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domenica 24 luglio 2011

STASI D'ORRORE

C'ERA UNA VOLTA L'ITALIA


C'è un'aria brutta in Italia.

Così come da tempo non la si percepiva.

Un clima che non fa solo paura, ma terrorizza se solo si ha un briciolo di coscienza sociale.

E' terribile e incredibile constatare che il non-Governo, e tutto la mediocre squallore che gli ruota intorno, non se ne rendano conto.

Non riescono ancora a capire che questa dolorosa stasi, alla quale hanno ridotto il Paese, avrà di certo una fine, è inevitabile.

E' la Storia dei popoli che lo insegna.

Ma loro di Storia, e anche d'altro, non sanno. Non solo lì dove si sono messi perché "conoscono".

Una vergognosa accozzaglia di poveri ignoranti, carrieristi senza meriti e malati.

Rifiuti falliti della peggiore destra nera che s'illudono della persa memoria degli italiani.

Guerrafondai che impersonano ministri, nazifascisti fanno i sindaci, ladri e camorristi rappresentano questa immonda politica sicuri dell'impunità.

Sindacati venduti ai padroni e allo Stato peggiore che hanno consegnato in saldo la classe operaia agli industriali più miseri di testa.



E' tutta una guerra tra lorsignori.

Noi cittadini, per loro, non esistiamo.

Forse non esistiamo neppure per noi.

Siamo solo merce deperibile da usare a fini elettorali. Si ricordano, per finta, di noi solo poco prima delle elezioni.

E' lì che questi delinquenti cominciano a battersi il petto, recitando mea culpa, promettendo qualsiasi puttanata populista venga consigliata dai loro uffici sondaggi e demoscopici.

La memoria non dobbiamo mai perderla, altrimenti siamo morti.

Dobbiamo, per obbligo morale, ricordare il contratto con gli italiani che quel tizio presentava dall'insetto serale.

Non l'aveva scritto lui, gliel'aveva "passato" il dicastero ad personam "Propaganda".

Nessuna di quelle promesse è stata mantenuta.

Un milione di posti di lavoro in più sono in realtà diventati la cancellazione dello Statuto dei Lavoratori, dei CCNL, del movimento operaio e di tutte le sue lotte e conquiste.

Scioperare è quasi reato.

Ammalarsi, per un dipendente, è truffa; così viene multato e perseguitato dalle visite fiscali.

Chi protesta se le prende.

Chi osa scendere in piazza deve fare i conti con le cariche dei mastini, i manganelli, calci, pugni, gas lacrimogeni fuori legge, chimica da guerra.

Istituito il diritto per l'industriale di licenziare chi vuole e quando vuole, soprattutto se il dipendente è iscritto a sindacati diversi da quelli gialli.

Il mantra maledetto delle tasse diminuite, delle mani non messe nelle tasche dei cittadini, dell'aumento delle pensioni minime, della tutela dei più deboli, dell'amore per tutti… resta mantra maledetto, solo una vuota e ormai criminale recita ripresa da tutta la corte dei maggiordomi.

Ed è fame, disperazione, suicidi, aumento del consumo di antidepressivi e ansiolitici a livelli inimmaginabili, salti finali dalle finestre e dai balconi con i figli in braccio, famiglie intere che si estinguono a colpi di martello o veleno per topi.

Questi delinquenti impresentabili hanno rubato anche la speranza.

Si va a letto la sera pensando a come recuperare soldi per il giorno dopo.

Non si dorme la notte.

Il mattino dopo si finge il risveglio, perché sta arrivando settembre, ricomincerà a fare freddo, hai da pagare ancora il riscaldamento della stagione scorsa, forse ti hanno tagliato il gas, magari ti sfrattano, Equitalia ti chiede un rene, lo Stato il cuore, i mangiapane a tradimento si accontentano delle mani, solo quelle servono per votarli.

Subito dopo, se crepi è meglio.

La memoria è un'arma indispensabile, se ti adegui all'Ordine Sociale di questa Salò terminale. sei completamente finito.

Se non ti ricordi sei loro complice, con la promozione, la carriera, ma colpevole e corrivo.

Lurido come loro.

Morto come loro.

Necrofilo tra necrofili.

Rammentati che lo smemorato a cui hanno regalato una casa a sua insaputa, quella con vista Colosseo, era il capo del Viminale durante i massacri del G8 a Genova; che il delfino di Almirante, quello della casa di Montecarlo, oggi alta carica dello Stato, allora era alla Difesa e salvò i suoi amici di governo, tutti, e i capi delle divise, tutti; oggi si batte il petto, lo fa da tempo, ma i fascisti ci sono abituati al mea culpa da Mirandolina e commedia dell'arte.

Non dimenticare che mentre il sangue scorreva alla Diaz e a Bolzaneto, alla Giustizia c'era il legaiolo villano e violento che ancora oggi blatera i suoi deliri a nome e per conto della casta padana celtica.

Soprattutto occorre leggere, spegnere la televisione e scorrere con attenzione le righe della sentenza d'appello che ha condannato tutti i "militari" e i loro capi che hanno praticato tortura e odio contro ragazzi inermi, pacifisti, con le mani alzate, lì nell'orrore del 2001 a Genova.

I giudici, perentoriamente, scrivono: "gli interventi degli agenti alla Diaz e a Bolzaneto furono decisi antecedentemente a tavolino. I responsabili di tali atti offesero e umiliarono, ferirono e abusarono della loro funzione al fine di arrestare, per dare all'opinione pubblica italiana ed internazionale l'immagine di forze di polizia che intervenivano su violenti black bloc che tali non erano…"

Ancora: "I vertici delle forze dell'ordine non solo hanno ostacolato e depistato, ma fornito ed incitato alla falsa testimonianza, costruendo ad hoc prove false esibite anche alla stampa internazionale".

Sempre gli stessi giudici introducono nella sentenza un concetto importante e unico nella giurisprudenza italiana: "il corteo dei manifestanti attaccato violentemente e senza motivo dalle forze dell'ordine, reagendo, ha applicato il diritto di legittima difesa".

Difatti: i manifestanti che erano sotto processo sono stati tutti assolti; condannati i vertici militari e gli agenti imputati.

La Cassazione deve ancora esprimersi con sentenza definitiva o può richiedere che i processi vengano celebrati nuovamente alla luce delle testimonianze acquisite [800 ore di filmati] e per rendere verità e giustizia a Carlo Giuliani.

Nessun condannato è finito in galera, vuoi per prescrizione del reato o per il godimento della condizionale.

Prescrizione non vuole dire assoluzione, ce lo insegna Andreotti, mafioso fino ad una certa data, ma prescritto, perché la Giustizia per i potenti funziona così.

L'Italia è l'unico Paese dell'Unione Europea che non contempla nei suoi Codici il reato di tortura, non l'ha introdotto e di certo questo esecutivo di pazzi furiosi non ha alcun interesse a farlo.

Come potrebbero altrimenti ammazzare Cucchi, Aldrovandi, Uva, Saturno, l'anarchico Mastrogiovanni… e non subire mai alcuna restrizione?

Mai giungere ad una sola verità?

Ma l'Italia è anche il paese del Bengodi non solo per la casta dei politicanti.

L'Unione Europea ha stabilito che gli Stati membri devono sospendere dal servizio i pubblici ufficiali sotto processo per atti compiuti in abuso della loro funzione e, se condannati, destituiti del tutto.

Nessuno dei colpevoli per la macelleria messicana al G8 di Genova è a casa lontano dalla divisa.

Lavorano tutti e tutti con la divisa addosso, incarichi di polizia penitenziaria o giudiziaria e quant'altro li possa garantire sempre di più.

La stessa cosa per chi ammazza in carcere o negli OPG, per strada o nel chiuso di camere di sicurezza.

Anzi, i compagni di merende che adesso continuano nel disastro della Nazione, promuovono quei "dirigenti" che si sono macchiati di reati gravissimi contro la persona, regalando incarichi più prestigiosi, e il sassofonista di Stato unitamente al guerrafondaio mefistofelico, si complimentano con loro ed esprimono "fiducia e stima incondizionata del Governo".

Placanica, invece, chissà come mai, è stato congedato, quattro anni dopo aver sparato a Carlo Giiuliani, perché "non compatibile con il servizio militare".



E' stasi di morte.

Chi si meraviglia ancora è stupido.

Chi fa finta di non capire è un nemico dell'intelligenza.

C'era uno che una volta che faceva l'avvocato dei boss di cosa nostra, oggi, siede su un'alta poltronissima, si batte il petto e fa l'antimafioso.

C'era una volta l'Italia che si indignava.

Ora va a troie e non sa neppure cos'è un forcone.

Però ha tre finti ministeri a Monza!


Lucio Galluzzi

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sabato 29 maggio 2010

BERLUSSONINI E' UN VISITOR

SE PERDE IL TRUCCO...




Bertold Brecht diceva che lo scrittore per chiamarsi tale deve essere un block notes. Capace di scrivere quello che osserva quotidianamente, senza usare penna e carta. Usa solo gli occhi e le orecchie, memorizza gli appunti, poi a casa li riordina e solo allora li può scrivere. Perché, sosteneva, "chi si occupa di scrittura deve essere una spia che ruba gli attimi giornalieri altrui, invisibile, per poi raccontarli".
Chi usa le parole, difatti è curiosissimo. Non di gossip, ma d'altro.

Ci sono cose che non si sono mai potute vedere. Si sa che esistono, ma non siamo ammessi al loro cospetto. Forse un giorno succederà. Per ora restano misteri.
L'Arca dell'Alleanza, il Cerchio Interno all'Umanità, la Biblioteca dei libri non ancora permessi alla coscienza umana e così via.
Però su un mistero particolare, che ci riguarda tutti, qualcosa di concreto si potrebbe fare per svelarlo.
Fino ad oggi nessuno di noi è riuscito a vedere il vero volto di SuaDeliranteEntità. Sappiamo molto di lui/loro/essi. E' basso, non ha praticamente collo, possiede enormi orecchie spropositate rispetto alla testa, le gambe storte lunghe quanto più o meno il torace, le scarpe con i tacchi interni e il soffietto a mantice, da anni prende strane pillole per castigarne due al giorno…

Nessuno però è mai riuscito a fargli una fotografia, una sequenza filmata, uno scatto da un telefonino al mattino appena sveglio.
Perché LeLoroPersonalitàMultiple, sempre lui il Napoleone con innesto di Giulio Cesare e Nostradamus, ti appare sempre in forma di Cappella Sistina, tirato a lustro, stuccato, incollato, vinilico, elasticizzato, levigato, censurato come i veli sul pube aggiunti agli affreschi Michelangioleschi, abbottonatissimo, imbustato, impalato.
Ha settanta e spingi anni, ma non accetta neppure un capello bianco, una ruga, un qualsiasi segno del tempo che passa pure per esso/lui/loro. Ha paura della vecchiaia e del decadimento fisico.
E' apparenza.
Un'illusione.
Maya.
Non umano.
Rigetta tutte le appartenenze all'essere terrestre, sempre più convinto della sua vicinanza all'informe.

SuaFolliaFattaLoop ha realizzato un pensiero tutto suo, che non prevede l'uso della logica e neppure quello codificato dal vocabolario della lingua italiana. Crede nelle lucertole e nel loro potere auto rigenerativo delle code. Probabilmente è per questo che giura sempre sulla testa dei propri figli, li considera Visitors. Frequenta un umorismo che quasi più nessuno comprende, se non le quattro galline morte che sono sempre davanti quando si presenta al pollaio, applaudono pure se lui non parla, alzano la mano per fare domande solo autorizzate quando non è manco iniziata la conferenza stampa, restano così fino alla fine, con bocche spalancate e fauci in vista, a metà tra l'attesa per un rapporto orale desideratissimo e l'estasi d'Eleonora Duse per l'amato.

Lui, cioè LoroStessiMedesimi, è felicissimo e fidanzato perfetto di tutti quando vede questa clack in ovulazione. E' sicuro che la sua informità affascini, rapisca, che tutti: uomini, donne, animali, pietre, specchi, cespugli e alberi debbano cadere ai suoi piedi per obbligo predeterminato da divine cause.
Non lo sfiora minimamente l'idea che la rappresentazione che gli parano davanti i devoti, sia proprio quello che è in realtà: una commedia. La stessa che è dovuta agli sceicchi, ayatollah, gheddafi, ai putin, agli ahmadinejad…

Si dirà: noi non siamo l'Iran però.
A Tehran diranno: noi non siamo il G8 di Genova però.
Si dirà ancora: ma voi ammazzate e torturate la gente in galera.
Khamenei non avrà problema a parlare di Cucchi, Uva, Aldovrandi…
La mancanza di percezione della realtà è un'altra delle misteriose e devastanti doti di SuaPontificazione.
Se provasse a pensare solo per un attimo a come la clack lo tratterebbe se fosse un comunissimo dipendente pubblico, senza potere e impero economico, controllo dell'informazione, ville e yacht, intrecci obliqui… ne morirebbe di colpo?
Probabilmente sì.

Perché oltre le materialità non possiede altro. Perse quelle sarebbe un nullaniente.
E se mentre è lì che racconta le sue panzanate, in mezzo alla festosità dei servi, gli occhi di bue sparati ad hoc, le telecamere addomesticate alle inquadrature migliori, gli si spaccasse il restauro giornaliero, crollasse tutto lo stucco che ha in viso, le colle per stirare le zampe di struzzo, lo spray di bitume per mimare i capelli, i ceroni, la dentiera… e crepa dopo frattura apparisse veramente il suo volto autentico?
L'informe svelato.
Un lucertolone.
Non avrebbe neppure più il becco di una troia.
Ne morirebbe proprio sì.
Forza paparazzi, appostatevi e immortalatelo, di mattina presto, prima del restauro.
Prima che tiri fuori un DDL contro i teleobiettivi.


Lucio Galluzzi
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