peso senza senso

un senso senza i sensi.

Loro: cobra senza veleno.

Servono ancora di meno.


Evvai allora!

Togli la mia forza lavoro dal circuito

negagli i miei soldi

cancella questa presenza

e poi lasciami lì

che sia veramente un peso il portarmi via

finally!

Io sarò leggero senza più ingranaggi

o sociale.

Via l'impegno.


Poi c'è quell'altro che chiamano maestro

sempre con la emme minuscola

che me lo pontifica

e mi dice che va bene se mi voglio ammazzare

un giorno lo farò con determinazione

che per ora devo rimandare

è solo un breve invito,

vivere è un'offesa che desta indignazione

non lo merita questa parvenza di vita

solo una migliore.

Va bene pure io avessi i suoi soldi

rinvierei tutto

e sarei maestro con la emme maiuscola

direi le stesse cose

forse meglio.

Fammi un bonifico mensile

vedrai che te la canto pure io la vita migliore.

Farei tornare pure l'amore.

Però, intanto, io non mi voglio ammazzare

è variato il discorso di fondo,

è tempo di killer.

Di spietati esecutori senza tremori.


- A Milena -

Lucio Galluzzi
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sabato 1 maggio 2010

MAL3D3TTI

Mal3d3tti



Questi coglioni, nessuno da salvare,
falliti d'affetti, niente che li faccia felici,
abbandonati alla solitudine, ai fallimenti,
questi sarcofagi illusi d'essere vivi, pieni di sostanze,
follie, malattie, deliri, pietre tombali al posto del cuore,
che destino avranno,
se non disperazione?
Ma li vedo, roba da Visitors, lingue nere bifide,
sopra sono intonacati sempre di fresco,
sepolcri imbiancati, puzzano di fine e acidi gastrici,
nelle loro case regna l'aria post mensa militari:
una sorta d'appestata atmosfera, un misto di avariato,
tonno in olio rancido, sudore di piedi.
Tossici.
Questi fantasmi persi nel senzasenso,
non hanno mete, i medium che li chiamano lo fanno invano
tutte energie sprecate.
Neppure pregare li aiuta
lontani come sono da dai Cristi in Terra loro
quei Gesù che non ridono più
che vogliono farla finita
si sfracassano sugli asfalti dai balconi
s'annegano coi figli
si danno fuoco davanti al sindaco
a martellate cancellano la famiglia
vanno in overdose desiderata
si chiudono in macchina e soffocano.
Proprio quei Messìa lì,
che salgono sul treno al mattino
dopo il buio della notte in strada,
incensati di fumo copertone acceso,
insieme al cambio turno mirafiori
stampato in faccia il titolo d'inchiostro indelebile
dell'unico quotidiano vero:
"sono in croce e non mi tirano ancora giù".
E quest coglioni pregano i figli di dio?
Invocano aiuto alla carne da macello
convinti d'essere ascoltati;
loro carnefici coscienti si battono il petto,
perché l'immensamente ricco è certo dell'indulgenza pagata
a quell'altro che dice d'essere il padreterno.
E' il loro inferno questo, e i Cristi non possono più ascoltare,
non vogliono,
non devono,
li maledicono momento dopo attimo.

Questi coglioni,
incarnati nel crimine continuo
pensato la notte
attuato di giorno,
me li vedo, eccome se li vedo,
concrezioni d'odio
in forma d'umani, informi per lo più,
deformi, no forma alcuna,
cafoni e bassi fino al fango che li attira
rotolano in orgasmo
mucche pazze
porci manco mangiabili
senza occhi,
cuore,
solo merda.
Merda dentro, fuori, sotto, intorno, in alto, di fianco, dietro.
Idioti su predelle che insegnano Satana
lo adorano/odorano di lui,
pestilenze d'Ebola/Evola, talmente sfacciate, già han perso tutto,
si mostrano mostri,
esibiscono presenza,
impongono.
Impartiscono.
Impugnano.
Imprigionano.
Torturano.
Ti negano pane ed acqua.
Ti lasciano morto.
Poi come in una brechtiana,
passate le ore,
rianimano il cadavere,
vogliono che cammini,
che balli con loro.
I soldati ai lati sorreggono il corpo,
lo ostentano,
lo truccano,
cantano il miracolo,
hanno la sindone.

Davvero li vedo,
questi coglioni,
ai quali ho dato troppo peso,
per tanto tempo,
ma c'entrano con me?
Indegni d'attenzione minima,
immeritano condivisione,
sono falliti.
Fuori dalla Storia/storie,
esterni,
frattaglie,
li lascio morire.

Tanto tutte queste cose loro non le sanno.

Lucio Galluzzi
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