venerdì 19 novembre 2010

ROBERTO SAVIANO, DEAD MAN WALKING: NON LASCIAMOLO MAI SOLO

MA DUEMARONI LUNEDI DA FAZIO CE L'AVRA' DURO?



Chissà cosa sarebbe successo oggi a Pier Paolo Pasolini. Te lo immagini, lui in prima serata, a parlare di mafia e potere, stragi di Stato e politici impresentabili. Pensalo a dire senza paura che non è cambiato nulla, anzi, siamo nella peggiore dell'Italia possibile, da vent'anni ostaggi e prede di barbari incolti, figli di quei padri che hanno mantenuto caldi per successione ereditaria gli scranni del Parlamento. Ed ancora siedono lì. Identici a sé stessi, con gli uguali nomi: Andreotti, De Mita, Mastella, Craxi, Letta, Fini, Rauti, Bontempo er Pecora, Mussolini… Che cosa potrebbe dire di Licio Gelli, della P2 o di quelli dai denti d'acciaio affilati al tetano della P3? Farebbe i nomi, uno per uno e ci farebbe vedere i volti, racconterebbe della morte di questa nostra civiltà incivile, polverizzata, assassinata, sconvolta dal dolore, annichilita senza più appello. Persa nell'inazione, come non mai s'era vista. Neppure negli anni di piombo del terrorismo si era scesi così in basso. Allora c'era ancora senso civico, voglia di ribellione, movimenti di lotta di classe e non.

Oggi è tutto sparito. Omologazione ed inerzia. Oppio televisivo e pruderie sui peli del potente di turno. Valanghe di troie e puttanelle in fila dai cannibali, mesi di Misseri figlia e padre, come già fu per Franzoni, mestoli in rame, teste di bimbi esplose, sangue, miseria totale di valori, telefona adesso o collegati al nostro sito e ti regaliamo due mesi d'assicurazione, Telecom e Gandhi ieri, Alice Adsl e Aung San Suu Kyi adesso, libera lei di parlare e chiamerà di certo il 187.

Lo faranno anche i bambini morenti di fame in giro nei quarti e quinti mondi, sbattuti dentro un detersivo che ad ogni flacone comprato donerà un euro per vaccinarli, chiederanno della Hunziker, si faranno tradurre i rantoli delle agonie dal doppiatore di Travolta tra un Bunga Bunga, minorenni da settemila euro a botta, Lele Mora trafficante d'anime e gli immancabili appelli di Pierferdinando Caltagirone alla ricostruzione della Democrazia Cristiana.



Le direbbe tutte queste cose Pier Paolo.

Di certo molto meglio di quanto stia facendo io. Perché io non so scrivere e parlare. Perché non ho coraggio di denuncia. E ho paura.

Una paura fottuta di questa Stasi maritata alle SS iniziatiche che ogni giorno siamo costretti a subire a testa bassa e schiena rotta.

Comunque non temete mummie sataniche al potere, lo hanno già ammazzato Pasolini, non ha fatto neppure in tempo a scrivere una sola riga sulla Banda della Magliana che lo han ridotto come corpo dopo i cingolati di Tien An Men. Dicono sia stata una rana. Qualche cretino ancora racconta che se l'è cercata: era frocio, ossessionato erotomane, frequentatore del peccato contronatura notturno… logico che lo abbiano "finito".

La stessa cosa che i mononeurali usano per gli stupri: pure le donne se li cercano i branchi. Sono donne e come tali prede, mettono pure minigonne e pantacollants provocatori, e si sa, il maschio è cacciatore e ha la doppietta sempre carica.

Pure l'omofobia è atto che si cercano i froci: pensa che escono pure di casa a passeggiare, a volte in coppia, e allora giù sprangate!

E' il Paese dell'Amore questo.



Guidato dal Governo dei fatti, tutti fatti, tutti perduti.

Pasolini era un Dead Man Walking, sapeva che lo avrebbero assassinato. Lo scrisse e lo disse. In un bigliettino insanguinato trovato all'Idroscalo una frase sua fornisce prova di profezia.

E si sa: chi la morte la conosce non la teme più, chi la frequenta tutta una vita per imposta decretazione di regime, diventa coraggio totemico attivo.

Il potere della libertà nella parola, con la parola, per la parola arriva come chiamata divina, illuminazione di santità, ma quella vera, qui ed ora come allora.

Peppino Impastato non era frocio, neppure Don Puglisi, Beppe Alfano, Libero Grassi, Antonio Scopelliti, Falcone e Borsellino; nessuno di loro era un erotomane che "se la cercava". Eppure li hanno ammazzati.

Lo stesso hanno fatto con il giudice Livatino e Mauro Rostagno, con il giudice Saetta e suo figlio Stefano: aveva osato condannare Salvatore e Michele Greco e doveva presiedere un maxi processo a cosa nostra.

Un sequenza infinita senza tregua fino a ieri e anche oggi ci saranno i morti ammazzati per mafia, camorra, nrangheta, stidda.

Ma bisogna parlarne solo come vogliono i gerarchi di questo regime infame.

Se ti metti contro diventi un Dead Man Walking.





Ti condannano così come è stato fatto in Parlamento da piduista Chicchitto che poco dopo il duomo in faccia a Berlussonini ha dichiarato, con la bile che gli spruzzava pure dagli occhi: "in questa campagna di odio non è vero che siamo tutti uguali, perché essa è da sempre concentrata contro una sola persona: Silvio Berlusconi. Essa si è avvalsa nel corso degli anni dei materiali più diversi. Ultimamente s'è ripartita dai gossip, ma poi si è concentrata su due accuse infamanti e terribili: la mafiosi e la responsabilità nelle stragi del 93/94. A condurre questa campagna è un network composto dal gruppo editoriale Repubblica-Espresso, da quel mattinale delle Procure che è Il Fatto, da una trasmissione televisiva condotta da Santoro e da un terrorista mediatico di nome Travaglio, da alcuni Pubblici Ministeri, che hanno tra le mani alcuni processi tra i più delicati sul terreno dei rapporti tra mafia e politica e che nel contempo vanno nei talk show a demonizzare Berlusconi, da un partito, l'Italia dei Valori… con il suo leader Antonio di Pietro sta in questi giorni evocando la violenza e che vuole trasformare la guerra civile fredda di questo periodo e poi questa in qualcos'altro di ancora più tragico…"

Appunto: altri Dead Men Walking indicati con nomi e cognomi.

Questo è quello che loro chiamano "amore contro l'odio", fatti contro le sole parole.

Mettiti contro e fai la fine di Aldo Busi: cancellato da tutti i programmi dell'Universo per aver osato troppo.

Prova a dirla con le parole giuste la tua rabbia, il tuo disgusto: ti riserveranno il buio, lo stesso che hanno calato su Carmelo Bene.

Povera gente.

Poveri ignoranti del tutto.

E non vogliono progredire neppure di un piccolo passo.

Devono continuare ad imporre, ma solo in TV, la loro infetta mancanza di logica.

Roberto Saviano ha detto una cosa di una linearità aristotelica che comprenderebbe anche un pischello al primo anno di un liceo, pre MariaStar naturalmente.

La mafia, soprattutto la Ndrangheta ha le mani su Milano, investe al Nord, si compra tutto quello che può… altrimenti la Piana di Gioia Tauro sarebbe la Brianza e Milano2 e pure Milano3 e MilanoOltre si troverebbero alla Catona, periferia di Reggio Calabria.

Che c'è da capire di così difficile?

DueMaroni si adira e vuole rispondere. I fascisti del Giornale si sono subito messi a raccogliere firme contro Saviano perché "ha dato del mafioso al Nord".

Il tizio che impersona il ministro degli Interni vuole il contraddittorio e pretende di dire la sua. Perché la par mostriscio che si sono costruiti dice che se io dico che la mafia esiste ci vuole qualcun altro che lo nega.

Così dopo le dichiarazioni di Saviano, che ha dato del mafioso ai mafiosi, DueMaroni va a Matrix a celebrare la cattura di Iovine, ma si è guardato bene dal chiedere lì il contraddittorio.

Sarà da Fazio lunedì prossimo.

Lui, "il ministro migliore di questi ultimi 50 anni" ci dirà che il suo governo parla con i fatti, che Don Macello dell'Utri è stato condannato per concorso con Cosa Nostra fino al 1992 facendo da tramite tra la mafia e il premier che lo sapeva… Ci informerà sulle duecento ore di intercettazioni di Cosentino che il suo esecutivo ha vietato di usare ai PM che lo indagano, così niente processo… Sarà di certo onesto nel leggerci la sentenza di prescrizione per Andreotti che fino ad un certo anno con i boss se la faceva. Oppure, siccome lui è il migliore e pure correttissimo, ci illuminerà su Vittorio Mangano e leggerà la motivazione della sentenza dei giudici di Palermo che scrivono del vero ruolo del' "eroe" di Don Macello: non faceva lo stalliere, ma si occupava della sicurezza del premier.




Ma DueMaroni è un uomo della Lega Nord, ce l'ha duro!, e non avrà alcun problema a portare da Fazio le copie della "Padania" di qualche anno fa, quando Mummy Bossi non era l'amore siamese di Berlussonini; quelle che a caratteri cubitali scrivevano: "Silvio riciclava i soldi della mafia", "Mafia, camorra, politica e finanza: Cavaliere risponda a 11 domande e potrà scagionarsi", "Berlusconi: sei un mafioso? Rispondi!".

Intanto ieri sera il TG1 di Minzolingua non ha neppure citato la notizia del deposito a Palermo delle motivazioni della sentenza Dell'Utri: DueMaroni, pa perché non vai lì a dirla la vera verità?

Ma tanto, alla fine, a che serve uno "scrittore"?

Assolutamente a nullaniente.

Magari il lettore, selezionassimo pure, non sarà manco arrivato a questa riga, annoiato e polverizzato pure lui andrà a guardarsi un Colorado Remix, si ecciterà con Chiambretti la Marchetta e ascolterà il verbo di Alfonso Signorini.

Chissà come mai esistono i Dead Men Walking...


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domenica 14 novembre 2010

NERO PIU' NERO

FUCILATORE DI PARTIGIANI, PAPESSE E FASCISMO LIBERTARIO



Noi che abbiamo perso ogni dignità di memoria.

Noi, talmente disperati, disciolti come una finta alka seltzer, che neppure riesce più a smuovere un mezzo bicchiere d'acqua.

Noi che ci illudiamo, ancora?, convinti nel ravvedimento dei mostri.

Noi che alprazolam tre volte al giorno per non aver paura, molta.

Noi dispersi, in esilio qui però nulla nostra terra, dimenticati.

E ancor noi che di lezioni non abbiamo fatto tesoro e neppure bagaglio.

Siamo così, ebeti, a guardare lo spettacolino, i balletti di un pugno di deficienti, le facce di qualche dozzina di stracci passati in tintoria.

E facciamo finta di non riconoscerli, noi che raccontiamo pure palle a noi stessi.

Noi che siamo talmente fuori di testa facciamo rivoluzioni privatissime, tifando come alla partita del cuore, per quelli che ieri si combatteva, e duramente.

Quelli, gli stessi, uguali, identici da decenni che non cambiano se non per abito e trucco, con un solo unico intento di vita globale loro: il comando più alto.

Non ci si ricorda più di quando si scendeva in piazza a urlare contro lo stesso che ora,lì, con doppiopetto e cravatta gioca a voler far cadere, non cadere, mantenere, chi lo sa… il Governo.

L'uguale che non voleva i maestri gay perché pericolosi pedofili.

Lui, quel signore delle leggi contro gli stranieri, il criminalizzatore dello spinello, il figlioccio di un boia che tra un saluto romano e un "allarmi siam fascisti" applaudiva il suo mentore nero quando ci urlava "i musi rossi li impiccheremo ai platani delle piazze, nel centro dei paesi e li lasceremo lì come monito per il popolo bue italiano".

Lui che allora ammirava forse anche Khomeini e di certo era felice quando il ministro degli interni del 2001 ci massacrava a Genova, ci uccideva e nascondeva la verità.


Fini ai funerali di Almirante


Questo tizio che faceva l'omelia lefevbriana ai funerali del fuciliere di Salò, in mezzo ad una selva illegale di saluti romani che "non dimenticheremo il tuo insegnamento e manterremo sempre vivi i tuoi ideali".

Sì, proprio lo spilungone cresciuto a casa della Papessa Nera, quella che morta ancora straparla e la fanno andare in ogni dove a dire che "stringere la mano non non mi piace, meglio il saluto fascista, è più igienico", e il suo ex delfino non dice nulla, non si indigna, non chiede se sia presa a calci nel deretano, denunciata per apologia e messa finalmente a riposo in mezzo ai suoi ricordi necrofili di merda.

Non lo fa.

I suoi interessi sono altri.

E non è vero, come lo accusa la vedova leopardata, che ha tradito.

Non è assolutamente vero!

Anzi: ha sdoganato il fascismo, lo ha fatto accettare come forza politica pulita e istituzionale, portandolo ad essere l'ago della bilancia di questa crisi attuale completa e schifosa.

E lui è lì, insieme ai più beceri democristi di Caltagirone, che si abbraccia e si bacia con il Palombone che si è già fatto passare da tutti i partiti.

Scene penose.

Mostri che ridono a squarciagola, brindano non si sa a cosa, ma sono felici.

Loro lo sono.

Dice la Papessa Nera: "se si potesse guardare dentro la bara di Giorgio, chissà come lo troveremmo girato per lo schifo, forse non ci sarebbe neanche più."

Dico io: tranquilla vecchia megera ignorante, lo troverai lì, felice come non mai, con il braccio destro tirato su e duro acciaio, e ti ecciterai tantissimo gridando "minchia, è tisu!".

Perché il tuo protetto non ha voltato le spalle ad alcuno dei tuoi amati fantasmi, se li è portati dentro per tutto questo tempo, è cresciuto in strategia e ora li ha liberati, stanno girando liberi ed incontrastati in mezzo al puttanaio.



E noi si è lì a sperare che l'iguana ci salvi dal Mussolini di turno, quasi fosse lui stesso un'alternativa al duce.

Eh sì perché intanto nel frattempo sono usciti sul mercato nuovi detergenti che fanno apparire il nero bianco, le macchie di merda immacolate concezioni libertarie, soprattutto restituiscono facce telegeniche, ed è dalla TV che passa e si promuove tutto.

Perché a chiedercelo dentro di noi lo sappiamo per certo che questo riciclone e i suoi nulla c'entrano con la nostra Storia, niente hanno a che fare con i Padri Costituenti, c'entrano come i cavoli a merenda con la Resistenza e la Repubblica Italiana.

Loro sono esattamente come quelli che vogliono fintamente mandare a casa, se non peggio.

Ma come? I portavoce del danzatore di Mirabello spergiurano che il percorso fatto dal loro leader lo pone al di sopra di ogni sospetto nostalgico.

E io ci credo, come no!

Nella sua fulminante e luminosa carriera a fianco di Berlussonini ha detto e fatto tutto e il contrario di tutto, esattamente come il suo ancora alleato di Governo, perché lo è ancora.

Ha ricevuto i gay a palazzo "rimangiandosi" quello che pensava sui maestri omosessuali, si è messo a fare il sindacalista a difesa dei precari, si è martellato le palle criticando la stessa legge contro lo straniero che porta il suo nome e quello della mummia padana, difende la Costituzione e tutti i "diversi", la libertà di stampa, la pulizia in Parlamento [salvando Lunardi, Cosentino, Previti, lo stesso duce tutte le volte che glielo ha chiesto… ], predica l'amore…

Lo predica allo stesso tempo il suo "nemico numero uno".

Lo fanno però in posti diversi, dicendo le stesse raccapriccianti cose.

Si vogliono sempre bene, ma non dobbiamo saperlo noi, appunto perché siamo "popolo bue".

E se la nipote di Benito urlava "meglio fasci che froci" fino a poco tempo fa, adesso si scandalizzano per lo stesso concetto espresso dal premier.

Bravi!

Beh volevamo tanto mandare a casa Berlussonini?

Ora probabilmente se ne andrà.

Peccato che ce lo ritroveremo magari al Quirinale, lo spilungone a Palazzo Chigi, o viceversa… tanto è lo stesso: tutti e due vogliono essere capi supremi.

Peccato anche che il divorziato Caltagirone abbia riportato in vita il "nuovo": la Democrazia Cristiana così lui potrà presenziare la Camera, la Binetti il Senato.

E Almirante?

Andreotti e Cossiga?



Lucio Galluzzi
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venerdì 12 novembre 2010

NARCORETRAFFICANZ

DI PERLA IN PIRLA
COSA NOSTRA, CHILI DI COCA, TELEFONATE DI NOTTE AI MINISTRI, LA SIM DI BONDI, SERVIZI SEGRETI, BRUNETTA, LA RUSSA, ESCORT & Co.


-parte prima-

Perla Genovesi ha contattato 48 volte villa San Martino, residenza di Berlussonini, dal settembre 2003 al settembre 2007.
Con una sim intestata a Sandro Bondi altri 500 contatti e con un'altra inserita nell'apparecchio del Ministro per i Beni Culturali 127 contatti con l'attuale ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta.
A quei tempi Perla Genovesi aveva tra i 25 e i 29 anni e intratteneva rapporti ravvicinatissimi con narcotrafficanti mafiosi vicini alla famiglia del boss Matteo Messina Denaro, capo di Cosa Nostra.
Una vita schizoide quella della parmigiana ora 32 enne, agli arresti domiciliari per traffico internazionale di cocaina scoperto dai carabinieri di Palermo nell'operazione "Bogotà".
Lei dice di essere stata corriere di chili di polvere bianca per amore, era assistente parlamentare del senatore di Forza Italia Enrico Pianetta ed infiltrata della Polizia tra i boss.
Ai PM di Palermo Calogero Ferrara e Marcello Viola, il 27 luglio e 19 agosto 2010, Perla racconta, nei verbali, di "sapere di strani giri di soldi sugli appalti del San Raffaele" e che Paolo Berlusconi, fratello di Silvio avrebbe "percepito una certa somma come tangente".


Perla Genovesi, prima

"Scoprii tramite altre persone, persone non buone, delinquenti, che il fratello di Berlusconi, Paolo, era quello che gestiva praticamente, come si può dire… tangenti, non lo so se si possono chiamare tangenti, però i furgoni camion che portavano su la merce dal meridione su, gli appalti di questi camion pagavano un pizzo".
Pm: "quindi tra i 7 e gli 11 anni fa lei ha fatto da informatore della…"
Genovesi: " Per la Narcotici, sono i Carabinieri che si occupano delle indagini antidroga. Il mio nome in codice era "Corallo". Nello stesso tempo facevo anche da informatrice della Digos di Parma, facevo riferimento più precisamente al dott. Festa"
PM: "E la Digos che indagini fa in materia di droga, scusi signora? La Narcotico lo capisco, ma la Digos si occupa d'altro come lei sa…"
Genovesi: "Non lo so, però con me il dott. Festa e la Digos hanno fatto alcuni arresti."
PM: "Sempre di droga? In materia di droga?"
Genovesi: "Sì."
PM: "Ho capito."
Genovesi: "E tutto questo l'ho fatto per una… né per scopo di lucro, né perché io ne facessi uso."
PM: "E perché lo faceva?"
Genovesi: "Perché… questa è la cosa più difficile magari da… perché ritenevo gli spacciatori responsabili della rovina della mia famiglia. Perché mio zio era morto dopo che lo avevano picchiato in carcere perché era stato in carcere per colpa della droga, per colpa del fratello che faceva spaccio…"
PM: "Come si chiamava suo zio?"
Genovesi: "Antonio Montoro e io… ero piccola, so che quel giorno che è morto avevo giurato che da grande avrei arrestato gli spacciatori e poi me ne sono dimenticata ovviamente di questo giuramento a 21 anni… Io pensavo che se avessi fatto anche da infiltrata informatrice… Berlusconi e questa gente avrebbero saputo queste cose, perché sapevo che avevano i Servizi Segreti che lavoravano per loro, che tra l'altro mi avevano detto che avevo il telefono sotto controllo, l'assistente di Formigoni me lo aveva detto, quindi avevo paura a fare l'informatrice su cose più piccole anche."
PM: "Che le aveva detto l'assistente di Formigoni?"
Genovesi: "Che avevo il telefono sotto controllo."
PM: "Ma in che occasione glielo disse? Vi siete incontrati un giorno e le disse: 'sai, hai il telefono sotto controllo?' "
Genovesi: "Più o meno così disse. Mi stava… tutti i giorni ci sentivamo, lui mi veniva dietro, però più o meno così."
PM: "L'assistente di Formigoni?"
Genovesi: "Sì, uno degli assistenti."
PM "E come di chiama?"
Genovesi: "Alessandro."
PM: "Alessandro come?"
Genovesi: "Alessandro… adesso il cognome… non me lo ricordo… però che l'ho scritto, anche il numero telefonico."
PM: "E lei non le disse: ma come lo sai? Chi te l'ha detto?"
Genovesi: "Sì, uno dei Servizi Segreti mi aveva detto."
PM: "Quindi uno dei Servizi Segreti gli aveva detto che lei aveva il telefono sotto controllo?"
Genovesi: "Sì."
PM: "E questo mentre lei lavorava per il senatore?"
Genovesi: "Sì."
La Genovesi sostiene di avere saputo con chi aveva a che fare quando Paolo Messina, impiegato comunale a Campobello di Mazara, 50 anni, le spiega il perché di un loro viaggio in Spagna.
Genovesi: "Solo quando mi disse che il nostro viaggio a Barcellona… il camper aveva trasportato 12 chili di cocaina…"
PM: "12?"
Genovesi: "E… non so se il primo o il secondo viaggio 8 chili o qualcosa del genere…"
PM: "Con riferimento a questa droga che lei vide nella valigia, cosa le disse?"
Genovesi: "Che era quella che tornava su."
PM: "Cioè?"
Genovesi: "I 12 chili erano 6 e mezzo"
PM: "E perché tornavano su?"
Genovesi: "Perché si fermavano a Roma quei sei chili e mezzo."
Perla Genovesi viene intercettata per 13 volte dai Carabinieri di Palermo e registrata nell'ambito dell'inchiesta sul narcotraffico Bogotà-Barcellona-Parma.
Quelle telefonate furono fatte al Ministro della Difesa La Russa.
Gli inquirenti dichiarano che le intercettazioni specifiche "sono prive di interesse investigativo e attinenti al compito 'ufficiale' dell'assistente del senatore di Forza Italia Enrico Pianetta".
I tabulati delle telefonate dicono che la Genovesi chiama le prime due volte La Russa, 3 e 4 aprile 2006, alle ore 20.00, un minuto ogni chiamata; all'una e 38 del 5 aprile parlano per 45 secondi.
Prima e dopo quella telefonata la Genovesi contatta molte volte Nadia Macrì, sua amica.

Nadia Macrì

Perla e La Russa si risentiranno il 16 aprile, poi nella tarda serata si scambiano diversi sms.
Nessun contatto per mesi, poi il 26 luglio 2006, alle 21, tre sms.
Il 31 luglio alle 21.50, Perla e La Russa si parlano, quella stessa notte scambio di 4 sms tra l'una e 50 e alle due meno un quarto.
Il ministro La Russa interpellato dal Fatto Quotidiano precisa che "quelle telefonate non c'entrano nulla le storie che hanno coinvolto Perla Genovesi… che era un'assistente parlamentare. Non ho avuto con lei rapporti particolari. La conobbi a una partita, la timidi ad una manifestazione. Degli sms e delle telefonate non ricordo nulla… e comunque non c'entrano con l'inchiesta."

Fonti: Il Fatto Quotidiano, Web, Corsera, Repubblica
-continua-

Perla Genovesi, ora

Lucio Galluzzi
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martedì 9 novembre 2010

DISINFORMAZIA E SONDAGGI

PIU' CHE FATTI, SUONATI!




Io non credo a tutti questi cascami di sondaggi propinati in ogni dove.

Sono talmente incredibili che cadono in una completa comica ad libitum.

Sono l'esatto specchio del pensiero di regime, è come se tutti gli intervistati si chiamassero Santadeché, Gelli-Mini, Capezzolone, Sputazzetta Gasparri e UmilioFede Retriever.

Perché altrimenti non ci sarebbe altra spiegazione plausibile per comprendere e giustificarne i risultati.

E' come se improvvisamente tutti gli italiani, ma proprio tutti si fossero bevuti il cervello o danneggiati gravemente il sistema nervoso centrale per qualche misteriosa e subitanea forma di masochismo maligno contagioso.

Non può essere in altro modo perché mai si è letto prima di italiani così ridotti all'ebetismo, incapaci di analisi e critica, ma soprattutto coglioni.

E quando il troppo esonda, stona poi con ogni logica statistica.

Non capisco se chi somministra le domande per un sondaggio politico o sociale abbia una lista fissa ed immutabile di decorticati, e per obbligo debba usare solo quella e guai se qualcosa varia.

Un conto sono i rilevamenti di parte, quelli che settimanalmente i peones tirano fuori per farci sapere che tutto va bene, non c'è disoccupazione, le famiglie godono ottima salute e il premier ha il 193% di indice di gradimento in salita.

Poi quell'indice in realtà è un medio, che veramente sale, ma forse non significa proprio quello che la disinformazia e la propaganda regimental vogliono far credere.

Ma sono sondaggi loro quelli, commissionati apposta per ottenere ritorni positivi e assolutamente tranquillizzanti.

Ricordano i comunicati ufficiali che l'Enea "forniva" alla popolazione nell'aprile 1986 subito dopo il disastro nucleare di Chernobyl: si poteva mangiare tutto quello che c'era nell'orto di famiglia, consumare tranquillamente latte, ingozzarsi d'insalata e verdure a foglia larga, non usare alcun tipo di precauzione… salvo poi scoprire che tutto era falso, la contaminazione da fall out ce l'avevamo, eccome!

Però il tempo è passato, 26 anni, quasi nessuno ricorda più, ed ecco che i nostri illuminati politicanti s'inventano che l'Italia ha bisogno assoluto e urgente di centrali nucleari.

Tu fai notare, a lorsignori, che con un referendum popolare, i cittadini italiani hanno detto già no all'avventura atomica; ti rispondono con un sondaggio e ti fanno vedere che la maggioranza di noi tutti addirittura non solo vuole Chernobyl accanto a casa propria, ma che desidera Berlussonini nel proprio salotto perché con la proposta nucleare la sua popolarità è schizzata oltre il 200%.

Siccome noi siamo cretini, ci crediamo vero?

Dieci anni prima, 1976, a Seveso l'ICMESA, per evitare l'esplosione di un reattore chimico ne apre le valvole e riversa sulla bassa Brianza 2,3,7,8-tetraclorodibenzo-p-diossina (TCDD), comunemente nota come diossina, una delle sostanze chimiche più tossiche, usata per diserbanti. Non si è mai saputa la quantità del veleno che contaminò Meda, Desio, Cesano Maderno e Seveso.

Anche in quel caso la disinformazia restò tale, anzi ci fu silenzio sull'incidente, nessuno venne informato per ben otto giorni.

Solo perché la cloracne piagava la pelle dei residenti, la vegetazione era seccata, gli animali morivano, le autorità competenti cominciarono a dire la verità.

Se oggi fosse commissionato un sondaggio sull'utilità ambientale di nuove ICMESA da impiantare nei giardini delle scuole d'infanzia, io sono certo che ci sarebbe un plebiscito di sì, e la fiducia nell'esecutivo giungerebbe alle stelle.

Non è una questione di persone specifiche al potere o di tempi.

La scuola della Convinzione delle Masse c'è sempre stata, probabilmente non morirà mai.

Nascondere i fatti è prassi di ogni potere.

Se poi il potere è fatto da fatti come questi cialtroni che abbiamo adesso, il nascondere si trasforma in mistificazione e caduta nel ridicolo, totale caduta.

Un esempio concreto è quello di un ultimo sondaggio TG7/Enrico Mentana; domanda: "dopo gli ultimi scandali che hanno coinvolto il premier [escort minorenni, bugie raccontate alla questura, sesso a pagamento e rivelazioni che coinvolgono personaggi come Lele Mora…] la sua stima e fiducia in Berlusconi sono diminuite?". Risposta: "no, anzi è in aumento il gradimento del Capo del Governo".

Che è come dire: gli italiani sono felici di essere rappresentati da un puttaniere cacciapalle che paga per sfogare i suoi istinti sessuali, si intrattiene con minorenni, fa festini e rivendica il suo diritto/dovere di ridicolizzare il Paese a livello internazionale.

Allora capiamo che le contestazioni che vediamo in giro per l'Italia: Padova, Vicenza, Napoli, Terzigno, Brescia, Milano, Roma… contro il premier non esistono.

Le cacciate di Slek Bonanni, Macello Don Dell'Utri, Schifo Schifani, Gelli-Mini, Badessa Bondi… sono una fiction.

Ministri e Premier barricati nei Palazzi propri o in quelli istituzionali che non escono più in pubblico e per farsi "sentire" usano le videoconferenze, quando le usano, sono invenzioni Trotskiane.

Le piazze piene di metalmeccanici FIOM, una provocazione con fotomontaggi fatta dai Centri Sociali.

Però almeno rendete pubblici i nomi di questi eletti che formano il "gruppo campione" al quale telefonate per sondare le gradevolezze di regime; vogliamo parlarci e capire se sono davvero così idioti e beoti come ci dite.

Altrimenti come vi spiegate, voi demoscopici, la chiusura del forum dei Giovani Padani perché intasato di messaggi di protesta, non di oppositori, ormai diventati ingestibili?

E la sollevazione di base sul sito di FLI/Generazione Italia/Fare Futuro contro la vigliaccheria di Fini che non mantiene la promessa di far cadere il Governo e fa balletti d'inciucio?

L'imbarazzo dei ragazzi dei Circoli per le Libertà che scrivono al premier sul sito proprio riferendosi all'insopportabilità della sua figura amorale?

C'è del marcio in Danimarca!



Lucio Galluzzi
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