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domenica 24 luglio 2011

STASI D'ORRORE

C'ERA UNA VOLTA L'ITALIA


C'è un'aria brutta in Italia.

Così come da tempo non la si percepiva.

Un clima che non fa solo paura, ma terrorizza se solo si ha un briciolo di coscienza sociale.

E' terribile e incredibile constatare che il non-Governo, e tutto la mediocre squallore che gli ruota intorno, non se ne rendano conto.

Non riescono ancora a capire che questa dolorosa stasi, alla quale hanno ridotto il Paese, avrà di certo una fine, è inevitabile.

E' la Storia dei popoli che lo insegna.

Ma loro di Storia, e anche d'altro, non sanno. Non solo lì dove si sono messi perché "conoscono".

Una vergognosa accozzaglia di poveri ignoranti, carrieristi senza meriti e malati.

Rifiuti falliti della peggiore destra nera che s'illudono della persa memoria degli italiani.

Guerrafondai che impersonano ministri, nazifascisti fanno i sindaci, ladri e camorristi rappresentano questa immonda politica sicuri dell'impunità.

Sindacati venduti ai padroni e allo Stato peggiore che hanno consegnato in saldo la classe operaia agli industriali più miseri di testa.



E' tutta una guerra tra lorsignori.

Noi cittadini, per loro, non esistiamo.

Forse non esistiamo neppure per noi.

Siamo solo merce deperibile da usare a fini elettorali. Si ricordano, per finta, di noi solo poco prima delle elezioni.

E' lì che questi delinquenti cominciano a battersi il petto, recitando mea culpa, promettendo qualsiasi puttanata populista venga consigliata dai loro uffici sondaggi e demoscopici.

La memoria non dobbiamo mai perderla, altrimenti siamo morti.

Dobbiamo, per obbligo morale, ricordare il contratto con gli italiani che quel tizio presentava dall'insetto serale.

Non l'aveva scritto lui, gliel'aveva "passato" il dicastero ad personam "Propaganda".

Nessuna di quelle promesse è stata mantenuta.

Un milione di posti di lavoro in più sono in realtà diventati la cancellazione dello Statuto dei Lavoratori, dei CCNL, del movimento operaio e di tutte le sue lotte e conquiste.

Scioperare è quasi reato.

Ammalarsi, per un dipendente, è truffa; così viene multato e perseguitato dalle visite fiscali.

Chi protesta se le prende.

Chi osa scendere in piazza deve fare i conti con le cariche dei mastini, i manganelli, calci, pugni, gas lacrimogeni fuori legge, chimica da guerra.

Istituito il diritto per l'industriale di licenziare chi vuole e quando vuole, soprattutto se il dipendente è iscritto a sindacati diversi da quelli gialli.

Il mantra maledetto delle tasse diminuite, delle mani non messe nelle tasche dei cittadini, dell'aumento delle pensioni minime, della tutela dei più deboli, dell'amore per tutti… resta mantra maledetto, solo una vuota e ormai criminale recita ripresa da tutta la corte dei maggiordomi.

Ed è fame, disperazione, suicidi, aumento del consumo di antidepressivi e ansiolitici a livelli inimmaginabili, salti finali dalle finestre e dai balconi con i figli in braccio, famiglie intere che si estinguono a colpi di martello o veleno per topi.

Questi delinquenti impresentabili hanno rubato anche la speranza.

Si va a letto la sera pensando a come recuperare soldi per il giorno dopo.

Non si dorme la notte.

Il mattino dopo si finge il risveglio, perché sta arrivando settembre, ricomincerà a fare freddo, hai da pagare ancora il riscaldamento della stagione scorsa, forse ti hanno tagliato il gas, magari ti sfrattano, Equitalia ti chiede un rene, lo Stato il cuore, i mangiapane a tradimento si accontentano delle mani, solo quelle servono per votarli.

Subito dopo, se crepi è meglio.

La memoria è un'arma indispensabile, se ti adegui all'Ordine Sociale di questa Salò terminale. sei completamente finito.

Se non ti ricordi sei loro complice, con la promozione, la carriera, ma colpevole e corrivo.

Lurido come loro.

Morto come loro.

Necrofilo tra necrofili.

Rammentati che lo smemorato a cui hanno regalato una casa a sua insaputa, quella con vista Colosseo, era il capo del Viminale durante i massacri del G8 a Genova; che il delfino di Almirante, quello della casa di Montecarlo, oggi alta carica dello Stato, allora era alla Difesa e salvò i suoi amici di governo, tutti, e i capi delle divise, tutti; oggi si batte il petto, lo fa da tempo, ma i fascisti ci sono abituati al mea culpa da Mirandolina e commedia dell'arte.

Non dimenticare che mentre il sangue scorreva alla Diaz e a Bolzaneto, alla Giustizia c'era il legaiolo villano e violento che ancora oggi blatera i suoi deliri a nome e per conto della casta padana celtica.

Soprattutto occorre leggere, spegnere la televisione e scorrere con attenzione le righe della sentenza d'appello che ha condannato tutti i "militari" e i loro capi che hanno praticato tortura e odio contro ragazzi inermi, pacifisti, con le mani alzate, lì nell'orrore del 2001 a Genova.

I giudici, perentoriamente, scrivono: "gli interventi degli agenti alla Diaz e a Bolzaneto furono decisi antecedentemente a tavolino. I responsabili di tali atti offesero e umiliarono, ferirono e abusarono della loro funzione al fine di arrestare, per dare all'opinione pubblica italiana ed internazionale l'immagine di forze di polizia che intervenivano su violenti black bloc che tali non erano…"

Ancora: "I vertici delle forze dell'ordine non solo hanno ostacolato e depistato, ma fornito ed incitato alla falsa testimonianza, costruendo ad hoc prove false esibite anche alla stampa internazionale".

Sempre gli stessi giudici introducono nella sentenza un concetto importante e unico nella giurisprudenza italiana: "il corteo dei manifestanti attaccato violentemente e senza motivo dalle forze dell'ordine, reagendo, ha applicato il diritto di legittima difesa".

Difatti: i manifestanti che erano sotto processo sono stati tutti assolti; condannati i vertici militari e gli agenti imputati.

La Cassazione deve ancora esprimersi con sentenza definitiva o può richiedere che i processi vengano celebrati nuovamente alla luce delle testimonianze acquisite [800 ore di filmati] e per rendere verità e giustizia a Carlo Giuliani.

Nessun condannato è finito in galera, vuoi per prescrizione del reato o per il godimento della condizionale.

Prescrizione non vuole dire assoluzione, ce lo insegna Andreotti, mafioso fino ad una certa data, ma prescritto, perché la Giustizia per i potenti funziona così.

L'Italia è l'unico Paese dell'Unione Europea che non contempla nei suoi Codici il reato di tortura, non l'ha introdotto e di certo questo esecutivo di pazzi furiosi non ha alcun interesse a farlo.

Come potrebbero altrimenti ammazzare Cucchi, Aldrovandi, Uva, Saturno, l'anarchico Mastrogiovanni… e non subire mai alcuna restrizione?

Mai giungere ad una sola verità?

Ma l'Italia è anche il paese del Bengodi non solo per la casta dei politicanti.

L'Unione Europea ha stabilito che gli Stati membri devono sospendere dal servizio i pubblici ufficiali sotto processo per atti compiuti in abuso della loro funzione e, se condannati, destituiti del tutto.

Nessuno dei colpevoli per la macelleria messicana al G8 di Genova è a casa lontano dalla divisa.

Lavorano tutti e tutti con la divisa addosso, incarichi di polizia penitenziaria o giudiziaria e quant'altro li possa garantire sempre di più.

La stessa cosa per chi ammazza in carcere o negli OPG, per strada o nel chiuso di camere di sicurezza.

Anzi, i compagni di merende che adesso continuano nel disastro della Nazione, promuovono quei "dirigenti" che si sono macchiati di reati gravissimi contro la persona, regalando incarichi più prestigiosi, e il sassofonista di Stato unitamente al guerrafondaio mefistofelico, si complimentano con loro ed esprimono "fiducia e stima incondizionata del Governo".

Placanica, invece, chissà come mai, è stato congedato, quattro anni dopo aver sparato a Carlo Giiuliani, perché "non compatibile con il servizio militare".



E' stasi di morte.

Chi si meraviglia ancora è stupido.

Chi fa finta di non capire è un nemico dell'intelligenza.

C'era uno che una volta che faceva l'avvocato dei boss di cosa nostra, oggi, siede su un'alta poltronissima, si batte il petto e fa l'antimafioso.

C'era una volta l'Italia che si indignava.

Ora va a troie e non sa neppure cos'è un forcone.

Però ha tre finti ministeri a Monza!


Lucio Galluzzi

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domenica 26 dicembre 2010

IL CONSOCIATIVISMO GOVERNATIVO

AL PD MANCA SOLO LA "L" FINALE

Negli oltre quindici anni di sfascismo berlussoniniano, la politica italiana ha subito danni profondi, letali.

Il regime d'Arcore è un pericolo pubblico, una cancrena che si è estesa ormai in tutte le realtà dell'Italia.

Solo Libia, Russia e Israele nutrono simpatie per il premier nostrano, chissà perché!

Il resto i Paesi della Comunità Internazionale lo irridono, considerandolo un incapace fascista inadatto a governare seriamente.

Eppure nelle sue conferenze stanca, il presidente del Consiglio, tra tutte le palle che propina riece pure a dire: "l'alta considerazione amicale che gli altri premier mondiali hanno di me, mi hanno permesso di imporre ad Obama…", non ha importanza cosa avrebbe imposto al Presidente degli USA, ma la manifestazione sintomatologia clinica e cronica della follia, megalomania, mitomania e pinocchieria di quest'ometto.

Intorno a lui la sua Casta con annessa Cricca, la P3 e ora pare, secondo recenti indagini, pure una P4 che è in cabina di regia.

Contaminazione totale della democrazia, che il sistema del cumènda ha trasformato in regressiva.

Da altre parti si chiamerebbe golpe, da noi, visto che cambiano nome a tutto per nascondere il vero senso degli avvenimenti, si è cominciato ad usare per l'appunto "democrazia regressiva".

Cioè: sottrarre giorno dopo giorno, scientemente, diritti e libertà acquisite, pezzi di Costituzione, autonomia della Magistratura, rendere impossibile il dissenso popolare con l'uso repressivo delle forze dell'ordine, insulti al Capo dello Stato, leggi ad personam per salvarsi personalmente dai processi e dare una mano anche ai propri amici, maggioranza parlamentare governativa virtuale… tutto questo si chiama golpe, punto e basta.

Il "patto di stabilità" di TremoRti si chiama "affamare chi già è nella miseria", è manovra economica: disonesta, ingiusta, ghigliottina mortale di welfare, cultura, spettacolo, patrimonio artistico e archeologico nazionale, scuola pubblica e Università, sicurezza sul lavoro… nulla che tocchi il ricco, l'evasore fiscale [anzi, gli hanno pure fatto lo scudo protettivo!], i padroni che sfruttano il lavoro nero.

Certo che chiamarlo "patto di stabilità" fa la sua porca figura, nessuno immaginerebbe, senza informarsi, che cos'è realmente.

Il cittadino comune pensa: "accidenti che bel governo che abbiamo, pensa alla nostra stabilità!"

Certo: come dire che la Piccola Fiammiferaia è un personaggio di Ellis.

Sono solo pochi, ma basilari esempi per far comprendere come cambiando il nome alle cose, dopo aver assassinato le cose stesse, l'omicidio può essere camuffato meglio e totalmente.

Meglio dire "terminato" che ucciso.

"Riformato" piuttosto che abrogato, cancellato.

"Partito dell'Amore" suona certamente meglio di fascismo del livore.

In questa maledetta mania di cambiare nome alle cose, sempre dopo averle trucidate, c'è contagio pandemico.


La Democrazia Cristiana diventa Unione di Centro, i fascisti si trasformano in futuristi, la Confindustria in Polo della Libertà, i sindacati diventano gialli e padronali, Montezemolo è di sinistra [dice qualcuno dalle prime pagine di carte igieniche], l'opposizione vera la farà il Terzo Polo con le Api e le Coccinelle; ci manca solo che Capezzolone saluti a pugno chiuso in mimetica e passamontagna, dichiarando sempre il suo amore per Silvio, e siamo tutti a posto.

In tutto questo miasma di politica in casa di tolleranza, il PD si inserisce bene, anzi si incastra alla perfezione.

Gli manca solo una "elle" per essere pure lui PDL, e una elle in più o meno cosa vuoi che sia?

Hanno cambiato un puttanaio di volte il loro nome, sempre solo dopo aver assassinato quello che era il PCI: margherite, querce, arcobaleni, gioiose macchine da guerra, ulivi, cespugli vari, la falce e martello sempre più piccole fino alla scomparsa, così come il rosso, le vere bandiere e soprattutto gli ideali e l'appartenenza ad una classe popolare.

Ora si chiamano "democratici", tra loro si vieteranno anche il termine "compagno" e di certo chi cita Marx o Lenin o osa parlare di proletariato alle loro innumerevoli e sterminate riunioni di area e correnti, è alieno.

Capitan Findus D'Alema, Spaventapassere Fassino, Salesiano Veltroni, Don Abbondio Bersani, Signoril Franceschini, Senatora Finocchiona, Dorminpiedi Prodi, Gianduja Livia Turco e via col vento in poppa così… hanno svenduto la lotta di classe, dimenticata l'indignazione concreta e l'antifascismo militante, accantonato per sempre i diritti dei lavoratori e aperto le porte ad ogni sorta di relitto possibile: dalle suore integraliste omofobe alle false monache di comunella & liberatutti, dagli avanzi democristi "pigri di testa e ben vestiti" a fini intenditrici d'arte, dagli isterici parlatori tuttologi onnipresenti in TV ad una quantità non definita di rappresentanti locali in carica, compresi sindaci, da far invidia anche ad Alemanno e alla Moratti, pure a Formigoni dai!

Il PD: un partito che non è un partito, non è un movimento, non è una costituente, ma un'ameba, una sorta di gel blob che prende la forma di tutti i contenitori dove entra.

Difatti si è adattato meglio che la gramigna sul terreno berlussoniniano.

E' contiguo e biunivoco, parallelo e accondiscendete all'esecutivo fascio, è solo e semplicemente una quasi indistinguibile variante del potere spietato e sordo, applicato dai pochi potenti a tutti noi, che dobbiamo tacere, altrimenti diventiamo "squadristi" perché contestiamo il servo Bonanni e l'ex avvocato dei mafiosi SchifoSchifani alla loro festa.

Come quelli del Partito dell'Amore che Odia, anche i Democratici Buonisti si spartiscono ed accettano poltrone governative: Copasir, Commissione Sanità, Coordinamento Esteri, Politiche Comunitarie, Tutela e Promozione dei Diritti Umani… ogni tanto in aula, durante particolari votazioni e quando ci sono, provano a fare un po' di ostruzionismo [Riforma Gelmini, Senato], poi la sera, quando le dirette TV si spengono, si accordano con il presidente e "per il bene della Nazione e l'immagine del Parlamento" diventano buonissimi e le Leggi porcata passano tutte.

Capita pure che norme liberticide passino con il loro voto favorevole, in completo silenzio: legge Porcellum Calderoli; che il vergognoso provvedimento dello Scudo Fiscale diventi Legge perché loro erano quasi tutti assenti al voto di fiducia sul Decreto, "Mi hanno informato in ritardo nessuno mi aveva avvertito che era così importante esserci" [D'Alema]; "Molti erano in missione, mi rendo conto… ma non credo che la nostra assenza sia stata determinante" [Bersani] [l'assenza è stata determinante insieme a rappresentanti di altre forze politiche non presenti che avrebbero votato contrari al governo, NdA].

E' il caso di rifondarla la sinistra, ma non con l'aiuto e la presenza del gruppo dirigente PD che dovrebbe avere la dignità di dimettersi dalla guida amebica e comatosa del mostro morto che hanno creato. Riescono persino a volersi tirare dentro Fini e Casini!

Ci sono un sacco di altri lavori che possono fare, ma la politica proprio no, non è più il caso di perdurare in disastri ed errori capitali e permettere agli uomini "etichetta" di rappresentare quello che devono e non possono più.

Non sono stati capaci di fare opposizione vera e concreta in tutti questi anni, semplicemente perché non l'hanno voluto e se proprio sono così innamorati delle poltrone con la seduta in velluto rosso e il telaio dorato, confluiscano nel PDL, saranno di certo accolti a braccia aperte, perché tra fascisti con la camicia nera e quelli con la camicia rossa c'è intesa e soprattutto non si può dire chi siano i peggiori.

Che Don Abbondio Bersani e consorziati in ignavia, servilismo e carriera facciano posto ai giovani e al coraggio di dire "no".

Sempre che non sia troppo tardi.



Lucio Galluzzi

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martedì 9 novembre 2010

DISINFORMAZIA E SONDAGGI

PIU' CHE FATTI, SUONATI!




Io non credo a tutti questi cascami di sondaggi propinati in ogni dove.

Sono talmente incredibili che cadono in una completa comica ad libitum.

Sono l'esatto specchio del pensiero di regime, è come se tutti gli intervistati si chiamassero Santadeché, Gelli-Mini, Capezzolone, Sputazzetta Gasparri e UmilioFede Retriever.

Perché altrimenti non ci sarebbe altra spiegazione plausibile per comprendere e giustificarne i risultati.

E' come se improvvisamente tutti gli italiani, ma proprio tutti si fossero bevuti il cervello o danneggiati gravemente il sistema nervoso centrale per qualche misteriosa e subitanea forma di masochismo maligno contagioso.

Non può essere in altro modo perché mai si è letto prima di italiani così ridotti all'ebetismo, incapaci di analisi e critica, ma soprattutto coglioni.

E quando il troppo esonda, stona poi con ogni logica statistica.

Non capisco se chi somministra le domande per un sondaggio politico o sociale abbia una lista fissa ed immutabile di decorticati, e per obbligo debba usare solo quella e guai se qualcosa varia.

Un conto sono i rilevamenti di parte, quelli che settimanalmente i peones tirano fuori per farci sapere che tutto va bene, non c'è disoccupazione, le famiglie godono ottima salute e il premier ha il 193% di indice di gradimento in salita.

Poi quell'indice in realtà è un medio, che veramente sale, ma forse non significa proprio quello che la disinformazia e la propaganda regimental vogliono far credere.

Ma sono sondaggi loro quelli, commissionati apposta per ottenere ritorni positivi e assolutamente tranquillizzanti.

Ricordano i comunicati ufficiali che l'Enea "forniva" alla popolazione nell'aprile 1986 subito dopo il disastro nucleare di Chernobyl: si poteva mangiare tutto quello che c'era nell'orto di famiglia, consumare tranquillamente latte, ingozzarsi d'insalata e verdure a foglia larga, non usare alcun tipo di precauzione… salvo poi scoprire che tutto era falso, la contaminazione da fall out ce l'avevamo, eccome!

Però il tempo è passato, 26 anni, quasi nessuno ricorda più, ed ecco che i nostri illuminati politicanti s'inventano che l'Italia ha bisogno assoluto e urgente di centrali nucleari.

Tu fai notare, a lorsignori, che con un referendum popolare, i cittadini italiani hanno detto già no all'avventura atomica; ti rispondono con un sondaggio e ti fanno vedere che la maggioranza di noi tutti addirittura non solo vuole Chernobyl accanto a casa propria, ma che desidera Berlussonini nel proprio salotto perché con la proposta nucleare la sua popolarità è schizzata oltre il 200%.

Siccome noi siamo cretini, ci crediamo vero?

Dieci anni prima, 1976, a Seveso l'ICMESA, per evitare l'esplosione di un reattore chimico ne apre le valvole e riversa sulla bassa Brianza 2,3,7,8-tetraclorodibenzo-p-diossina (TCDD), comunemente nota come diossina, una delle sostanze chimiche più tossiche, usata per diserbanti. Non si è mai saputa la quantità del veleno che contaminò Meda, Desio, Cesano Maderno e Seveso.

Anche in quel caso la disinformazia restò tale, anzi ci fu silenzio sull'incidente, nessuno venne informato per ben otto giorni.

Solo perché la cloracne piagava la pelle dei residenti, la vegetazione era seccata, gli animali morivano, le autorità competenti cominciarono a dire la verità.

Se oggi fosse commissionato un sondaggio sull'utilità ambientale di nuove ICMESA da impiantare nei giardini delle scuole d'infanzia, io sono certo che ci sarebbe un plebiscito di sì, e la fiducia nell'esecutivo giungerebbe alle stelle.

Non è una questione di persone specifiche al potere o di tempi.

La scuola della Convinzione delle Masse c'è sempre stata, probabilmente non morirà mai.

Nascondere i fatti è prassi di ogni potere.

Se poi il potere è fatto da fatti come questi cialtroni che abbiamo adesso, il nascondere si trasforma in mistificazione e caduta nel ridicolo, totale caduta.

Un esempio concreto è quello di un ultimo sondaggio TG7/Enrico Mentana; domanda: "dopo gli ultimi scandali che hanno coinvolto il premier [escort minorenni, bugie raccontate alla questura, sesso a pagamento e rivelazioni che coinvolgono personaggi come Lele Mora…] la sua stima e fiducia in Berlusconi sono diminuite?". Risposta: "no, anzi è in aumento il gradimento del Capo del Governo".

Che è come dire: gli italiani sono felici di essere rappresentati da un puttaniere cacciapalle che paga per sfogare i suoi istinti sessuali, si intrattiene con minorenni, fa festini e rivendica il suo diritto/dovere di ridicolizzare il Paese a livello internazionale.

Allora capiamo che le contestazioni che vediamo in giro per l'Italia: Padova, Vicenza, Napoli, Terzigno, Brescia, Milano, Roma… contro il premier non esistono.

Le cacciate di Slek Bonanni, Macello Don Dell'Utri, Schifo Schifani, Gelli-Mini, Badessa Bondi… sono una fiction.

Ministri e Premier barricati nei Palazzi propri o in quelli istituzionali che non escono più in pubblico e per farsi "sentire" usano le videoconferenze, quando le usano, sono invenzioni Trotskiane.

Le piazze piene di metalmeccanici FIOM, una provocazione con fotomontaggi fatta dai Centri Sociali.

Però almeno rendete pubblici i nomi di questi eletti che formano il "gruppo campione" al quale telefonate per sondare le gradevolezze di regime; vogliamo parlarci e capire se sono davvero così idioti e beoti come ci dite.

Altrimenti come vi spiegate, voi demoscopici, la chiusura del forum dei Giovani Padani perché intasato di messaggi di protesta, non di oppositori, ormai diventati ingestibili?

E la sollevazione di base sul sito di FLI/Generazione Italia/Fare Futuro contro la vigliaccheria di Fini che non mantiene la promessa di far cadere il Governo e fa balletti d'inciucio?

L'imbarazzo dei ragazzi dei Circoli per le Libertà che scrivono al premier sul sito proprio riferendosi all'insopportabilità della sua figura amorale?

C'è del marcio in Danimarca!



Lucio Galluzzi
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martedì 19 ottobre 2010

OSTAGGI

CANTO DELLA VITTORIA FINALE


Che cosa possiamo darti in più ancora di quello che già ci hai preso in tutto questo tempo tuo?

Abbiamo ancora , secondo te, qualche residuo che ti possa interessare?

Magari ti interessa prendere quel libro che non dobbiamo leggere, passarlo ai tuoi amici verdi che con il lanciafiamme lo volatizzeranno insieme agli altri.

O preferisci quel pezzo di carta di laurea, tanto a noi non serve più, puoi grattare via il nome, metterci quello di un fidata tuo e dargliela honoris.

Hai bisogno di sangue fresco? Tessuti nostri? Desideri scalpi, denti.

O meglio ancora: le iridi. Quelle che tanto volevi da piccolo e che non hai del colore che tanto ti piace.

Prendi ancora, prendi tutto.

Come in un luna park di Ceausescu arriverai pure a prendere i nostri bambini.

Come nomenclature orride ti servirai delle staminali loro per cancellare i tuoi anni.

I maschi poi non ti serviranno più.

Le bambine le coltiverai nelle gabbie intensive, che crescano presto, dell'età che ti aggrada e le porterai a letto, perché è proprio quello che ti rende vivo.

Gioventù fresca e bella che ti illuda di non avere vermi che ti solcano intero.

Tanto ci hai preso tutto.

Anche le speranze.

Che vuoi che sia se ti diamo pure pezzi di cuore, o il miocardio intero.

Non ti farà specie di sicuro affondare le mani nella cassa e strapparlo via.

Ormai ci aspettiamo di tutto.

Anche i blindati in fila sotto casa domattina.

Il cinescopio fisso al TV coi proclami tuoi.

Rastrellamenti, file, plotoni.

Carcere duro per chi si oppone/osa solo dire parola contro.

Poi lì, in cella, botte e tortura pure, fino alle "complicazioni cardiaco respiratorie".

Potete davvero farci di tutto. Nessuno vi punirà. Lo sapete e ne siete sicuri.

Più ci fate fuori, maggiori i meriti che vi promuoveranno.

Noi in ginocchio pure, davanti i cordoni antisommossa, passivi alla carica che arriverà certa.

Siamo noi quelli da calpestare.

Noi i disoccupati.

Noi erosi dalla Damocle precaria, dritta infilata già nel cranio

Noi che non andiamo neppure più a cercare impiego: non ce n'è.

Noi senza soldi.

Noi con la fame.

Noi che non si può sorridere.

Noi dagli occhi secchi per già troppa lacrimazione.

Noi arrabbiati come noi mai.

Noi i terremotati manganellati.

Noi i clandestini buttati a mare.

Noi che siamo gli squadristi che urlano fuori la mafia dallo Stato.

Noi gli antidemocratici che non fanno parlare Bonanni.

E sempre noi che graffiamo con le poche unghie rimaste piccoli spazi che diventano rivolta.

Non sentiamo neppure più dolore.

Atarassici per dovere all'ideale.

Siamo nell'abbandono totale. Senza alcuno che ci abbracci per condivisione.

Soli.

E proprio come Soli si risplende in questa mancanza, nella privazione.

Abbiamo pure rimosso desideri, noi dell'Occidente da questa parte.

Non vogliamo avere, solo essere.

Questo esistere. Esattamente come siamo adesso.

Immobilizzati alle catene. Ostaggi di mostri inguardabili.

Prede si scatole craniche vuote.

Noi davvero si è.

Tu lassù no. Non lo sei mai stato.

Mai nato come umano tra noi.

Con te, simili, i tuoi.

Ma davvero beati gli ultimi.


Lucio Galluzzi
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venerdì 8 ottobre 2010

AUMENTA TUTTO, ANCHE LA MISERIA

DISUMANA POLITICA


La gente da una parte, i politici dall'altra.

Sempre più lontani. Niente più da condividere.

Ormai deputati, ministri, senatori, cariche dello Stato "lavorano" solo per sé stessi.

Nascosti, chiusi nei Palazzi.

Si incontrano per cene, colazioni, loro con prelati, giudici, giornalisti, faccendieri, ma sempre nelle inespugnabili torri d'avorio che li proteggono alla vista.

Se non fossero tutti così brutti e revulsivi si potrebbe pensare che questa non è l'Italia, ma un paese teocratico dell'estremo oriente.

Un regno di quelli dove bambini reincarnazioni viventi sante non possono calpestare terreno, mangiare cose dei comuni mortali, giocare con i coetanei. Stanno seduti come piccole imperatrici madri della Cina passata, sollevati dal pavimento. Intorno hanno solo adulti, il più delle volte anziani, che devono vegliare 24/24 ore affinché la divinità bimba non si contamini.

Gli dei bambini non possono neppure affacciarsi alla finestra. Se lo fanno, il popolo sotto il tempio-casa deve girarsi da un'altra parte.

E invece siamo proprio in Italia.

I politicanti qui non sono alloggiati in pagode d'oro.

I Palazzi che li contengono sono grigi e minacciosi, come il loro contenuto ancora vivente.

Palazzi del Potere come la Casa della Mater Suspiriorum.

Ville private elette a dimora delle altre due Madri: la Lacrimarum e quella più temuta Tenebrarum.

E' un orrore effuso.

Contiguo fra le parti pure avverse.

Escono a sera quelli che ormai sono le interiora dei contrafforti.

Si muovono al buio, incontrano come clandestini i supporters, parlano, raccontano cose inascoltabili, bestemmiano, si vantano della troia che poco prima hanno "punito", ci tengono a dire che se ne fanno una al giorno.

Il gruppetto di idioti intorno ride. Non si sa per cosa.

Sono obbligati da super io malatissimi a fare quei rumori con la bocca e l'apparato vocale che stonano con il silenzio della notte avanzata e qualsiasi, anche minima, intelligenza.

E' questa la non vita che conducono i piazzisti della politica nazionale.

Giocano un gioco che è tutto loro.

Non ammettono altri. Le regole sono segrete.

Ogni tanto ne salta fuori qualcuna, sfugge al controllo del capo bastone di turno.

Ed è schifo: massoni, segreti di Stato, eminenze grigie o porpora, vecchie cariatidi delle banche di dio, paradisi fiscali, soldi, tanti soldi. Un oceano di soldi.

Li distraggono, poi li spostano, pagano uno che poi deve darli all'altro, in una catena di scatole cinesi che a noi non è dato sapere.

Poi comunque non ci capiremmo lo stesso alcunché.

Non abbiamo neppure il tempo di comprendere le notizie che sfuggono.

Ormai ci hanno inseriti nel prodotto continuo, dobbiamo lavorare e lavorare e ancora lavorare.

Produrre ricchezza a cottimo, per loro.

Offrire le giugulari per il dissanguamento.

Niente divertimenti, letture, vacanze, neppure pause. Lavorare sempre di più, lavorare in meno e fare anche quello che la riduzione del personale non produce più.

Siamo noi, i rimasti, che ci pensano, a sudare sei mesi su dodici gratuitamente sapendo che metà anno della nostra fatica la regaliamo ai vampiri.

Aumenta tutto, soprattutto la miseria.

Noi sempre più non garantiti, loro in moltiplicazione esponenziale delle ricchezze personali.

L'altro giorno il premier delle banane diceva che lo vogliamo cacciare, ma siccome lui ha venti case non saprebbe dove andare.

E rideva, ridevano i capponi e le galline in platea. Applauso incluso.

Cosa c'era da ridere?

Cosa c'è di ilare in un tizio che dice delle cafonate simili?

Se non sa quale villa scegliere, tra le tante che possiede, il problema glielo possiamo risolvere noi.

Senza alcun piazzale Loreto o violenza, stando anche zitti. Basta semplicemente che si faccia trovare e prendere: portarlo democraticamente al confino sarebbe un piacere.

Che ridere! C'è talmente da ridere che non capisco il perché non si rida.

Non c'è differenza tra chi è all'esecutivo e quelli che stanno fintamente all'opposizione.

E' tutto un blob. Un gel limaccioso. Stagno latrinoso.

Sono pericolosi.

E la gente sempre più lontana.

Scollatissima e disinteressata alle loro squallide beghe da portinaie in menopausa avanzata maniaco depressoria.

Non potrebbe essere diversamente.

Noi si è a fare i conti con i dolori, quelli veri. Gli stipendi sempre più erosi e la rinuncia anche all'indispensabile.

E se chi ha la fortuna di percepire un mensile di poco più di mille euro, deve fare sacrifici per sopravvivere, i pensionati al minimo con un assegno di 500 euro come vivono?

O meglio, come muoiono?

L'INPS comunica pure che nel prossimo anno le pensioni "piccole" saranno ulteriormente abbassate.

Qui intorno, in ogni luogo della Nazione, c'è disperazione: famiglie distrutte a martellate, madri che depongono i figli nell'acqua di laghi e fiumi e poi si lanciano dai dirupi, giovani che si danno fuoco, impiccati, suicidati, si lanciano dai treni in corsa, vanno ad abbracciare locomotive in movimento, aprono il gas, si fanno di destrometorfano, costa poco, te lo danno senza ricetta, ti anestetizza il cervello e tutto appare accettabile. Poi si muore male, dopo qualche anno.

Non sono casi isolati: il malessere profondo è talmente esteso che solo frequentandolo puoi capirlo.

Questo lo sanno al Governo come pure all'opposizione.

Non pensate siano scemi.

Neppure che abbiano la sindrome crepuscolare della mamma di Cogne.

Questi agiscono scientemente. Capaci di intendere e volere.

Sono pericoli pubblici.

Sequestratori della Nazione tutta, che è in ostaggio con annesso pagamento di riscatto continuo.

Ed è per questo che hanno venti ville, conti ad Antigua, interessi a Santa Lucia, tesori personali che raddoppiano ogni anno, scudi fiscali, leggi per proteggersi il culo e quanto più si possa immaginare usino questi padroni assoluti di tutto.

Poi urlano come le oche del Campidoglio se gli si butta sui muri della vernice rossa, uova, fumogeni, ci chiamano squadristi se andiamo a contestarli, vogliono l'arresto e il bavaglio per noi.

Loro possono sparare ad altezza d'uomo, spaccarci la testa, ammazzarci in galera, bombarci di manganellate, insultarci, augurarci le cose più brutte, toglierci il lavoro, portarci alla disperazione e al suicidio, diffamarci, dossierarci… loro però no, non sono squadristi, neppure antidemocratici.

Il PD è solidale con loro, mai con noi.

Sembrerebbe senza speranza la situazione.

Sembrerebbe.

Ma non lo è.

Isolati come sono, senza affetti, brutti e malati, vecchi e paralizzati, soprattutto pieni d'odio e voracità… stanno finendo male.

Lo vediamo ogni giorno di più.

"E questo branco di coglioni sparirà".

[Baustelle, I Mistici dell'Occidente] clicca per il video


Lucio Galluzzi
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