mercoledì 11 maggio 2011

PROCESSO MEDIATRADE: PERCHE' BALLUSCONI E' UN BUGIARDO



LE VERITA' SU/DI MILLS




C'era una volta un ministro che avendo bisogno di una casa, la ottenne. In pieno centro a Roma, vista Colosseo, nello stesso stabile dove abitava Lori del Santo.

Lui, il gentleman la incontrò, una volta sulle scale e decise di omaggiarla con fiori bianchi.

Così cortese e galante quel signore, disse la ex naufraga famosa.

L'alloggio del politico era davvero curato bene, ristrutturato a dovere e colmo di anemoni ai davanzali e balconi.

Poi dei cattivi dissero che quell'abitazione il ministro non se l'era comprata lui, ma per la maggior parte gliel'avevano regalata di benefattori della Cricca, un gruppo di uomini che erano anche aiutati ad amare il prossimo da un cardinale grosso così che amministrava i beni immobili del Vaticano, davano ai ricchi per ottenere più ricchezza.

Allora il ministro pianse molto e si dimise e giurò sulla testa dei suoi figli e della stessa moglie che lui di quel regalo non ne sapeva nulla; avevano fatto tutto senza avvertirlo.

Porello lui!

I suoi padroni lo misero in quarantena mediatica per un po', il tempo necessario per far sopire lo scandalo… e oggi è ritornato alla ribalta, non piange più, è vittorioso, abita ancora quella casa con vista Colosseo, si è dimenticato anche di aver promesso: "restituirò quello che non sapevo mi avessero regalato".

Una volta c'era anche un capo della Protezione Civile tormentato da dolori terribili alla cervicale. Non resisteva. Era un male insostenibile… Così, sempre gli stessi benefattori della Cricca decisero di aiutarlo di cuore, perché un fratello che soffre faceva soffrire anche loro. Gli offrirono centri benessere chiusi al pubblico e aperti la sera solo per lui, sala massaggio professionalissima e esperte in bikini procurate da una famosa e fallita professoressa primaria in massoterapia ex soubrette.

Lui, il povero dolorante, quando lo massaggiavano vedeva le stelle ed era un po' più sollevato per la ripassata. Poi andava via, così com'era venuto. Con la scorta pagata dai fessi. Gli assistenti della Cricca subito dopo e diligentemente, ripulivano la stanza dell'incontro terapeutico, si preoccupavano anche perché non trovavano i preservativi usati.

Che cattiverie però! I preservativi indossati sulla cervicale infiammata?

Anche per lui, il capo dei soccorsi nelle grandi catastrofi, gli "sparloni" raccontarono di truffe, appalti truccati, regalie, giri di prostitute, fatture gonfiate… Il poveretto giurò sulla testa dei propri figli e su quella della moglie che non ne sapeva nulla, che era pulito come un cristallo appena deterso, non ricordava.

Infatti tra poco lo processeranno e vedrai quanti "non ricordo" dovrà raccontare ai giudici.

E' la saga degli smemorati.

Tutti i Criccaroli e affiliati alla Casta trovati con le mani nella marmellata, non sanno neppure che quella era marmellata e le mani erano proprio le loro.

Il più sbadato in assoluto è un certo Ballusconi.

Lo iscrissero alla P2 e lui non lo sapeva, il suo braccio destro trattava con Cosa Nostra per lui e lui medesimo non ne era a conoscenza, trombava con minorenni e lui lo ignorava, in casa sua lavorava un pluriomicida mafioso che amministrava gli interessi del Senza Ricordo, ma il Ballusconi non lo sapeva, ignorante com'è, per l'appunto, ignorava e sapeva solo che quel criminale sanguinario era uno stalliere eroe…

Tutto il mondo ce l'ha con questo politicante, ma lui non molla, perché mollasse finirebbe in galera e si sa: nel Paese degli Allocchi i miliardari al gabbio non ci vanno.

In questi giorni lo stanno processando per le fatture gonfiate Mediaset e corruzione dell'avvocato Mills che fu pagato un sacco di soldi per non mettere nei pasticci il puttaniere, testimoniando il falso.

Ma, come per magia, ecco che ritorna l'amnesia: " mai incontrato Mills in vita mia. Mi han fatto vedere anche una sua foto, ma non sono proprio riuscito a ricordarlo".

Ma i giudici cinici ed eversivi rossi non ci credono: veh! Sono proprio perfidi!

C'era una volta l'avvocato Mills, un inglese che si occupava di affari, che negli anni '80 creò 64/sessantaquattro società off shore la Fininvest, percependo per più di 10/dieci anni compensi miliardari dal Gruppo Ballusconi.

Nel 1997/98 ha reso testimonianze reticenti nei processi Guardia di Finanza e All Iberian; disse poi al suo commercialista. "l'ho fatto per salvare Ballusconi da un mare di guai".

Il Ballusconi è smemorato.

Mills, che è inglese e non vive nel Paese degli Allocchi, invece ha buona memoria.

Dice di avere incontrato Berlussonini almeno due volte e di averlo sentito altrettante volte telefonicamente.

"July 95: meet B.", è un appunto sequestrato a Mills, Bob Drennam, il suo commercialista, conferma.

"1995 meet SB+daughter", altro appunto sequestrato a Mills: Ballusconi e la figlia Marina avrebbero incontrato l'avvocato al Garrick Club di Londra per parlare delle società estere del Gruppo.

Lo stesso Mills racconta il secondo incontro con lo smemorato d'Arcore, lo fa nel 2003 ai PM della Procura di Milano: "Incontrai Silvio Berlusconi nell'estate del 1995 nella sua villa, gli ho dato consigli su un certo progetto poi non andato a buon fine". Jeremy Scott, socio d'ufficio, conferma ai PM.

Virginia Rylatt, socia di Mills, il 18 luglio 2004 ai giudici: "Sapevo che Livio Gironi (direttore finanziario Fininvest, ndr) era direttamente legato a Silvio Berlusconi, amministrava il suo patrimonio personale. Ho avuto conferma di questo fatto in un incontro per me importante, avvenuto a Milano in quella che credo fosse la casa di Berlusconi: era una villa con un bellissimo giardino e una biblioteca a due piani, in legno. Gironi mi disse che bisognava fare un’operazione: lo scopo fondamentale era destinare parte del patrimonio privato di Silvio Berlusconi ai figli del suo primo matrimonio. L’idea era costruire due veicoli societari che dovevano fare trading sui diritti e quindi ottenere profitti, che si voleva fossero destinati a Marina e Pier Silvio… Gironi sottolineò che i figli sarebbero stati i beneficiari, ma la gestione pratica doveva essere sempre soggetta al consenso di Silvio Berlusconi, che nel documento viene denominato ‘X’”.



In un'altra nota di Mills del 23 novembre 95 si legge che Ballusconi lo chiama due giorni dopo il mandato di cattura contro Craxi per la tangente All Iberian da 10/dieci miliardi: " Quando ho parlato a Silvio Berlusconi giovedì lui ha insistito sul fatto che le ultime accuse sono motivate politicamente. Sono bombe politiche perché ora i giudici di Mani Pulite sono in grado di affermare che dietro a questo pagamento a Craxi ci sia Berlusconi”

Tra il ‘95 e il ’96 Fininvest pensa di far dichiarare da Mills al fisco inglese alcuni profitti delle società offshore costituite per Ballusconi e di pagarci le tasse; Mills ai giudici “non era un segreto che ciò andasse largamente a beneficio di Berlusconi: era importante per Berlusconi essere in grado di dimostrare che queste società non erano sue”.

Il 16 aprile ‘96, viene perquisita a Londra la Edsaco e sequestrate valanghe di documenti sulle offshore.

Mills viene contattato da Ballusconi [verbale della riunione del 22 luglio 2004 con l’Inland Revenue]: “Al tempo della perquisizione del Serious Fraud Office, Berlusconi aveva discusso con DM su ciò che poteva essere fatto per distanziare lui stesso da queste società. Sulle prime s’era ipotizzato un accordo di trust”.

C'era una volta e c'è ancora lo smemorato duce degli smemorati che non si ricorda di telefonate, incontri, contratti, miliardi pagati.

Non ricorda queste e una infinità di altre cose.

Nel Paese degli Allocchi vive felice e contento, insieme alla sua corte.

Fino a quando, il popolo, stufo di una opposizione che è falsa come i Vacheron & Constantin venduti dai cinesi, non provvederà a restaurale la memoria, tutta la memoria, liberandosi dagli invasori negli ultracorpi.


fonti: Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, Archivi Web

Lucio Galluzzi

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martedì 10 maggio 2011

CONFINDUSTRIA, REGIME E SATANA


APPLAUSI DI MORTE


Ci sono due Paesi in Italia: uno è quello reale, della vita vera, quella di ogni giorno, di chi lavora per sopravvivere, perché non si vive più con gli stipendi che guadagni, di chi non ruba e non truffa, di coloro che non hanno alcuna voglia di fare festini e non possono manco più permettersi una vacanza: è il Paese pulito, sa di buono; chi vi appartiene si guarda le mani e non si vergogna. E' vero ci si sente tanto fessi, ma meglio così.




Poi c'è l'altro Paese, l'inguardabile e non frequentabile, un luogo esteso come non si può neppure immaginare, abitato da pochi, figuri che di umano hanno niente, così vicini a Satana da sembraci loro stessi dei demoni cannibali, idolatri folli, pazzi per davvero, ma di quella follia asservita solo al male, al nero delle notti più nere: gente che neppure il più bravo esorcista canonico può più aiutare.

E' il Paese della perdizione, dei mostri che usano i vizi capitali, tutti, per eccitazione personale, rovesciano i Comandamenti, praticano l'inverso delle Virtù, predicano la croce nei locali pubblici, la impongono, augurando la morte a chi si oppone; in casa loro, di certo, il Cristo lo appendono rovesciato.

E' vero quello che dicevano i grandi Mistici Dottori della Chiesa, che nulla hanno a che spartire con il Vaticano e le soglie pontificie: "La Luce non si mostra più nella luce, ora è nascosta, occultata, al buio, occorre cercarla, orientarsi non più nello splendore di una volta; al contrario, Lucifero regna nel giorno pieno, è uscito dalle tenebre ed è lì, palese, apparentemente circondato dal bene, adorato da fedeli della confusione in masse deliranti…" [Teresa d'Avila]

Il male che "sostituisce" il bene e si fa "bene" apparendo altro da quello che è.

Così si instaura il Regno della Morte, il disprezzo del fratello, l'odio per il prossimo, l'appropriarsi compulsivo della donna d'altri, la bestemmia e lo scandalo come valori, la ricchezza materiale diventa santità, la bugia totale imposta come unica verità assoluta, la carne macellata per sesso malato comprata, tonnellate di fiori per coprire il puzzo terrificante, chili di trucco e plastiche nascondono le serpi: l'illusione è imperante.

Più i tempi passano e maggiore è lo scivolare in basso: caduta verticale irrefrenabile, ricerca continua del fondo dei fondi di feccia, nessun timore d'essere smascherati.

Perché Satana non teme lo scontro, sa che i pochi in possesso della vista sono per l'appunto pochi e le nebbie che la Bestia alza intorno ai senzienti sono impenetrabili, più volte insuffla oppio nelle sue foschie e se non basta aggiunge veleni.

Non bisogna perdere il coraggio.

Non ce lo possiamo permettere.

Addormentarsi è un crimine.

Distrarsi è peggio.

E' obbligatorio denunciare il rovesciamento dei valori.

E' atto di fede praticare la Verità.

Sette operai muoiono arsi vivi nel rogo alla ThyssenKrupp di Torino. Perdono la vita perché quello stabilimento è destinato allo smantellamento e la dirigenza multinazionale non ritiene opportuno spendere 20.000 euro per la messa in sicurezza degli impianti.

I giudici condannano per omicidio volontario i dirigenti con pene comprese dai 16 anni e 6 mesi ai 10 anni e 10 mesi; le indagini accertano 114 violazioni delle norme sulla sicurezza: stabilimento in stato di abbandono, estintori scarichi o malfunzionanti, personale ridotto all'osso, sudiciume…

L'altro giorno l'assemblea di Confindustria presieduta da Emma Marcecagna, quella che le sa tutte e le spara a raffica, è stata invitata dalla medesima "signora" a tributare un applauso di solidarietà agli colleghi assassini della Thyssen: ed è stata ovazione, ovulazione per la nanerottola, anche Luca il Montezuma, che sedeva in prima fila, s'è alzato spellandosi le mani.

La capa dei padroni ha anche detto che pene così severe rischiano di spaventare gli investimenti degli stranieri in Italia con conseguente mortificazione del processo di sviluppo.

Sempre più clone di Ballussonini, la Marcecagna fa finta di dimenticare che gli stranieri della Thyssen non investivano più da tempo nello stabilimento italiano, proprio per questo è stato "mortificato il processo di sviluppo" facendo crepare, con dolo, sette cristiani.




Lucifero splende vero Emma?

Ma la Verità c'è anche per te.

Nella sentenza della IV Sezione Penale della Cassazione, 12 febbraio 2009, viene condannato in modo definitivo Antonio Zagaglia, direttore dello stabilimento Marcegaglia di Ravenna, per "lesioni colpose personali gravissime ai danni di Catiello Esposito, un giovane operaio che a causa di un incidente gravissimo ebbe: "l'amputazione del piede destro e quindi della gamba fino al terzo medio per il sopraggiungere di necrosi cutanea, nonché una ferita da scoppio alla mano sinistra".

Catiello, da poco assunto con un contratto a termine, era addetto ad una macchina cesoia per lamiera; la lamiera si arrotola e il ragazzo sale sulla pedana per controllare, si sporge troppo e cade sopra la lamiera in movimento.

Risucchiato dai rulli ha il piede destro e la mano sinistra maciullati.

Zagaglia, il direttore marcegagliese, viene condannato alla pena detentiva per violazione della legge 626/94 sulla sicurezza, che in veste di responsabile aziendale ha violato più volte, non gli vengono concesse attenuanti né concessione della condizionale perché in possesso di numerosi reati penali specifici.

La Cassazione condanna Zagaglia e il civile rappresentante, cioè il gruppo Marcegaglia, a risarcire il danno nella misura di 80 mila euro al lavoratore mutilato.

I dirigenti avevano assunto a termine il ragazzo, contratto formazione-lavoro, abbandonandolo a se stesso e non formandolo: mai hanno "istruito" il lavoratore sulle norme da applicare sul funzionamento della macchina a lui affidata, mai un corso di formazione specifico… Catiello era stato "istruito" dai colleghi anziani.

Emma: che ci faceva un dirigente plurirecidivo, "già condannato diverse altre volte per reati simili" e con "altri procedimenti pendenti della stessa specie", alla guida di un tuo stabilimento?

Quando hai chiesto gli applausi per i dirigenti della ThyssenKrupp, condannati, ti sei sbagliata vero?

Volevi dire: "applausi a scena aperta per il gruppo Marcegaglia".



Lucio Galluzzi

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domenica 8 maggio 2011

I SENZA VERGOGNA


QUELLI CHE DIMENTICANO DI ILDA BOCCASSINI QUANDO SVENTO' UN ATTENTATO A B.



Roberto Saviano a gennaio di quest'anno riceve la laurea honoris causa in giurisprudenza, la dedica al pool dei magistrati di Milano che stanno portando avanti i processi su Minetti, Mora, Fede e Ballusconi per induzione e sfruttamento della prostituzione, anche minorile; Marina Ballusconi subito se ne risente: "Le dichiarazioni di Saviano mi fanno orrore".

Il papi della Marina: "I magistrati sono dei pazzi per natura altrimenti non avrebbero scelto di fare questo lavoro; geneticamente sono tarati non appartengono alla razza umana; sono dei cancri da estirpare; metastasi pericolose; i PM sono eversivi, un'associazione a delinquere; la Corte Costituzionale è al servizio dei comunisti, i presidenti della Repubblica, che sono stati prima dell'attuale, si sinistra, ma anche Napolitano lo è, mettono alla Suprema Corte i loro amici rossi che hanno solo un compito: ostacolare e bocciare le leggi che il Parlamento approva. E' eversiva perché così facendo blocca la democrazia parlamentare. Noi facciamo una legge, il Capo dello Stato ce la rimanda indietro perché non gli piace, così prima deve passare ad una Camera, poi all'altra, quindi i tempi si allungano, quando è stata cambiata… ci pensano i giudici della Corte Costituzionale che la dichiarano illegittima; riformerò la Giustizia, i PM dovranno entrare negli uffici dei giudici con il cappello in mano, dare del lei e portare rispetto…"

A Marina Ballusconi, il suo papi non fa orrore?



Daniela Santadeché: "Una ragazza che usa il proprio corpo per andare con un ricco signore e poi ne riceve soldi perché per le sue condizioni personali ne ha bisogno, non potete chiamarla prostituta! Siete scorretti e in questo modo offendete la donna, me compresa. Vergogna!" [Annozero]; Vittorio Capra Sgarbi: "Come si fa ad essere così parrucconi come voi? Un donna bella e giovane che si intrattiene sessualmente con il premier e ne ottiene vantaggi economici è una mantenuta, non un una puttana! Fare la mantenuta è un mestiere nobile, da che mondo e mondo!" [Rainews].

Le ragazze del bunga bugna che usavano il vecchio porco ricco come un bancomat: "Mica ci ho voglia di andarmi a cercare un lavoro da mille euro!" [Intercettazioni, Youtube].

Piero Ostellino sul Pompiere della Sera: "La donna consapevole d'essere seduta sulla propria fortuna, che ne faccia partecipe di questa fortuna chi può concretarla, non può essere definita una prostituta."

Giorgio Clelio Stracquadanio: "E' assolutamente legittimo che per fare carriera ognuno di noi utilizzi quel che ha, l'intelligenza o la bellezza che siano. E' invece sbagliato pensare che chi è dotato di un bel corpo sia necessariamente un cretino. Oggi la politica ha anche una dimensione pubblica. Ci si presenta anche fisicamente agli elettori. Dire il contrario è stupido moralismo" [Repubblica.it]

la libertà della donna non ha nulla a che fare con questi deliri, usati solo per disinformazia dai maggiordomi del duce e sparati nell'etere TV per nascondere verità schifose appartenenti al loro padrone e alla sua sciagurata malattia sessuofila.

Vendere il proprio corpo per fare carriera non ha nulla a che spartire con la libertà; semmai è il contrario: sono povere criste che per servilismo al ricco e potente perdono ogni dignità.

Non è libera la Santadeché: anche lei, seppur non "seduta sulla propria fortuna", ha dovuto prostituirsi politicamente, svendendo ogni sua idea precedente contro Ballusconi: "non votatelo", diceva, "lui ci vede solo orizzontalmente". Ora che fa la portavoce del Governo dei Fatti e Fattoni: "Me ne vanto e ne vado fiera di rappresentare Berlusconi!".

Le donne PDL che il puttaniere manda in televisione a difenderlo sono state addestrate a pappagalleggiare un assioma che in qualsiasi altro Paese civile del mondo le farebbe cacciare a pedate dalla notorietà e soprattutto dalla politica [da noi no]. Loro in pratica dicono che non è vergognoso quello che fa il Presidente del Consiglio nella sua vita privata, è inconcepibile che lo si denunci e lo si perseguiti, così come fa la "rossa" Ilda Boccassini, che è cattiva e ce l'ha con il santo Silvio.

Le "signore" delle Libertà, ragionando con la testa di Frankenstein Ghedini, dimenticano però una cosa importante: Ilda Boccassini è il magistrato che ha sventato un attentato ad una delle ville del miliardario porcaccione. Ma se ne guardano bene dal dirlo. Non sia mai che qualche volta il Regime si conceda una caduta nella verità e nel giusto. Altrimenti che fascismo sarebbe!

Comunque, a ragionar di pazzo, come fanno le badanti di corte, sembrerebbe lecito che il Presidente del Consiglio, nel suo privatissimo mondo, può permettersi tutto, perché per l'appunto è in casa sua e nessuno gli deve rompere le cosiddette, men che meno i giudici o i PM "cancri da estirpare".

Cioè: se Ballusconi avesse una eventuale colf thailandese che non fa fa il proprio dovere come richiesto, e provvedesse a punirla uccidendola, occultandone poi il cadavere in uno sgabuzzino… Beh? E' la sua privatissima vita: può farlo, e nessuno deve metterci becco!

La Santadeché se ne vanterebbe e ne andrebbe fiera. E' lei che è arrivata a dire: "le intercettazioni telefoniche sono una violazione gravissima della riservatezza personale; anche i mafiosi in galera hanno diritto alla loro privacy".[Pomeriggio5]

E' veramente un Governo di Fattoni, su questo hanno ragione a rivendicarselo.

Le 400 pagine di intercettazioni telefoniche tra le ragazze "bisognose" il premier e i suoi assistenti procacciatori di bernarde è come non esistessero, le elette berluscones nella sceneggiatura che interpretano, ministresse comprese, sono disposte a qualsiasi colpo bassissimo e penoso per farle passare come "false" o da "contestualizzare" e non da usare "in modo criminoso e terroristico come fanno Santoro e Travaglio".

Sono veramente senza vergogna.

In questa comica di cattivissimo gusto amaro nero, ci sono anche pennivendoli recitanti al bacio, come quell'Alfonso Signorini che ha tentato, intervistando Ruby, di far passare l'idea che quella ragazza al telefono e con il puttaniere raccontasse solo palle e, poveretto, il nonno ultrasettantenne ci casca e si fa infinocchiare da una minorenne che fa la troia.

Nell'intervista a Kalispera, la nipote di Mubarak e di Ramsete III, dichiarava: "mi sono inventata una realtà parallela fatta di bugie e esagerazioni, perché mi vergognavo di raccontare la mia vera vita fatta di botte, violenze, abbandoni, abusi… e mi presentavo come un'altra persona, ora basta, voglio dire la verità… e poi sposarmi…"




Beh, allora le Fattone PdL hanno ragione! Non è stata Ruby minorenne la "danneggiata" dai vecchi bavosi. E' il contrario: il Presidente del Consiglio che è "infinitamente buono, generoso, altruista, ingenuo… come la Caritas" è stato truffato da una baby gang.

Santo subito!

In una intervista ad una delle ragazze dei festini: "Silvio mi ha assicurato che la voce che si sente nelle intercettazioni non è la sua voce: è quella di un imitatore".

Adesso abbiamo capito veramente tutto.

Grazie davvero agli sceneggiatori di Merdaset, ai truccatori e fonici, ai suggeritori, agli assistenti di studio, parrucchieri, confessori e comparse tutte.

Grazie di cuore anche a Iva Zanicchi che ieri Insieme ad Apicella, sul palco dei comizi di pulcinella, ha cantato l'inno di Mameli.

Ma il grazie più grosso va a tutti i partecipanti che al Palasharp di Milano hanno ascoltato per la dodicesima volta lo stesso intervento elettorale del loro amato uccello di fuoco, virgole comprese, facendo finta di meravigliarsi ad ogni battuta ritrita e divertendosi come matti, ma proprio come veri pazzi!, per gli occhiolini che il duce nano dedicava loro.

Applausi, inno, sipario.


Lucio Galluzzi

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venerdì 6 maggio 2011

LISTE ELETTORALI PER MILANO: LA 'NDRANGHETA DA BERE



Marco Clemente, candidato al comune di Milano, riferendosi al titolare di un locale sotto estorsione dalla 'ndrangheta, in una intercettazione: "Speriamo che muoia come un cane".

Da qui comincia la "pulizia" nelle liste al Comune di Milano: candidati impresentabili, in relazione con boss mafiosi, insieme a chi vuole essere sindaco meneghino.

Ed è giusto vedere chi sono questi figuri.



Silvio Ballusconi: capolista pdl a Milano, ha messo la sua faccia addosso a quella della Moratti perché seriamente impaurito di perdere la guida centrodestra della città, sarebbe un segnale ulteriore e gravissimo, per loro, della morte politica già in atto del regime di Arcore. Tutti, almeno quelli che leggono, sanno delle avventure giudiziarie, prescrizioni, processi, indagini che si porta dietro il duce. Possiamo lasciarlo perdere ed interessarci degli altri candidati.

Giulio Gallera è capogruppo PdL al Comune, terzo nome nella lista dei candidati. Oppositore indefesso in Consiglio comunale della Commissione Antimafia, che è stata "abbattuta" nel 2009 dalla maggioranza, è nominato negli atti dell'ordinanza antimafia "Parco Sud" [GIP Giuseppe Gennari] che ha condotto nelle patrie galere, tra il 2009 e il 2010, due tizi in contatto con Gallera: Michele Iannuzzi, Consigliere comunale PdL a Trezzano sul Naviglio, e Alfredo Iorio, affarista e presidente della Kreiamo [sede in via Montenapoleone]. La Kreiamo è ritenuta il braccio finanziario del clan Papalia/Barbaro, da Platì-Calabria, operativo nel Buccisnasco.

Marco Clemente, il "signore" che dice, intercettato, "speriamo che muoia come un cane", è candidato nella lista Pdl, ed è molto vicino ad Ignazio la Russa. Nuovo al mondo politico, è un imprenditore, socio di maggioranza della discoteca milanese Lime Light. Incontra molto da vicino uomini della 'ndrangheta: 17 febbraio 2008 è intercettato all'interno della discoteca Babylon [Milano] in colloquio con Giuseppe Amato, poi arrestato per associazione mafiosa, accusato di essere luogotenente del boss Pepè Flachi per l'incasso del pizzo nei locali notturni. Amato è il terrore dei locali after hours, "spenna" sistematicamente gli organizzatori, minaccia: "Due settimane e se non pagano, non si fanno più after, la prossima volta che fanno gli spacco tutto", lo dice a Clemente, che in seguito parlando di Bartolo Quattrocchi [discoteca Pulp], intimorito gravemente dal clan, esclama: "speriamo che muoia come un cane".



Esistono due informative di polizia [2008] nelle quali Clemente "avrebbe attivato contatti con il giovane boss del buccinasco Salvatore Barbaro".

Nella prima informativa si legge: "Il deputato Ignazio la Russa, attraverso un suo famigliare e tale Clemente, socio di una nota discoteca, avrebbe fatto contattare Salvatore Barbaro, al quale i due avrebbero chiesto un intervento della sua famiglia, su tutta la comunità calabrese presente nella provincia di Milano, al fine di far votare nelle prossime elettorali la lista del PdL… Salvatore Barbaro si sarebbe impegnato attivamente… garantendo che i voti sarebbero andati sicuramente alla lista."

Le elezioni del 2008 vengono vinte dal PdL e i boss si presentano puntuali a chiedere il saldo del conto.

Lo dice la seconda informativa della polizia: racconta di un incontro in un ristorante milanese tra Marco Clemente e Salvatore Barbaro, che si presenta in compagnia di Domenico Papalia [figlio del megaboss Antonio Papalia, all'ergastolo], considerato il nuovo "faro" della 'ndrangheta in Lombardia; i due giovani "padrini" chiedono a Marco Clemente "informazioni sugli appalti promessi prima delle elezioni in cambio di sostegno elettorale".

Clemente compare anche nei documenti dell'inchiesta "Infinito" che nel luglio 2010 porta in carcere 109 presunti mafiosi radicati in Lombardia.

A Monza, poi, i carabinieri intercettano il titolare del Lime Light al telefono con Loris Grancini, capo ultras Viking Juventus e blasonato pokerista, ritenuto vicino a cosa nostra. Nel 2008 Grancini si "adoperava per tentare di far ottenere benefici carcerari a Giovanni Lamarmore [padre del capo della 'ndrina di Limbiate]. Nelle telefonate i carabinieri annotano che i due si dicono che "sfruttando le conoscenze di alcuni politici che gravitano nell'area di An hanno fatto recapitare una lettera al direttore del carcere di San Giminiano… Lamarmore è rimasto contento di questa lettera e vuole sdebitarsi scrivendo a Clemente."

Con Clemente si muove anche Marco Osnato, candidato Pdl. E' il "famigliare di La Russa" [informativa 2008], ha sposato la figlia di Romano la Russa, fratello di Ignazio.



Osnato e Clemente avrebbero avuto contatti con Salvatore Barbaro chiedendo i voti della comunità calabrese "in cambio", lo dice l'informativa, "il familiare di La Russa avrebbe garantito a Barbaro che dal 2009 in poi ci saranno numerosi appalti da assegnare e se le elezioni dovessero essere vite dal PdL i lavori più consistenti li commissionerebbero ad una società pulita e di copertura che a sua volta li subappalterebbe a lui e ad altri calabresi."

Osnato è conosciuto bene da Iannuzzi e Ionio, i due della Kreiamo finiti in galera.

Intercettazione del 2008, dopo le lezioni: Iannuzzi a Ionio: "Quando lo vado a trovare prepariamo un elenco di tutti i comuni dove noi abbiamo portato dei voti, così li vanno a verificare. Poi andiamo da lui con la lista della spesa."

Osnato è consigliere dell'Aler, l'ente milanese delle case popolari, ed è indagato, per questo ruolo, per turbativa d'asta e corruzione; intercettazione, Iannuzzi a Ionio, riferendosi a Osnato: "Mi ha chiamato ieri Marco e mi ha detto: Michele, guardi che ieri l'hanno chiamata dei miei collaboratori perché ci sono dei lavori all'Aler."

Poi si arriva ad Armando Vagliati, navigato politico, Consigliere comunale di Forza Italia dal 1997, membro della segreteria cittadina del partito, nuovamente candidato in questa tornata elettorale.

Vagliati ha rapporti stretti con i fratelli Lampada, imprenditori calabresi ritenuti braccio finanziario per Milano del clan Condello.

Francesco Lampada viene incarcerato il 1° Luglio 2010, durante il blitz che porta in galera il clan Valle.

Giulio Lampada, delegato ai contatti con i politici, è grande amico di Vagliati.

Sono spesso a cena con le rispettive mogli e Giulio cita spesso "l'Armando".

Giulio Lampada, intercettazione. "Eravamo a cena con l'Armando! Tutti i Consiglieri comunali, provinciali, regionali. C'era pure il presidente del Parlamento europeo Mario Mauro. Eravamo nel tavolo io e lui". "Siamo accreditati, c'è la fiducia, capisci cosa voglio dire. Perché lui sa che sputazza non ne ho fatta mai e si butta a capofitto, dice: vuoi questo, facciamo quello che cazzo ti interessa."

"Lui" è Vagliati, nei rapporti dei Carabinieri si legge: "è accertato che Armando Vagliati è elemento di riferimento dei Lampada in Comune, per la risoluzione delle diverse problematiche amministrative". "Vagliati è a conoscenza delle attività criminali dei Lampada".

Vagliati nel 2010 firma un emendamento al Pgt, Piano governativo del territorio, propone di rendere edificabile una zona industriale in via Ripamonti. In una nota di Polizia Giudiziaria si segnala poi che Giulio Lampada "starebbe acquistando in zona Ripamonti un terreno agricolo che dovrebbe ottenere il cambio di destinazione, grazie all'intervento del Consigliere comunale Armando Vagliati".




Giovanni Terzi è assessore uscente della lista pro-Moratti "Milano al Centro", partecipa al bar Magenta ad un aperitivo con Francesco Piccolo, luogotenente del boss della 'ndrangeta Pepè Flachi.

Dice Piccolo: "Deve parlare per le votazioni… sta aiutanti tutti, poi ti spiego è utile anche per noi."

Roberto Lassini è sotto inchiesta peri manifesti contro le Procure: "Se sarò eletto resterò al mio posto, l'ispirazione mi è arrivata dalle parole di Berlusconi".

Rosario Scuteri, detto "Saro", poco conosciuto, candidato nella lista "Io amo Milano" di Magdi Cristiano Allam. Scuteri è imparentato con la famiglia mafiosa dei Mammoliti [Oppido Mamertina], più volte compare nell'inchiesta "Parco Sud"; compra un terreno da ionio, quello della Kreiamo, ma si intromette la cosca dei Maià di Baggio. Per sistemare la "diatriba" interviene Andrea Madaffari, vicepresidente Kreiamo, "Scuteri ringrazia Madaffari", scrive il Gip Gennari, "non è un grazie qualsiasi, ma il riconoscimento di una gratitudine che andrà sdebitata".

Aveva davvero promesso il giusto Ballusconi quando affermava: "faremo molta attenzione a chi candideremo d'ora in avanti; liste trasparenti e chi non è pulito fuori anche dal partito."

Bravi, bene, bis!


Fonti: il Fatto Quotidiano, Gianni Barbacetto, Davide Milosa

Atti giudiziari pubblici

Web


Lucio Galluzzi

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giovedì 5 maggio 2011

6 MAGGIO: SCIOPERO GENERALE CONTRO IL GOVERNO DEGLI INCAPACI



Aumenta sempre di più la distanza, ormai abissale, tra la classe politica dirigente dell'attuale illegittimo Governo dell'infamia totale e il disagio dei cittadini italiani.

Una gestione corrotta della Cosa Pubblica, mai volta all'interesse del Paese ma al tornaconto privatissimo di pochi, ordinato da un premier che non ci sta più di testa, offende e mortifica la Repubblica, perseguendo ormai da anni un unico progetto: l'assenza di qualsiasi progetto.




La nomina, di nove nuovi sottosegretari, imposta da un personaggio come Scilipoti che ha presentato il conto della svendita dei parlamentari ad uso e consumo di una maggioranza morta, la promessa del puttaniere di Stato di inserire nel Governo altri dieci nominativi perché sempre Scilipoti non è ancora soddisfatto, è l'ennesimo squallido atto di un moribondo, il presidente del Consiglio, che sa di essere alla fine, e non si rassegna.

Dovunque si presentino ministri e rappresentanti di questo regime fascista è contestazione, fischi, monetine, non possono "comiziale" perché la gente, per fortuna, non glielo permette più.

Come non è stato permesso, a Torino nel corteo del 1° maggio, alla CISL di sfilare insieme ai lavoratori: è stata cacciata e costretta ad imboccare una viuzza secondaria e sparire alla vista.

Lo stesso capita ai conniventi, pusillanimi, somministratori di brodini riscaldati del PD, che hanno fatto dell'opposizione una semplice e vergognosa contiguità del potere: PD e PDL sono ormai solo e semplicemente compagni di merende.

L'informazione è costretta al monopolio della deficienza generazionale berlusconiana: tronisti, starlette, troie, magnaccioni, Minzolini, pennivendoli di Stato asserviti al padrone, gossip e chi più ne ha ne metta; oppio puro per addormentare i troppi boccaloni italiani e nascondere la realtà dei fatti: l'Italia è allo sfascio.

La Comunità Internazionale si chiede come sia possibile che gli italiani non si ribellino e non caccino via tanto pericoloso pattume, compreso il PD; siamo ridicolizzati ed argomento di ludibrio nei quotidiani stranieri.

Persino il Presidente della Repubblica viene considerato "uno che conta come il due di picche".

Dal 14 dicembre 2010, studenti, docenti e metalmeccanici uniti nella lotta, abbiamo ripetutamente chiesto alla segretaria generale CGIL lo sciopero generale: ci sono voluti cinque mesi perché lo decidesse, una cosa vergognosa.

La Camusso si aspettava "la risposta alle domande che abbiamo posto al Governo, la vogliamo in fretta, non siamo disposti ad attendere altro tempo…"

Non le è arrivata alcuna risposta, se non gli insulti di Marchionne, Sacconi, Bonanni, Angeletti, Brunetta… e ci ha messo, per l'appunto cinque lunghi mesi per formalizzare questa giornata di sciopero.

Nel frattempo le cose sono continuate a scorrere nel modo peggiore possibile: Fincantieri che vuole applicare il modello Marchionne ai suoi dipendenti, la Bertone che ha votato con "plebiscito" il referendum ammazza Statuto dei Lavoratori, Gelmini-Tremonti annunciano 13 miliardi di nuovi tagli e riduzione dei docenti nella Scuola Pubblica, i precari sempre più disperati, la classe operaia svenduta dai sindacati gialli agli squali famelici.

Noi docenti e studenti in questi mesi siamo stati il filo conduttore di tutte le proteste che hanno smosso la stasi cancerosa di questo Paese, partendo dal nostro disagio, dalla rabbia nel vedere le nostre scuole e università distrutte, siamo stati costanti e non abbiamo mollato, lavorando all'allargamento e rafforzamento della lotta sociale: in risposta abbiamo preso manganellate, cariche della polizia, siamo stati chiamati "squadristi antidemocratici" dai signori del PD, presi in giro dal Capo dello Stato che, facendo finta di prendersi a cuore le nostre richieste, se ne è poi altamente sbattuto firmando la controriforma Gelmini.

Un altro modo usato per "tenerci buoni".

Ma noi non siamo elettori PDL, non abbocchiamo.

Continuiamo a proporre un'idea alternativa di Italia, partendo dalla Conoscenza, per cambiare basi e presupposti, insieme ai lavoratori e alle lavoratrici, alla società civile, ai movimenti per i beni comuni, per l'acqua pubblica e contro il nucleare, per i Referendum che vogliono scippare.

Lottiamo e condividiamo un'altra idea di Paese e di mondo, di rapporti tra i generi, di risoluzione dei conflitti, di libertà di informazione, di lavoro e difesa e attuazione della Costituzione italiana.

Oggi, in questa giornata di sciopero generale, siamo con i lavoratori.

Nel quadro politico nel quale versiamo lo sciopero generale è l'unica arma determinante per le sorti del Paese.

Questo governo sfasciata è partito proprio dalla conoscenza e dal lavoro per distruggere l'Italia, tagliando tutte le risorse, cercando di smantellare la scuola pubblica e l'università e distruggendo l'idea stessa di diritti e tutela per tutti.

L'accordo separato sul modello contrattuale ha aperto la strada scellerata ad una grave crisi di democrazia che parte proprio dal lavoro.

La Legge Gelmini, gli accordi separati a Pomigliano e Mirafiori, nel settore del Pubblico Impiego e, recentemente, in quello del Commercio, sono tutti passi che mirano ad istituire una società priva di diritti fondamentali: si isolano i soggetti sociali per aumentare un divario, necessario per portare avanti una politica tesa alla competitività, costruita sulle spalle dei più deboli, e non sui diritti, sulla qualità del lavoro, dell'istruzione, della ricerca, della vita dei giovani che hanno il diritto inalienabile d'essere il presente e in futuro di questo Paese.

Già il 9 aprile abbiamo ribadito che pretendiamo cambiamento.

Non accettiamo l'idea di vivere ed ereditare un Paese che si basa sull'annullamento del Contratto Nazionale, sulla cassa integrazione e la disoccupazione giovanile, sul benessere di pochi e la sofferenza di tanti, su un lavoro sottopagato senza diritti, su lavoratori costretti a rinunciare alle tutele sindacali pur di non perdere il lavoro.

Non accettiamo di vivere in un Paese che considera i giovani zavorra, che non si cura di loro, li costringe ad emigrare, li umilia in continuazione, li considera problema e non soluzione.



E' chiaro che Gelmini-Tremonti-Governo degli Incapaci vogliono modificare dalle fondamenta l'idea di scuola ed università com'è sancita dalla Costituzione, cancellando dalla memoria l'idea dell'accesso al sapere per tutti, dividendo il Paese a partire dalla formazione, invertendo il ruolo stesso sapere, dell'innovazione, non più garanzie dell'uguaglianza, ma ostacoli ghettizzanti da Ventennio, portando il diritto allo studio ad essere succube del mercato e abbandonando l'idea di scuola, università e ricerca come guida della società per la cultura, per l'economia, per l'innovazione.

In questa fase di crisi economica e di sistema il Governo degli Incapaci non ha scelto di rilanciare il Paese puntando asola qualità, sulle prospettive per tutti, sull'innovazione e la ricerca, rimettendo in piedi il Paese con un progetto di rilancio che ci veda uniti: ha scelto la strada della divisione e dell'odio per continuare a governare.

Ci dividono tra figli di ricchi e figli di nessuno, tra studenti e pensionati, ci dividono tra i lavoratori pubblici i lavoratori metalmeccanici e ora anche tra lavoratori del commercio.

A queste divisioni doniamo rispondere unendoci ai lavoratori, ai pensionati perché lavoro e istruzione sono motore sociale collante per il Paese.

Perché è il nostro Paese, ed è una Repubblica fondata non sul precariato e la disperazione, ma sul lavoro e la dignità.

Nessun passo indietro.

Se non ora, quando?


Lucio Galluzzi

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