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giovedì 5 maggio 2011

6 MAGGIO: SCIOPERO GENERALE CONTRO IL GOVERNO DEGLI INCAPACI



Aumenta sempre di più la distanza, ormai abissale, tra la classe politica dirigente dell'attuale illegittimo Governo dell'infamia totale e il disagio dei cittadini italiani.

Una gestione corrotta della Cosa Pubblica, mai volta all'interesse del Paese ma al tornaconto privatissimo di pochi, ordinato da un premier che non ci sta più di testa, offende e mortifica la Repubblica, perseguendo ormai da anni un unico progetto: l'assenza di qualsiasi progetto.




La nomina, di nove nuovi sottosegretari, imposta da un personaggio come Scilipoti che ha presentato il conto della svendita dei parlamentari ad uso e consumo di una maggioranza morta, la promessa del puttaniere di Stato di inserire nel Governo altri dieci nominativi perché sempre Scilipoti non è ancora soddisfatto, è l'ennesimo squallido atto di un moribondo, il presidente del Consiglio, che sa di essere alla fine, e non si rassegna.

Dovunque si presentino ministri e rappresentanti di questo regime fascista è contestazione, fischi, monetine, non possono "comiziale" perché la gente, per fortuna, non glielo permette più.

Come non è stato permesso, a Torino nel corteo del 1° maggio, alla CISL di sfilare insieme ai lavoratori: è stata cacciata e costretta ad imboccare una viuzza secondaria e sparire alla vista.

Lo stesso capita ai conniventi, pusillanimi, somministratori di brodini riscaldati del PD, che hanno fatto dell'opposizione una semplice e vergognosa contiguità del potere: PD e PDL sono ormai solo e semplicemente compagni di merende.

L'informazione è costretta al monopolio della deficienza generazionale berlusconiana: tronisti, starlette, troie, magnaccioni, Minzolini, pennivendoli di Stato asserviti al padrone, gossip e chi più ne ha ne metta; oppio puro per addormentare i troppi boccaloni italiani e nascondere la realtà dei fatti: l'Italia è allo sfascio.

La Comunità Internazionale si chiede come sia possibile che gli italiani non si ribellino e non caccino via tanto pericoloso pattume, compreso il PD; siamo ridicolizzati ed argomento di ludibrio nei quotidiani stranieri.

Persino il Presidente della Repubblica viene considerato "uno che conta come il due di picche".

Dal 14 dicembre 2010, studenti, docenti e metalmeccanici uniti nella lotta, abbiamo ripetutamente chiesto alla segretaria generale CGIL lo sciopero generale: ci sono voluti cinque mesi perché lo decidesse, una cosa vergognosa.

La Camusso si aspettava "la risposta alle domande che abbiamo posto al Governo, la vogliamo in fretta, non siamo disposti ad attendere altro tempo…"

Non le è arrivata alcuna risposta, se non gli insulti di Marchionne, Sacconi, Bonanni, Angeletti, Brunetta… e ci ha messo, per l'appunto cinque lunghi mesi per formalizzare questa giornata di sciopero.

Nel frattempo le cose sono continuate a scorrere nel modo peggiore possibile: Fincantieri che vuole applicare il modello Marchionne ai suoi dipendenti, la Bertone che ha votato con "plebiscito" il referendum ammazza Statuto dei Lavoratori, Gelmini-Tremonti annunciano 13 miliardi di nuovi tagli e riduzione dei docenti nella Scuola Pubblica, i precari sempre più disperati, la classe operaia svenduta dai sindacati gialli agli squali famelici.

Noi docenti e studenti in questi mesi siamo stati il filo conduttore di tutte le proteste che hanno smosso la stasi cancerosa di questo Paese, partendo dal nostro disagio, dalla rabbia nel vedere le nostre scuole e università distrutte, siamo stati costanti e non abbiamo mollato, lavorando all'allargamento e rafforzamento della lotta sociale: in risposta abbiamo preso manganellate, cariche della polizia, siamo stati chiamati "squadristi antidemocratici" dai signori del PD, presi in giro dal Capo dello Stato che, facendo finta di prendersi a cuore le nostre richieste, se ne è poi altamente sbattuto firmando la controriforma Gelmini.

Un altro modo usato per "tenerci buoni".

Ma noi non siamo elettori PDL, non abbocchiamo.

Continuiamo a proporre un'idea alternativa di Italia, partendo dalla Conoscenza, per cambiare basi e presupposti, insieme ai lavoratori e alle lavoratrici, alla società civile, ai movimenti per i beni comuni, per l'acqua pubblica e contro il nucleare, per i Referendum che vogliono scippare.

Lottiamo e condividiamo un'altra idea di Paese e di mondo, di rapporti tra i generi, di risoluzione dei conflitti, di libertà di informazione, di lavoro e difesa e attuazione della Costituzione italiana.

Oggi, in questa giornata di sciopero generale, siamo con i lavoratori.

Nel quadro politico nel quale versiamo lo sciopero generale è l'unica arma determinante per le sorti del Paese.

Questo governo sfasciata è partito proprio dalla conoscenza e dal lavoro per distruggere l'Italia, tagliando tutte le risorse, cercando di smantellare la scuola pubblica e l'università e distruggendo l'idea stessa di diritti e tutela per tutti.

L'accordo separato sul modello contrattuale ha aperto la strada scellerata ad una grave crisi di democrazia che parte proprio dal lavoro.

La Legge Gelmini, gli accordi separati a Pomigliano e Mirafiori, nel settore del Pubblico Impiego e, recentemente, in quello del Commercio, sono tutti passi che mirano ad istituire una società priva di diritti fondamentali: si isolano i soggetti sociali per aumentare un divario, necessario per portare avanti una politica tesa alla competitività, costruita sulle spalle dei più deboli, e non sui diritti, sulla qualità del lavoro, dell'istruzione, della ricerca, della vita dei giovani che hanno il diritto inalienabile d'essere il presente e in futuro di questo Paese.

Già il 9 aprile abbiamo ribadito che pretendiamo cambiamento.

Non accettiamo l'idea di vivere ed ereditare un Paese che si basa sull'annullamento del Contratto Nazionale, sulla cassa integrazione e la disoccupazione giovanile, sul benessere di pochi e la sofferenza di tanti, su un lavoro sottopagato senza diritti, su lavoratori costretti a rinunciare alle tutele sindacali pur di non perdere il lavoro.

Non accettiamo di vivere in un Paese che considera i giovani zavorra, che non si cura di loro, li costringe ad emigrare, li umilia in continuazione, li considera problema e non soluzione.



E' chiaro che Gelmini-Tremonti-Governo degli Incapaci vogliono modificare dalle fondamenta l'idea di scuola ed università com'è sancita dalla Costituzione, cancellando dalla memoria l'idea dell'accesso al sapere per tutti, dividendo il Paese a partire dalla formazione, invertendo il ruolo stesso sapere, dell'innovazione, non più garanzie dell'uguaglianza, ma ostacoli ghettizzanti da Ventennio, portando il diritto allo studio ad essere succube del mercato e abbandonando l'idea di scuola, università e ricerca come guida della società per la cultura, per l'economia, per l'innovazione.

In questa fase di crisi economica e di sistema il Governo degli Incapaci non ha scelto di rilanciare il Paese puntando asola qualità, sulle prospettive per tutti, sull'innovazione e la ricerca, rimettendo in piedi il Paese con un progetto di rilancio che ci veda uniti: ha scelto la strada della divisione e dell'odio per continuare a governare.

Ci dividono tra figli di ricchi e figli di nessuno, tra studenti e pensionati, ci dividono tra i lavoratori pubblici i lavoratori metalmeccanici e ora anche tra lavoratori del commercio.

A queste divisioni doniamo rispondere unendoci ai lavoratori, ai pensionati perché lavoro e istruzione sono motore sociale collante per il Paese.

Perché è il nostro Paese, ed è una Repubblica fondata non sul precariato e la disperazione, ma sul lavoro e la dignità.

Nessun passo indietro.

Se non ora, quando?


Lucio Galluzzi

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sabato 30 aprile 2011

1° MAGGIO: BEATITUDINI



Beati i lavoratori in nero nei cantieri illegali che cadono dalle impalcature e si fracassano a terra

Beati i loro figli rimasti soli e sante le loro mogli che non avranno aiuto perché trasparenti allo Stato

Beati i suicidi ammazzati dalla precarietà, santi quelli che si sono dati fuoco davanti ai Comuni chiedendo dignità



Beati i rifiutati, sporchi, puzzolenti, con le croste, pieni di parassiti che ospiti di condotti fognari e catacombe buie, scappano dal riconoscimento

Beati i bambini mandati a lavare parabrezza ai semafori, sputati e insultati dalle sardine nelle scatole di metallo incolonnate

Beati i disperati in mare che se non diventano cibo per pescecani, lo saranno per i criminali sulla terraferma

Beati i disoccupati senza più futuro perché di loro non è il Regno dei Cieli

Beati i giovani pieni di sostanze e buchi sulla pelle, ammalati di vita morta donata da chi gliel'ha presa quand'era ancora viva

Beati i Rom che neppure una chiesa li ha voluti ospitare per dormire

Beati i pazzi completi che in quest'epoca di bugie e di satanassi si ostinano ad usare ancora la parola contro

Beate le donne picchiate, stuprate, torturate, ferite, sfregiate da quel maschio che sulla croce non c'è mai stato e mai ci sarà

Beati gli omosessuali e le lesbiche sprangati, presi a pugni, bastonati, uccisi da quelli che il giorno dopo si battono poi il petto davanti ai tabernacoli perché hanno difeso l'onor di Dio e della divina natura

Beati i lupi che conoscono così tanto bene i mannari umani

Beati tutti i nostri vecchi che non possono mangiare più se non per elemosine e scarti buttati nei mercati rionali

Beati i malati terminali ai quali è negata una fine dignitosa e se lottano per ottenerla non avranno funerale religioso perché il paradiso è dei preti in salute

Beate tutte le vittime della pedofilia clericale, Sante le loro ferite ed ogni lacrima versata nelle notti d'incubi durante le quali nessuna Madonna appare e Padre Pio se ne fotte

Beati i profughi scappati per persecuzione dal loro Paese e accolti dall'angheria e ira di maledetti razzisti ai poteri

Beati i torturati nelle galere, i morti per percosse nelle celle, gli impiccati alle sbarre i soffocati in isolamento

Beati i padri e le madri preoccupati più che mai per il loro lavoro ridotto a schavitù da mostri famelici senza cuore e ragione, Santi sono gli operai disconosciuti come esseri umani, messi alle catene, ricattati, minacciati, venduti al peggior offerente, rassegnati e vilipesi

Beati coloro che non si arrendono e a mani nude e viso scoperto lottano contro le polizie di questi regimi infami, Santi gli studenti con le teste spaccate dai manganelli, fratturati dai calci e Santi i morti nelle manifestazioni

Beati gli ammazzati dalla mafia, giudici e agenti, gente semplice e testimoni, figli di pentiti scipito nell'acido, Santi i rapiti e mai più tornati, Santo il sangue loro e le urine rilasciare per terrore, immobilizzazioni e grotte buie

Santi gli accusati ingiustamente che non avranno processo liberatorio perché poveri

Beati i timidi e gli indifesi, i ridotti al silenzio, gli anoressici, gli ubriachi

Beati coloro che piangono e non riescono più a smettere guardando la pistola carica accanto

Beati coloro che scioperano per tutti gli altri che non possono o non vogliono più farlo

Beati coloro che aprono gli occhi e non si fanno intimorire dall'oppio dei popoli

Beati coloro che dubitano sempre e mai hanno certezza

Beati quelli che hanno paura in quest'era di terrore

Beato chi non ruba, non trucca appalti, non corrompe, non pratica falsa testimonianza e non insulta

Beati tutti gli umili perché di loro non è il Governo

Beati coloro che contano i centesimi per comprarsi il pane

Beati i sacerdoti che combattono il ministero politico

Beati i preti che prendono voce contro la camorra

Beati pochi sindacalisti puliti che non si sono venduti ai servi dell'imperatore

Beata la classe operaia

Santi tutti gli agnelli sgozzati a Pasqua

Beati gli animali usati in vivisezione

Beati coloro che si vestono di stracci

Beati i possessori di memoria storica

Santi i partigiani che ci hanno liberati



Santi mondine e minatori, filandere e tessitori, spaccapietre e muratori

Beati i mezzadri

Beati i martiri di portella delle Ginestra

Beate le operaie alla Cotton l'otto marzo

Beati i martiri dei petrolchimici

Santi i morti d'asbestosi

Beati gli avvelenati di Terzigno e di tutte le altre discariche nel napoletano

Beati coloro che realizzano ancora il 1° maggio come festa dei lavoratori e non del Vaticano.



Lucio Galluzzi

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venerdì 4 marzo 2011

COMPAGNO CIOE' NELLA MISURA IN CUI: PAROLIAMO E TANTO SCARABEO


Compagno perché "caspita come erano in gamba quelli di Lotta Continua. Persino più bravi della redazione del Quotidiano dei Lavoratori. Un movimento di idee e coraggio come non mai. Poi mi è dispiaciuto quando sono andati avanti per mesi a chiedere soldi perché altrimenti chiudevano, mi sono sentito triste e monco, ma non è possibile dare sempre soldi a tutti. Lo dico con amarezza e le lacrime agli occhi. Però la Ricerca sul Cancro, i Bambini che Muoiono di Fame nel Mondo, l'Adozione a Distanza, i Tupamaros… ok non ci saranno più quelle testate rosse in edicola. C'è Repubblica però. Il Manifesto non lo compro perché sono troppo intellettuali ed economisti, poi usano un italiano ricercato e faccio fatica a leggerlo. E' vero, comprarlo fa trendy. Gli altri compagni ti vedono con quelle pagine sotto il braccio, piegato in vista nella borsa della Coop, perché io sono di sinistra e la spesa la faccio lì, non ingrasso il padrone!, ma vuoi mettere Repubblica? Ha un sacco di fogli di sport tra l'altro!"


Compagno perché "Cioè, nella misura in cui il lavoro progettuale basato sulla proposta della corrente è attuabile solo con una armonica convergenza di idee comuni. Dobbiamo discuterne a fondo e lungamente per armarci di strumenti che siano forti e soprattutto concorrenti alle aree diverse, apparentemente diverse sia chiaro, dalla nostra e rispondere con un documento articolato, organico e funzionale alla crisi che in questo periodo sta attraversanto la sinistra italiana ed internazionale. La caduta di interesse per la politica che è tipica dello Stato borghese e capitalista, ci impone immediate azioni per indirizzare la convergenze verso le nostre proposte, coinvolgendo le masse soprattutto usando il punto 5 al comma 5.7, con le procedure di segreteria e tesseramento, fosse anche da fare porta a porta, per rilanciare il partito."



Compagno perché "io sono di sinistra ma democratico, antifascista e cristiano. Mi da fastidio quando attaccano il papa e la chiesa. C'è un limite a tutto. Prendersela con la religione e la fede non è corretto. Politica e credo sono due cose diverse. Che male vi ha fatto il clero? Mischiare i missionari che combattono la povertà nel mondo con l'otto per mille e il Concordato sono solo mistificazioni che servono a niente. Ve lo dico io cosa occorre, una volta per tutte. Interessatevi alla gente che ha problemi veri. Io non posso farlo per impegni di lavoro che mi fanno svegliare presto e tornare a casa tardi. Altrimenti avessi anche solo mezz'ora libera, io da solo, credetemi, ribalterei il mondo. Ma insultare il papa proprio no, non ci sto. Prendetevela con Andreotti. Se non ne siete capaci e volete solo far colpo con le provocazioni fini a sé stesse… beh allora vi devo dire che meglio fedeli che inconcludenti."



Compagno perché "oggi c'erano gli studenti a Piazza Navona che come al solito non hanno voglia di lavorare ed erano a manifestare. Ci hanno bloccati per oltre due ore. Non si poteva passare da nessuna parte. Ora mi dico: possibile che un cittadino non sia libero di muoversi per la città [tra l'altro come dice Travaglio è un diritto costituzionale garantire la libera circolazione], già ci creano problemi con sto fascismo della tessera del tifoso, che io Maroni lo manderei via solo per questo!, ma dopo che ti sbatti per avere i biglietti, organizzi il club per essere in curva e dare la tua parte di sostegno al derby, farci arrivare alla fine del primo tempo è un crimine. Si sono anche lamentati, quelli dell'università, che li manganellavano: a calci in culo dovevano prenderli! Io lavoro tutta la settimana e ho il sacrosanto diritto di svagarmi qualche ora. Non se ne può più."


Compagno perché "tu non ti permettere sai? Ho fatto battaglie in Autonomia Operaia che neppure te le sogni. Partecipato a processi ogni settimana, occupato case sfitte, organizzato proteste dure. E ora tu mi vieni a dire cosa? Che Vasco Rossi non è di sinistra? Ma sei mai andato ad un suo concerto? Hai mai visto quanta energia c'è lì tra quelle migliaia e migliaia di persone? Se volessero tutti quelli che vanno allo Stadio per Blasco, basta che lui lo dica, escono e fanno subito un enorme corteo spontaneo e te lo dico io che lo so, manderebbero a casa tutti, in una sola serata. Perché il Rock è Rivoluzione, sovvertimento, libertà. Ma a Vasco la violenza non piace, l'ha sempre detto, per quello che ce ne stiamo bravi. Altrimenti…"


Compagno perché "occorre statalizzare proletariamente il modello marxiano-leninista così come è stato fatto nella grande Corea comunista forse dovreste capire che la lotta di classe è nel comunismo e nelle sue dirette derivazioni ...è che voi la intendete in forma vetusta...negli ultimi decenni la società è andata strutturandosi in modo molto più complesso...oggi il disegno sociale non permette più la semplificazione indispensabile per l'aderenza dell'idea di lotta di classe... non c'è più una netta distinzione tra due classi: i padroni e gli operai...la nostra è una società multiclasse e ultra frammentata in cui i rapporti di interdipendenza non permettono più uno scontro così duro e netto. Chi cerca la contrapposizione borghese rifacendosi per esempio alle teorie reazionarie di Toni Negri e consociativisti affini, ha perso in partenza la lotta. Ora e sempre resistenza!"



Compagno perché "lo sciopero è un diritto inalienabile. Specialmente quello generale. Ma ad un certo punto il lavoratore deve comprendere il pericolo che sta correndo. Non farsi fregare dalle frange estremiste del sindacato, portare a casa quello che in ultimo gli viene offerto. Se non si può ottenere di più, meglio prendere quello che il tavolo della trattativa ti da. Almeno 850 euro al mese a casa li porti. Meglio che niente. Sono d'accordo pienamente con i compagni Fassino e D'Alema e con i loro appelli all'unità delle scelte dei lavoratori. Senza solidarietà tra di noi non si fa nulla. L'ho detto l'altra sera al direttivo. Noi funzionari di partito lavoriamo proprio per appianare il conflitto sterile e dannoso, purtroppo la gente non vuole capire che la soluzione sta nelle riforme. Si ostina ad attaccare anche noi… A dire il vero viene voglia di mollarla la politica seria e ritirarsi in privato. Poi però vedo a che livelli è arrivata la Nazione e la mia etica non me lo permette. Non c'è più destra e sinistra, mettiamocelo tutti in testa. Collaboriamo allora!"


Compagno perché "non lo so se riesco a passare oggi, la Prilly ha la febbre, io sono allergico all'inchiostro lo sai. Magari fate così: i volantini li preparate voi, almeno io non devo prendermi poi l'antistaminico che mi cuoce la testa e non riuscirei a darvi una mano come voglio. Al limite io posso fare una cosa: per oggi me ne sto a casa, anche perché ho la mia compagna che è andata al gruppo di Reiki e mi sa che fino a tardi non ritorna. Passa stasera! Ci facciamo una sfida a Fifa 2011 e poi domattina con calma verso le dieci passo a prenderti, andiamo in sede, facciamo due o tre telefonate e vediamo come butta la cosa con gli altri. Anche perché se siamo in pochi noi, non vale la pena. Inutile andare lì che siamo una ventina e gli altri ci sono tutti. Che figura ci facciamo? Manco le nostre bandiere poi si vedono!"



Compagno perché "è uno schifo questa società. Stavo guardando Quarto Grado… la storia incredibile di quella ragazza trovata morta nel campo dopo tre mesi. Ma dove siamo arrivati? Guarda, lo sai che io sono garantista e non giustizialista, ma a questo punto la pena di morte per questi casi ci vuole. Dare l'esempio una volta per tutte. O li castri. Chissà quante cose non ci dicono perché lo sanno che se si venissero a sapere qui scoppia la rivoluzione!"


Compagno perché "lascia perdere sono talmente depresso che non devi dirmi niente di niente. Tu hai mal di testa, a me scoppia. Sei arrabbiato, io di più. Mi sono stufato di ascoltare sempre i problemi altrui. Ho pure io i miei, li ho sì. E sono grossi come una casa. Solo che faccio finta di nulla e a voi sembra che tutto mi vada bene. Non potete sempre approfittare così di me. Avete voglia di far casino in giro? Fatelo voi! Non è che tutte le volte dovete coinvolgermi e poi quando vi chiedo una cosa io fate finta di nulla. Io non ci sto così. A un certo punto posso anche decidere di andare a fare una passeggiata e prendere un po' d'aria per conto mio. Mica ci siamo sposati in gruppo…"


Compagno perché "che voglia ho di entrare in clandestinità e sparare in testa a chi dico io. Vedi poi come cambiano le cose! Non si può stare fermi così, immobili ed assistere allo scempio di questi corrotti. Se gli altri sono delle mammolette, io no! Te lo dico io adesso cosa faccio: mi metto su Facebook e in meno che non si dica uso la rete come strumento rivoluzionario pratico; arrivo a centomila amici e ti organizzo la rivolta. Mi rendo anche anonimo così non corro rischi."


Compagno perché "posso condividere questa foto sul mio profilo? E' troppo forte!"


Compagno perché "la protesta occorre farla, ma sempre con educazione e rispetto dell'avversario, non puoi andare davanti alla villa di Arcore e urlare tutto quello che ti viene in mente, perché lo sai che ti manganellano alla grande. Noi dobbiamo dissociarci da questi comportamenti. Non possiamo confonderci con i facinorosi. Anche RaiNews ci ha invitati a dire la nostra e prendere le distanze dai Centri Sociali. Ci dobbiamo ribellare è vero, ma ben vestiti, educati, puliti e profumati, in silenzio, ordinati, solo così si possono ottener risultati e farli andare a casa…"


Compagno perché "ho letto l'ultimo libro di Osho, lo so che è morto, ma Lui ci parla ancora della Rivoluzione Interiore. Ho capito molto scorrendo quelle pagine. Vado a Medjugorje, voglio pregare per la pacificazione nazionale. Al mio ritorno prometto che mi occuperò con più costanza delle lotte sociali"


Compagno perché "lo so che Alberto è morto. Sapevo fin dall'inizio della sua malattia. Non sono riuscito a passare neppure una volta da lui. Maledetto il lavoro e gli impegni. Poi le riunioni, organizzare i gazebo, i tavoli… arrivi a casa e quella stronza della donna che mi fa le pulizie mi ha lasciato un casino in giro. Metti a posto qui, sistema là, le bollette, controllare le mails, cellulare che squilla di continuo. Pensa che l'altra sera mi hanno chiamato alle dieci d'urgenza per andare ad un convegno. Non potevo mancare e me ne ero dimenticato. non ho più un attimo libero. Adesso ci si è messa pure la palestra, devo buttare giù un po' di pancia… Senti fammi un favore, io al funerale non posso venirci, mettimi la firma tu, non voglio che vedano che non sono venuto. Tanto Alberto lo sa che gli ho sempre voluto e gli voglio bene. Ah, non c'è funerale? L'hanno cremato?

non ha voluto nessuna cosa pubblica? Che stronzo però!



Lucio Galluzzi

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