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domenica 9 agosto 2015

...CI MANCAVANO GLI IDIOTI DELL'ORRORE

PER NULLA CARI AVVOLTOI FASCIO-XENOFOBI,


so che la fantasia non vi manca, soprattutto quando giornalmente spargete minchionate "cattura-voto/tessere/iscritti", quindi provate a superarvi e fate un passo oltre, attenti a non inciampare nella realtà quotidiana, vi fareste molto male; per tipi come voi, prendere coscienza della propria pochezza sarebbe devastante e letale.
Ok: inizio simulata.
Iniziate con calma a pensarvi a letto, in piena notte, che dormite, nella vostra casetta, villa, magione, unitamente a vostra moglie e bambini.
Voi non lo sapete, ma uno dei tanti generali neri, quello di Licio Gelli s'intende, da poco ha portato a termine il Colpo di Stato.
Nel mentre del vostro riposare sono state sospese tutte le libertà, cacellata la Costituzione, istituita la Legge Marziale, applicato il coprifuoco e le milizie fedeli al Capo sparpagliate in ogni punto strategico di Genova, Milano, Bergamo...
Emanate leggi speciali: 
via dall'Italia tutti quelli che hanno capelli lunghi, ricci e bianchi, se portano pure la barba allora verrano imprigionati in isolamento perpetuo fino ad esecuzione per decapitazione;
eliminazione dei sovrappeso/obesi, ordine ai cecchini del regime di sparare a vista;
processo per direttissima con condanna sicura capitale per chi ha contravvenuto al vincolo matrimoniale;
divieto assoluto di indossare felpe, indumenti di colore verde, pronunciare la parola "padania";
persecuzione, cattura e deportazione di figli e mogli dei colpevoli di cui ai reati sopra elencati;
incarceramento dei maschi con altezza inferiore al metro e ottantadue e non fisicati con consegiente istantaneo passaggio al plotone di fucilazione...
Intanto davanti casetta, villa, magione vostre ci sono già i blindati armati e la colpiscono, distruggendola, perché i vostri vicini di casa vi hanno denunciati, anonimamente, come illegali e cristiani non ortodossi.
Ora avete la certezza che rimanere in Italia, per voi, sarebbe la fine certa, vi organizzate veloci, raccattate soldi quanti più potete, chiedendo anche ad amici, che non vi aiuteranno perché di amici non ne avevate e non ne avete e i pochi con cui scambiavate qualche parola sono tutti dalla parte del Generale Nero.
Non potete neppure prendere documenti di ricoscimento, perché andati persi nel bombardamento.
Come perfetti sconosciuti dovete sbattervi per cercare qualcuno che vi faccia scappare, e in fretta, dall'Italia.
Di notte, da una certa zona della Liguria, partono barconi che portano i fuggiaschi come voi da qualche parte oltre il mare.
Eccovi a bordo.
Il peschereggio dove vi hanno messi può trasportare al massimo 50 persone, siete in 300.
Venite divisi, maschi da una parte, donne dall'altra, bambini in stiva.
Uno di voi prova a dire al traghettatore che suo figlio soffre di diabete grave e ha bisogno di insulina a ore precise, in risposta: un pugno in pieno stomaco, un colpo di calcio di fucile in testa e l'insulina buttata in mare.
Scelgono le donne che più piacciono all'equipaggio, legano, immbilizzandoli, i mariti, anche voi, e le stuprano, davanti ai vostri occhi, qualcuno dei traghettatori ordina che vegano portati su i bambini così possono vedere anche loro.
Se vuoi che non ti violentino più tua moglie devi dare altri soldi.
Non li hai: bastonate, calci in faccia e ti incidono con il coltello una strana sigla sulla testa.
Tutti quelli di voi che pregano il Signore vendono presi e chiusi nel locale macchine, la botola d'uscita tenuta chiusa con gli altri fuggiaschi seduti sopra, glielo ordinano, altrimenti fucilata in piena fronte.
Tuo figlio entra in coma diabetico,dopo qualche ora d'agonia ti muore tra le braccia, te lo buttano a mare.
Qualcuno tra voi sta asfissiando, altri urlano per le ustioni da carburante, troppe esalazioni dal motore, cominciano a morire.
Sono sempre vecchi e rattoppati i motori di quei pescherecci e il barcone si pianta così in alto mare.
Chiedete acqua: calci in bocca e bastonate in testa.
Chiedete pane: coltellata dove capita.
Fa caldo, insopportabile, la puzza dei cadaveri aumenta sempre di più, vivi e morti ammassati uno sull'altro.
Quelli dell'equipaggio si ubriacano, si fanno di sostanze, diventano sempre più feroci. botte e umiliazioni per tutti se non state zitti.
Una settimana intera così.
Sempre più cadaveri, fetore di putrefazione, i bimbi sono tra i primi che sono morti.
E finalmente una nave vi avvista ed è tanta la voglia di uscire dall'inferno che tutti gli ancora vivi corrono verso la fiancata del barcone.
Sbilanciamento improvviso dell'assetto, in pochi secondi siete in acqua, gli altri nella stiva e nel vano motore, vivi e morti, s'inabissano, per sempre.
Chi di voi sa nuotare ha ancora una speranza, gli altri ci mettono poco ad affogare.
Qualcuno di voi viene salvato.
Portati sulla nave dei soccorsi insieme ai cadaveri che galleggiavano, recuperati.
Non sapete nulla di vostra moglie, dei figli, dei parenti che erano con voi.
Non li vedete tra i fortunati.
Vi comunicano che vi porteranno in Libia che è la costa più vicina al naufragio.
Precisamente a Tripoli, tanto lì, vi dicono, gli italiani ci sono da sempre, dall'Impero Romano.
Ma tra il vostro Paese e Libia sono cambiati i trattati, dopo il Colpo di Stato in Italia: la Libia non può accettare clandestini che arrivino via mare, neppure via terra da Gibilterra.
E vi siete clandestini, non avete alcun documento di riconoscimento.
Non potete neppure chiedere asilo politico, non siete profughi, le nuove leggi del Governo Militare Italiano non lo prevedono.
Appello alla Comunità Internazionale? Quale?
Tripoli avverte che o la nave che vi porta esce dalle sue acque o vi bombarda.
E quelli lo fanno mica con le pallottole di gomma che vuole Borghezio.
Così inversione di rotta verso l'Italia con i miliziani già pronti ad accogliervi come si deve al porto dove attraccherete.
Ora, chi si prenderà cura di voi? Chi vi accoglierà? Il Vaticano, Bruxelles o Strasburgo?

Lucio Galluzzi

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sabato 3 novembre 2012

SANTIAGO DEL CILE, ITALIA

Un gruppo di facchini in agitazione sindacale da tempo, chiede all'azienda per la quale lavora turni meno massacranti ed una riorganizzazione dell'orario, che così com'è ricorda quello degli schiavi nei campi di cotone.
L'azienda, una multinazionale, non ha orecchie per sentire e i lavoratori entrano in sciopero.
Ma serve a nulla la loro protesta, perché è vanificata dalla direzione locale che chiama altri facchini da diverse sue sedi e fa sostituire i lavoratori in sciopero.
La multinazionale, quindi, in questo modo contravviene penalmente e civilmente, ignorando Leggi Nazionali e Contratto di Lavoro, adottando il più grave dei comportamenti antisindacali.
Così il gruppo di facchini, che oltre al danno si becca pure la beffa, decide di scioperare ma con un presidio, visibile, davanti all'ingresso dell'azienda.
Ed ecco che arriva la polizia che in men che non si dica, manganella, prende a calci, trascina sull'asfalto le persone, insulta e "disperde" i lavoratori in lotta; qualcuno resta anche a terra ferito, ambulanze e ricovero ospedaliero.
Da un'altra parte un centro autogestito da studenti universitari, per contrastare il carovita e dare accoglienza abitativa anche a laureandi stranieri, deve essere sgombrato per ordine del sindaco o di chi per esso.
I ragazzi nella struttura stavano suonando chitarre e cantavano, ed ecco la polizia: manganelli, botte, teste spaccate, cariche, rincorsi uno ad uno gli studenti sono stati trattati come bestie da caccia grossa, in piazza, di fronte a passanti e tra i negozi.
Chi era ospitato nel Centro ha dovuto far bagagli in pochi minuti e andare a vivere in mezzo alla strada.
Due episodi che fanno pensare a Santiago del Cile o a Buenos Aires.
Invece il primo è avvenuto a Piacenza, all'Ikea; il secondo a Torino, in via Verdi, terminato con il sangue degli studenti universitari sul selciato di piazza Castello.
Ora io non so quali siano i requisiti per entrare a far parte della Polizia o di altri corpi usati per la Sicurezza, ma da quanto emerge devono essere praticamente assenti.
Pare proprio che i funzionari in divisa e gli agenti non conoscano minimamente le Leggi della Repubblica Italiana, la nostra Costituzione, il Codice Penale.
Sembra che non ne sappiano nulla di Diritti Umani e Civili, se fanno di tutto, come stanno facendo da oltre due decenni, per finire sui Rapporti Internazionali di Amnesty International, Human Rights Watch e ACNUR/UNCHR.
Anzi, più passa il tempo, più il comportamento delle Forze dell'Ordine peggiora e quelli che chiamano "interventi ordinari per la Sicurezza" sono esclusivamente azioni di bieca repressione da Leggi Speciali,  dettata da nessun bisogno dell'uso della violenza, perché i manganellati/picchiati il più delle volte sono inermi.
In un'altra manifestazione a Torino la Polizia è stata fatta oggetto di lanci di ortaggi e slogan; anche in questo caso ha caricato, picchiato e disperso.
Eppure non esiste alcuna norma che autorizzi gli agenti a reagire con la violenza repressiva contro le verdure e le grida di chi manifesta.
Un funzionario della Questura torinese, intervistato da una giornalista sul fatto specifico, informa che: "quando la Polizia si trova di fronte ad un muro di oggetti lanciati contro, deve intervenire..."
Di nuovo c'è da chiedersi che tipo di selezioni affrontino certi tizi.
Soprattutto se vengono selezionati.
Perché è squallido, oltre che gravissimo, vedere ogni giorno, agenti in divisa e in borghese che picchiano e assaltano disperati lavoratori che rivendicano i propri diritti, studenti contro questo Stato di cose malsane e vergognose.
Queste Forze dell'Ordine sono le stesse del G8 di Genova, 11 anni fa.
Sono le medesime che hanno fatto dichiarare alla Corte di Cassazione in sentenza definitiva: "chi ha gestito la sicurezza al G8 di Genova, si è macchiato di reati gravissimi contro la persona; nel nostro ordinamento non esiste il reato di tortura seppur richiesto più e più volte all'Italia dalla Corte Suprema Europea, quindi gli autori non possono essere perseguiti, non lo si può neppure fare per gravissime lesioni personali, perché il reato è prescritto; si può affermare che i comportamenti degli agenti e funzionari hanno fortemente danneggiato l'immagine internazionale della nostra Nazione..."
La Corte di Cassazione, quindi, lamenta la vergogna dell'impunibilità assoluta di chi compie reati contro la persona e veste divisa e/o gradi.
Non solo restano impuniti, ma il più delle volte, gli stessi funzionari che "hanno danneggiato l'immagine e la credibilità democratica dell'Italia" vengo promossi a ruoli superiori dai Ministri dei governi che si succedono, uno identico all'altro.
Lo è stato per Manganelli come per De Gennaro.
Restano lì ai loro posti, ai ministeri e ai Servizi, con stipendi da nababbi, alla faccia nostra e di tutti i cittadini menati e repressi illegalmente.
Non è cambiato nulla dal 1960 di Tambroni che faceva sparare sull'Italia, dagli anni '60 di Scelba o dal 1977 di Cossiga: Giorgiana Masi come Carlo Giuliani.
Anzi, la situazione è peggiorata.
La certezza d'essere tutelati dall'impunibilità assoluta stabilita per Leggi, scritte ad hoc e firmate senza battere ciglio da questo Presidente della Repubblica, ha di fatto diviso in due l'Italia; da una parte i pochi strafottenti nemici assoluti del popolo che si permettono qualsiasi schifo e dall'altra i cittadini comuni, tutti noi, che devono tacere e subire, pagare i loro stipendi e annessi, altrimenti sono botte, e se ti va male c'è la galera, se ti va peggio anche il TSO e fai la fine di Mastrogiovanni.
Non serve chiedere "scusa" come più volte ha fatto Manganelli, se poi alle scuse non seguono atti concreti: dimissioni e riforma radicale delle Forze dell'Ordine.
In conclusione c'è ancora un'ultima amarissima considerazione: ma tutti i politici garantisti, i Costituzionalisti così elegantemente libertati e di sinistra, i giornalisti d'assalto, gli editorialisti coraggiosi, gli scrittori antimafia con le scorte, i pochi sparuti "intellettuali" contro... come mai non alzano una sola voce per denunciare questa Polizia, il Ministero degli Interni e questi Governi fantoccio?
Domanda retorica.




Lucio Galluzzi

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