venerdì 24 aprile 2015

La Buona Sòla









Guido Gonella [laureato in filosofia, giornalista e docente]di diritto, Antonio Segni [laurea in giurisprudenza, docente di diritto procedurale civile, magnifico rettore università di Sassari], Giuseppe Bettiol [laurea in giurisprudenza, docente di diritto di procedura penale] [democrazia cristiana, governi De Gasperi II, III, IV, V, VI, VII, VIII];
Antonio Segni [democrazia cristiana, governo Pella];
Egidio Tosato [giurista e docente di diritto costituzionale][democrazia cristiana, governo Fanfani I];
Gaetano Martino [laurea in medicina, chirurgo di chirurgia interna, rettore università di Messina e Sapienza di Roma] [liberale, governo Scelba];
Giuseppe Ermini [laurea in giurisprudenza, docente universitario] [democrazia cristiana, governo Scelba];
Paolo Rossi [laurea in giurisprudenza, avvocato] [social democratico, governo Segni I];
Aldo Moro [laurea in giurisprudenza, docente universitario] [democrazia cristiana, governi Fanfani II, Segni II];
Giuseppe Medici [geometra e poi istituto superiore agrario-laurea in scienze agrarie, docente universitario][democrazia cristiana, governi Segni II, Tambroni];
Giacinto Bosco [laurea in giurisprudenza, docente di diritto internazionale][ democrazia cristiana, governo Fanfani III];
Luigi Gui [laurea in filosofia] [democrazia cristiana, governi Fanfani IV, Leone I, Moro I, Moro II, Moro III];
Giovanni Battista Scaglia [laurea in lettere] [democrazia cristiana, governo Leone II];
Fiorentino Sullo [laurea in giurisprudenza e lettere, docente di liceo] [democrazia cristiana, governo Rumor I];
Mario Ferrari Aggradi [laurea in giurisprudenza, docente universitario] [democrazia cristiana, governi Rumor I, II];
Riccardo Misasi [laurea in giurisprudenza, funzionario di partito] [democrazia cristiana, governi Rumor III, Colombo, Andreotti I];
Oscar Luigi Scalfaro [laurea in giurisprudenza, magistrato] [democrazia cristiana, Andreotti II];
Franco Maria Malfatti [giornalista pubblicista][democrazia cristiana, governi Rumor IV, V, Moro IV, Moro V, Andreotti III];
Mario Pedini [nella lista iscritti loggia P2] [democrazia cristiana, governo Andreotti IV];
Giovanni Spadolini [laurea in giurisprudenza, docente universitario e giornalista] [repubblicano, governo Andreotti V];
Salvatore Valitutti [laurea in scienze politiche, fu rettore universitario] [liberale, governo Cossiga I];
Adolfo Sarfi [laurea in giurisprudenza, bancario] [democrazia cristiana, governo Cossigna II];
Guido Bodrato [laurea in giurisprudenza, economista] [democrazia cristiana, governi Forlani, Spadolini, Spadolini II];
Franca Falcucci [insegnante di latino e greco in licei romani] [democrazia cristiana, Fanfani IV, Craxi I, Craxi II, Fanfani VI];
Giovanni Galloni [laurea in giurisprudenza insegnante di diritto agrario][democrazia cristiana, governi Goria, De Mita];
Sergio Mattarella [laurea in giurisprudenza, docente universitario] [democrazia cristiana, governo Andreotti VI];
Gerardo Bianco [laurea in lettere classiche, insegnante universitario in pensione] [democrazia cristiana, governo Andreotti VI];
Riccardo Misasi [laurea in giurisprudenza, funzionario di partito] [democrazia cristiana, governo Andreotti VII];
Rosa Russo Iervolino [laurea in giurisprudenza, funzionario di partito] [democrazia cristiana, governi Amato, Ciampi];
Francesco D'Onofrio [laurea in giurisprudenza, docente di diritto pubblico] [centro cristiano democratico, governo Berlusconi I];
Giancarlo Lombardi [laurea in ingegneria elettronica, industriale] [indipendente, governo Dini];
Luigi Berlinguer [laurea in giurisprudenza, docente universitario] [partito democratico della sinistra, governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II];
Ortensio Zecchino [professoria di storia delle istituzioni medievali] [partito popolare italiano];
Tullio De Mauro [linguista, docente universitario] [indipendente, governo Amato II];
Letizia Moratti [ballerina e laureata in scienze politiche, assistente universitario, moglie di petroliere][forza italia, governi Berlusconi II, Berlusconi III];
Giuseppe Fioroni [laurea in medicina, medico] [l'ulivo, governo Prodi II];
Maria Stella Gelmini [Ha frequentato l'Università degli Studi di Brescia, dove si è laureata fuori corso in Giurisprudenza con voto 100 su 110 con la tesi referendum di iniziativa regionale e specializzata in diritto amministrativo.A ventinove anni ha superato l'esame di Stato per la professione di avvocato presso la Corte d'Appello di Reggio Calabria nel 2002, dopo aver svolto il primo anno di praticantato a Brescia e il secondo nella stessa città di Reggio Calabria. Tale spostamento, come spiega la stessa Gelmini, fu motivato dal fatto che a Reggio Calabria c'era una percentuale di esami superati di circa il 90% contro una percentuale di circa il 30% delle città del nord Italia] [popolo delle libertà, governo Berlusconi IV];
Francesco Profumo [laurea in ingegneria elettrotecnica, ricercatore per aziende e insegnante di convertitori e azionamenti elettrici] [indipendente, governo Monti];
Maria Chiara Carrozza [Professore universitario di bioingegneria industriale,  rettore della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa] [partito democratico, governo Letta];
Stefania Giannini [Professoressa Ordinaria di Glottologia e Linguistica dal 1999, e già rettrice dell'Università per stranieri di Perugia [scelta civica-partito democratico, governo Renzi].
***



Questo è il tristissimo elenco dei politici che si sono succeduti al Ministero della Pubblica Istruzione, poi Ministero dell'Istruzione, ora Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca, dal primo governo post bellico, fino ad oggi.
Non è richiesta alcuna competenza analitica profonda, anzi!, per vedere e comprendere come uno dei Dicasteri più importanti e nevralgici della Repubblica Italiana, sia stato trattato, e lo è ancora, come semplice poltronificio, alla stregua di tutte le altre seggiole, sgabelli, posti a sedere che la Casta da sempre si assegna; perché si sa: un posto al governo, in un sottosegretariato, al Parlamento... e trovano l'America.
E poi davvero, per loro, un posto vale l'altro.
L'importante è avere il culo sempre ben incollato e irremovibile, sistemato dagli Amici della spartizione partitocratica, su una seduta Istituzionale.
Al Ministero dell'Istruzione, ma anche negli altri, non si poltronizzano per meritocrazia, carriera, competenze o spirito di servizio, ma ci sono andati, e ci vanno [a dire il vero ci mettono] personaggi imposti dalla spartizione dello sporco giochetto chiamato "numeri di maggiornaza e opposizione per garantirsi la stabilità del sistema".
In parole povere: si trovano, si riuniscono, si ricattano l'uno con l'altro, mettimi questo all'Interno che io ti faccio mettere quest'altra agli Esteri, se non mi fai sistemare lui alle Finanze io ti metto il veto al tuo alla Difesa e quando chiederete la Fiducia in Parlamento ti votiamo contro e ti facciamo cadere, andiamo ad elezioni anticipate e poi vedi!
Ecco: quando si tratta di "affari" privatissimi loro [perché nulla questa gente ha a che vedere con la Cosa Pubblica] sono puntualissimi, presenti e attentissimi [caspita, devo farsi i cazzi loro e figurati se non presenziano!]; poi spariscono e il lavoro che devono svolgere nelle Aule diventa noioso contorno inutile.
La riprova: la morte del cooperante Lo Porto; tutti i gruppi parlamentari chiedono l'urgente presenza in Aula del ministro degli Esteri Gentiloni che riferisca sul fatto.
Risultato: il ministro ci va ma è praticamente da solo, a parlare a 28 persone [sottolineato ventotto!], gli altri 600 erano già chi in aeroporto, chi tranquillamente a casa o in viaggio per il ponte [loro ce l'hanno il ponte, da ogni giovedì di ogni settimana].
Erano vuoti anche i banchi del Governo.
Provo a pensare: se ci fosse stato da discutere dei loro benefit, riduzione privilegi, aumento anche solo di un'ora di presenza in Aula... ci sarebbero stati tutti, e anche di più.
Si sarebbero fermati anche la notte a far sedute fiume, perché è proprio di notte che fanno passare, votando tutti compatti le peggio cose.
Quando alla Distruzione Pubblica c'era la Mariastella Gelmini in Berlusconi, piangevano lei, il ministro Tremonti, Scajola, Sacconi insieme alle opposizioni [si fa per dire, non c'è mai stata opposizione allo scempio] perché mancavano i soldi per la Scuola Pubblica.
Però di notte trovavano oltre 300 milioni di euro per le scuole private e clericali.
Finanziavano pure quella della signora Marrone, moglie di Umberto Bossi.
Ed è stato sempre così.
Il Ministero dell'Istruzione è in pratica "il tesoretto" di tutti i Governi, da sempre; centinaia di migliaia di dipendenti da mungere per far cassa, quando e come piace a lor signori; in realtà questo Ministero non esiste se non virtualmente perché nella pratica è un'appendice di quello alle Finanze, sta ai suoi ordini e li esegue.
Lo Stato, cioè loro e mai noi, ha bisogno di qualche miliardo?
Nessun problema il ministro di turno ordina a quello dell'istruzione di provvedere ad eseguire quanto lui ha disposto [tagli, tagli e ancora tagli, blocco degli stipendi e cancellazione degli scatti economici, di carriera e anzianità per tutti i docenti, deroghe all'adeguamento dell'edilizia scolastica alle norme di sicurezza...] ed ecco che qualche miliardo lo fanno.
Lo fanno sempre.
Da sempre.
Da otto anni a questa parte lo fanno in maniera ancora più spudorata.
Da otto anni gli stipendi degli insegnanti sono bloccati, il Contratto non rinnovato e che importa se chi insegna in Italia è il peggio pagato d'Europa [molto meno pagato]?
Mica sono gli stipendi di lor signori, sono quelli dei sudditi, ma sudditi particolarmente e doppiamente utili.
Difatti i lavoratori della Conoscenza [docenti, personale ATA, precari...] non solo sono vacche già magre da dissanguare, ma anche Classe di dipendenti disuniti, a 90°, che se scioperano lo fanno mai compatti o addirittura si preoccupano di sostituire i colleghi che sono in piazza a lottare anche per loro.
Non scioperano, però il mattino dopo di una agitazione sindacale, li senti che ricominciano con le lamentazioni, le solite, quelle che vanno avanti da anni... ma mai rinuncerebbero al loro ruolo di Missionariato per la Patria e la Madonna.
Perché devono sempre essere presenti a "garantire il buon funzionamento del Regime e perpetuare l'insegnamento della bontà dell'essere schiavi mai ribelli al padrone" [De Bartolomeis]
C'è ancora di più: se il ministro dell'Istruzione ragiona di testa propria [perchè magari è competente e non decorticato] e si oppone alle sporcizie partitocratiche, rendendo pubblico quanto succede agli ordini del ministro delle Finanze, Sviluppo Economico, Lavoro e Politiche Sociali... succede quello che è capitato a Maria Chiara Carrozza: silurata e in fretta!
"Stai serena compagna, che Sciolta Civica adesso in parte quota PD renziano, non ti vuole e io ci metto la Giannini, altrimenti mi cade il Governo eh!".
Ma che non si dica mai, è proprio di ieri questa frase: "se l'Italicum non passa, si va ad elezioni anticipate, mica io sono qui per tenere le terga sulla poltrona!" [Matteino nel suo ultimo ricatto]
Se la Scuola Pubblica italiana che era Eccellenza Mondiale, soprattutto quella Primaria [elementari] e dell'Infanzia [materne] in poco meno di 20 anni è diventata fanalino di coda nella classifica della vera "Buona Scuola" di Paesi Civili [siamo finanche dopo Grecia, Spagna e Portogallo] e ridotta a macerie; se crolla letteralmente, se si è trasformata in un obbligato lavoro a cottimo, sottopagato, con finanziamenti zero in via di smantellamento e vendita alle "Aziende Ricche"... se le decine di migliaia di precarivengono trattati peggio che carne da macello e i Governi giocano sulla loro pelle e vite, promettendo e rimangiandosi quanto annunciato... non è colpa dei "fannulloni da mandare a casa" [lo dicevano già la Moratti, poi la Gelmini, Brunetta e Sacconi, lo ridice Renzi con i suoi tranquilli accoliti... cioè è sempre il Governo Berlusconi che lo dice], ma del pesce che puzza dalla testa.
La Buona Scuola non sono loro, siamo noi.
Non siamo noi da mandare a casa a calci in culo, sono loro che devono andare, via e per sempre.
La professionalità di quasi tutti Lavoratori della Conoscenza Italiani è da sempre altissima.
La professionalità di tutti questi politicanti mangia pane a tradimento non esiste, non è mai esistita.
Stiamo sereni eh!


[continua]





Lucio Galluzzi

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sabato 18 aprile 2015

SINISTRO TEDIO




Ormai è da giorni che i notiziari nazionali devono per obbligo mandare in onda la marchetta estesa [nel senso che è infinita] del nuovo film di quel tizio che da decenni ci racconta il suo percorso psicoanalitico.
Era quattro anni che per fortuna non produceva noia, già cominciavo a sperare, perché la precedente fatica del girotondista per hobby aveva abbondantemente affettato le gonadi con lo scandalo, ma quale scandalo?, di lui stesso che sodomizzava la tizia che forse era l'ater ego[ista] del medesimo inculatore.
Quella scena, peraltro davvero ridicola, che tutto aveva di comico e nulla d'erotico o porno, era mandata e rimandata in onda continuamente, bisognava che si aprisse un dibattito, una tavola rotonda, un simposio, era argomento Nazionale.
Ma come? Il regista serio e intellettualissimo, tutto a modo, sodomozzava la protagonista, che poi era lui stesso?
E giù così per settimane.
Traduzione dal Vocabolario della Società dello Spettacolo: "O andate a vedere il suo film o andate!"
Sono orgogliono di non aver mai visto un film di questo tizio.
A volte ritornano.
E' ritornato appunto.

La marchetta questa volta si svolge così: ci sono tre tizi seduti, due di sicuro sono Kripstak e Petrektek [cfr: Zelig, Cinema Polacco], tristissimi seduti su sgabelli tristissimi, la terza figura non si identifica bene, si riconosce dalla voce però e dal pensiero che esprime: il tono è quello del tedio fatto persona, l'argomento consiste nell'autocebrazione.
Kripstak e Petrektek stanno zitti per un bel po', annuiscono solo con la testa, come fedeli della Chiesa Intercostale, sottolineano così l'importanza della minchiata di turno che è questa: "ho scelto lei per interpretare me perché io sono lei, già lo aveva fatto, ma questa volta la cosa è più intima. E' un lavoro di calata interiore nel reale della morte di mia madre, che vuole essere la rappresentazione di un sentimento profondo che molti italiani provano quando perdono la mamma e entrano in lutto..."
Kripstak e Petrektek a questo punto diventano contriti, non annuiscono più, quella in mezzo sembra che voglia piangere, l'altra a lato comincia a recitare l'essenza della civetta/gufo colpiti da ictus doloroso.
Ed ecco che quella in mezzo parla: "E' vero, io sono lui, nel senso che lui è me, ma io sono anche sua mamma, e sai calarsi in questa situazione è stato non solo difficilissimo, ma proprio per la complessità interiore sua [di lui, NdA] (lo guarda ammirata come si faceva con Sai Baba, lui gonfia la coda di pavone si gira e mostra l'ano conscio, come fa tutti i pavoni del resto), lui ha una sensibilità  tale che lo porta a pretendere l'impossibile dagli attori..."
Poi è il turno della civetta/gufo, che parla italiano è vero, ma non si capisce cosa dica, un pensiero che ha a che fare con il teatro, prestato al cinema che diventa cinema vero, perché sul palco non ci sono i ciak, mentre lui [il Sai Baba, NdA] vuole la perfezione.
A questo punto hai la conferma, spudoratamente dimostrata, che la quasi totalità dei percorsi psicoanalitici genera narcisi mostri, che non realizzano più la santa riservatezza del proprio privatissimo e fottuto mondo, ma riversano le sfighe più profonde del loro io megalitico su chi ne ha già le palle pienissime del proprio.
Mi domando: ma a noi che michia ce ne deve fottere dell'elaborazione del lutto di questo signore?
Non te lo puoi chiedere.
Spegni la marchetta che passa da RaiNews, SkyTG24, TG3, TG2, TG1, TGCOM24... e speri nella radio.
Invece no.
Anche lì su ogni canale nazionale devi per forza farti carico del dolore elaborato o meno del tizio che ha perso la mamma.
Sia chiaro, io non ce l'ho con questo signore, non particolarmente, ma essendo lui personaggio pubblico si espone al giudizio di chi deve sopportare le molestie delle sue produzioni e conseguenti promozioni "giornalistiche"; veramente diventano puro stalkeraggio.
Ma lui è solo uno dei tantissimi che in nome della presunta intellettualità organica sinistra, ci effondono incultura, inciviltà, culto della personalità, deliri d'onnipotenza e la qualsiasi merda tirano fuori deve per forza diventare "esempio di creatività e intelligenza artistica nazionale".
Invece ci hanno semplicemente rotto il cazzo.
Lui, quell'altro che se ne doveva andare in Africa e non l'ha fatto perché deve scrivere libri e fare film su Berlinguer, l'amico ministro che è diventato tutto artistico, quello di Torino, "punta avanzata" del pensiero moderno, il medico di Roma, l'ex sindaco di Venezia e ce ne sono tanti altri, tutti identiti, con la stessa barba, stesso tono monocorde, uguale sicumera clinica; uno solo tra loro non ha barba, porta baffetti, ma ha rotto i coglioni più degli altri.
E' dal 1994 che non accadeva che tre italiani fossero con i loro film  a Cannes.
Bravi, bene, bis!
Tutti che applaudono contenti.
Ma per cosa?
E' tedio sinistro, orticello privatissimo pure misero di chi non ha più nulla da proporre se non se stesso, nulla in più da dire e/o comunicare all'Altro.
Ma applaudono!
E' una "cultura" questa alla Giovanni Lindo Ferretti che all'improvviso scopre nella Madonna il suo terapeuta, inizia un percorso di vino e ora va di chiesa in chiesa a stonare pure i finti gregoriani.
Mi mancano Monicelli, un certo Bertolucci.
Non riesco ancora a farmene ragione di Carmelo Bene morto.
Una sinistra sinistrata in coma irreversibile.
Sinistro tedio.



Lucio Galluzzi

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sabato 21 marzo 2015

LUPI, PUPI, PUPAZZI E TORCICOLLO

 

Tutti contenti quelli dell'italietta per le dimissioni di un ministro.
Ieri i boccaloni-vota-la-mmerda-sempre-e-comunque hanno avuto il contentino, con tanto di diretta.
Lupi non è più ministro.
Dopo un discorso in un Aula quasi deserta; ha parlato/letto con diligenza poco più di 19 minuti e realizzato 42 strafalcioni linguistici.
Il più esilarante è stato il lapsus da gran fedele di Don Giussani e dell'Opus Dei: invece di dire "corruzione" ha letto "comunione".
Comunella & Liberatutti ce l'ha profonda nel sangue lui. Come Formigoni.
Ha lasciato "a testa alta", tanto lo sa benissimo che lo ritroveremo, con un nuovo imene,  sistemato su altre poltrone.
Un sottosegretariato, una presidenza di Commissione, un nuovo incarico in qualche altra fottutissima e inutile delegazione istituzionale non la negano mai ad alcuno.
Vedrai che tra un po' di tempo Maurizio rispunterà, sistemato ad hoc, messo lì a fare le stesse cose che ha fatto da 20 anni a questa parte: nulla.
Ce lo cuccheremo in qualche Consigliarato di Dicastero, come uomo di fiducia dei soliti noti, a legger di nuovo discorsi vuoti, senza capo e coda, un po' come l'altro immarcescibile Maurizio, insipido prezzemolo fasullo d'ogni minestra riscaldata ad uso e consumo dell'elettore italiano.
Ha ragione Lupi: "non ho bisogno di garantismo perché non ho alcun avviso di garanzia", che tradotto diventa: "i miei amici di partito, Alfano segretario,  il PD che qui mi ha messo e il Parlamento quasi tutto mi hanno abbandonato, non una parola in mia difesa, chiedono in silenzio la mia testa e io gliela offro..."
Ma lui sa, perfettamente, che se pure fosse stato indagato e sotto processo... non avrebbe rischiato nulla e nulla rischia.
Formigoni docet.
A testa alta.
Invece avrebbe dovuto abbassarla quella testa. Avere almeno l'umiltà di ammettere di non capirci una emerita minchia di quello che ha avuto intorno, di non rendersene conto.
"Intercettazioni decontestualizzate", "Perotti, un amico di famiglia da 40 anni", "Cavallo è un altro mio caro amico"; e Perotti, dal gabbio, gli professa lealtà: "Luca e mio figlio Philippe sono amici".
Signor ex ministro: perché i suoi amici e quelli di suo figlio erano al Ministero? Che compiti avevano? E Perotti sempre direttore dei Grandi Lavori? Perché Cavallo era referente obbligato?
Se ne va a testa alta perché non capisce l'irregolarita etica, così fan tutti da quelle parti in Parlamento: gli amici al Ministero sono ormai normalità acquisita e regola malata applicata da lor signori come sanità politica.r
E' tutto "conforme alla norma di Casta": vestiti satoriali da 7.000 euro e orologi must cafonal di lusso regalati, biglietti aerei offerti alle consorti, fine settimana passati insieme a quegli amici.
E' "conforme alla norma di Casta" che il Ministro chiami al telefono il Signore degli Appalti e gli chieda di vedere suo figlio, sì "ma solo per dei suggerimenti" sia chiaro.
Poi quel Signore degli Appalti chiama Perotti per trovare un lavoro a quel figlio e il Lupi deve per forza dire "quella telefonata non mi può essere addebitata".
Intanto erano i suoi amici che si chiamavano tra loro.
Non è che per caso lei avrebbe voluto far pagare quelle conversazioni al contribuente mettendole in conto al suo Dicastero come spese di rappresentanza?
Ah, già, lei non capisce già le cose anormali, figurati le battute!
Poi lei ammette con candore tutto Fomigoniano : "i Perotti conoscono mio figlio da quando era piccolo", "con i Perotti festeggiamo sempre Sant'Ambrogio".
Bravo, bene, bis: applauso!
Neppure l'applauso, l'Aula era vuota, come ha potuto constatare, di lei se ne sono strafottuti tutti.
Che tristezza.
Da una parte, quella del Governo c'era lei che si autoraccontava e si dava da solo le pacche sulle spalle, facendo i complimenti a se stesso e a suoi figlio 110 e lode, dall'altra i grillini che la insultavano senza alcuna misura e le pacche gliele davano sulle palle.
Che bell'Italia la vostra.
Su una cosa però le devo dar ragione.
Poche ore prima lei diceva: "non ho commesso nulla perché dovrei dimettermi?"
Sono in parecchi che dicono la stessa identica cosa nelle sue zone depresse: i sottosegretari di Renzi indagati ai quali nessuno fino ad ora ha chiesto la testa, quelli del suo partito che se ne stanno ancora lì con i glutei incollati ai posti assegnati dal ragazzotto confindustriale fiorentino, i Berlusconi che ne hanno fatte di cotte e di crude ma "il fatto non sussiste", certi di Forza Italia & Silvio Re insieme ai Legaioli del magna-magna Ladroni a Casa Nostra, alcuni pure condannati che per l'appunto "perché dovrei dimettermi?"
"Perché dovrei dimettermi?" lo dicono pure quei tizi nazifascisti contro i quali nessuna Procura della Repubblica apre fascicoli e se ne stanno anche al Parlamento Europeo, per finta s'intende, visto che, impegnati a predicar odio qui da noi, ai lavori dell'Assemblea ni vanno mai.
Hanno preteso solo la sua di testa.
Stia sereno signor Lupi e pensi che il suo segretario, sì proprio l'Alfano è in odor di Ministero dell'Istruzione, perché dicono che la Giannini ci ha messo troppi giorni a far una certa cosa e l'Angelino è più veloce di lei [ad eseguire gli ordini e riportare la pallina al padrone], la Lorenzin è in odor di sostituzione.
Vede, le sue dimissioni non solo rafforzeranno il Governo, ma lo stanno già impastando e per lei si prevede un futuro come ficarazziere in Sicilia: la Gelmini, sì proprio la MariaStella, la sta proponendo come candidato a sindaco di Palermo.
Da che pulpito autorevole le arriva la mano tesa!
E se proprio le cose non dovessero sistemarsi come loggia segreta vuole, stia più sereno ancora: ci sarà sempre un Silvio che dirà: "o così o cade il Governo!"
Le auguro quindi ogni bene in questi pochi giorni di pausa che lei si è dato.
Un consiglio: mentre attende di diventare sindaco di Palermo si legga le istruttorie su Alta Velocità e Infiltrazioni Politico/Mafiose, non si sa mai, le potranno tornare utili per la nomina di amici in quella giunta comunale.
Sia anche sicuro che gli italiani idioti vi rivoteranno, semper, ad libitum
Mi saluti tanto suo figlio, la sua signora, Nencini e amici. 
Vista la sua testa alta le formulo i più sinceri auguri di pronta guarigione dal torcicollo.


Lucio Galluzzi

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domenica 1 febbraio 2015

LA DC E' MORTA. CI HAI CREDUTO? TESTA DI VELLUTO!

Brecht insegnava ad usare un block notes, da portare sempre dietro, per appuntarsi durante la giornata quello che si osservava, i discorsi rubati sui mezzi pubblici, dal verduriere, dal barbiere, negli uffici pubblici.
E' il metodo dell'osservazione estraniata, base del Teatro Politico.
Guardare senza esserne coinvolti, annotare nero su bianco nel momento esatto nel quale succede una qualsiasi cosa, usare poi quel "canovaccio" che è gia Opera Finita e portare in scena il pubblico stesso, che poi, seduto davanti al palco, si rivede in quelle che sono carni e sangue quotidiani suoi.
Naturalmente è difficilissima la catarsi [quella Aristotelica nella sua Poetica della Tragedia, nulla a che spartire con Freud e Breuer]: chi guarda se stesso rappresentato com'è realmente, come fosse riflesso da un enorme specchio, rifiuta a priori il solo pensiero che quello che sta vedendo è proprio lui.
Quanto fu infastidita la maledetta opinione pubblica e i critici [mai critici con loro stessi] quando videro ebrei in campi di sterminio, proiettati sul fondale, inframmezzati da pubblicità di Fontina valdostana, profumi e belletti, sfilate d'alta moda, Lutwaffe e tonnellate di bombe... !
E poi il fatto che quella "cosa" l'avesse "scritta" proprio un ebreo!
Quasi impossibile la catarsi.
C'è da aggiungere l'obbligo per gli "attori" brechiatni di indossare maschere, prive di espressione, tutte uguali. Unica concessione per il distinguo: possono essere tutte bianche per i "buoni" e nere per i "nemici"; ma anche questo può essere sovvertito dal regista di turno: chi l'ha detto che i buoni devono essere candidi?
La recitazione nel Teatro Politico non ammette enfasi e "stress", le battute sono dette come lo farebbe un bimbo che ha mandato a memoria una stupida poesiola imposta dalla maestra, spesso l'interpretazione declama a voce ferma anche i segni di interpunzione.
La sintassi come parte integrante della rappresentazione.
"Punto!", "virgola!", "punto esclamativo!", "lettera maiuscola!".
Quanto più impersonale e meccanica è la dizione, tanto più quello è Brecht.
E' previsto anche un piccolo megafono applicato all'interno di ogni maschera indossata dagli interpreti.
Così, il più delle volte, il pubblico, dopo un po' dall'inizio della "messa in scena", comincia a rumoreggiare, qualcuno alza la voce e protesta, iniziano i fischi, i meno pazienti si alzano e vanno via, c'è chi tira oggetti sul palco, altri insultano gli attori; in più occasioni i teatri sono stati abbandonati dai "paganti" che hanno chiesto il rimborso del biglietto, scandalizzati e "offesi" dal "teatro che non è teatro".
Portarsi dietro, sempre, un block notes e appuntare quello che si osserva durante la giornata, senza commento, pura e distaccata annotazione, come la lista della spesa.
La stessa tecnica usata da Pina Bausch, Ionesco, Beckett,  Malina, Piscator e oggi da Marina Abramovich.
Gli astanti sono sempre gli stessi, anche in anni diversi: "conchiglie vuote trasportate dalla marea" li definiva Ionesco.
Come potrebbe il pubblico/popolo riconoscersi nella rappresentazione pura della sua alienazione, alienato com'è?
Quindi scappa, rumoreggia, fischia, sputa, rifiuta...
Questa gente, tutta, non sa chi sia Marx, al massimo, in sparuti casi,  pensa alle comiche di cinque fratelli e con Feuerbach realizza gli estratti di fiori che curano il nulla o la toccata e fuga.
Ieri il block notes si è riempito di appunti.
In un emiciclo una folla di identici, meccanicamente, eseguiva medesimi gesti, sul volto tutti avevano la stessa espressione.
Un foglietto in mano, i cadaveri passavano sotto catafalchi, uno alla volta.
La quarta replica.
Quelli che avevano già eseguito l'ordine del Capo se ne tornavano a posto, nel banco, così per tre ore di fila.
Come l'altro ieri e l'altro ancora.
Tutte le televisioni in simultanea, una maratona moltiplicata, niente che interessasse oltre quel rituale.
Ad un certo punto, una donna che leggeva dei nomi è stata sommersa dai battimani.
Sul tabellone a diodi rossi, poco prima lampeggiava cubitale l'istruzione "APPLAUSI!".
Lorenzo ha vinto X Factor.
E' arrivato primo il ventriloquo Samuele del Got Talent.
L'Isis ha decapitato Kenji Goto.
In decine di migliaia a Madrid, Podemos!
E' uscito con la sua Panda perché si era seguito con la figlia alla TV.
Nuovo stadio del Milan: 48 mila posti, un hotel e un liceo sportivo.
Addio a Maurizio Arcieri.
Mancini non chiude la porta: "Cassano rischio calcolato".
"APPLAUSI!"
La DC è viva più che mai e lotta insieme a noi.

















Lucio Galluzzi

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martedì 13 gennaio 2015

LIBERTE' EGALITE' SANTANCHE'




Tutti siete dappertutto a strapparvi i peli dal pube e dall'anima in nome e per conto della libertà d'espressione, di stampa, d'opinione.
Ci siete proprio tutti, uno più penoso dell'altro.
Fino all'altro ieri sparavate fiele e odio mortale contro tutti quelli che non sono voi.
Ne avete vomitate di tutti i colori, arrivando a chiedere all'esercito italiano di usare i cannoni contro i migranti in mare.
Risentitevi uno per uno, la Rete ha memoria di tutto, ci siete su YouTube e se non basta quello usate Google.
Non possono essere cancellati quegli inviti a prendere i mussulmani a pedate nel culo, mandarli via con i loro cammelli, uccidere i bambini rom e bruciare i loro campi, mandare in cura psichiatrica e farmacologica gli omosessuali, augurare a Vauro di morire causa vignetta non gradita, alzarsi scandalizzati dallo studio TV perché le Femen vi criticavano il Papa, andare ai family day maledicendo i contro natura di Dio.

Giusto fino ad un'ora fa eravate quello che siete sempre stati: servi dei servi a rappresentare i vostri padroni che vi garantiscono la schifosa poltrona che usurpate da decenni.
Eravate esattamente i francesi e i politici parigini che detestavano Charlie Hebdo, non lo potevano sopportare: blasfemo, inutile, da chiudere.
Da anni quelli di Charlie erano minacciati di morte dai pazzi di Al Qaeda/Isis, eppure nessuno aveva provveduto a mettere in sicurezza redazione e vignettisti, che di fatto, come sempre accade erano stati lasciati soli, dimenticati.
E' così che chi fa un certo lavoro di coraggio e denuncia viene trucidato: mica erano la Le Pen o Salvini, Hollande o Netanyahu, Borghezio, Putin o Erdogan...!
E' stato sempre così.
Era il 2010, negli USA, la disegnatrice Molly Norris di Seattle protestò per le censure che le TV statunitesi applicavano al cartoon South Park e le minacce di Al Qaeda ai disegnatori della serie; decise in prima persona di aprire un canale e proporre sui disegni su Maometto, si fece portavoce della "Giornata Nazionale per Disegnare il Profeta".
Dopo pochissimo la Norris viene indicata da Anwar El Awaki, membro di Al Qaeda, "bersaglio da eliminare" perché "apostata e deve essere uccisa".
Ed improvvisamente, il giornale dove pubblicava la disegnatrice informò i lettori che "la nostra Molly Norris non c'è più, è sparita".
O il regista nord europeo ammazzato dai fanatici di Allah, a colpi d'ascia, negli studi dove lavorava; Theo Van Gogh assassinato a pistolettate perché si era "permesso di criticare l'Islam" in un suo film.
Librerie date alle fiamme, editori fatti saltare in aria, donne sparate in testa perché si oppongono alla fallocrazia integralista...
Tutti voi, gli stessi identici che oggi in tutti i canali TV e radio, fate i coccodrilli coi lacrimoni neri, dove eravate?
I Capi di Stato ipocriti ad aprire il corteo di Parigi per la strage al Charlie, dov'erano?
Che cosa stavate facendo loro e voi quando i mussulmani in Kosovo venivano decimati negli orrori indescrivibili sai Serbi?

Quando mai avete mosso un solo dito o speso due parole per denunciare lo sterminio del popolo curdo ad opera di Turchia, Russia, Iran e Iraq?
Ora però che i Curdi vi fanno comodo per fermare il "nemico" Isis, improvvisamente la Comunità Internazionale si accorge che esistono e li "armano" [anche noi italiani lo abbiamo fatto] di vecchi kalashnikov e altro materiale bellico leggero e preso dalle discariche... e li mandate a combattere contro il califfato a difesa dell'Occidente.
Ieri sera ascoltavo le dichiarazioni del Comandate Curdo in Kobane [è una donna], faceva appello all'Europa, chiedeva aiuto, ci informava che se cade quell'avamposto in mano all'Isis, il califfato dei taglia teste avrà le porte aperte fino a Roma e che i suoi uomini non potranno contrastare ancora per molto quell'esercito che possiede armi pesanti modernissime, equipaggiamenti d'avanguardia e soprattutto soldi, tantissimi soldi.
I combattenti Curdi invece ai piedi portano scarpe da ginnastica approssimative, tute mimetiche vecchie in tessuto logoro, kalashnikov di vecchia data: sembrano usciti da un documentario della Prima Guerra Mondiale.
Eppure: "noi siamo qui anche per voi Europa, non difendiamo solo la nostra libertà, anche la vostra".
Nel mentre, l'Imam di Londra: "Abbiamo colpito Charlie Hebdo perché così ci ha detto Allah, noi non crediamo alla libertà di informazione, non siamo l'Occidente. Il governo francese da tempo insulta il Profeta e Dio, quindi noi abbiamo fatto quello che è giusto  fare. Continueremo a farlo perché così dice la legge di Dio: uccidete i blasfemi. Sia chiaro che metteremo in pratica la profezia: 'quando Roma sarà presa e governata dall'Islam il raggiungimento completo sarà ottenuto'. Noi a Roma ci arriveremo, non preccupatevi, non pensate che sarà brutto essere governati da noi, anzi imparerete la vera libertà e il rispetto delle regole..."
Così Hollande manifesta per la libertà di stampa e d'espressione insieme a Netanyahu e ad altri almeno 10 rappresentanti di Stati che quelle libertà le calpestano tutti i giorni, accetta la solidarietà di Putin, e tutti tacciono sugli oltre 200 giornalisti assassinati in Russia perché si erano permessi di criticare l'Allah del Cremlino... E le Pussy Riot nessuno le ricorda più.
Strana gente siete, pericolosamente ipocrita.


Lì, a riempire tutte le trasmissioni possibili con ridicoli ba bla bla.
Ma quando l'Algeria democratica, soprattutto le Donne di quel Paese, anni fa chiedeva il vostro aiuto contro l'integralismo fallocratico e nazista, voi dove eravate?
Le avete lasciate sole, esattamente come avete fatto per Charlie Hebdo e gli altri.
E due anni fa, quando è cominciato il genocidio del popolo siriano per mano della dittatura di Assad... neppure le stragi di bambini a centinaia vi hanno mosso fremito di intervento.
In due anni, lì, in Siria 150 mila sono stati assassinati dall'esercito lealista e sono due milioni i profughi scappati da morte sicura, concentrati ai confini e pure mal visti dagli Stati vicini.
E quando Saddam Hussein gasava i curdi, alleato con la Turchia, l'Iran e la Russia, sterminando interi villaggi, andava tutto bene vero?
In Iran la dittatura Ahmadinejad-Khamanei ha compiuto crimini atroci contro l'Umanità, per anni... eppure accettavate lo stesso Ahmadinejad all'ONU e lo ascoltavate nel suo delirio anti ebraico, omofobo, minacciare l'Occidente peccatore e servo di Satana.
Eppure non ci vuole molto a capire che l'Isis/Al Qaeda nasce proprio a causa di una Comunità Internazionale sorda cieca e muta, che se ne è sempre strafottuta di come venivano, e vengono!, sterminati interi popoli islamici dalle dittature.


Un esempio: come mai siete tutti, ora, così attenti a Charlie Hebdo e di quello che sta accadendo in Nigeria non ve ne fotte una beata minchia?
Manco sapete che Boko Haram significa letteralmente "l'educazione occidentale è peccato"?
Perché non fate cortei tutti per dire che far saltare in aria bimbe di 10 anni in mezzo ad un mercato è orrore?
Come mai non si siete battuti il petto per il popolo Yazida, sterminato in diretta dall'Isis poco tempo fa?
Dire che fate ribrezzo è poco.
Ascoltare quello che oggi state dicendo e quanto proponete per "salvarvi" il culo non merita commento alcuno, solo bestemmie da urlarvi in faccia a voi e al vostro dio, qualcunque, sia per farvi tacere, voi e lui.
Perché non ci sarà mai libertà sotto dio e spero che quelli rimasti di Charlie Hebdo vi piscino in testa.

Lucio Galluzzi

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sabato 10 gennaio 2015

LETTERA APERTA ALL'ISLAM

E' vero che questo Occidente è maledetto e infetto, un oceano di esseri miserabili che arrancano sulla cresta di una vita meno che mediocre.
Non serve il Corano a dirci quanto siamo putrefatti e corresponsabili di Crimini contro l'Umanità, quanto ci piaccia la necrofilia e il correre dietro inutili e sbiaditi gagliardetti, ne parla abbondantemente Dante nel suo Inferno della nostra maledizione totale e ferale di ignavi cronici.
Se poi si apre la Bibbia si legge ancor di peggio.
Questa parte di Mondo dove ho avuto la sfortuna di essere sgravato merita niente, solo la fine, la sua sparizione e con essa la terminazione delle masse di fantasmi inutili quali siamo sempre stati.
Ne ho Coscienza.
Io non ho paura di morire, nemmeno di essere mitragliato o fatto saltare in aria.
Ci tengo nulla a questa miseria di Pianeta.
Anzi, magari mi farebbero pure un favore i coglionazzi di Al Qaeda, Isis o come minchia vogliamo chiamarli, a togliermi di mezzo.
Mi leverebbero un peso.
Ma non ci sto a tacere.


Soprattutto quando l'imbecillità è universalmente palese e le balle vengono raccontate spacciandole per Verità Supreme o dagli Imam di turno, dai Califfi, dai Papi, dai Direttori di Giornali, dagli Ayatollah, dai Capi di Stato, dai Fedeli della politica che è la Menzogna Assoluta...
Diciamocelo chiaramente, senza mezzi termini: non è più tempo di far finta di nulla.
Non lo era già anni fa, dall'inizio del genocidio in Siria, dalla follia malata talebana afgana, dai pazzi criminali che hanno insanguinato l'Iran, dai Gheddafi, Saddam Hussein, re del Marocco autoproclamatisi divinità, cervelli malati e bucati in Nigeria... eppure tutti sono stati fermi ed immobili.
Non solo l'Occidente/Comunità internazione/Onu, che di fatto sono utili come i fiori di Bach da sempre, ma anche l'Islam tutto, i Mussulmani; da una parte e dall'altra non abbiamo mosso un dito, non siamo intervenuti, ce ne siamo strafottuti... e i morti sono centinaia di migliaia e ogni giorno aumentano.
E ora che gli imbecilli portano l'attacco al cuore di Parigi, dell'Europa, minacciano fiumi di sangue per Roma... l'Occidente non se l'aspettava? E adesso si lamenta?
E voi, Islam, non lo sapevate che sarebbe successo?
Noi da una parte a tapparci bocca, occhi e orecchie, ma voi ugualmente responsabili di non aver mai preso posizione netta, esservi schiarati contro, usciti allo scoperto e comunque: nessuna azione per isolare e rendere inutili e inoffensivi i coglionazzi assassini in nome del Profeta da vendicare o di Allah da fari risplendere di più.
Questi coglionazzi, che fanno stragi pensandosi martiri da paradisi, anche in nome vostro, stanno facendo esattamente quello che fecero i collaborazionisti ai tempi del Terzo Reich; leggeteli i quotidiani di oggi, quelli dell'estrema destra, guardatene bene i titoli, ascoltate le varie Le Pen e i Salvini di turno, i nazifasci razzisti, gli xenofobi... tutti si copiano le frasi e dicono la stessa identica cosa: "la gente l'Europa è razza chiaramente superiore, non solo per questione culturale, ma per radici cristiane e civiltà che può insegnare a questi invasori"; "E' arrivato il momento di cacciarli tutti a calci nel culo"; "L'Isis e Al Qaeda orma sono i nostri vicini di casa: svegliamoci!"; "Ci hanno colonizzati, o reagiamo adesso facendo pulizia, riprendendoci la nostra sovranità o saremo per sempre servi di Allah"; "Non capisco come mai non si vada tutti davanti alle moschee a farci sentire come si deve... dobbiamo chiuderle tutte o non ci faranno neppure più festeggiare il Natale"; "Reintroduciamo la pena di morte, ma senza passare dal referendum, occorrono leggi speciali e dobbiamo agire velocemente..."

Questo è il risultato che i dementi dei Califfi col kalashnikov hanno ottenuto: aumentare in modo istantaneo ed esponenziale l'odio verso lo straniero, soprattutto verso voi mussulmani.
Siete voi ora che dovete darvi da fare e piantarla di starvene chiusi in casa fingendo di non sapere o di non essere in gradi di comprendere.
Sapete e comprendete benissimo, lo so per certo, e se davvero siete altro dall'inferno che questi falliti sociali vogliono, e lo siete!, fateglielo sapere una volta per tutte.Scendete in piazza, occupate le strade, intasate il web, prendete parola nelle moschee, ulrlatelo in ogni dove il vostro dissenso e lo schifo che provate ad essere rappresentati da questi maiali macellai, ma fatelo e in fretta.
Non è più tempo di mezze parole e di vigliaccheria, bastiamo per l'appunto già noi Occidente.
Voi che siete scappati già da orrori nelle vostre Patrie e siete da noi, rifugiati, vivi, socialmente inseriti. disperati, clandestini, arrabbiati, discriminati, in nome dei migliaia di vostri fratelli e sorelle inghiottiti dal Mediterraneo e di tutti gli altri periti per stenti, sete, botte, stupri, schiavitù... ALZATE LA VOCE!
O sarà inferno, ma quello vero, qui sulla Terra, per tutti, non parziale, ma globale.
E voi, a scappar di nuovo per altri Stati che magari non ci saranno più o non vi vorranno definitivamente.

Lucio Galluzzi

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domenica 14 dicembre 2014

VI RACCONTO GLI ALEMANNO - parte prima

Alemanno squadrista con il suo amico Amendola



Dopo una "giovinezza-giovinezza" fatta di tantissimo nero, Fronte della Gioventù, Ordine Nuovo, squadrismo che lo porteranno al gabbio a Rebibbia, nel 1982, nello stesso carcere insieme a Carminati e Buzzi [ma che coincidenze!], il poveretto per un po' di anni, circa una decina, rientra nelle fogne, come tutti i fascisti del periodo 1982/1992.
Non dimentichiamo che "er piccoletto" è genero del [per fortuna defunto] Pino Rauti, il fascistone storico italiano, che in una intervista del TG3 [allora era deputato], alla domanda su cosa andasse fiero della sua attivtà politica del periodo, rispose: "Essere riuscito a far assumere alla RAI mia figlia Alessandra".

il matrimonio Rauti Alemanno
il matrimonio alemanno - rauti

Comunque quella destra, l'Alemanno-Fini, uscita fallita dal congresso di Fiuggi, zeppa di impresentabili e pure innominabili, viene sdoganata da Berlusconi, che "sceso" in campo nel 1993/94, per essere sicuro di farcela, porta dentro a Forza Italia tutta la feccia possibile e anche peggio.
Alemanno così, riverginato direttamente da Arcore, viene nominato Ministro delle Politiche Agricole [il dicastero più inutile della storia di questa Repubblica delle Banane] nel Governo Berlusconi e poi diventa, purtroppo per la Capitale e l'Italia tutta, Sindaco di Roma.
Il 30 marzo 2006 muore in un incedente stradale Giuseppe “Peppe” Dimitri, ex Avanguardia nazionale, ex Terza posizione, ex Nar, soprannominato "er comandante". Al suo funerale, tra simboli e stendardi

fascisti e neonazisti, partecipano molti membri del Terzo Governo Berlusconi:
in testa c'è Alemanno [Ministro Politiche Argricole];
Vincenzo Piso, ex Terza posizione, coordinatore Pdl nel Lazio;
Marcello De Angelis, ex Terza posizione,  deputato Pdl e direttore de Il secolo d’Italia;
Fabio Rampelli,  deputato del Pdl;
Barbara Saltamarini, già provinciale di An, deputata del Pd;
Giorgia Meloni, Marco Marsilio, Luca Malcotti  e Pietro Di Paolo [assessore laziale con delega ai rifiuti]...
Quella destra radicale e Almirantiana aveva aderito in modo assoluto al progetto Berlusconiano, tant'è che ancora oggi i vari La Russa, Gasparri, Storace, la Mussolini, Fiore, l'Alemanno medesimo... e la papessa nera Donna Assunta, vuoi o non vuoi, sono sempre sulla cresta non dell'onda, ma dell'oca.
L'Alemanno "ripulito" da Berlusconi, tra i suoi collaboratori aveva Giorgio Magliocca, già arrestato con l’accusa di concorso esterno in associazione camorristica.
E' stato arrestato anche il consigliere regionale Pdl della Calabria Francesco Morelli, da Alemanno sponsorizzato in campagna elettorale: Franco Morelli, risulta tra i fondatori di Area, la rivista di destra sociale che fa capo proprio al sindaco di Roma. 
Alemanno è stato pure ascoltato dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano ed ha dovuto giustificare i suoi contatti con Giulio Lampada, il boss della 'ndrangheta arrestato il 1° dicembre nell'inchiesta sulle infiltrazioni nel mondo della politica, dell'economia e della magistratura del clan Valle.
Il costo della "struttura di supporto" [dal Capo di Gabinetto in avanti] del corso Alemanno al Comune di Roma costa 20 milioni l'anno, raddoppiato rispetto al suo predecessore Veltroni.
Diverse sono le operazioni poco chiare o con palesi conflitti d’interesse. 
Stefano Giovannini, il manager scelto da Alemanno per dirigere la compagnia assicurativa del Comune di Roma [AdiR], è anche alla guida della società [Italbrokers] che si è aggiudicata il servizio di consulenza e brokeraggio assicurativo del colosso Acea [controllato anch'esso dal Campidoglio].
La parentopoli che si è sviluppata sotto la sua gestione nelle aziende partecipate dal Comune di Roma è a dir poco vergognosa.
In due anni 854 assunzioni all'Atac, 100 all'Ama. 
Tra di loro c'è la moglie dell'assessore De Lillo, la compagna dell'ex deputato di An Marco Marsilio, il sindacalista Gioacchino Camponeschi, una cubista, molte persone di Guidonia [il paese dell'ex Amministratore Delegato di Atac Adalberto Bertucci], il fioraio, il nipote di Bertucci e la sua segretaria, la compagna, il cognato, la segreteria e due uomini di Sergio Marchi [assessore ai Trasporti], la compagna di Marco Visconti [delegato del sindaco all'Emergenza abitativa], due ex Nar.
Il Gianni Letta di Alemanno e campione capitolino del familismo allargato è  Franco Panzironi, l’onnipotente amministratore-padrone dell’AMA: la municipalizzata che si occupa dei servizi ambientali e della raccolta rifiuti. 
E’ lui al centro della parentopoli romana ed è Panzironi che aveva favorito la straordinaria ascesa di Stefano Andrini, ex picchiatore fascista, ai vertici dell’azienda. 
Andreini, una vita di turbolenze a sfondo fascista, era stato condannato a 4 anni e 8 mesi per tentato omicidio e lesioni aggravate. 
Nonostante privo di curriculum, ma con l’appoggio di Alemanno, si ritrova promosso Amministratore delegato di Ama.
Come responsabile delle Risorse Agricole, è invischiato nello scandalo Parmalat:
"Alla fine del 2001 la Parmalat sommerge l’Italia di spot su un latte presentato come fresco, ma in realtà imbottigliato a Gransee, in Germania, anche due settimane prima della vendita. Gli altri produttori insorgono. E il governo all’inizio si schiera con loro. Tant’è che l’ispettorato antifrode del ministero multa la Parmalat. Il 13 marzo 2002 il ministro diffida la Parmalat a distribuire il Frescoblu, ma al contempo istituisce con il collega della Salute, Girolamo Sirchia, una commissione per studiare il caso. Il 17 maggio la commissione approva la microfiltratura e un mese dopo Alemanno dà il via libera per decreto. Tanzi, arrestato nel dicembre 2003 e interrogato dai pm di Milano nel gennaio 2004, racconta che il primo voltafaccia di Alemanno pro-Frescoblu non fu proprio gratuito e disse: Sul ministro sono intervenuto personalmente e inoltre, tramite Bernardoni, ho erogato allo stesso delle somme di denaro. Gli inquirenti scoprono che effettivamente Alemanno ha ricevuto un finanziamento di 85mila euro dalla Parmalat, sotto forma di pubblicità sulla sua rivista «Area».Gli inquirenti scoprono che il ministro è pure andato in vacanza gratis a Zanzibar con moglie e figlio a Natale del 2002, per un costo (non pagato) di 14.253 euro. Per le Fiamme gialle «La data di partenza del 28 dicembre 2002 coincide con il termine dei lavori della seconda commissione interministeriale sul latte microfiltrato», quella che ha reso legale la vendita di Parmalat. Tuttavia sarà "assolto per non aver commesso il fatto".

pino rauti e la figlia isabella
Pino Rauti con la figlia Isabella


La sorella Alemanna, la Gabriella, assunta al Ministero dell'Economia, e prima Direttore delle Strategie dei Monopoli di Stato, poi Berlusconi la promuove Direttore dell'Agenzia del Territorio.
Con Lei alla guida le spese crescono e, secondo Il Fatto Quotidiano, sarebbero poco meno di un milione e mezzo di euro di spese per comunicazione istituzionale e rappresentanza. 
Spese in rinfreschi, pranzi, convegni e mostre [il doppio del costo delle bollette telefoniche delle sue cento sedi]. 
Nonostante guadagni 300 mila euro lodi all’anno, il direttore dell’Agenzia che dovrebbe occuparsi di catasto e conservatoria, Gabriella Alemanno, ha speso migliaia di euro in pranzi e cene di rappresentanza pagati con la sua carta di credito aziendale. A spese del contribuente. 
E’ riuscita a pagare con i nostri soldi persino una cena a Cortina a suo fratello a margine di un evento sponsorizzato dall’Agenzia diretta dalla sorella e dall’Acea, controllata dal fratello. 
Una vera abbuffata di conflitti di interessi. 
 Per non parlare delle fatture delle gioiellerie: non si comprende come mai l’’Agenzia compri 30 uova di struzzo decorate per 3 mila e 240 euro dalla gioielleria Peroso. «Sono state donate a rappresentanti di Stati esteri per esigenze di rappresentanza»
L’Agenzia ha comprato anche 12 bicchieri in vetro soffiato dalla signora Maria Bonaldo di Mestre: prezzo 1296 euro e destinazione ignota. L’Agenzia il 22 agosto del 2011 ha pagato 780 euro per ospitare a cena al Villa Oretta di Cortina ben undici persone. 
Oltre ai dirigenti di Ance, Confedilizia e Scenari Immobiliari, c’era anche «il sindaco di Roma Gianni Alemanno più ospite direttore Agenzia».
Quando si muove il direttore Gabriella Alemanno sembra un capo di Stato. Il 14 agosto del 2011 è a Cagliari e pranza con il Prefetto, due avvocati dello Stato e dirigenti delle agenzie del territorio e del demanio. La spesa per 13 pasti a base di pesce dal Corsaro Deidda è di 890 euro. Il 10 maggio del 2011 la Alemanno è volata in Veneto e mangia all’osteria da Fiore a Venezia . Il conto è di 810 euro. Oltre al presidente dell'ordine dei notai e al direttore dell’agenzia del Veneto, erano presenti tutti i controllori. C’era il responsabile audit dell’agenzia, il comandante regionale della Guardia di Finanza Walter Cretella Lombardo e il procuratore regionale della Corte dei Conti. Al momento del conto però nessuno ha messo mano al portafoglio. 
A “ Cortina Incontra” i convegni della famiglia Alemanno risultano gettonatissimi [gli invitati, infatti, non pagano il soggiorno]. 
 Il 12 agosto 2011 e c’era anche lui, Alemanno.
 Il 22 agosto sotto il tendone dell’Audi Palace lo ritroviamo in quanto alpinista. 
Il 19 agosto invece si parla dei risparmiatori: “Nel o sotto il mattone”. Interviene Gabriella Alemanno, già dirigente dei Monopoli di Stato e direttore dell’Agenzia del Territorio. 
Viene poi il 21 agosto. Si discute di “Politica, sostantivo al femminile”. Tra gli intervenuti Isabella Rauti, consigliera regionale del Lazio, figlia di Pino Rauti e moglie di Alemanno. 
Il caso dell'Alemanna Moglie, Isabella Rauti: emerge quando il coordinatore lombardo del Pdl, Mario Mantovani, in risposta al sindaco  Alemanno, che aveva invitato a non candidare «mai più Minetti nei Consigli regionali»,  ha replicato: «Alemanno non è titolato a fare quelle osservazioni. Nel listino della Regione Lazio ha messo sua moglie, Isabella Rauti. Per cui stia zitto». Controbatte il sindaco: "Paragonare Isabella Rauti a Nicole Minetti è un atto di demenza che si commenta da solo. Isabella fa politica da quando aveva 13 anni e ha un curriculum che parla da solo." 
 Appunto, e grazie alla politica [cui è stata avviata dal padre Pino Rauti, già segretario nazionale del Movimento Sociale Italiano e parlamentare per cinque legislature] è stata Capo dipartimento del Ministero delle Pari opportunità e consigliera nazionale delle commissione Pari Opportunità, nominata da Maroni e Prestigiacomo.

pino rauti con almirante
Pino Rauti con Almirante

La cognata Alemanna, Alessandra:
Con il ritorno di Berlusconi al governo arrivano 14 "promozioni" di giornalisti a gonfiare ancora l’organico di Saxa Rubra e altri redattori in arrivo per occupare lo spazio che fu di Emanuela Falcetti.
E’ quanto avvenuto al Giornale Radio Rai, dove il direttore-berlusconiano Antonio Preziosi, con un coolpo di mano agostano, ha premiato i suoi fedelissimi, in barba all’austerity professata dal direttore generale. 
Pesanti i riflessi sulle già sofferenti casse di Viale Mazzini, dove premi, stipendi e carriere di tutti gli altri dipendenti sono bloccati da due anni. 
Furioso anche il sindacato: il cdr parla di nomine non adeguate alle esigenze di funzionalità della redazione e spara ad alzo zero su quelle che definisce “carrriere fulminanti”, identikit nel quale in molti riconoscono il neo capo redattore centrale, la “berluschina” Angela Mariella, record di “promozioni” in meno di due anni e la cognata del sindaco di Roma Alessandra Rauti, nuovo capo del Gr3.
Quando usci la notizia in un sito internet comparve il seguente messaggio: “sono Alessandra Rauti vostra lettrice, nonche’ cognata del sindaco di Roma e neopromossa in RAI. Per dovere di cronaca vi informo che la mia non e’ una “carriera fulminante”: da circa venti anni lavoro in questa azienda. Da tempo sono al Gr3 ed e’ stata semplicemente ufficializzata una posizione che ricoprivo da anni,”
Era entrata in Rai appunto 20 anni prima,ce l'aveva sistemata suo padre per l'appunto: Pino Rauti


Lucio Galluzzi

©2014CCL Common Creative Licence
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