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venerdì 12 febbraio 2010

LA DEMOCRAZIA REGRESSIVA E IL PENE COMUNE

SE CI FOSSE TERESA D'AVILA...


“Democrazia regressiva” è il termine usato per definire i colpi di Stato non visibili macroscopicamente, ma di fatto attuati o in fase di definizione.

Il colpo di Stato “canonico” è out of trendy nei Paesi ad economia portante, cioè quelli che si auto inseriscono nella lista dei G8, G7, G20 e sarebbe analiticamente corretto e i numero dopo la G fossero solo un due o al massimo un 3.

Gli altri Stati sono aggregati alle G soltanto per gentile concessione delle superpotenze, come dire: non si deve muovere foglia senza che Cina Stati Uniti, a volte anche la Russia lo vogliano. Sono loro i veri padroni di/in ogni trattativa. E’ l’incremento del PIL, l’import/export, le banche… in una sola parola: SOLDI. Più uno Stato ha moneta spendibile, maggiore è la sua influenza nelle decisioni altrui, dove “altrui” sta per partners, partners sta a “sedersi allo stesso tavolo” che equivale a: “chi vi sta davanti ha in mano l’economia del Pianeta, noi dettiamo legge, voi ratificate solamente, se vi va bene è così, altrimenti è così lo stesso.”

Sta succedendo in questi giorni con il diktat cinese agli Usa/Barak Obama contro l’incontro tra il XIV Dalai Lama e il presidente degli Stati Uniti. Chi può prestare capitali e salvare grandi imprese/business nazionali si permette tutto. Senza timore. Senza vergogna. E basta già questo a raccontarla lunga e chiara sulla democrazia globale in caduta continua non libera.

Se a questo quadro aggiungiamo l’altro blocco G, quello petrolifero, l’Opec, e i fornitori di gas, lo scenario è ancora più semplice: una sola mega potenza è oggi proprietaria delle ipoteche economiche USA derivate dalla recessione economiche; il blocco medio orientale ci fornisce l’energia. L’Opec manco ha bisogno di sedersi con gli Stati “clienti”: decide e basta. Aumenti della materia prima, tagli della produzione per tenere i prezzi alti, minaccia di non forniture in caso di proteste.

Poi c’è l’Europa che significa Germania, Francia, Inghilterra, Spagna –inseriti nelle G-NATO… e forse anche l’Italia con loro. Il forse è un obbligo dovuto al fatto che il nostro Paese si sta allontanando a passi velocissimi dagli standard di democrazia a causa della liberta di stampa, diritti civili, credibilità internazionale ed europea, esecutivo non gradito a molti partner dell’EU e soprattutto del palese fascismo che tanto caratterizza il governo Berlusconi.

Se in Italia i mezzi di informazione sono stati ammansiti, per usare un termine dolce, in pratica imbavagliati, dalla egemonia totalitaria dell’infomazione statalizzata Mediaset e i cittadini, nella maggioranza, non possono accedere alla verità dei fatti, negli altri Stati europei, l’informazione funziona, vede/racconta senza veli la situazione grave nella quale l’Italia è stata precipitata.

E più la situazione peggiora, maggiori sono il nostro isolamento e credibilità sia a livello EU/Strasburgo, Bruxelles che G8, G20, G3…

Leggere la stampa straniera nelle corrispondenze che ci riguardano è ormai l’uno modo per informarsi in modo libero sui fatti che ci funestano, è come avere in mano tanti “il Fatto Quotidiano” e sentire Marco Travaglio. Quello che da noi è per l’appunto considerato “sconsiderato” dal regime, tanto da invocarne sempre di più bavagli e le cancellazioni di programmi TV come Annozero, Report…, è normale che si pubblichi, si legga e si dibatta oltre i confini nostri.

Se Mussolini nella sua follia di novello imperatore viril-romano impose l’autarchia economica alla “sua” Italia del ventennio, strinse l’amicizia pericolosa con Hitler copiandone idee pan nazionaliste, oggi il Berlussini nazionale si spinge anche oltre, molto oltre.

L’esecutivo italiano ormai è completamente scollato dai bisogni della Nazione, “governa” per se stesso, in nome e per conto del privilegio personale, contro la Costituzione della Repubblica e fregandosene anche sei suoi stessi elettori che infarcisce di palle, anche istituzionali, usando tutti i mezzi che ha a disposizione: reti televisive, giornali quotidiani e settimanali, Confindustria, sindacati statalizzati [Cisl e Uil], fette di Vaticano, stuoli di maggiordomi d’avvocati presenti ovunque, giornalisti vespaioli e menzognini, ministri ammaestrati a ripetere in play back gli ordini, Comunione e Liberazione/Formicone insieme alle lombarde sindache Monatti e salotti delle nere boghesie…

Dicono che legiferano più di qualsiasi altro precedente governo, ma lo fanno a colpi di fiducia. In questa legislatura sono alla 28^ richiesta, ed è sempre il logorroico/domo robotico Elio Vito che all’inizio delle sedute recita il compito scritto. Parlamento svilito, ridotto a mero ufficio ratifica di quanto imposto dal Capo. E Napolitano tace. Semmai si limita a timidi richiami amichevoli, mai una bella sgridata alla Pertini, una lettera ufficiale di censura e/o richiamo ufficiale, mai che neghi una firma alle leggi approvate che gli presentano.

Legiferano tanto, ma tantissimo se si pensa che l’on. Carlucci in un solo giorno ha apposto la sua firma a oltre 250 leggi che le hanno messo sotto le mani. Chissà che cosa ne sa la bionda ex soubrette di quello che ha sottoscritto? Si firma per Fede insomma, dove Fede sta per Credo, ma anche per Umilio, il portavoce retriever di Kapital Arkore.

Fanno riforme “epocali”. Loro le chiamano così. Un modo politically hidden per definire le porcate dei loro tagli, perché si tratta solo di questo: non hanno più soldi per nulla.

Lo si capisce anche il perché: in Italia solo i lavoratori dipendenti pagano regolarmente, e fino all’ultimo centesimo, le tasse [il 50% del salario, che è metà della propria vita, metà delle proprie risorse, sudore, acido lattico e umiliazioni…]; di contro ogni 71 minuti, la GDF scopre un evasore totale. Cioè identifica un ricco, con macchine di lusso, ville, tenore di vita altissimo, imprese intestate a prestanome, barche di proprietà di morti… che non ha mai presentato una dichiarazione dei redditi. Sconosciuto al fisco.

E che cosa fanno loro per “rimediare”? Ma è logico: spremono ancora di più il limone senza succo: non rinnovano i contratti ai lavoratori, offrono 29 euro lordi mensili ai metalmeccanici, ma 230 € di aumento agli insegnanti di religione [lì i soldi li trovano!], si ritrovano tutti, nessun assente, ad approvarsi le maggiorazioni delle indennità mensili proprie [per migliaia di euro pro capite], ma licenziano in quattro anni 100.000 lavoratori precari [o meno] della scuola, rubano i nostri TFR e se li vendono come debito, si comprano ville all’estero e in Italia e gli sfrattati li nascondono in ogni possibile modo, con meticolosità scientifica e compulsa da anni cercano di salvare Berlussini dai suoi processi, con tutti i lodi possibili, con qualsiasi schifezza di legge ad personam, ma non ditegli che sono provvedimenti ad personam perché vi risponderanno che lo fanno per noi. Infatti io ne sono contento, perché è chiaro, sono azionista maggiore di Rete4, posseggo 1/3 di Milano 2, ho partecipazioni in Mondadori; la mia vicina di casa è stata difesa da Mills per una storia di estorsione internazionale; il tabaccaio dove mi servo teneva una corrispondenza cifrata con Provenzano, roba di poco conto, ma lui ha paura che la cosa monti in collusione; l’altra mattina la postina mi ha suonato per una raccomandata e saltava felice come una cangura sulle braci ardenti: era contenta perché aveva sentito ad AnnoZero il Ghedini Ma-va-là che spiegava il processo breve e lei che versa il proprio stipendio su un conto svizzero All Iberian e Why Not era da mesi che temeva… Hanno una ragione porca e marcia a dire che lo fanno per noi.

Chi non ci crede non è solo comunista, ma anche infedele e ripudia le radici cristiane.

Se una delle tecniche preferite dal Ventennio era “diffamare il nemico per discreditarlo fino alla sua distruzione sociale”, oggi non fanno più così. Sono raffinati. Oggi fanno peggio. Hanno Littorio al Feltro, Belpietro, Mario Giordano Zucchino d’Oro, Claudio Brachino anti Calzino Azzurro, Paolo Liguori Pecora Mansa, Barbara d’Urso Tette&Notizia, Brunetta Nobel, Tremonti Edwuard Mani di Forbice, Castelli in Aria, La Caldarola Antropofaga, Gnazio La Ruspa-minchia-che-ministro-del nero, Maroni Altro Nano, l’Insetto e Porca a Porca, Minchiolini Scomparsata, Porchezio, Santanché BostikDappertutto, la Mussy-Meglio-Fascia-Che-Frocia… l’elenco sarebbe lungo. Posseggono le persone giuste e i mezzi adeguati per distruggere chi li disturba o chi non è di loro gusto.

Come è successo a Boffo, Marrazzo, Daniele Luttazzi, Di Pietro, Sabina Guzzanti, De Magistris, Valentina Forleo, come tentano di fare da sempre con Marco Travaglio e la storia Ghedin-penosa del suo casellario giudiziario… E poi sequenze infinite di insulti pubblici, se ne sentono di tutti i colori, per chiunque si opponga e, se non bastano, si mandano i manganella-tori, come è successo alla Sapienza di Roma contro gli studenti che manifestavano pacificamente. Brunetta li aveva pure definiti “delinquenti e guerriglieri falliti” [gli studenti, non i picchiatori di Stato].

Sottrarre libertà a piccole dosi. Giorno dopo giorno. Abituare il popolo per gradi fino alla negazione di diritti più grandi, ammaestrandolo all’accettazione passiva di ogni porcata possibile. Rendere il cittadino masochista, più gli fanno del male, e maggiore è la schiena piegata della vittima. Cambiare il significato delle parole utilizzando un italiano che non provochi “disagio” e inibisca il pensare. Così “puttaniere a pagamento” diventa “utilizzatore finale”, “concusso con la mafia” si cambia in “eroe e santo”, “boss” è vietato pronunciarlo, meglio dire “capo”… e così via.

E’ questa la democrazia regressiva.

In uno dei suoi ultimi livelli negativi c’è la sospensione della libertà di stampa e di pensiero manifesto. Della prima ne sappiamo molto; del pensiero manifesto ne conosceremo presto i provvedimenti contro: si chiamano “controllo del web”, “decreto sulle affermazioni del bloggers”, “identificazione dell’autore di interventi in rete tramite spia dei providers”…

L’ultimo passo che faranno è già in atto: negare la Costituzione e cambiarla in altro.

E’ colpo di Stato. E’ applicazione precisa e “rispettosa” di ogni punto del “Piano di Rinascita Democratica” redatto da Licio Gelli per la P2 e per i suoi iscritti. Non è più il caso di ricordare chi sono i piduisti presenti nell’esecutivo italiano, lo sappiamo ormai tutti.

Oggi i giornali della Famiglia Berlussini per voce del libero Littorio al Feltro titolano “Grazie a San Guido [Bertolaso, NdA]”, così finalmente ci hanno spiegato che l’accusa di puttaniere e mazzettaro, adesso si dice “santo”, “la gnocca innanzitutto” si traduce “per il pene dello Stato”.

Fosse ancora tra noi il dottore della Chiesa Teresa d’Avila li porterebbe lei stessa direttamente al rogo.

Lucio Galluzzi

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venerdì 5 giugno 2009

L'AMORE AI TEMPO DEL FASCISMO


PREFAZIONE SONORA [clicca]

C’era un tempo nel quale credere che il privato è politico significava ben altro da quello che oggi intendono i tutti.
Si sapeva, perché ancora puliti, che esisteva un’isola, un lembo di terra, un intimo luogo dove era possibile concepire l’animale aristotelico senza copula.
Lì stavamo in conoscenza.
Era la comunione.
Dio ne restava fuori.
Non ho mai visto ostie, benedizioni, apparizioni.
Ma lì si faceva politica. Si votava e si eleggeva. Ci governavamo e ci facevamo governare.
Eravamo cittadini.
Eravamo.
Poi è stato un veloce precipitare. Scappare. Superare confini.
Abbattere nature.
E l’animale logico, nato respirando, in atto di presenza cominciò ad essere abortito.
Si segnalavano tutte queste cose.
I cartelli erano cosmici. Impossibile non accorgersene.
Attenzione a non svegliarsi una mattina con qualche cosa da salvare, nei fori ancora aperti di una idea.
Attenzione a non ritrovarsi a raccontarsi le nostre storie di bambini nati morti.
Prima, difatti, abortivano.
Poco dopo passarono direttamente a partorire morte.
E noi tutti bravi, tutti contenti, sempre gravidi non più di vita, ma di scrollo di pesi.
Quanto fu liberatorio sentirsi leggeri, eppure con Alien dentro le viscere.
Scrollavamo il peso come ci si scrolla dopo aver pisciato.
Gocce di scorie, pezzo di carta igienica, lavarselo, asciugarlo, salvietta.
Il privato non era più politico. Era il cesso.
In quei ridotti metri quadri era costretta l’idea di allora.
Seduti sulla tazza a leggersi Linus, anche per un’ora.
Uscire e rientrare, masturbarsi perché era politico.
Scoparsi sulla lavatrice in centrifuga perché era rivoluzionario.
Fottersi da soli perché eversivo.
In tutto questo fottere privato politico, maniacale estremo, seriale, ci fottevano davvero.
E noi tutti, nessuno escluso, acconsentivamo.
Anche tu.
Inutile lavarselo.
E’ morto Deleuze, andato Guattari, la Macciocchi, Illich… sepolti in tanti chi nelle patrie non gloriose galere e altri esuli, defunti in diversi modi.
Permane in pochi il ricordo labile di Bernard-Henri Lévy.
E noi ci siamo persi, svenduti, sputtanati.
Siamo mummie tali e quali a quelli che definiamo tali.
Identici, quasi senza più il cuore.
Cioè un ECC lo rileverebbe, il miocardio, tradirebbe anche il battito, non molto regolare.
Ma noi non lo sappiamo più.
Abbiamo per lo meno, all’incirca, semi globalmente, piuttosto alienato il nostro stato umano.
Non c’entrano oppio dei popoli, scuole marxiane, madonne o deva.
Siamo colpevoli.
Criminalmente seriali.
Perché giorno dopo giorno glielo abbiamo permesso.
Ci siamo chinati.
Abbiamo goduto del masochismo non imposto.
E ora che siamo schiavi scimmiottiamo indignazione.
Doppiamente cadaveri.
Adesso il privato è di nuovo politico. Comatosi come siamo non lo abbiamo colto.
Non come prima, nel lembo, isola, intimo.
Ora il privato del tiranno esonda in tutto il suo mastodontismo.
Le sue camere da letto irrompono nelle nostre, la sua famiglia, i figli, la moglie, i tradimenti veri presunti ordinati dal KGB o dalla Stasi, Le Noemi, le ville e i festini, i potenti nudi nei parchi, le starlette in topless, le sue tre ore di sesso continuo a notte alla sua età, depresso e triste com’è deve avere gli sfoghi [sessuali] adesso che la consorte lo ha lasciato da tempo, i pennivendoli ci informano il tutto del tutto e del contrario di tutto.
Sappiamo di leggi ad personam, che i voli di stato usati per portare amici ai divertimenti non sono più reato, che le bugie eclatanti sono regola imposta e soprattutto non dobbiamo notarle.
Lui è amato profondamente sia come maschio totale che come capo supremo.
Un turbinio di ormoni e di sospiri che per forza si trasformano in consenso plebiscitario.
Conosciamo tutto del suo privato.
Non per pruderie.
Lo sappiamo perché lui stesso apre il tabernacolo sacro dei suoi segreti da pulcinella raccontandoli all’animaletto servo di turno in prima serata.
Qualche volta gli rompe anche la voce in gola.
Forse sta per piangere. E poi si riprende. Risponde a tutto.
Tutto quello che riguarda la sua sfera privata.
E ottiene tutto.
E’ questa la nuova dimensione della politica.
Il privato privatissimo slegato da ogni atto di bene pubblico è la maledetta alluvione che sta portandoci via.
Chi si permette di arginare il dissanguamento finisce male.
Epurazioni.
Censura.
Denuncia.
Cancellazione.
Soprattutto precarietà. Quella che ti tiene sospeso nel limbo il tempo giusto per demolirti e poi ti scaraventa giù dai nodi scorsoi.
Quand’è che anche se in pochi, non ha importanza il numero, ricominceremo ad amare?
A voler bene come si faceva una volta.
A credere nella carezza, nell’abbraccio.
Incondizionatamente.
Quand’è che dimostreremo che siamo stati veramente diversi, e lo siamo ancora?
Perché è questa diversità che ci può salvare.
Noi, lontani chilometri luce da questi vampiri.
Noi disarmati, senza paletti di frassino o pallottole d’argento.
Privi di esorcisti.
Senza nulla, ma con un'unica arma: l’amore.
Spazziamolo/i via.

Lucio Galluzzi

ChiareLettere Edizioni