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giovedì 15 novembre 2012

IO STO CON GLI STUDENTI



Sarà sicuramente successo a qualche mastino del potere, mentre spaccava teste di studenti anche minorenni, trovarsi suo figlio sotto il manganello e i pugni.
Chissà che ha fatto il solerte servitore dei morti che gli ordinavano le agonie.
Non credo si sia fermato.
Avrà continuato a versare sul selciato il sangue del suo stesso sangue, fottendosene degli occhi imploranti, fissi nei suoi.
Sarà anche stato aiutato dagli altri dobermann, addestrati al martirio altrui, a trascinare sull'asfalto la carne della sua stessa carne, lasciando scie di materia organica.
E giù botte a più non posso, veloci, senza tregua, inferociti, fatti di chissà quale odio, naturale o sintetico.
Ma fatti comunque.
Non si fermano di fronte a nulla questi.
Sarà sicuramente anche capitato a qualche graduato di loro, imbattersi in una ragazza per giunta straniera, o pensata tale, in mezzo ad una via, nel caos della ferocia, realizzare che era la sua futura nuora, prenderla alla gola da dietro, con il braccio muscoloso, l'arma delle botte premuta sul viso, spingerla così, quasi soffocandola, urlando al commilitone di fronte per essere aiutato a portarla fuori dalla vista delle videocamere, sbatterla su una camionetta, identificarla, riderle in faccia, insultarla e portarla al gabbio.
Non sanno quello che fanno questi cosi azzurri in testa.
Ieri hanno poi mostrato il meglio del loro repertorio infame.
Ogni volta che scendono nell'arena, i gladiatori della miseria, si superano nell'uso della malvagità.
Adesso hanno elaborato la caccia in corsa, in gruppo, contro il singolo.
Lo puntano, si mettono a inseguirlo urlando con i manganelli alzati, lo costringono in luoghi poco accessibili ai cronisti e lì lo massacrano.
Da due decenni gli armati dallo Stato ne hanno compiute di tutti i colori.
Si sono macchiati di crimini orrendi, inqualificabili.
Hanno sparato nelle piazze per uccidere, riuscendoci.
Hanno torturato, inquinato prove, picchiato fino alla morte, assassinato tifosi pacifici, picchiato con calci, pugni, sfollagente, diciottenni colpevoli solo di stare rincasando, ridotto in fin di vita, fratturato con goduria, gonfiato di botte studenti serali perché "di colore" e quindi spacciatori.
Le azioni disumane, tutte documentate, a carico di questi tristi figuri, sono tutte li, in rete, in numero enorme.
Nessuno di loro ne è responsabile, mai una condanna vera, mai un licenziamento in tronco, una nota di demerito.
Ci sono le leggi fasciste volute dai fascisti camuffati da credenti, fatte apposta per la loro impunità.
Allora ne approfittano, spargono sangue, tanto non pagheranno mai.
Anzi, i più spietati saranno pure promossi, con stipendi d'oro, naturalmente pagati da noi stessi: le loro vittime.
Se ieri a Milano, Torino, Roma, Perugia, Brescia... la violenza dello Stato Armato si è manifestata in tutta la sua squallida e pericolosa rappresentazione, in Spagna, a Madrid e Barcellona, gli uomini in divisa hanno proposto ai loro colleghi europei un nuovo modello di comportamento nazista.
I manifestanti picchiati e feriti venivano portati in luoghi all'aperto, ma presidiati dagli antisommossa, tenuti nascosti ai cronisti e reporter, ammucchiati come immondizie, poi presi di peso e a pugni in faccia, mentre li caricavano sui blindati.
Anche ad una ragazza è successa la stessa sorte: ferita dalle botte e poi presa a pugni in viso da un "miliziano", che non smetteva; è stato fermato da un collega che, non sopportando più la scena, ha preso a pugni lui.
Eccolo il nuovo Protocollo Sicurezza.
Tra poco sarà adottato anche da noi.
La ministra Cancellieri, che ieri si è subito spesa in encomi di solidarietà, agli agenti sporchi di sangue, lo studi bene il modello repressivo spagnolo, lo passi immediatamente a Manganelli, che lo proporrà a Napolitano [ne sarà felicissimo] il quale lo consiglierà caldamente a Mario Monti e diventerà, in men che non si dica, Decreto Speciale per la Salvaguardia della Razza Poteri Forti.
I politicanti tutti uniti voteranno compatti, perché è così che si fa per non perdere quelle schifo di poltrone.
Il Presidente della Repubblica farà come oggi, come da sempre, offrendo sermoni infiniti, senza capo né coda, ai morti muffiti con il chip "applauso comunque".
Mai visto un tizio al Colle che pensa di essere il papa.
Gli italiani meritano anche questo: siccome uno a san Pietro non bastava, hanno voluto due pontefici, tutti e due di destra.
Quando Pasolini tifava per i poliziotti durante gli scontri a Valle Giulia, lo faceva chiamando gli agenti "lavoratori come gli altri", "figli della miseria", contestando di studenti che erano solo "viziati figli di papà".
Oggi, con tristezza, si deve prendere atto che gli agenti non sono più lavoratori come altri.
Non è credibile che "lavoratori" manganellino e pestino a sangue altri lavoratori, sempre e puntualmente.
Sono diventati nemici dei disperati, aguzzini degli ultimi.
No hanno testa, né coscienza sociale.
Non capiscono che quelli che scendono in piazza a prendersi le loro botte, rischiando la vita ogni volta, lo fanno anche a nome loro, per difendere anche il loro salario, la loro libertà, il loro futuro e quello dei figli.
Sono deficienti cronici.
Davvero vorrei capire che vita privata conducono questi tizi, che sentimenti hanno, per chi o per cosa si fanno battere il cuore, che tipo di famiglia hanno, quali amori, in cosa credono, se hanno una fede, se si divertono davvero ogni tanto, se sorridono di gusto.
Cosa provano la sera quando tornano tra le proprie mura, con la divisa e le mani imbrattate di sangue.
Cosa raccontato ai propri figli del lavoro sporco che fanno.
Se quando fanno l'amore spaccano costole e testa anche alle mogli o fidanzate/i che siano..
No, non si può essere solidali con chi è ormai solo e semplicemente nemico dell'essere umano e del Popolo intero, affamato per giunta.
Non si può e non si deve, perché questi, senza pensarci su una sola volta, sono pronti all'allestimento dei prossimi campi di sterminio.
Io solidarizzo con le vittime.


Lucio Galluzzi


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martedì 16 agosto 2011

ITALIA: QUARTO REICH





QUANDO VEDRETE I CARRARMATI SOTTO CASA I LIBRI SARANNO GIA' CENERE


Chi non ricorda la battuta "se il popolo è affamato che gli si diano delle brioches"?

Attribuita dai detrattori austriaci a Maria Antonietta, ma presa da un aneddoto contenuto nel VI libro delle Confessioni di Rousseau, rende però chiara la condizione di alienazione dal reale di quello che Bernard-Henri Lèvy chiama "il Principe".

Il potere dello Stato, proprio perché tale, non appartiene al popolo, ma a una classe dirigente politica di borghesia ricca, mai illuminata, che lo impone e che per nulla sa cosa sia la vita concreta dei cittadini.




Per il "Principe" i votanti sono solo subalterni schiavi da usare e imbonire in tempi di elezioni. In quei casi i regimi fanno finta d'essere vicini ai bisogni della "plebaglia", frequentano i proclami nazionalpopolari, promettono il bene sociale e soprattutto si concedono alla vista: salgono sui palchi, truccati e vestiti di tutto punto, partecipano a feste organizzate per loro, usano cantanti, attrici, famose soubrette… ed il gioco è fatto.

Il popolo ottiene la dose di oppio prevista dal protocollo capitalista.

Se non bastasse questo, da secoli, c'è il Signore di tutti i Principi, quello vestito di bianco, che alle feste comandate appare alla finestra per ammansire le pecore, che da sempre giungono in immensi greggi a sigillare con l'idolatria lo Stato immutabile delle cose.

Non sarebbe possibile la sopravvivenza dei due sistemi d'oppressione totale, se il gemellaggio siamese in qualche modo terminasse.





Da sempre Regimi e Chiesa Ministeriale collaborano affinché non ci sia alcuna evoluzione di pensiero tra "fedeli" e votanti, che poi sono la stessa cosa.

Hitler e i suoi gerarchi hanno lasciato una marea di documenti e iconografie sui buoni rapporti tra la morte scientifica organizzata in Shoah e i grandi prelati del periodo benedicenti, conniventi, silenti, addirittura ritratti in saluto nazista.

Quando poi il Terzo Reich andò in frantumi, guarda caso per intervento di chi il Vaticano non lo considerava manco per nulla, il soglio di San Pietro si attivò velocemente per salvare i criminali nazisti e sottrarli ai Processi di Norimberga.

Insieme alla Croce Rossa Internazionale e vari servizi segreti, istituì le "ratlines", stanziò capitali, mosse nunziature e diplomazie compiacenti; così innominabili come Mengele, Eichmann, Bayer… ottennero passaporti falsi, coperture altissime, arrivarono a Roma ospitati in edifici "entro le mura" e da lì presero la via di Genova, dove un'altra potenza prelata li inviava nei Paesi del Sud America.

Storie torbide, assolutamente vomitevoli, soprattutto realtà che il "popolo bue" non deve conoscere.

Non è un caso che il potere in forma di regime intervenga sempre sui libri di testo di Storia usati nelle scuole, con decreti impone quello che i docenti devono o meno insegnare, controlli il diritto Costituzionale sulla libertà di insegnamento…

Così per esempio quando al dicastero della Pubblica Distruzione ci stava la Gran Dama Moratti, il popolo delle libertà iniziò a cancellare per imposizione parlamentare, "pezzi" del programma di Storia nelle nostre Scuole.

Guarda caso proprio di Storia Contemporanea. E guarda caso numero due, proprio determinati argomenti "fastidiosi" al regime.

Poi arrivò quella cosa indefinibile della Enterogermini, una pupazza completamente in mano ai suoi capi, che ha avuto, imposti, come consiglieri politici due gran pezzi di democratici come Stracquadanio e Renato Farina detto Betulla, ex spia della CIA, condannato per il coinvolgimento nel rapimento di Abu Omar, radiato a vita dall'Ordine dei giornalisti; questa è la "testa" dell'attuale Ministero dell'Istruzione, Ricerca e Università.




Questa "testa" sta proseguendo nella strada aperta dall'insulsa BatMamma Letizia.

Per sincerarsene basta aprire qualche testo di Storia adottato per "ordine ministeriale" nelle scuole italiane, guardare le pagine dedicate alla Resistenza, occupazione nazifascista, fascismo e Mussolini, Hitler e Shoah…

Ma questi grandi fantocci messi lì a rappresentare il Governo della repressione globale italiana si sono spinti anche oltre: "togliamo la Geografia e la Storia dell'Arte dalle materie di insegnamento perché inutili…", "i testi di Storia antiberlusconiani che parlano male del Premier e trattano solo della Resistenza Partigiana, senza occuparsi lotta antipartigiana sono da abolire…"

Confermata, quindi, la teoria "popolo bue" di quel tizio, che nella Repubblica di Salò lavorava come fucilatore di partigiani, che di nome faceva Giorgio Almirante, definito dalle Procure della Repubblica "boia": la gente devi tenerla all'oscuro, mantenerla ignorante, altrimenti potrebbe svegliarsi.

Amici del boia Almirante ora sono al potere: da Aledanno a Gnazio la Muffa, da Sputazzetta Gasparri a Iguana Semprabbronzato Fini e una corte infame di nazisti in verde comizia di secessione, zingari e culattoni da ammazzare, stranieri da far annegare, terroni a casa vostra… e lo lo fanno anche e soprattutto in Parlamento e all'Esecutivo.

L'italia è letteralmente schiava perduta di questi pazzi.

I cittadini umiliati, insultati, derubati, manganellati, ammazzati nelle piazze, torturati a morte nelle galere, divieto di manifestare, libertà di stampa sospesa, affamati e liberamente licenziati, senza più tutele sindacali, spremuti e ridotti a larve in coma.

Nelle feste comandate, dalla solita finestra, l'Imperatore di questi principi sanguinari, benedice il sangue e i crimini, invita alla calma, dice ai precari e ai disoccupati di cercare dio e non la vendetta o la protesta…

Anche lui ci spreme il midollo, pure se non abbiamo più nulla da dare… e guai a far conoscere alla gente lo schifo totale che è il Concordato, quanto pesa sulla nostra fame vera il privilegio della loro Casta Suprema unita a quella degli onorevoli mangia brioches a tradimento.

Regime e Religione vivono e proliferano solo per un unico mezzo che da sempre usano: tenere il popolo nell'ignoranza.

Per questa ragione gli italiani non si sono ancora accorti che stanno vivendo nel Quarto Reich.

Tra un'ostia e una beatificazione, una macelleria sociale e fratelli a centinaia morti nel mediterraneo, una guerra in Libia, un'altra in Afghanistan, la recessione legiferata e voluta dagli sgovernanti, gente disperata che si lancia dalle finestre di casa o si dà fuoco, campi di concentramento sparsi qua e là per la Nazioni: quando gli italiani vedranno i carrarmati sotto casa…

I libri saranno già tutti cenere.


Lucio Galluzzi

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lunedì 28 febbraio 2011

ASINI DI STATO

TE LA RACCONTO IO LA SCUOLA, MA DALL'INTERNO


Berlussonini 48 ore fa: "Crediamo nell'individuo e crediamo che ciascuno debba avere il diritto di realizzare se stesso, di aspirare al benessere e alla felicità, di costruire con le proprie mani il proprio futuro, di poter educare i figli liberamente; e liberamente vuol dire di non essere costretti a mandarli a scuola, in una scuola di Stato, dove ci sono insegnanti deh vogliono inculcare dei principi che sono il contrario di quelli che i genitori vogliono inculcare ai loro figli, educandoli nell'ambito della loro famiglia"

Enterogelmimi oggi: "Bersani si rassegni, la scuola non è proprietà della sinistra, del suo indottrinamento e il nostro sistema educativo sta abbandonando i vecchi slogan e va avanti"

Berlussonini 24 ore dopo, la smentita: "Come al solito rovesciate le mie parole, la solita pretestuosa strumentalizzazione; il mio richiamo, al contrario il mio richiamo al valore. La Scuola pubblica presuppone libertà di insegnamento, ripudio dell'indottrinamento. A questo punta la nostra Riforma".


Come al solito siamo sempre noi che non capiamo e travisiamo le sue parole, strumentalizziamo e manchiamo di contestualizzazione

E se riprendiamo esattamente le parole che ha pronunciato 48 ore fa il barilotto zoppo, siamo degli sporchi comunisti al soldo bolscevico.

Perché lui quelle cose non le ha dette così come le ha dette, nella sua testa erano altre, poi se la sua bocca le ha fatte uscire in modo diverso non è colpa sua, ma nostra che non siamo bravi in telepatia.

Povero Silvio, capito così bene dalla Enterogelmini che era in sala e non ha osato proferir parola, come se lei non fosse la ministra dell'istruzione, neppure rappresentante dello Stato.

Infatti la Mariastar legge nel pensiero del suo padrone, ed è pronta a donarci la vera e sacrosanta idea primieva che il duce pazzo concede solo alla sue podestà.

Questi tizi del partito dell'amore solo loro, si permettono, da sempre, qualsiasi esternazione cretina e grave, poi quando ci si indigna per lo schifo che fanno: smentiscono.

E tutti i servi della corte a ripetere la negazione della realtà come fosse la cosa più normale di questo mondo.

Ma non è così.

In pochi anni, cinque per l'esattezza, di gestione della Scuola Pubblica sotto la guida malsana e incompetente della Maria Letizia la Monatta, prima, e di Enterogelmini dopo, l'istruzione statale è stata resa macerie, relitto abbandonato.

L'istruzione e la cultura ridotte ad una sterile voce del capitolo finanziario di TremoRti, che di fatto è il vero ministro dei ministri, soprattutto della Mariastar.

Quello che l'acida ed antipaticissima ministressa fa passare per rivoluzione pedagogica e didattica, strutturale, epocale della scuola italiana, ha in realtà un solo nome: tagli economici, indiscriminati, ordinati dal ministero dell'economia, cioè solo ed esclusivamente sempre da TremoRti.

Non si capisce, e non lo capiremo mai, noi insegnanti, che competenze precise abbiano questi personaggi per intervenire così pesantemente in sistema educativo che era tra i primi del mondo.

Lo era, purtroppo.

La rovina berlussoniana si è abbattuta su tutto, complici i sindacati padronali Cisl Uil e Ugl con la connivenza vergognosa del PD che mai ha assolto al compito di opporsi seriamente alla banda di cialtroni che di cosa pubblica non capisce alcunché.

Da anni la Nazione è ostaggio del privatissimo e squallido mondo malsano e malato di un premier che impone al Parlamento di lavorare solo ed esclusivamente su leggi ad personam: deve salvarsi a tutti i costi, costi quel che costi dai processi che lo attendono.

Così, nella completa disinformazia di regime, gli insegnanti non solo vengono umiliati con il blocco degli stipendi per tre anni, ma sottoposti all'insulto d'essere giudicati da colleghi loro che stabiliranno se sono veramente bravi, solo così avranno aumenti in busta paga.

Questo significa una sola cosa: la guerra dei poveri. Insegnanti di serie A contro quelli di serie B e C. Chi si adegua al sistema ed è virtuoso, non sciopera, non protesta, non si ammala, dice sempre sì, onora il capo e i suoi tirapiedi… verrà considerato "professionista produttivo" e sarà premiato.

Gli altri: si fottano!

Non basta: gli aumenti maturati negli ultimi periodi, mai versati e promessi a gran voce dal governo, non sono mai stati percepiti e neppure si può sapere indicativamente quando saranno versati, se lo saranno.

Ma, siccome il dipendente pubblico è il limone unico da spremere fino alla morte, questo mese, ognuno di noi docenti, si è ritrovato con una media di 200 euro in meno di stipendio: conguaglio previdenziale c'è scritto.

Loro i soldi che ci devono non li tirano fuori, se lo faranno saranno senza interessi perché gli arretrati per gli statali funzionano così; ma quando devono fottersi parti consistenti del nostro salario sono puntualissimi!

Quello non lo dimenticano.

Si va anche oltre.

Siccome noi insegnanti siamo considerati dall'altro nano LaBrunetta dei fannulloni e truffatori, quando ci ammaliamo non solo veniamo multati, ma ci viene riservato un trattamento penosissimo: ridotti agli arresti domiciliari.

Per il lavoratore privato l'orario di visita fiscale va dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00.

Per noi l'orario è dalle 8.00 alle 20.00, con un'ora di libertà 13.00-14.00, undici ore su dodici.

E' una vergogna!

Chi si è preoccupato di denunciare questa disparità incostituzionale di trattamento fra cittadini italiani? Nessuno!

In tre anni la gestione berlussoniniana della scuola pubblica ha tagliato otto miliardi, tagli puri, solo ed esclusivamente per "fare cassa" pro TremoRti e manovra finanziaria-patto di stabilità; l'istruzione è vista dall'esecutivo come un "bene" del tutto inutile ed accessorio. La Enterogelmini si giustifica adducendo alla Riforma epocale sua: quella fatta di grembiulini obbligatori e maestro unico.

130 mila insegnanti tagliati più 45 mila tecnici ATA.

Di epocale nella Riforma Enterogelmini c'è solo questa ecatombe che ha inferto un colpo mortale alla scuola primaria [quella che una volta si chiamava in modo molto più comprensibile "elementare"], prima era considerata l'avanguardia mondiale dell'istruzione; venivano da ogni parte del mondo a studiare il nostro modello.

Le scuole di, Reggio Emilia, per esempio hanno ottenuto riconoscimenti internazionali come le migliori del mondo.

Eravamo un'eccellenza.

Oggi, grazie ai distruttori al governo, siamo diventati uno schifo.

Smontati i moduli, negato di fatto il tempo pieno nonostante la continua crescita di richieste da parte delle famiglie, difatti il ministero ha smesso di rendere pubblici questi dati, tutti possono capire il perché.



Gli "utenti" della scuola primaria hanno bocciato sonoramente il modello elementare della Enterogelmini di 24-27 ore settimanali; l'80% sceglie e vuole il tempo prolungato in modulo, tre insegnati su due classi, e pieno.

Il numero degli alunni per classe è stato innalzato, nelle superiori si arriva anche a 35, in barba ad ogni norma di sicurezza e bypassando i limiti imposti dalla legge se in aula è presente uno svantaggiato; in questo caso gli alunni non possono essere più di 20.

Il governo e il ministero se ne fottono altamente. Denunciati in class action dalle famiglie di portatori di handicap e condannati dal TAR del Lazio, fanno finta di nulla.

Gli insegnanti di sostegno dono stati decimati e sempre di più il docente di classe, che non ha specializzazione idonea, è costretto a sopperire scegliendo di seguire o gli alunni normodotati o quello abbandonato a se stesso.

Le famiglie pagano una tassa, calcolata molto per difetto, di 100 euro l'anno, non prevista dalla legge: a scuola manca tutto, anche la carta igienica.

Ai genitori si chiede di tutto: risme di carta per fotocopie, sapone liquido, rotoli di carta Scottex.

Le "private" invece godono ottima salute, non solo vivono nell'oasi privilegiata del Concordato, la maggior parte è a gestione confessionale, ma la ministra bugiardona in una notte ha trovato per loro 245 milioni da elargire subito.

Solo la Slovacchia investe meno di noi nell'istruzione.

Siamo i penultimi in Europa, scavalcati dall'Estonia e nel mondo anche dal Brasile.

La spesa pubblica italiana per la scuola è pari al 9% di quella pubblica totale, il livello più basso fra i Paesi industrializzati, e totalmente usata per gli stipendi da fame di noi docenti.

E' un vero disastro al quale si aggiunge la riforma della scuola superiore: tagli negli orari, cancellazione di sperimentazioni, separazione netta tra licei e professionali così i figli tredicenni dei ricchi vanno da una parte e quelli dei poveri Cristi dall'altra.

Allora ha ragione il duce nano: la scuola pubblica non educa?

Certo che nella situazione di sfascio nella quale l'ha scaraventata, lui e i suoi ignoranti rappresentanti, si può fare ben poco oltre.

Lo sappiamo noi che ci lavoriamo dentro ogni giorno e viviamo momento dopo momento tutti i problemi che ci cadono addosso, le umiliazioni, il senso di fallimento perché senza mezzi è difficile creare interesse, le offese, i genitori arrabbiati, la sfiducia, il senso di impotenza quando vedi che c'è uno sciopero generale e la tua scuola resta aperta, gli alunni poveri ai quali non puoi dare un minimo di aiuto se non di tasca tua…

E che cosa va a urlare quel cialtrone ai cristiani riformisti? Che la scuola non inculca i valori della famiglia?

Lo dice a braccio, lasciando il discorso preparato, lo fa solo per ingraziarsi la benevolenza del potere ecclesiastico.

Lui che si permette di dare lezioni sulla famiglia a noi docenti?

E' l'ultimo che può e deve parlarne di famiglia e di valori cristiani, con tutte le porcate che sono venute fuori sulla sua passione irrefrenabile per troie pure minorenni, i divorzi che ha sulle spalle, le convivenze e la sporcizia vergognosa che ha sparso su tutta l'Italia.

E la Enterogelmini invece di fare la cagnolina lobotomizzata che difende il puttaniere di Stato, ripetendo sempre la stessa manfrina sul '68 e l'indottrinamento della sinistra nelle scuole, farebbe bene a dimettersi, prendere a braccetto il suo amato capo e iscriversi tutti e due al CEPU, ad un corso di Educazione Civica, che a loro tanto manca fin dalle basi, magari leggendosi a qualche libro serio, invece di usarli puciandoli nel cappuccino al mattino.

Ai miei alunni il Bunga Bunga non lo insegnerò mai!



Lucio Galluzzi

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