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sabato 18 aprile 2015

SINISTRO TEDIO




Ormai è da giorni che i notiziari nazionali devono per obbligo mandare in onda la marchetta estesa [nel senso che è infinita] del nuovo film di quel tizio che da decenni ci racconta il suo percorso psicoanalitico.
Era quattro anni che per fortuna non produceva noia, già cominciavo a sperare, perché la precedente fatica del girotondista per hobby aveva abbondantemente affettato le gonadi con lo scandalo, ma quale scandalo?, di lui stesso che sodomizzava la tizia che forse era l'ater ego[ista] del medesimo inculatore.
Quella scena, peraltro davvero ridicola, che tutto aveva di comico e nulla d'erotico o porno, era mandata e rimandata in onda continuamente, bisognava che si aprisse un dibattito, una tavola rotonda, un simposio, era argomento Nazionale.
Ma come? Il regista serio e intellettualissimo, tutto a modo, sodomozzava la protagonista, che poi era lui stesso?
E giù così per settimane.
Traduzione dal Vocabolario della Società dello Spettacolo: "O andate a vedere il suo film o andate!"
Sono orgogliono di non aver mai visto un film di questo tizio.
A volte ritornano.
E' ritornato appunto.

La marchetta questa volta si svolge così: ci sono tre tizi seduti, due di sicuro sono Kripstak e Petrektek [cfr: Zelig, Cinema Polacco], tristissimi seduti su sgabelli tristissimi, la terza figura non si identifica bene, si riconosce dalla voce però e dal pensiero che esprime: il tono è quello del tedio fatto persona, l'argomento consiste nell'autocebrazione.
Kripstak e Petrektek stanno zitti per un bel po', annuiscono solo con la testa, come fedeli della Chiesa Intercostale, sottolineano così l'importanza della minchiata di turno che è questa: "ho scelto lei per interpretare me perché io sono lei, già lo aveva fatto, ma questa volta la cosa è più intima. E' un lavoro di calata interiore nel reale della morte di mia madre, che vuole essere la rappresentazione di un sentimento profondo che molti italiani provano quando perdono la mamma e entrano in lutto..."
Kripstak e Petrektek a questo punto diventano contriti, non annuiscono più, quella in mezzo sembra che voglia piangere, l'altra a lato comincia a recitare l'essenza della civetta/gufo colpiti da ictus doloroso.
Ed ecco che quella in mezzo parla: "E' vero, io sono lui, nel senso che lui è me, ma io sono anche sua mamma, e sai calarsi in questa situazione è stato non solo difficilissimo, ma proprio per la complessità interiore sua [di lui, NdA] (lo guarda ammirata come si faceva con Sai Baba, lui gonfia la coda di pavone si gira e mostra l'ano conscio, come fa tutti i pavoni del resto), lui ha una sensibilità  tale che lo porta a pretendere l'impossibile dagli attori..."
Poi è il turno della civetta/gufo, che parla italiano è vero, ma non si capisce cosa dica, un pensiero che ha a che fare con il teatro, prestato al cinema che diventa cinema vero, perché sul palco non ci sono i ciak, mentre lui [il Sai Baba, NdA] vuole la perfezione.
A questo punto hai la conferma, spudoratamente dimostrata, che la quasi totalità dei percorsi psicoanalitici genera narcisi mostri, che non realizzano più la santa riservatezza del proprio privatissimo e fottuto mondo, ma riversano le sfighe più profonde del loro io megalitico su chi ne ha già le palle pienissime del proprio.
Mi domando: ma a noi che michia ce ne deve fottere dell'elaborazione del lutto di questo signore?
Non te lo puoi chiedere.
Spegni la marchetta che passa da RaiNews, SkyTG24, TG3, TG2, TG1, TGCOM24... e speri nella radio.
Invece no.
Anche lì su ogni canale nazionale devi per forza farti carico del dolore elaborato o meno del tizio che ha perso la mamma.
Sia chiaro, io non ce l'ho con questo signore, non particolarmente, ma essendo lui personaggio pubblico si espone al giudizio di chi deve sopportare le molestie delle sue produzioni e conseguenti promozioni "giornalistiche"; veramente diventano puro stalkeraggio.
Ma lui è solo uno dei tantissimi che in nome della presunta intellettualità organica sinistra, ci effondono incultura, inciviltà, culto della personalità, deliri d'onnipotenza e la qualsiasi merda tirano fuori deve per forza diventare "esempio di creatività e intelligenza artistica nazionale".
Invece ci hanno semplicemente rotto il cazzo.
Lui, quell'altro che se ne doveva andare in Africa e non l'ha fatto perché deve scrivere libri e fare film su Berlinguer, l'amico ministro che è diventato tutto artistico, quello di Torino, "punta avanzata" del pensiero moderno, il medico di Roma, l'ex sindaco di Venezia e ce ne sono tanti altri, tutti identiti, con la stessa barba, stesso tono monocorde, uguale sicumera clinica; uno solo tra loro non ha barba, porta baffetti, ma ha rotto i coglioni più degli altri.
E' dal 1994 che non accadeva che tre italiani fossero con i loro film  a Cannes.
Bravi, bene, bis!
Tutti che applaudono contenti.
Ma per cosa?
E' tedio sinistro, orticello privatissimo pure misero di chi non ha più nulla da proporre se non se stesso, nulla in più da dire e/o comunicare all'Altro.
Ma applaudono!
E' una "cultura" questa alla Giovanni Lindo Ferretti che all'improvviso scopre nella Madonna il suo terapeuta, inizia un percorso di vino e ora va di chiesa in chiesa a stonare pure i finti gregoriani.
Mi mancano Monicelli, un certo Bertolucci.
Non riesco ancora a farmene ragione di Carmelo Bene morto.
Una sinistra sinistrata in coma irreversibile.
Sinistro tedio.



Lucio Galluzzi

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venerdì 4 marzo 2011

COMPAGNO CIOE' NELLA MISURA IN CUI: PAROLIAMO E TANTO SCARABEO


Compagno perché "caspita come erano in gamba quelli di Lotta Continua. Persino più bravi della redazione del Quotidiano dei Lavoratori. Un movimento di idee e coraggio come non mai. Poi mi è dispiaciuto quando sono andati avanti per mesi a chiedere soldi perché altrimenti chiudevano, mi sono sentito triste e monco, ma non è possibile dare sempre soldi a tutti. Lo dico con amarezza e le lacrime agli occhi. Però la Ricerca sul Cancro, i Bambini che Muoiono di Fame nel Mondo, l'Adozione a Distanza, i Tupamaros… ok non ci saranno più quelle testate rosse in edicola. C'è Repubblica però. Il Manifesto non lo compro perché sono troppo intellettuali ed economisti, poi usano un italiano ricercato e faccio fatica a leggerlo. E' vero, comprarlo fa trendy. Gli altri compagni ti vedono con quelle pagine sotto il braccio, piegato in vista nella borsa della Coop, perché io sono di sinistra e la spesa la faccio lì, non ingrasso il padrone!, ma vuoi mettere Repubblica? Ha un sacco di fogli di sport tra l'altro!"


Compagno perché "Cioè, nella misura in cui il lavoro progettuale basato sulla proposta della corrente è attuabile solo con una armonica convergenza di idee comuni. Dobbiamo discuterne a fondo e lungamente per armarci di strumenti che siano forti e soprattutto concorrenti alle aree diverse, apparentemente diverse sia chiaro, dalla nostra e rispondere con un documento articolato, organico e funzionale alla crisi che in questo periodo sta attraversanto la sinistra italiana ed internazionale. La caduta di interesse per la politica che è tipica dello Stato borghese e capitalista, ci impone immediate azioni per indirizzare la convergenze verso le nostre proposte, coinvolgendo le masse soprattutto usando il punto 5 al comma 5.7, con le procedure di segreteria e tesseramento, fosse anche da fare porta a porta, per rilanciare il partito."



Compagno perché "io sono di sinistra ma democratico, antifascista e cristiano. Mi da fastidio quando attaccano il papa e la chiesa. C'è un limite a tutto. Prendersela con la religione e la fede non è corretto. Politica e credo sono due cose diverse. Che male vi ha fatto il clero? Mischiare i missionari che combattono la povertà nel mondo con l'otto per mille e il Concordato sono solo mistificazioni che servono a niente. Ve lo dico io cosa occorre, una volta per tutte. Interessatevi alla gente che ha problemi veri. Io non posso farlo per impegni di lavoro che mi fanno svegliare presto e tornare a casa tardi. Altrimenti avessi anche solo mezz'ora libera, io da solo, credetemi, ribalterei il mondo. Ma insultare il papa proprio no, non ci sto. Prendetevela con Andreotti. Se non ne siete capaci e volete solo far colpo con le provocazioni fini a sé stesse… beh allora vi devo dire che meglio fedeli che inconcludenti."



Compagno perché "oggi c'erano gli studenti a Piazza Navona che come al solito non hanno voglia di lavorare ed erano a manifestare. Ci hanno bloccati per oltre due ore. Non si poteva passare da nessuna parte. Ora mi dico: possibile che un cittadino non sia libero di muoversi per la città [tra l'altro come dice Travaglio è un diritto costituzionale garantire la libera circolazione], già ci creano problemi con sto fascismo della tessera del tifoso, che io Maroni lo manderei via solo per questo!, ma dopo che ti sbatti per avere i biglietti, organizzi il club per essere in curva e dare la tua parte di sostegno al derby, farci arrivare alla fine del primo tempo è un crimine. Si sono anche lamentati, quelli dell'università, che li manganellavano: a calci in culo dovevano prenderli! Io lavoro tutta la settimana e ho il sacrosanto diritto di svagarmi qualche ora. Non se ne può più."


Compagno perché "tu non ti permettere sai? Ho fatto battaglie in Autonomia Operaia che neppure te le sogni. Partecipato a processi ogni settimana, occupato case sfitte, organizzato proteste dure. E ora tu mi vieni a dire cosa? Che Vasco Rossi non è di sinistra? Ma sei mai andato ad un suo concerto? Hai mai visto quanta energia c'è lì tra quelle migliaia e migliaia di persone? Se volessero tutti quelli che vanno allo Stadio per Blasco, basta che lui lo dica, escono e fanno subito un enorme corteo spontaneo e te lo dico io che lo so, manderebbero a casa tutti, in una sola serata. Perché il Rock è Rivoluzione, sovvertimento, libertà. Ma a Vasco la violenza non piace, l'ha sempre detto, per quello che ce ne stiamo bravi. Altrimenti…"


Compagno perché "occorre statalizzare proletariamente il modello marxiano-leninista così come è stato fatto nella grande Corea comunista forse dovreste capire che la lotta di classe è nel comunismo e nelle sue dirette derivazioni ...è che voi la intendete in forma vetusta...negli ultimi decenni la società è andata strutturandosi in modo molto più complesso...oggi il disegno sociale non permette più la semplificazione indispensabile per l'aderenza dell'idea di lotta di classe... non c'è più una netta distinzione tra due classi: i padroni e gli operai...la nostra è una società multiclasse e ultra frammentata in cui i rapporti di interdipendenza non permettono più uno scontro così duro e netto. Chi cerca la contrapposizione borghese rifacendosi per esempio alle teorie reazionarie di Toni Negri e consociativisti affini, ha perso in partenza la lotta. Ora e sempre resistenza!"



Compagno perché "lo sciopero è un diritto inalienabile. Specialmente quello generale. Ma ad un certo punto il lavoratore deve comprendere il pericolo che sta correndo. Non farsi fregare dalle frange estremiste del sindacato, portare a casa quello che in ultimo gli viene offerto. Se non si può ottenere di più, meglio prendere quello che il tavolo della trattativa ti da. Almeno 850 euro al mese a casa li porti. Meglio che niente. Sono d'accordo pienamente con i compagni Fassino e D'Alema e con i loro appelli all'unità delle scelte dei lavoratori. Senza solidarietà tra di noi non si fa nulla. L'ho detto l'altra sera al direttivo. Noi funzionari di partito lavoriamo proprio per appianare il conflitto sterile e dannoso, purtroppo la gente non vuole capire che la soluzione sta nelle riforme. Si ostina ad attaccare anche noi… A dire il vero viene voglia di mollarla la politica seria e ritirarsi in privato. Poi però vedo a che livelli è arrivata la Nazione e la mia etica non me lo permette. Non c'è più destra e sinistra, mettiamocelo tutti in testa. Collaboriamo allora!"


Compagno perché "non lo so se riesco a passare oggi, la Prilly ha la febbre, io sono allergico all'inchiostro lo sai. Magari fate così: i volantini li preparate voi, almeno io non devo prendermi poi l'antistaminico che mi cuoce la testa e non riuscirei a darvi una mano come voglio. Al limite io posso fare una cosa: per oggi me ne sto a casa, anche perché ho la mia compagna che è andata al gruppo di Reiki e mi sa che fino a tardi non ritorna. Passa stasera! Ci facciamo una sfida a Fifa 2011 e poi domattina con calma verso le dieci passo a prenderti, andiamo in sede, facciamo due o tre telefonate e vediamo come butta la cosa con gli altri. Anche perché se siamo in pochi noi, non vale la pena. Inutile andare lì che siamo una ventina e gli altri ci sono tutti. Che figura ci facciamo? Manco le nostre bandiere poi si vedono!"



Compagno perché "è uno schifo questa società. Stavo guardando Quarto Grado… la storia incredibile di quella ragazza trovata morta nel campo dopo tre mesi. Ma dove siamo arrivati? Guarda, lo sai che io sono garantista e non giustizialista, ma a questo punto la pena di morte per questi casi ci vuole. Dare l'esempio una volta per tutte. O li castri. Chissà quante cose non ci dicono perché lo sanno che se si venissero a sapere qui scoppia la rivoluzione!"


Compagno perché "lascia perdere sono talmente depresso che non devi dirmi niente di niente. Tu hai mal di testa, a me scoppia. Sei arrabbiato, io di più. Mi sono stufato di ascoltare sempre i problemi altrui. Ho pure io i miei, li ho sì. E sono grossi come una casa. Solo che faccio finta di nulla e a voi sembra che tutto mi vada bene. Non potete sempre approfittare così di me. Avete voglia di far casino in giro? Fatelo voi! Non è che tutte le volte dovete coinvolgermi e poi quando vi chiedo una cosa io fate finta di nulla. Io non ci sto così. A un certo punto posso anche decidere di andare a fare una passeggiata e prendere un po' d'aria per conto mio. Mica ci siamo sposati in gruppo…"


Compagno perché "che voglia ho di entrare in clandestinità e sparare in testa a chi dico io. Vedi poi come cambiano le cose! Non si può stare fermi così, immobili ed assistere allo scempio di questi corrotti. Se gli altri sono delle mammolette, io no! Te lo dico io adesso cosa faccio: mi metto su Facebook e in meno che non si dica uso la rete come strumento rivoluzionario pratico; arrivo a centomila amici e ti organizzo la rivolta. Mi rendo anche anonimo così non corro rischi."


Compagno perché "posso condividere questa foto sul mio profilo? E' troppo forte!"


Compagno perché "la protesta occorre farla, ma sempre con educazione e rispetto dell'avversario, non puoi andare davanti alla villa di Arcore e urlare tutto quello che ti viene in mente, perché lo sai che ti manganellano alla grande. Noi dobbiamo dissociarci da questi comportamenti. Non possiamo confonderci con i facinorosi. Anche RaiNews ci ha invitati a dire la nostra e prendere le distanze dai Centri Sociali. Ci dobbiamo ribellare è vero, ma ben vestiti, educati, puliti e profumati, in silenzio, ordinati, solo così si possono ottener risultati e farli andare a casa…"


Compagno perché "ho letto l'ultimo libro di Osho, lo so che è morto, ma Lui ci parla ancora della Rivoluzione Interiore. Ho capito molto scorrendo quelle pagine. Vado a Medjugorje, voglio pregare per la pacificazione nazionale. Al mio ritorno prometto che mi occuperò con più costanza delle lotte sociali"


Compagno perché "lo so che Alberto è morto. Sapevo fin dall'inizio della sua malattia. Non sono riuscito a passare neppure una volta da lui. Maledetto il lavoro e gli impegni. Poi le riunioni, organizzare i gazebo, i tavoli… arrivi a casa e quella stronza della donna che mi fa le pulizie mi ha lasciato un casino in giro. Metti a posto qui, sistema là, le bollette, controllare le mails, cellulare che squilla di continuo. Pensa che l'altra sera mi hanno chiamato alle dieci d'urgenza per andare ad un convegno. Non potevo mancare e me ne ero dimenticato. non ho più un attimo libero. Adesso ci si è messa pure la palestra, devo buttare giù un po' di pancia… Senti fammi un favore, io al funerale non posso venirci, mettimi la firma tu, non voglio che vedano che non sono venuto. Tanto Alberto lo sa che gli ho sempre voluto e gli voglio bene. Ah, non c'è funerale? L'hanno cremato?

non ha voluto nessuna cosa pubblica? Che stronzo però!



Lucio Galluzzi

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lunedì 9 agosto 2010

I PARTITI CHE BRUTTE CREATURE

SVECCHIARSI PER RIFONDARE LA SINISTRA D'OPPOSIZIONE VERA




Distanti dal mondo reale. Scollati dal sociale quotidiano. Mai vicini alla gente comune. Assenti dai conflitti di dolore che minano la vita, la libertà e la sicurezza economica dei cittadini. Sono enti quasi metafisici. Macchine perfette per per garantire stipendi belli pesanti ad un esercito di funzionari, segretari, amministrativi, addetti stampa, portavoce e borse, autisti, arrampicatori per sgabelli, poltrone e troni.
Aziende in pratica. Catene di montaggio, ben diverse da quelle della Fiat, interfacciate perfettamente tra loro, funzionali al Partito e solo a lui. Processi unidirezionali: sempre per l'interno loro e mai con ricadute all'esterno.
Una volta per noi umani mortalissimi era possibile, ancora, essere quasi protagonisti delle azioni politiche. Ma allora esisteva il concetto di appartenenza ad una classe, riconoscere con certezza l'avversario, si sapeva che erano i fascisti, i democristi, gli elasticoni di gomma… Soprattutto c'erano dei punti di riferimento grandi nei quali riconoscersi. Persone che parlavano chiaro. Senza mezzi termini. Un contratto per i metalmeccanici che era truffaldino veniva chiamato tale e non "concertazione decentrata sotto l'egida dei supervisori concordati". Un ministro incapace o Almirantiano, Rautiano, Rocchiano lo si definiva esattamente per quello che era: un indesiderato che se ne doveva andare.
C'erano obiettivi comuni e mancava la maledetta televisione di Berlussonini.
Si passavano serate intere, quasi clandestine nelle sedi di Lotta Comunista, Lotta Continua, Democrazia Proletaria, Autonomia Operaia, Radicali, Partito Comunista, Rifondazione, Partito dei Lavoratori… e in centinaia di spazi autogestiti da dove partivano progettazione di lotta politica, azioni concrete, proposte che si portavano in piazza.
Si discuteva, si litigava anche, ma alla fine si era insieme a combattere per la stessa cosa: l'interesse di una classe intera.
Oggi se parli di classe a questi politici pensano ti riferisca alla scuola. Gli obiettivi magari sono quelli delle fotocamere. Lo sciopero generale è diventato morto testimone del 68 francese, non più patrimonio di conquiste storiche del Movimento Operario, e non solo operaio, italiano.


Difatti Sacconi, Brunetta, Bonanni, Angeletti, Marchionne, Marcegaglia, Montezemolo… stanno sciogliendo negli acidi lo Statuto dei Lavoratori, disdicono i Contratti Nazionali senza rinnovo, negano il diritto di sciopero e assenza per malattia, pena il licenziamento per "giusta causa".
Non si potrà neppure chiedere aiuto al Giudice del Lavoro se vieni sbattuto fuori perché stai sul culo al padrone, si concerteranno tra loro dirigenti indigesti e decideranno sulla pelle dei disperati.
Con la legge elettorale porcata, lo sbarramento al 4%, l'obbligo del bipolarismo i due dinosauri si sono mangiati i piccoli partiti che li infastidivano.
Così per la prima volta dal dopoguerra i lavoratori non hanno più una rappresentanza in Parlamento, i Radicali ormai ridotti a ostaggi imbavagliati dal minzolinismo di Regime. I due poli non si possono permettere una rivoluzione sui diritti civili come quella che quattro deputati, Bonino, Cicciomessere, Faccio, Pannella portarono al cuore dello Stato negli anni '70.
I cittadini votanti non scelgono più chi eleggere, loro sono solo "utenza delle croci", poi sono le Segreterie dei Pachidermi a decidere chi sarà onorevole.
I Partiti di oggi, brutte creature disumanizzanti. Chi ci è dentro va alle scuole dei Quadri. Formazione, adeguamento, stira & ammira e avanti marsch…
Così negli ingranaggi delle macchine partitiche reggimentali quelli che ci sono dentro e "fanno" la politica diventano come i Visitors.
Alieni, incapaci di ascoltare, con la fretta ai piedi e al culo, hanno sempre da fare, ti parlano addosso perché convinti del proprio Verbo, il tuo è merda che non serve, loro sanno già tutto.
Se stanno in mezzo agli altri lo fanno esclusivamente in forma corporea, come le particule sacre: un continuo vibrare di cellulare, sms ai quali devono rispondere, si allontanano, telefonano, ritornano, si siedono e poi come l'eject dei seggiolini dei Phantom si catapultano di nuovo a sentire chi li sta chiamando allo smartphone.
Non hanno mai tempo. Fanno cinque, sei cose contemporaneamente: mangiano al ristorante, controllano l'agenda, rispondono alle chiamate, ti parlano, criticano il cibo, pensano a quello che dovranno fare dopo.
E tu capisci che "il loro discorso è diverso dal tuo".
Non sono più capaci di stare con la gente. Esibiscono burn out tristi. Usano linguaggi come se parlassero ai Presidi, e molto presidi non li capirebbero neppure. Sempre sulla difensiva perché convinti di stare dalla parte della Divina Ratio. Se provi a contestare ti sbranano. Sei tu l'imbecille che non capisci "quanto loro si stiano prodigando anche per il tuo benessere".
E il loro discorso, anche corporeo, è sempre più diverso da tuo.
Sono ormai incapaci di amare, dare carezze, cum patire, provare sentimenti autentici, lasciarsi andare. E' tutto un calcolo.
Non posso permettersi pause.
Regnano nella dimensione cinica di ciò che si sono fatti portare via: l'umana solidarietà, la pienezza dell'esserci qui ed ora, il potere rivoluzionario dell'abbraccio, l'amore nelle sue forme più naturali e liberatorie. L'amore vero. Perché l'amore politico non esiste. La passione partitica è solo morte.
Se non si è con l'Altro, a camminarci insieme, telefonino spento, senza impegni entro il minuto e mezzo, paranoia compulsiva azzerata, con calma, un passo dietro l'altro, recettori puliti… il Partito resterà Ente metafisico indefinibile, sempre più scollato dalla gente, dalla base.
Se poi ci sono anche le scorte e le macchine blu a proteggere sai che dialogo!
Così conciati i burocrati delle Segreterie, dei Direttivi, fino all'ultimo dei funzionari partitocratici polari hanno congelato pure la loro vita privata, rovinandosela. Soli. Senza affetti veri. E chi condividerebbe con loro il delirio di potenza? Si scappa da questa gente. Se non sono scappati loro prima.
Hanno introdotto un nuovo concetto ferale: "soli è bello".
E soli fanno tutto. Con pochissimi "amici" intorno che hanno l'obbligo di apprezzarli sempre con lode.
Ogni tanto qualcuno non ce la fa a portare avanti il pressing totale. Deve ricorrere alla coca, andare a trans, perché solo loro sono capaci di accettare e sopportare la "caduta" di quel cliente.
Trans e travestiti: tabernacoli d'amore per chi l'amore se l'è giocato facendo il "compagno" in piazza e il fascista in casa.
Ora sarebbe anche giunto il momento di cambiare i soggetti, sempre gli stessi, che tirano le fila di un PD che non ha ragione d'essere, non è mai nato, non può sortire risultati di cambiamenti perché è contiguo al Regime, voluto e mantenuto a sua immagine e somiglianza dai vari D'Alema, Bersani, Veltroni, Fassino, Marini, Violante, Finocchiaro…
Svecchiarsi, fare largo ai giovani, mettersi da parte eticamente riconoscendosi la mancanza di idee concrete che di fatto hanno portato la sinistra e questo stato pietoso di morte… e non sarà facile attuare il cambiamento perché i "vecchi" dirigenti pensano solo a battere Berlussonini alle elezioni, non intendono altro.
E invece il vero punto è mollarla con le illusioni da filodrammatica di provincia, mettersi da parte, prendersi la barca a vela salirci sopra e andare. Ad abbronzarsi altrove.
Lasciare, finalmente, spazio libero a menti fresche, che parlino l'italiano della gente, sappiano camminare per le strade, abbiano la facoltà dell'udito e l'energia del rifondare la sinistra, senza le paure di "perdere" le elezioni che hanno ossessionato, da sempre, i padroni del PD.
Perché i problemi nostri sono la disoccupazione, la povertà dilagante, il precariato, la fame, la casa, i contratti, gli stipendi, la Scuola Pubblica, l'energia...


Lucio Galluzzi
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