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mercoledì 24 agosto 2011

PREMIATO ALLEVAMENTO SPETTATORI SpA




CATTOLICHERIA ITALIANA


Pensavo questa mattina a quanti giovani cattolici si opposero alla follia di Hitler e e al codazzo mussoliniano.

Quanti studenti ragazzini in nome di Cristo fecero resistenza e informazione, opposizione attiva, finendo poi male.

La Rosa Bianca a molti non dirà nulla se non il nome del fiore nobile o un romanzo d'appendice, cavalleresco, d'amore contrattato.

Era in realtà un gruppo di ragazzini cristiani che per nove mesi scarsi, dal 1942 al febbraio dell'anno successivo, portarono avanti in Germania, un'azione non violenta contro il regime nazista.

Furono poi catturati, processati, condannati a morte e decapitati.

Questo è solo l'episodio storico più conosciuto, ma moltissimi altri cristiani dissero in modo deciso e militante il loro no all'orrore.

Anche ragazzini ebrei come Herschel Grynszpan: lui si spinse oltre, sapendo perfettamente che sarebbe finito deportato. Pare che Goebbels lo fece mettere nel campo di Sterminio di Sachsenhausen e lì morì; ma non si ha certezza, il suo corpo chissà dove lo hanno fatto svanire.

Non si tratta di eroi o di giganti d'acciaio: erano semplicemente ragazzi che possedevano la scintilla della fede, quella vera non imposta; forti e sicuri della giustezza assoluta che il prossimo è da amare, costi quel che costi.

Finirono come e peggio di Cristo.





Chi frequenta i Vangeli, soprattutto quello di Matteo, sa che il Cristo non è mai stato amorevole e dolce nei confronti di farisei e pusillanimi. Non diceva "sono venuto qui: che bello! Balliamo tutti insieme, mettiamoci le coroncine di fiorellini in testa, cerchiamo l'anima del nostro popolo cantando e giubilando…"

Diceva ben altro: "Vi ho portato la spada, sono venuto qui per dividervi dalle vostre famiglie, dalla moglie, da vostro padre… vi mando in mezzo agli uomini… siate scaltri come serpenti e puri come colombe… prendete la vostra croce e seguitemi… siate sentinelle: non domite."

Qualcuno ricorderà anche come Gesù mandò via i mercanti dal Tempio. Non chiese voto di fiducia ad alcuno, neppure confronto, semplicemente li prese a calci e distrusse le quello che vendevano.

E' veramente scomodo questo Cristo: non stava fermo un minuto, lanciava veri anatemi, non chiedeva soldi per rimettere peccati o guarire, soprattutto non si agghindava d'ori e gemme, rifiutava gli accordi, non sedeva alla tavola del ricco, malediceva gli idolatri…

Dove sono oggi i cattolici cristiani, quelli che a milioni qui in Italia "professano"?

Che pena vederli riuniti in massa solo per feste loro, anzi: per idolatrare quel tizio che pesante di preziosi, oro zecchino tessuto, broccati finemente ricamati, sotto il baldacchino, trasportato sul trono dagli schiavi… è imperatore assoluto politico di quello stesso ministero che il Cristo non aveva chiesto, anzi: ha maledetto proprio coloro che avrebbero fatto Chiesa Ministeriale della sua Via.

Masse di giovani che si muovono affrontando caldo, sistemazioni approssimative, svenimenti, camminate fino allo sfinire… per cosa?

Per lui, il Re. Quello che è talmente potente da condizionare le leggi dello Stato Italiano, da sempre; colui che pur cambiando nome è sempre lo stesso garante dello sfacelo; sfacelo che ora tutti, nessuno escluso, hanno sotto gli occhi.

Finiscono a Madrid, le masse, e corrono a Rimini, ad un altra megafesta, pagata con i soldi del contribuente dell'otto per mille… e lì è una pacchia per loro perché ci sono tutti i veri ed autentici falliti famosi del verbo del loro dio fasullo.

Quest'anno c'è starò anche il Presidente della Repubblica a sermoneggiare e poi tutta la sequenza dei soliti noti squallidi, inquadrabili ed inascoltabili.




Sempre i soliti: piduisti parlamentari, ministri fascisti, allievi di Macinkus, devoti dell'Opus Dei, filosofi dell'orrore omofono, massoni neri… un calderone infernale; eppure i cattolici applaudono i loro beniamini, fanno pure le standing ovation, schitarrano odi al Signore tra un Formigoni alla moda fashion victim e quell'altro che pochi minuti prima, non al microfono di Comunella & Liberatutti però!, benediceva la guerra e chiedeva gli spari sui migranti nel mare di Lampedusa.

Son contenti questi milioni di fedeli, e che fedeli!, rivendicano il diritto di mettere in ogni posto pubblico il crocifisso, nominano loro portavoce ex sprangatori neonazisti e tristissime bestemmiatrici dalla lingua di vipera tossica… perché: "il crocifisso nelle aule lo vogliamo e ce lo lasciamo: chi non lo vuole può crepare!"

Che fedele!

Se poi il crocifisso è il sole celtico pagano usato accanto al Gesù sulla croce, non si scandalizzano, va tutto bene, più che bene, è cosa buona e giusta.

Non si pongono neppure l'embrione dell'idea di pensare se Cristo sarebbe contento o meno d'essere obbligato a starsene sulle pareti di questa Italia, rivendicato da questa gente: morta, spettatrice passiva, ignava che protegge e avvalla d'essere governata da un branco di demoni ignoranti.

Eppure il settimanale cattolico che vende più di ogni altra rivista d'opinione, questa settimana ha un editoriale di fuoco contro il mondo dei "fedeli" affacciati alla finestra… e non è la prima volta. Il Governo italiano viene definito "meglio di un serial killer nel distruggere la famiglia".

Ai cattolici però fotte meno che meno.

Votano, e continueranno a farlo, per peccatori infami e vergognosi che ai comizi elettorali mischiano l'odio razziale alla Patria Dio e Famiglia, la giustezza dell'etica ballusconiana di andare a troie e tradire mogli e figli con nuove leggi speciali per la tutela della donna, il cancro da debellare in tre anni e noi siamo la continuazione del rispetto delle radici cristiane europee…

Giovanardi, Buttiglione, La Russa, Santanché, Meloni, Maroni, Borghezio, Calderoli, Bossi, Bonanni, Dell'Utri, i due Letta, Cosentino, Alfonso Papa, Milanese, Bertolaso, Anemone, Scajola, Tremonti, Angeletti, formigoni, Minetti… fino al Capo, strenuo difensore delle amicizie intime mafiose, del sesso con minorenni e di qualsiasi altro schifo che sia solo per loro, mai del popolo italiano.

I cattolici se ne fregano, a loro va bene così. Poco importa se si macchiano, connivendo, di correità per ignavia… tanto: così fan tutti: Dormire e guardare poi semisvegli gli spettacoli degli Imperatori benedicenti il Condordato e questo Stato di cose.

Davvero: che schifo di gente.


Lucio Galluzzi

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martedì 12 luglio 2011

MAL3D3TTI SCHIFATI ANCHE DA SATANA

LA MERITATA FOLLIA DI NIETZSCHE

I VOSTRI POLITICI MANCO QUELLA SI SONO GUADAGNATA


"Nietzsche è impazzito. Se l'è meritato. Qui invece di pazzi ne abbiamo fin troppi che non se lo sono guadagnato. Questo è il discorso. Sono squallidi mediocri, come i nostri governanti… i vostri governanti!

Carmelo Bene, Maurizio Costanzo Show, 1995


C'è un abisso incolmabile che separa noi da loro.

Sono due mondi diversi, assolutamente non intersecanti.

Non c'è mai stato, e mai ci sarà contatto. Sarebbe innaturale, impossibile.

Menti completamente fuori dalla realtà, mostri che sopravvivono chiusi nei propri deliri. Malati che si trascinano, strisciando a terra, senza alcuna pallida somiglianza al serpente.

Non appartengono al concreto. Non possono neppure vagamente ricordare una vecchia biscia.

Lei è più bella e di certo utile all'ecosistema.





Non sanno e neppure si impegnano a studiare, fermi, immobili, mummificati nella loro abissale ignoranza.

I più sono idioti: cioè ignoranti che pensano di essere intelligenti e raziocinanti.

Sono i peggiori: come Mussolini, Hitler, Lukashenko, Bokassa, Pinochet, Ceaucescu, Mladić, Putin…

Poveri deficienti pieni di problemi psicologici e psichiatrici che pensavano e pensano che i malati siano gli altri, cioè tutti tranne loro.

Cannibali che amano la carne fresca dei loro simili. Se la devono usare e consumare personalmente, allora la fanno diventare vacca e se ne servono per le loro devianze sessuali. Senza un minimo di vergogna o pudore.

Tanto pagano, quelle bistecche doloranti appartengono ai potenti che possono permettersele, abusarne, rovinarle e poi buttarle via.

In questi cadaveri rantolanti con c'è neppure un embrione d'amore e sentimento.

Sono maschi, si fa per dire, che hanno spostati tutti i neuroni nel glande e con quello e per quello tentano di mostrarsi ancora vivi.

Quando la carne non è per divertimento sessuale, allora è martirio.

Sono botte, manganelli, spari, torture, cariche, omicidi impuniti.

Più assassinano libertà e vite, maggiore è il loro merito.

Saranno promossi a ruoli superiori, aumenti di stipendio, medaglie luccicanti appese al doppiopetto.

Pazzi che in compulsione carrieristica pretendono che tutto gli appartenga.

Pagliacci che fanno vergognare anche l'ultimo allievo della Scuola di Clown in un qualsiasi stage circense.

Sempre grigi, plastificati al viso, con agli occhi il peso delle notti insonni passate a disperarsi per solitudine buia e penetrazioni dalle eiaculazioni amarissime.

Divorziati, abbandonati, sputtanati, insultati dai figli, detestati dagli "amici" che fingono di amarli per tornaconto d'avvoltoio.

Maledetti dal loro dio e dai veri Sacramenti che non sono quelli ai quali questo Vaticano li ammette.

Non sanno e non posso sapere.

Non posseggono il dono della crescita di Coscienza.

Non hanno Coscienza.

Rubano tutto quello che ci appartiene, si spingono anche oltre e pervasi dalla loro strafottente putrescina tentano, in tutti i modi, di trasferirci l'infezione ferale.

Se è il caso s'attaccano alla giugulare per prendersi anche le ultime gocce di linfa.

Non c'è differenza fa uno, l'altro, quell'altra, quei tizi, un colore o sfumature di quel rosso che ormai fa solo ridere.

Sono tutti identiche comparse di Romero.

Mai protagonisti.

Come potrebbero le cadaverine ambulanti interagire davvero con la Vita?

Li puoi al limite scorgere, quando non c'è luce, per qualche debole fluorescenza verde marcia che emanano, nei cimiteri intorno alle loro case e ai Palazzi.

E' lì che vivono in tombe colossali perché hanno terrore di terminare la vita terrena.

Sono angosciati clinicamente: non lasceranno traccia e questo li atterrisce.

Torneranno quella polvere che erano.

Anzi, il nulla che erano.

Nessuno ricorderà con piacere o affetto il loro passaggio.

Nessuno li ricorderà.

Molti, tutti, festeggeranno la loro dipartita, compresi i servi, non certo per odio, giacché non si può odiare se non si è amato.

Chi li può amare questi?

Quando mai?

Per il Buddhismo questo è Kali Yuga: il periodo nel quale l'Energia riassorbe quanto emesso, per poi reimmettelo purificato nel circolo del mondo.

Per il Cristianesimo basta solo ricordare una frase dai Vangeli: "Inutile correre o salire sui tetti per salvarsi, perché per ogni due, uno ne verrà preso".

Questa piccola e schifosa legione sarà spazzata via per causa naturale.



Di certo non finiranno bene, non vorrei essere per un solo minuto al loro posto.

Chi è adepto del male e della sua banalità non può sperare neppure in Satana.

Satana è raffinato, d'intelligenza altissima, usa disegni che non ammettono imbecilli o ignavi per finta.

Se Cristo ha chiuso le porte del Paradiso ai "ricchi" e potenti, spalancandole agli ultimi.

Pure l'Inferno è negato a questi stolti.



Lucio Galluzzi

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venerdì 29 aprile 2011

BASTA CON I BASTA: CI VUOLE LA RIVOLUZIONE

Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico

ma nazione vivente, ma nazione europea:

e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,

governanti impiegati di agrari, prefetti codini,

avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,

funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,

una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!

Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci

pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,

tra case coloniali scrostate ormai come chiese.

Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,

proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.

E solo perché sei cattolica, non puoi pensare

che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.

Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.

Pier Paolo Pasolini - Alla mia mazione



Bastardi, ladri, farabutti.

Onorati da un popolo coglione.

Non basta più dire: basta, non ce la facciamo più, dobbiamo dare un taglio netto.

Bisogna reagire.

Non bisogna più dire basta. Ormai lo si ripete fino alla noia.

Lo si ripete tra l'indifferenza generale.

E il potere se la ride, sa che il popolino non da retta ai profeti e ai giusti.

Il popolino è una massa di rimbambiti, al servizio di banditi che si rinnovano il vestito secondo le occasioni più propizie [e di cerimonie anche religiose].

E questi banditi onorati dal popolino che li vedi divertirsi in Parlamento, dietro l'apparenza di una dialettica che fa parte del gioco perverso di chi se ne frega del bene comune.

La dialettica per coprire meglio il culo sporco di questi svergognati, si riduce a rissa o litigio, che non va oltre il tempo stabilito dall'opportunismo. La chiamano maturità democratica.

Mi sto chiedendo: questi nostri parlamentari, di destra e di sinistra, hanno almeno un po' di tempo per badare al bene comune del Paese?

Come fanno se il tempo se lo passano nelle feste da bar dei circoli di partito ad ubriacarsi, o in TV a dire cazzate e lanciarsi accuse dietro alle quali c'è solo qualche rivincita per qualche sconfitta subita?

O per aumentare il consenso sempre in bilico?

Per il malumore di un popolo che si barcamena tra l'ignoranza e la cecità?

E tutto ciò voi la chiamate "politica"?

Parlano di riforme e le riforme non vengono mai; solo qualche briciola che cade subito per terra e i cani raccolgono, sfamandosi per quell'attimo di godimento che è a loro concesso.

Parlano di riforme istituzionali e la parola "istituzionale" esce da una bocca piena di odio razziale o di livore verso la Giustizia schiacciata a tal punto da diventare anche lo zimbello dei nostri ragazzi.

Questi politici che non sanno cos'è il bene comune, stanno portando il Paese verso la vera anarchia, la cui essenza è la perdita di ogni senso democratico; e poi chiamano anarchici coloro che ribellandosi ad un potere corrotto e corruttore, vorrebbero ripristinare la vera democrazia; che poi consiste nel dare al Paese una forte coscienza civica.

Ma oggi è possibile dare credito a partiti come la destra berlusconiana o la lega di Bossi & Co., che hanno della democrazia un concetto distorto, per non dire perverso?

Uno si compra la villa al mare o in montagna, l'altro in centro Roma, un altro si compra la Ferrari o si prende cento escort… poi li vedi in TV o in Parlamento a parlare agli operai o a discutere delle fasce più deboli, da proteggere.




C'è gente che fatica a sopravvivere, si sono operai disperati per la precarietà del lavoro o perché disoccupati, c'è chi non ha un'adeguata assistenza sanitaria…

Ed eccoli questi bastardi che fanno le ferie quando vogliono, se lo possono permettere con il super stipendio statale che hanno: a spese nostre.

Litigano, si spartiscono il potere, fanno finta di volerci bene, se la spassano, hanno un grosso conto in banca e vengono a parlarci di riforme?

Mettiti il federalismo nel culo!

Bastardo!

Lasciano morire di crepacuore gli operai o di malattie contratte sul lavoro, e loro tutti i giorni riempiono pagine e pagine di gossip, catturando la curiosità di milioni di coglioni italiani, mentre la democrazia è fatta a pezzi.

E muore la speranza di un futuro diverso per i nostri ragazzi.

Berlusconi, Bossi & Co.: siete già maledetti dalla vostra malvagità, dalla vostra demenza; siate maledetti figli di un'orgia demoniaca.

Fate schifo.

Letteralmente schifo.

Come anche coloro che vi sostengono: ottusi che prendono per prato verde una distesa di sabbia, infuocata dal sole dell'imminente vendetta umana.

Quando penso al genio dell'Italia e lo paragono ai pezzi di merda che hanno preso in mano la cultura, l'arte, la politica, la religione dei nostri tempi, non mi resta che tirar fuori le armi migliori e scaricarle con tutta la forza possibile sulla classe dirigente che non merita più alcuna compassione.

Sì, non basta più dire basta.





Ci vuole una rivoluzione che scuota le coscienze e sotterri per sempre questi bastardi, figli di una corruzione e di una demenza politica che si sta ormai attirando l'ira anche della natura.

Rivoluzione in nome di quel Cristo che già una volta si è scagliato contro i mercanti del tempio e che ora è pronto a distruggere il Parlamento italiano e il Vaticano.

E' pronto.

Ma aspetta che si muova almeno una foglia.

Ciao.


Don Giorgio De Capitani


***

Lucio Galluzzi

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martedì 8 marzo 2011

STATO VEGETATIVO DI STATO: SIATE MALEDETTI!

FINE VITA: MAI







Quel Cristo nel quale credono, mandato dal loro Dio, in mezzo alla miseria umana, vissuto trentatré anni, destinato fin dal principio al sacrificio finale per eutanasia Suprema: frustato, sputato, insultato, picchiato, torturato, disconosciuto, scarnificato, inchiodato, aperto al costato, ridotto a carne di sangue pasquale… non è servito a nulla.

In nome e per conto suo nei secoli hanno continuato ad ucciderlo nei modi più disparati, gli auto investiti terreni che s'illudono di rappresentarlo, coperti d'ori e preziosi, broccati e tesori infiniti, imperi fino agli orizzonti e false Scritture, le hanno provate tutte per cancellare il Figlio, renderlo nebbia e fumo, invalidarne Verbo, nascondere i Comandamenti, evitarne le raccomandazioni.

Hanno ricostruito gli stessi Templi da dove il Messia li aveva scacciati, risiedono nei mercati, al centro dei poteri terreni, "guai a voi se farete della mia Via un ministero".

Capi supremi, sottoposti, integralisti e riformatori, diplomatici e concordatari, politici messi nei posti chiave, scelti per influenzare leggi di Stato, esorcisti d'avanspettacolo, predicatori televisivi, suore cuoche a raccontare i lieviti Bertolini, francescani a San Remo.

E poi banche, sette, Gran Maestri degli Ordini alla ricerca del Graal, nuovi crociati, celtici verdi adoranti Odino, pedofili nascosti dai santi uffici, lasciate che i bambini vadano a loro e mai più ritorneranno, "guarda" disse Satana a Gesù, "tutto quello che vedi sarà tuo se mi adorerai", Sante Inquisizioni, roghi per streghe e "finocchi", liberi pensatori e scienziati, fiamme accese per tutti quelli che dubitavano dell'infallibilità dell'umano sul trono di Pietro.

Ancora torture, "ama il prossimo tuo come te stesso", "non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te", "se non hai peccato scaglia la prima pietra", e la scagliano, non amano, fanno ai fratelli il peggio, benedicono armamenti e dittatori, criminali, trafficanti di persone, condannano prostitute e santificano papponi.

Vanno alla finestra e davanti al mondo morto di guerre e fame, AIDS e Ebola, predicano la difesa dello spermatozoo, maledicono il preservativo, chiedono ai precari e disoccupati di cercare la vera strada di Dio e non il lavoro, ai disperati consigliano la rassegnazione, ai perseguitati della Libia e del Nord Africa in rivolta di amare i propri carnefici.

Festeggiano i loro giorni dedicandoli alla famiglia e sotto di loro, nella piazza, ci sono tutti gli amici divorziati, conviventi, concubine, amanti, pluri separati, padri e madri di figli avuti con altri padri e madri di diversi padri e figli, e quelle mani avide, quelle stesse due sole, benedicono tutto e sempre.

Tutto il non dovuto.

Ma poi, questi hanno perso anche il potere della magia bianca, manco sanno più il vero rituale per rendere l'acqua benedetta, fanno solo gesti nell'aria.

E basta.

E' tutto temporale.

Una corrispondenza biunivoca continua di strapotere con il potere.

Ai servi seduti in Parlamento dettano le leggi che vogliono, perché o le fanno come dicono le loro divine menti o il governo cade, in questo i ministri del finto padreterno sono simil legaioli, padanissimi, spietati.

E poi soldi, fiumi di soldi, mari di banconote, palazzi principeschi e stucchi, ori zecchini, riciclaggio di denaro, sepolcri nelle basiliche offerti per il riposo di pluri assassini accanto a papi e Dottori della Chiesa…

Lo Stato non libero diluito e invischiato in una Chiesa prigioniera.

Questi, così fatti e conformati, avvezzi al peccato terreno e divino non sono mai sazi. Devono pure occuparsi della nostra morte; legiferarla, codificata, dettare le procedure.

E' come se politicanti e prelati, compreso il pastore tedesco, andassero sotto la croce, dal Cristo agonizzante a infilargli cannule, sondini, flebo, insufflare cibo per gastroscopia ed ogni volta al sentire "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno"… ecco una bella scarica di defibrillatore, mantenerlo in vita quel povero Cristo, per umana e bieca volontà maledettamente terrena, sempre e troppo terrena.

Così il Sancta Sanctorum del Messia, che è esattamente come il nostro, diventa oggetto della legge di Stato Vaticanitaliano.

Nessuna pietà, tantomeno piètas.

Niente amor cristiano, neppure fratellanza e solidarietà, azzerati completamente il mangiar dello stesso pane.

Se Eva fu maledetta per errata mela, partorirà con dolore e Adamo suderà la fatica del lavoro, allora per peccato originale trasmesso chi sta in ospedale e soffre le pene dell'Inferno, dovrà soffrirle, perché gli sarà negata pure la terapia del dolore, guai agli oppiacei, i Papi hanno sempre detto che bisogna crepare male e peggio.

Le partorienti avranno travagli lunghi e saranno lasciate lì a urlare e patire, non importa se un banale farmaco può alleviare e abbreviare il travaglio: è vietato.

Gli uomini lavoreranno il più possibile, in condizioni indescrivibili, cadranno dalle impalcature, finiranno tritati nelle impastatrici, soffocati nelle cisterne velenose, uccisi dall'amianto e dai cancri dell'anilina… e sempre le stesse mani avide faranno segni incompressibili di rituale funebre ai feretri.

Torneranno esplosi dalle guerre i nostri ragazzi, i papalini contriti parteciperanno al lutto dei cannoni e dei bombardieri benedetti prima dai cappellani militari.

Guai a voi se userete cellule staminali per ricerca scientifica cercando cure definitive per le malattie orribili come la SLA.

E' tutto un divieto alla vita, alla libertà di scelta, all'autodeterminazione.

Rendere inferno questo nostro cammino terreno è il loro divertimento.

Nascondono pure che il precedente pontefice chiese di essere lasciato morire in pace ai medici del Gemelli.

Nei Palazzi dove si eseguono gli ordini dell'Universale Comando Supremo della Santa Sede, gli scolaretti, in fila, diligentemente, bestemmiano ogni giorno, facendo finta di legiferare per il bene comune.

In realtà praticano simonia a favore di uno solo, il loro capo, sostituito al Cristo.

A lui danno tutto, per lui fanno tutto.

Idolatri!

Come idolatria perseguono quelli al di là del ponte: adoranti il potere assoluto, l'imperatore massimo e gli ori.

Siate maledetti!



Lucio Galluzzi

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martedì 1 giugno 2010

IL CIELO SOPRA BERLINA


Si deve aver paura di niente, più. Di niente si deve avere paura. La paura è un niente. Il niente è la paura. Trovarsi uno. Centro della ruota personalissima. Orto coltivatello. Le mie lattughe fresche come non mai. Pur se non le bagno. Non le curo. Non mi curo. Non mi hanno mai curato questi mezzi curati che mi ronzavano. Intorno è niente. Affannoso, fastidioso, andirivieni di carrelli per la spesa al supermercato dello sconto. Sul porfido. Una tortura. Vanno e vengono come monopattini mai oleati. E' il suono canto grido tra le otto e trenta e le dieci del mattino. Poi tacciono. Solo le scorrevoli a fotocellula fischiano un po' quando passanti s'accostano distratti. Non entrano. Richiusura.
Ti prende al naso poi quell'odore di invalido, di fine corsa, tanto una parola vale l'altra. Non ha importanza se uso corsa al posto di altro. Chi vuoi che ci pensi. E' così incivile la forma del parlato che lo sforzo non vale la pena.
Forse sono io che emano traverse pvc piccate da ore e ore. O e' pannolone? Si scolora il senso di tutti e cinque. Improvvisamente ti passa pure la voglia di leggere.
Minuti tanti interminabili a fissare un solo autobloccante. Ieri mattina ho contato 27 formiche che giravano dentro il suo perimetro. Poi un colpo di vento fresco mi ha preso una guancia. Non ero da solo a respirare.
Non era mio l'odore grave.
Non sono ancora pronto, probabile.
Quello che solo due mesi fa era ancora umano, se ne stava lì a fissarmi, senza occhi. Gli era caduta la pantofola destra. Quella era poco più grande di un autobloccante. Ricaricare il sistema operativo, bootstrappare, rendersi conto. Intervenire. Rimettere la calzatura al piede. Calzino bianco immacolato. Troppo. Chissà da quanto non cammina. Annaspava con le mani chele verso le ruote della carrozzina. Come i bimbi nella culla che non sanno ancora alzare la schiena. Ma sbracciano.
Gli dava fastidio il sole.
Lo sposto.
E dentro mi prende posto tutto quello che non avrei mai voluto. Mai.
Scappo al dolore io. Lo faccio da sempre. Continuerò a farlo. I mezzi curati mai mi hanno curato.
Aveva l'ossigeno che gli entrava dritto nella trachea. Da lì il suo sibilo si confondeva con quello delle porte scorrevoli.
Non posso più piangere. E' un lusso che non mi è concesso ulteriormente.
In realtà lo faccio spesso. La scuola dura di teatro ai miei diciotto anni mi ha insegnato la non trasparenza. Estraniarsi.
Disperare senza lacrimare.
Riuscire anche a sorridere nel frattempo.
Distrarre lo specchio.
Altrimenti Brecht che ha vissuto a fare?
Professionista dell'apparenza.
Poi a casa, quando sei con te, puoi anche sbatterti le meningi al marmo del tavolo. Buttarti di corsa con i denti contro lo spigolo, a bocca aperta.
Ma lì, al cospetto del mondo assente, non è permesso.
Qualcuno dice che è una cosa strana. Molti non lo capiscono. Gli stessi uguali detrattori di clausure sante.
I non pensanti. Che se tu glielo ricordi che il Cristo loro diceva le stesse identiche cose ancora più chiare, quelli ti danno del matto deficiente bestemmiatore mortale.
Meglio tacere.
Dio ti tocca. Nel senso che te lo devi subire tutto. Mai in quello del tatto. Perché Dio è intangibile e non si sognerebbe mai di abbracciarti o di darti la mano.
Ma Dio ti spacca i denti, te li scalza, ti fonda il parietale per Lui è un tavolo di marmo.
Quello che hai a casa.
Che mai hai pensato fosse coscienza ardente. Non bisognosa d'energia altra per fiammeggiare.
E ancora mi chiedo questo fuoco dov'é?
Fammi vedere il caminetto. Una ollare. Un barbecue all'aperto. Un piccolo rogo qualsiasi.
Ma niente. Io sono cieco.
E' arrivata poi una tizia, dalla parte opposta nostra. Faccia rassegnazione in creta completamente asciutta e cotta come si deve.
Porta una borsa della spesa con poche cose. Misere. La poggia sul ventre del mio osservatore. Chiede se vuole un succo. Non risponde. Continua a guardami. Se lo porta via. Si gira e mi guarda. Continua.
Lei fa la sua strada.
Lui no è sulla mia.
Esattamente, perfettamente biunivoco.
Al momento giusto. E forse domani non lo vedrò più. Perché adesso lo ricordo gli parlai pure. Forse piangevo. Non lo so.
Glielo chiesi come mai in poco tempo così.
Mi disse che il cuore, un'operazione. Fece una faccia da lasciamo perdere e è andata così. Finì in una smorfia da sclerosi multipla.
Forse voleva sorridere.
Forse no.
Ma io non ricordo nulla di tutto questo. Io scappo al dolore. L'ho sempre fatto.
Come una comparsa veloce di Ken Russell.
E maledico gli angeli custodi.


Lucio Galluzzi

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