venerdì 17 gennaio 2014

MI RICORDO MUTANDE VERDI, TUTTE LE SPESE FOLLI DI COTA & Co.

L'elenco in ordine alfabetico dei componenti la Giunta Regionale Cota e i rispettivi capi d'accusa, le spese folli con i soldi del contrinuente, quindi anche con i tuoi:
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spese personali non giustificate  25.410 euro
per ristoranti, bar e generi alimentari 21.112 euro 
macelleria in due occasioni per circa 200 euro
spese per pernottamenti in alberghi e missioni 645 euro
abbigliamento (con le famose mutande verdi), regali, due regali di nozze, pelletteria e valigeria, sigarette, effetti personali, un dvd, cravatte, un libro antico, orologeria, argenteria e una custodia per iPad  3.653,18 euro 

rimborsi chilometrici non dovuti 64 mila euro  
Dalle verifiche viene fuori che in due anni e mezzo la sua presenza nel comune di residenza è stata riscontrata solo 15 volte. A fronte di queste cifre appare quasi veniale il rimborso da 108 euro chiesto per una tela a Catania, il 19 ottobre 2010, quando invece ha 'timbrato' il cartellino in consiglio regionale a Torino.
Ha chiesto e ottenuto il riconoscimento di spese per 37.591 euro

quando era con il Pdl 41 mila euro 
per il periodo passato a Progett’azione 6 mila euro
abbigliamento 7 mila euro
accessori e articoli di pelle, acquisti in gioiellerie e profumerie 1.759 euro
Dalle carte era emerso che aveva comprato gadget in un negozio che vende souvenir fascisti. 
Ingresso in discoteca e la riparazione della bicicletta. 
tv, frigoriferi, un congelatore e una lavatrice per oltre 3 mila 500 euro
materiale da giardino e fiori per 924,20 euro 

le sue spese pazze ammontano a 54 mila euro 
bar, ristoranti e cibi da asporto,  salumerie, macellerie e panifici 36 mila euro
Frequenta boutique esclusive tipo Hermes, compra attrezzatura da golf, fiori e inserisce anche lui in nota spesa il parrucchiere (12 euro) e l’abbonamento alla doccia solare (60 euro). 
In più ottiene il rimborso per le bollette telefoniche di casa, per la manutenzione della sua auto e per il relativo carburante 

spese contestate dai PM: 79.051 euro  
bar e ristoranti 41mila 472 
acquisti in abbigliamento 12 mila 210 euro 
frequentando boutique esclusive come Olympic e San Carlo, ha comprato borse e valigie in pelle per 2.192 euro
creme e profumi 2.190 euro
spese di gioielleria, traslochi, cd e articoli per la casa, corso di public speaking e aggiornamenti “professionali”  13.937 euro 

Ha speso in tutto 55.257 euro
HA DETTO di essere andato in Norvegia per studiare le forme di energia alternative, ma i pm gli hanno mostrato una foto postata su Facebook nella quale immortalava proprio a Oslo il compleanno della sua fidanzata. Andrea Buquicchio, non dimentica gli amici a Natale e ne ha così tanti che chiede il rimborso per l’invio e la stampa di 70 mila cartoncini di auguri. E i panettoni? Anche quelli sono a rimborso per 961 euro. Ha acquistato 35 sedie per la sede di un’associazione di cui è presidente. e tra i suoi scontrini ci sono anche quelli del cibo per animali 

come consigliere del Pdl, per un video usato per la campagna elettorale del 2010, si è fatto rimborsare 3.600  euro
ristoranti e bar di medio e alto livello 12.700 euro
acquisto fiori 260 euro
spese legali 432 euro
Finora non ha risposto ai pubblici ministeri ma ha depositato presso un notaio due assegni con la stessa somma che gli viene contestata 

spese illegittime 28 mila 781 euro 
pranzi e cene 26.460 euro 
spese legali per i ricorsi elettorali del 2010  1847 euro 
fiori, articoli di profumeria, e ferramenta 274 euro

Daniele Cantore cade sulla residenza fittizia e oltre all’accusa di peculato per 28 mila euro potrebbe essere processato anche per truffa per aver mantenuto l’indirizzo ufficiale nella casa di famiglia a Chiusa San Michele dove, secondo la procura, non abita più da moltissimi anni. Ciononostante ha continuato a riscuotere i rimborsi chilometrici oltre a mettere a rimborso quasi 7 mila euro per l’acquisto di abbigliamento tra cui le cravatte di Marinella e per i vestiti di Olympic. Cantore si è fatto anche rimborsare poco più di 7 mila euro di materiale elettorale e l’acquisto di ricariche telefoniche per i familiari 

È in assoluto il più appassionato gourmet di Palazzo Lascaris con 72 mila euro di spese per ristoranti, cibi da asporto, acquisti di alimentari. Nelle ricevute svetta quella per il compleanno della moglie come racconta la titolare della trattoria Santo Spirito: «Posso confermare che la ricevuta si riferisce ad una cena per il compleanno della moglie del consigliere». Sette coperti e menu a base di pesce dal quale non mancano le fantasie mare, il guazzetto di cozze, le ostriche francesi, fritture, sorbetti. Tutto innaffiato da tre bottiglie di Vermentino e Berlucchi per brindare. Spesa: 290 euro. Ha speso in tutto 108.317 euro  

11 - CATTANEO, NCD:
AL PRESIDENTE del Consiglio regionale Valerio Cattaneo va il primato di frequentatore di boutique e acquisti firmati: 63.770 euro i suoi rimborsi illegittimi. Ha comprato da Hermes, Olympic, Herno, senza però disdegnare una capatina all’outlet di Serravalle. Gli vengono contestati acquisti in fiori, gioielli, penne Mont Blanc, e articoli per la casa. E ancora spese per la manutenzione dell’auto, per alberghi, vini e champagne. E persino l’acquisto di biglietti d’invito per la cena degli auguri natalizi del Pdl a Stresa per 1860 euro 
 

12 - CORTOPASSI, FORZA ITALIA:
IL CONSIGLIERE di Forza Italia (ex Pdl) Alberto Cortopassi aveva dichiarato di avere «il diritto di sedersi a tavola con chi voglio». E in effetti l’ha fatto, anche se per la procura ha violato la legge mettendo a rimborso 55224 euro di cui ben 48131 proprio frequentando bar e ristoranti. Non ha comunque disdegnato anche un passaggio al Mc Donald’s, e ha collezionato scontrini comprando anche vestiti, gioielli e un cd musicale. Per la sua macchina ha poi speso in manutenzione e frequentato alberghi, a spese della collettività, per 668 euro. Più 1.347 euro di spese per patrocinio legale 
 

LA CONSIGLIERA Pdl, passata a Nuovo Centrodestra, Rosa Anna Costa, ha collezionato spese per 33 mila e 24 euro. Ha fatto acquisti soprattutto in negozi per bambino, sostenendo però fossero tutti per beneficenza, così come i vestiti comprati in saldo e poi dati alle suore. I pm le contestano anche i rimborsi per articoli della casa, in profumerie, gioiellerie, e articoli di pelletterie. Oltre al cambio gomme per la sua auto e manutenzione per complessivi 9565 euro, le sono stati contestati anche scontrini relativi a pacchetti di sigarette 

LUIGI Cursio deve rispondere di peculato per 52.443 euro, e anche dell’accusa di truffa visto che, è stato pizzicato ad aver messo a libro paga del gruppo Italia dei Valori ben quattro persone che lavoravano invece per lui o per la famiglia. Laura, giovane hostess, veniva mandata dalla moglie di Cursio a prendere i figli a scuola o a fare la spesa. Ed era mantenuta a stipendi «da fame». La ragazza, che si recava al lavoro con i mezzi pubblici, dava l’abbonamento studenti alla signora Cursio che poi lo metteva prontamente a rimborso spese. Anche i suoi rifornimenti di carburante sono parecchio esosi: 14.723 euro  

È al suo primo incarico in Regione e, per questo, dice di essersi adeguato alla condotta dei colleghi. Non è tra quelli più inguaiati ma comunque dovrà rispondere di peculato per una cifra che supera i 27 mila euro. Il telepass è il suo punto debole perché oltre al conto del suo ha messo in nota spese anche quello del Music Club srl per 1.614. Alberghi e ristoranti sono costati alla Regione 10.300 euro e tra le ricevute ce n’è anche una per la notte di ferragosto ad Alba in un elegante albergo del centro storico. Nell’elenco delle spese nessuna giustificazione sugli impegni politici  

È IL recordman delle spese con 204 mila euro, di cui 191 mila per sondaggi elettorali commissionati alla Voice Care, la società di call center di Gabriele Moretti che è indagato in concorso con lui dopo che la Guardia di finanza ha accertato che le fatture corrisposte per i sondaggi fanno riferimento a lavoro mai svolto o svolto solo in parte e comunque non dalla società che emetteva le fatture. Un bel guaio che, forse, ha indotto anche Moretti, consigliere dei Moderati in Sala Rossa, a dimettersi la scorsa settimana. Il resto delle somme contestate supera di poco i 9 mila euro, soprattutto consumazioni in bar e ristoranti   

E’ DI 26 mila 958 euro il conto dell’esponente di Forza Italia Michele Formagnana, che a spese dei contribuenti ha persino sfidato la dea bendata. Tra i 17 mila e 942 euro di spese per bar, ristoranti e generi alimentari, la procura gli contesta anche l’acquisto di due biglietti del Gratta e Vinci. Non è dato sapere se siano risultati vincenti. Ma intanto ha comprato anche piante, fiori, bombole Gpl e persino un frullatore. Avrebbe attinto dal conto corrente del gruppo «con prelievi periodici altri 8 mila 500 euro, senza produrre documenti apparentemente giustificativi»  

18 - GIORDANO, LEGA:
È SEMPRE in viaggio e con ogni mezzo l’ex assessore della Lega Massimo Giordano che si è fatto rimborsare dal gruppo le multe per 629 euro, più 841 euro sempre per spostarsi da una parte all’altra (poca cosa se si pensa che sotto questa voce c’è anche il noleggio di un motoscafo e di un traghetto) a cui si aggiungono i 1772 euro di carburante. Ha provato a dire che i suoi scontrini messi a rimborso mentre era negli Stati Uniti sono stati aggiunti in contabilità dalla segretaria, ma per ora la procura non gli ha creduto e ha addebitato anche a lui il «dono dell’ubiquità ». Complessivamente risponde di 26.190 euro

"PROFESSIONISTA" delle firme false, Michele Giovine non ha evitato di mettere a rimborso neppure le sue trasferte a Roma in occasione delle udienze del Consiglio di Stato che doveva pronunciarsi sulla vicenda dei ricorsi. Si contende anche il primato per la spesa più alta contestata: 144.026 euro. Sono costati 65 mila euro alla Regione i rifornimenti di carburante della sua macchina, 19 mila euro i suoi spuntini in bar e ristoranti, 3 mila euro le sue contravvenzioni al codice della strada. Giovine è anche un animo gentile però, sensibile alle cose belle, come dimostrano i suoi acquisti di fiori e articoli per la casa 

20 - GOFFI, UDC:
AD ALBERTO Goffi la procura contesta 26.457 euro di spese. Tra questi anche 115 euro usati per comprare una maglia della Juventus da regalare e un umidificatore per l’ufficio del consigliere. L’esponente dell’Udc, difeso dall’avvocato di fiducia Pierfranco Bertolino, è accusato di peculato. Nella lista delle spese messe a rimborso e contestate ci sono 17mila euro spesi in bar, ristoranti e acquisti nei supermercati, circa 5mila euro usati per fare rifornimento di carburante e negli autogrill e 3500 euro spesi per gli alberghi 
 

Per lui ci sono 21.965 euro ancora da spiegare e nessuna particolare stravaganza oltre a ristoranti, bar per oltre 18 mila euro, qualche albergo, e poi stampe, cornici, accessori del telefono e le ricariche per 349 euro. Spicca tra le sue ricevute quello che è andato a finanziare i festeggiamenti della vittoria della Lega e di Roberto Cota a Moriglione, catering e gelato compresi. Come rivela un tipografo sentito dalla Guardia di Finanza: «Credo di aver stampato 200 manifesti e 3.000 volantini ». La spesa messa a rimborso è di 1032 euro 
22 - LA ROCCA, PDL:
L’EX presidente del Consiglio comunale di Novara Girolamo La Rocca ha scontrini per 21658 euro. Può sembrare una cifra tutto sommato modesta la sua, ma c’è invece da considerare che è stato consigliere regionale per poco tempo tanto che i pm gli contestano solo il periodo da giugno a ottobre 2010. In soli quattro mesi ha mangiato e bevuto per 6809 euro. Ha poi anche l’accusa di finanziamento illecito per una fattura da 2000 euro emessa dalla società Italgrafica di Novara a favore del gruppo Pdl relativa a manifesti e volantini elettorali

23 - LEARDI, FORZA ITALIA:
AL CONSIGLIERE di Forza Italia (ex Pdl) Lorenzo Leardi, i pm contestano 31.191 euro di peculato nel periodo da giugno 2010 a settembre 2012. le sue sono soprattutto spese “mangerecce”, dato che è riuscito a spendere quasi 25 mila euro in ristoranti, cibi da asporto, e generi alimentari. Leardi ha poi chiesto e ottenuto rimborsi per pelletteria, fiori , acquisti in gioielleria, articoli per la casa e cesti natalizi per 1241 euro. Anche lui ha messo in nota spese la manutenzione della sua auto per 973 euro e frequentato alberghi per 2383 euro 
 
 
 

24 -  LUPI, VERDI VERDI:
HA SPESE pazze per 74.882 euro: il consigliere dei Verdi Verdi, Maurizio Lupi, che risponde anche di concorso in peculato con la figlia Sara (a cui la procura contesta di aver percepito stipendi dal gruppo mentre era in vacanza), ha acquisti di ogni genere, dal parrucchiere e solarium, ai videogiochi «per intrattenere i bambini», ma anche batterie, buoni regalo, cavi, un lettore mp3. E ancora spese per fiori, teatro, abbigliamento, profumi, farmaci, materiale da ferramenta. Inoltre ha acquistato carburante per 16 mila 360 euro, e biglietti ferroviari per 20 mila 577 
 
 

25 -  MACCANTI, LEGA:
È APPASSIONATA di tecnologie Elena Maccanti che è accusata del reato di peculato per aver speso 16.017 euro. Oltre ai bar e ai ristoranti ha messo a rimborso un televisore Lcd, fiori, cosmetici, abbigliamento e una macchina fotografica digitale. Anche per lei i biglietti di Natale potrebbero costare un processo: visto che gli auguri sono costati alla Regione 1.158 euro. Il pieno di carburante e le spese per i mezzi di trasporto portano scontrini per 947 euro. C’è anche una voce gioielleria che pesa per 344 euro. Non si è mai fatta interrogare dall’inizio dell’inchiesta e ha preferito affidare la sua difesa alle memorie degli avvocati 
 

26 - MARINELLO, LEGA:
ASCOLTA la musica «impegnata» di Fabrizio Moro di cui ha comprato il cd «Ancora Barabba » mettendolo poi a rimborso del guppo. Fuma sigarette Winston blu. Viaggia molto in auto e spende 9.890 euro in acquisto di carburante, non si fa mancare qualche aperitivo e qualche notte in albergo e ovviamente i ristoranti. Offre la cena a 21 persone e mette a rimborso per un totale di 521 euro al ristorante «La diva». Ha chiesto la restituzione del denaro speso anche per una stampa antica del valore di 320 euro. Frequenta pub e pasticcerie. Ha speso in totale 26.444 euro 
 

27 - MASTRULLO, NCD:
HA CONTESTAZIONI per 69507 euro, il consigliere Ncd, ex Pdl Angiolino Mastrullo: le sue spese sono eccentriche e di vario genere. Ha bar e ristoranti per 39 mila euro, ma anche abbigliamento per quasi 4 mila. E poi ancora profumi e gioielli, articoli per la casa, un televisore, cuffie, ma di marca Bose. Si è fatto rimborsare un centro benessere, fiori, articoli per animali, occhiali, biglietti per partite di calcio, valigie e articoli di pelle. Anche una trasferta per un congresso Pdl a Roma, in realtà mai avvenuta, dal 30 giugno al 2 luglio 2011 per complessivi 13 mila 300 euro
 

28 - MOLINARI, LEGA:
È DECADUTO dall’incarico per ineleggibilità il leghista alessandrino Riccardo Molinari (ora assessore) che adesso deve anche rispondere alla procura di Torino dell’accusa di peculato per 9.041 euro. Nonostante la cifra esigua anche per lui è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio dopo che ha messo a rimborso spese per ristoranti e bar, da solo e in compagnia, 4.415 euro; notti in albergo e trasferte per 1.620 euro e 497 euro tra carburante, apparati elettronici, sigarette e cd musicali. «Oramai decaduto dalla carica - è scritto nel dispositivo - riceveva 2.500 euro senza alcun documento
giustificativo» 
 

29 - MONTARULI, FDI:
ALLA consigliera Augusta Montaruli piacciono le cose belle, avere una buona immagine, e teme un po’ le opinioni altrui, o quanto meno è curiosa di conoscerle: la procura le contesta 41 mila 552 euro, di cui la metà spesi in ristoranti. Ma ci sono anche fiori, gioielli, spese per l’auto, orologi, orecchini, e anche un monitoraggio della sua reputazione on line che è costato da solo 6mila euro, e un corso per imparare a usare i social network da 4800 euro. Una curiosità: ha messo a rimborso un apparecchio “microtouch” sostenendo fosse un caricabatterie da auto, mentre per l’accusa sarebbe un
depilatore a batteria 
 

30 - MOTTA, FDI:
AL CONSIGLIERE Fdi (ex Pdl) Massimiliano Motta sono contestati 26mila 300 di spese illegittime. La sua auto è stata presa di mira, e per due volte si è trovato con le gomme tagliate. La prima ha chiesto il rimborso della sua assicurazione, la seconda invece ha messo in conto la riparazione al gruppo, perché «mi avevano detto che era una spesa ammessa» ha sostenuto. La procura gli contesta anche 14 mila 300 euro in bar e ristoranti, non ha frequentato gioiellerie accontentandosi di bigiotteria, ma ha comprato profumi, fiori e pelletteria. Salato anche il conto delle spese legali messe a rimborso: pari a 9386 euro 
 

31 - NEGRO, UDC:
AMMONTANO a 64 mila 613 euro le 'spese pazze' del capogruppo Udc Giovanni Negro, che deve rispondere anche di finanziamento illecito per la campagna elettorale dell' ex compagno di partito Deodato Scanderebech. Ha offerto centinaia di cene, con i soldi dei contribuenti, per oltre 50 mila euro. Ha viaggiato mettendo a rimborso oltre 10 mila euro di carburante. Ha poi dormito in alberghi per circa duemila euro, e speso altri 1500 in acquisti vari, tra cui un abbonamento alle partite di pallavolo 'a sua insaputa'. Un carnet per assistere ai match sul campo del 'Piemonte Volley', costato alla collettività 1250 euro 
 

32 - NOVERO, LEGA:
HA IL primato dell’eccentricità Gianfranco Novero accusato di peculato per 24.891 euro e di truffa, per residenza fittizia, per 28.458 euro. Oltre ai campanacci per le mucche, ha comprato una bronzina commissionata in provincia di Bolzano da un artigiano che fa finimenti per cavalli e carrozze, quasi mille euro di t-shirt personalizzate, e 465 euro spesi in una gastronomia di Lanzo per il catering del battesimo della nipote. A proposito della residenza indicata a Groscavallo persino un cittadino gli ha scritto su Internet. «Riscontri semplici e inconfutabili evidenziano che la S.V. vive a Devesi di Ciriè oltre 300 giorni all’anno» 
 

33 - PEDRALE, FORZA ITALIA:
IL CAPOGRUPPO del Pdl e ora di Forza Italia Luca Pedrale, ha messo a carico del gruppo spese per 59.688 euro. Quelle di manutenzione della sua macchina (1624 euro) e altri 2790 euro per acquisti in diversi negozi di abbigliamento. Ha speso quasi 20 mila euro tra ristoranti e bar, e anche supermercati. I suoi acquisti si sono concentrati tra fiori, gioielli, profumi, champagne e lampade. Anche lui si è fatto rimborsare le spese per la vettura, qualche notte in albergo, e un po’ di spese legali. Come capogruppo ha autorizzato il rimborso per l’acquisto di un vassoio d’argento per 1844 euro per un regalo di nozze 
 

34 - PONSO, IDV:
HA ANCHE il pranzo di Natale in famiglia Tullio Ponso tra le richieste di rimborso all’Idv. Oltre 2 mila euro per acquisti di generi vari, abbigliamento e luminarie natalizie, in ristoranti e bar per oltre 9 mila euro e 9 mila euro di pieni di benzina. È tra quelli che si materializzano in due luoghi diversi a pochi minuti di distanza. Ma la posizione che più lo imbarazza è quella che riguarda i 20 mila euro di spese tra affitto e ristrutturazione di due uffici, uno ad Alba e uno a Cuneo, che secondo la Procura non sono sedi del gruppo ma, in almeno uno dei due casi, sede provinciale dell’Italia dei valori. Gli contestano in tutto 53.599 euro 
 

35 - QUAGLIA, LEGA:
CRAVATTE di Hermès, fiori, caramelle, profumi, parrucchiere e alberghi. Per l’assessore regionale Giovanna Quaglia il conto finale presentato dai pm è di 19 mila 113 euro, che la procura considera non giustificabili: «Quaglia Giovanna, quale assessore della giunta regionale del Piemonte, beneficiaria della indebita destinazione del denaro pubblico, si appropriava degli importi, utilizzandoli per finalità personali e comunque estranee alla previsione normativa». Ci sono anche 300 euro per gli alberghi e oltre 1000 euro per trasporti e carburante 
 
    
36 - SPAGNUOLO, FORZA ITALIA:
E’ DI 66 mila 847 euro il conto di Carla Spagnuolo: la consigliera Pdl vive a Sanremo e viaggia in auto su e giù dalla Liguria. Anche per questo sono salate le spese di manutenzione dell’auto: ha accumulato carburante per 18 mila 310 euro, tagliandi e cambi gomme per oltre 3 mila. E ha messo a rimborso anche le multe stradali. Ha poi comprato un vestito e un cappotto per il suo collaboratore «che non aveva un abbigliamento adeguato per comparire in un'aula consiliare ». Oltre a una Mont Blanc ha acquistato penne stilografiche antiche per 1749 euro, e anche bigiotteria e articoli per la casa 
 

37 - TENTONI, PROGETT'AZIONE:
ROBERTO Tentoni, di Progett’azione, deve rispondere di peculato per 25.930 euro, di cui bar e ristoranti per 19705 euro. ma dalle carte dell’inchiesta è emerso anche il fatto che sia riuscito a farsi rimborsare il conto per una cena a cui partecipavano diverse persone (500 euro) pur non avendo sborsato un euro. Tra le spese contestate compaiono poi acquisti in negozi di trofei, fiori, un generatore di corrente e articoli per la casa per un totale di 1464 euro, il rimborso di un antifurto con telecamera di videosorveglianza (2 mila euro) e manutenzione dell’auto (1789 euro) 
 

38 - TIRAMANI, LEGA:
MULTE, ricariche telefoniche, fiori, giocattoli e ricariche telefoniche anche per la moglie. Al leghista Paolo Tiramani i magistrati contestano il reato di peculato per un’appropriazione complessiva di 34.444 euro. Più di 25mila euro sono soltanto per i ristoranti e i bar. «Consumazioni individuali», scrivono i magistrati. Per gli alberghi il consigliere ha messo a rimborso più di mille 500 euro. Per il resto, tra abbigliamento, profumi, generi alimentari, prodotti di elettronica, la manutenzione dell’auto, fiori, multe e ricariche telefoniche «a persone estranee al gruppo»
 

39 - TOSELLI, FDI:
PIER Francesco Toselli, come consigliere del Pdl, ha ottenuto rimborsi illeciti per 23 mila euro. Ma la procura gli contesta bar e ristoranti per quasi 10 mila euro, e poi omaggi natalizi, alimentari e vino, e anche l’ingresso in un centro benessere per un totale di 2823 euro. Non poteva mancare il conto dal meccanico: 3586 euro. Ci sono poi le spese per una consulenza resa da “Valutation Advisory Group” che è costata alla collettività ben 4791 euro, e ancora notti in alberghi per 700 euro, e le spese per l’avvocato da 1347 euro 
 

40 - VALLE, PROGETT'AZIONE:
ROSANNA Valle ha accuse per 23741 euro quando era consigliere del Pdl e per 3475 euro relative al suo passaggio a Progett’Azione, a partite dal maggio 2012, per un totale di oltre 27 mila euro. Bar e ristoranti, anche nel suo caso, sono la parte più ampia delle contestazioni: oltre 21 mila euro. A cui si aggiungono acquisti in gioiellerie, pelletterie, profumerie per un totale di oltre 1400 euro. Anche lei poi si è accollata la sua parte di spese legali relative alla querelle elettorale Cota-Bresso: in conto spese, Rosanna Valle ha messo due fatture, una di 215,17 euro, l’altra da 216,96 euro
 

... E alle prossime elezioni votateli di nuovo tutti che se lo meritano.

Lucio Galluzzi
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martedì 14 gennaio 2014

DIMETTETEVI PER ETICA

Ieri mattina ero in edicola, compravo una rivista con un articolo sull'infanzia nera di Hitler.
I due gestori della rivendita mi dicono che lì, in quel momento esatto, c'era uno che di Hitler sapeva tutto; difatti un tizio dal corpo cilindrico, sigaretta accesa in luogo pubblico, occhio spiritato, sulla quaratina, inizia a voce alta ad esibirsi facendomi domande e rispondendosi da solo:
"Lei la sa da data della costruzione della prima camera a gas? No, vero? Beh, l'hanno costruita gli americani dopo la seconda Guerra Mondiale, quindi gli ebrei non ci sono mai entrati nelle camere a gas come si crede, semplicemente perché non c'erano...
E mi dica, lei lo sa chi ha filmato il campo di Bergen-Belsen dopo la Liberazione? Hitchock! Appunto, un regista di film gialli con l'aiuto degli americani... Un bel documentario finto fatto a Hollywood."
Non avevo alcuna voglia di rispondere, per di più al mattino presto, ma lo "storico" del Terzo Rech non la finiva, aumentava sempre di più il volume della voce, in un angolo i compulsi delle slot machines sorridevano soddisfatti per gli interventi del poveretto, che aggiungeva: "Non è mai stata trovata uno straccio di prova di tutta questa balla dell'Olocausto e campi di sterminio... Nessuna! Non sono io a dirlo, ma la Storia!
Ma è parso corretto mandarlo a quel paese, tagliando corto e comprendendo nel mio vaffanculo gli altri presenti, ho consigliato di leggersi il Fest [Joachim Fest, Hitler: una biografia, Garzanti], ho aggiunto che Cenerentola si è sposata con Cappuccetto Rosso e me ne sono andato.
Quelle sono tutte persone giovani, l'invasato revisionista era il più avanti con gli anni, credo che gli altri fossere sulla trentina.
Mi domando dove siano andati a scuola, se ci sono andati e che razza di adolescenza si sono vissuti, che vita conducono ora, con chi, come, perché?



Mi viene in mente anche Grillo, quando di fronte alla folla, urlava: "Sti cazzo di stranieri, clandestini! Vengono qui a delinquere! Ma bisogna mandarli a casa loro a calci nel culo! Però, no!  Magari non farlo pubblicamente, li devono portare in caserma e lì, sapete com'è..., qualche sberla... perché le sberle gliele danno eh!"
Con lui, ripenso agli identici discorsi/comizi di disturbati mentali della Lega come Gentilini, Borghezio, Calderoli, Maroni, Salvini, Bossi... quasi tutti quei verdi marci.
Gli inviti all'odio razziale continuo, l'insulto allo straniero, l'omofobia nazista: "Ho chiesto al mio comandante dei vigili di fare pulizia etnica dei culattoni..." [Gentilini], l'incitare a dar fuoco ai campi Rom, a picchiare gli "invasori", "meglio fascista che frocio" , "i trans ci portano via i mariti, vergogna! Dobbiamo ribellarci a suon di bastonate!" [Alessandra Mussolini] e giù così in una scellerata sequenza di orrori che neppure nelle peggiori bettole d'ubriaconi.
Gente del peggior genere che deve il loro risveglio dalla morte nella polvere a quel tizio, il matto clinico, il pregiudicato decaduto e alla sua corte di pluri condannati, truffatori, papponi, ladroni e patetiche amanti del sesso gerontofilo.
Loschi e sinistri figuri che si comprano le lauree in Albania, usano i nostri soldi per pagari puttane, SUV, videogiochi, borse e abiti firmati, mutande verdi, "e qui comando io", "adesso mandiamogli una bella ispezione", "sono intervenuta sul caso Ligresti per spirito umanitario, non c'è nulla di male", "voi precari siete la parte peggiore d'Italia", "io che potevo vincere il Nobel per l'enonomia... devo discutere con questi cretini?; inutile continuare a citarli ancora.
Pensateci bene ai nomi dei "politici", a tutti i "politici" che impazzano in ogni dove, a partire dalla cronaca giudiziaria che li riguarda.
Un solo esempio che la racconta lunga su questa Italia devastata: Ciriaco de Mita.
In politica da 11 legislature, un Andreotti Secondo insomma, ha ricoperto qualsiasi incarico possibile nei secoli.
Tu pensi: adesso che ha superato gli 85 anni se ne starà buono a casa smettendo di fare danni.
Invece lo fanno eleggere al Parlamento Europeo, perché è lì che l'inciucement italiano partitocratico manda i dinosauri morenti.


Il signor Ciriaco non ha avuto neppure l'umiltà, da buon democristo, di ammettere che alla sua età prendere un aereo una volta la settimana per onorare il mandato, sarebbe stato quasi impossibile.
Difatti De Mita al Parlamento Europeo è assenteista, semplicemente non si presenta.
Però intasca lo stipendio, e che stipendio, tanto pagiamo noi.
Se non sbaglio pure D'alema è finito a Strasburgo.
Sono tutti sistemati, ognuno sulla propria poltroncina o trono.
Tutti, se non per rarissimi casi, i lor signori condannati o inquisiti liberi e tranquilli: da Cosentino a Lusi, da Papa a Belsito, da Fiorito a Bossi, Rosi Mauro, Dell'Utri, Verdini, i figli del Senatùr, Formigoni... e via discorrendo.
E' di questi giorni il caso De Girolamo, quella del "qui comando io", l'inciuciona ministra che è indignata perché l'hanno registrata a sua insaputa mentre minacciava e usava la sua posizione per aiutare la famiglia.
A loro insaputa fanno di tutto.
Scajola e Bertolaso insegnano.
La signora De Gerolamo, così fan tutti, dice che non ha alcuna intenzione di dimettersi, lo dice anche la Cancellieri, Alfano per il caso Kazako, Saccomanni, lo dissero tutti, nessuno escluso.
Non ha importanza se la signora De Girolamo sia iscritta nel registro degli indagati o meno, questo vale tanto per lei quanto per tutti suoi colleghi, del potere centrale e locale.
E' inutile che si indignino i pennivendoli e pseudo intellettuali di regime perché Travaglio l'altrio ieri ha definito la marmaglia partitocratica come "subumani".
Come puoi definire diversamente assessori dell'Aquila che sono gaudenti al telefono per i guadagni che fanno con gli appalti per il sisma... quando leggi che si dicono: "con questo terremoto abbiamo fatto il boom, ci voleva proprio!"?
Altro che subumani.

 

Signora De Girolamo & Soci ci si dimette dalla vita politica/pubblica per ETHOS e se non sapete cosa significhi il termine ve lo andate a cercare e cominciate a studiare, ma non più da ministri o rappresentanti, illegittimi, del popolo.
Chi vuole fare "il politico" deve partire a testa bassa, con umiltà, sapendo cos'è la morale, il bene pubblico, l'amore vero per la Nazione.
Far politica è passione e missione etiche, da questo non si può prescindere.
Ignoranti, sicumerosi, carrieristi, arrapicatori sociali, ex picchiatori squadristi, delfini di Almirante, massoni neri, soubrettes che la danno facile, cantanti falliti, direttori di approssimativi TG, amanti, cagnolini [con tutto il rispetto per gli animali], avvocarti personali, sistemati per spartizione di poltrone... nulla avete a che spartire con la Politica vera.
Dimettetevi per etica.
Ritornate a scuola, pubblica!
E basta.


Lucio Galluzzi
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giovedì 9 gennaio 2014

ATTILIO MANCA: SUICIDATO PER SEGRETO DI STATO/MAFIA

L'Italia è il Paese dei misteri e Segreti di Stato.
Una coltre di nebbie nere è stata calata da sempre dai poteri forti sulle verità scomode che sporcano di sangue questa Repubblica, da tempo e tempo non più nostra.
Dalle stragi di piazza ai treni saltati in aria, dalle banche sventrate alle stazioni macellate con tritolo, Ustica, Aldo Moro, l'Addaura, Capaci, via d'Amelio, l'Agenda Rossa, la trattativa con la Mafia che è Stato, sempre più Stato...
Misteri e segreti d'Istituzione che si portano via con loro vite: straziate, bombardate, sciolte nell'acido, sepolte vive, bruciate, sparite senza lasciar traccia, "suicidate".
Giovani che escono di casa e non fanno più ritorno perché esperti in guerra elettronica: che fine avrà fatto Davide Cervia?
Ragazzi che non devono parlare ai microfoni di una radio o scrivere su giornali, Rostagno, Impastato, Pippo Fava.
Una Nazione, questa Italia, che condanna a morte Pasolini, la fa ammazzare nel peggiore dei modi, il perché e chi sono stati non si saprà mai.
Il 12 febbraio 2004, a Viterbo, nella sua abitazione, viene trovato morto Attilio Manca, giovane urologo siciliano; ha lividi su tutto il corpo, macchie di sangue agli arti superiori e inferiori; due siringhe con cappuccio sull'ago rinvenute sulla scena, il dottore si sarebbe iniettato cocktail letali di droghe; lui che era professionista della sala operatoria sapeva perfettamente come usare quelle sostanze e le dosi necessarie al suicidio.
Attilio fu 'classificato' come tossico, drogato, consumatore abituale.
Davvero bizzarro che sul luogo del ritrovamento del corpo non ci fosse alcuno strumento o segno normalmente usati per prepararsi le dosi da farsi in vena.
Gli inquirenti dicono che il "suicida" era un igienista, quindi prima di intossicarsi ha pulito tutto, facendo sparire gli oggetti tipici del drogato,  talmente ordinato che si spara due siringhe di veleno, va in overdose, rimette i cappucci sugli aghi, poi si picchia, si insanguina e muore.
Insomma una dinamica che ricorda Peppino Impastato, che per ammazzarsi si prese a colpi di pietra in testa, se la fracassò spargendo il sangue  ovunque intorno a sè.
Come Pinelli che si lancia dal quarto piano della Questura di Milano, perché non si sa, l'ha fatto perché voleva ammazzarsi no?
Attilio Manca era mancino naturale, nel senso che faceva tutto con la mano sinistra.
Era un urologo specializzato in interventi alle neoplasie della prostata con laparoscopio.
L'unico ad effettuare quel tipo di chirurgia, altamente di precisione, in Italia.
Era mancino naturale, tanto che in sala operatoria era caudiuvato sempre da un assistente per la "guida" del braccio destro robotico del laparoscopio.
Il campo nel quale esercitava, la chirurgia interna endoscopica alla prostata, non ammetteva tremori o "assenze", è questione di micron; eppure investigatori, persone in divisa, magistrati hanno verbalizzato e confermato che Attilio era un drogato.
Lo negano tutti, che fosse tossico, colleghi, primario, amici, famigliari.
Eppure nei verbali e nell'inchiesta post mortem, Attilio, viene descritto come abituale consumatore di sostanze; un insulto alla persona, alla professionalità e alla sua memoria.
Si sarebbe suicidato facendosi l'overdose con due siringhe, una dopo l'altra, usando la mano destra e entrando perfettamente, un un solo foro, nella vena del braccio sinistro.
Un mancino naturale?
Attilio Manca un giorno telefona ai genitori e dice di trovarsi in Costa Azzurra perché "devo vedere un intervento".
Dal 7 al 10 luglio 2003, Bernardo Provenzano, latitante da 43 anni, fu ricoverato nella clinica di La Ciotat a Marsiglia per controlli al tumore alla prostata.
Fu operato il 29 ottobre 2003 nella clinica di Casamance ad Aubagne, operazione pagata dalla Regione Sicilia allora gestita da Salvatore Cuffaro.
Pare che nella stessa clinica fu operato anche il boss Paolo Di Lauro. E sembrerebbe che, nella stessa clinica, il boss Giuseppe Falsone, abbia subito un piccolo ritocco di chirurgia estetica al naso.
Nei verbali, nero su bianco, redatti dalla Procura di Viterbo, sostituto procuratore Renzo Petroselli, titolare dell'inchiesta e "accertamenti" verbalizzati e firmati dall'allora capo della squadra mobile viterbese, Salvatore Gava, non solo Attilio risulta essere tossicodipendente abituale e suicida per overdose, ma in servizio nel nosocomio dove esercitava la professione, il Belcolle; invece non è vero.
Il verbale è un falso.
Falso come lo erano i verbali che lo stesso Salvatore Gava e colleghi, implicati nelle torture alla scuola Diaz nel G8 di genova del 2001, scrissero.
Salvatore Gava fu quello che giurò che alla Diaz c'erano vbottiglie molotov e armi improprie [mazze, spranghe...], fece pure produrre fotografie dove mostrava l'arsenale sequestrato: era un falso!
Gava e colleghi usarono la menzogna e costruirono prove false per giustificare la macelleria che effettuarono alla Diaz.
Non basta: dai tabulati telefonici di Attilio Manca, viene omessa una telefonata, l'ultima, quella fatta ai genitori dalla Costa Azzurra: "sono qui perché devo vedere un intervento".
A nulla sono servite le proteste dei genitori sulla "sparizione" di quella voce dall'elenco delle telefonate.
C'è di più: il registro di servizio dell'ospedale Belcolle registra assenze dal lavoro di Attilio Manca proprio nei periodi nei quali Bernardo Preovenzano era a Marsiglia per gli accertamenti e poi l'intervento alla prostata.
La famiglia Manca è sicura che il figlio in quei giorni fosse a Marsiglia e che proprio lui abbia operato Provenzano.
Sono certi che non si sia suicidato, ma ucciso, perché diretto testimone di fatti mafiosi, magari non essendo neppure a conoscenza che il paziente che aveva assistito e operato fosse Provenzano.
Da quando i genitori e il fratello di Attilio hanno cominciato a denunciare le incongruenze e le falsità, gravissime, dei verbali d'inchiesta, chiedendo verità e giustizia per il figlio, e l'affermazione della onorabilità della sua persona, sono iniziate le persecuzioni, le offese, anche alla memoria del figlio, sostanze chimiche irritanti immesse nell'abitazione, ripetutamente, tanto da finipre più volte al pronto soccorso per problemi respiratori.
Secondo il racconto della mamma, anche polizia e carabinieri, dopo avere verificato la situazione, avrebbero consigliato alla coppia di abbandonare la casa, che si trova a Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese. «Abbiamo continuato a resistere, perché questa è la casa dove sono cresciuti i nostri figli, dove abbiamo trascorso gli anni sereni della nostra vita, dove la mafia ci ha consegnato Attilio in una bara, dove ci sono i ricordi di una vita».
Attilio sarebbe stato suicidato per mafia, ma l'inchiesta rischia l'archiviazione e mai la Distrettuale Antimafia ha preso in mano il fascicolo per verificare il perché delle bugie, reiterate, di funzionari dello Stato.
Nel frattempo Martino Galasso, 53 anni, ex esponente del clan Galasso di Poggiomarino, che negli anni '90 aveva collaborato con la magistratura, svelando intrighi tra criminalità organizzata e politica, viene trovato impiccato nella sua abitazione in via Pergolesi a Viterbo, poco lontano dalla casa di Attilio Manca; gli inquirenti hanno scartato l'ipotesi del suicidio, in quanto il supporto sul quale è stato trovato il cadavere non avrebbe potuto reggere il suo peso ed il cappio che portava al collo era realizzato in modo approssimativo e frettoloso, non certo da persona che volesse suicidarsi.
Da indiscrezioni sembrerebbe che la morte di Galasso possa essere messa in relazione con quella di Attilio Manca, nella quale il boss potrebbe avere avuto un certo ruolo.
Nel 2005 un pentito, Pastoia, disse che nell’ operazione a cui Bernardo Provenzano si è sottoposto a Marsiglia era presente un urologo italiano, ma non volle fare immediatamente il suo nome e non lo farà mai, perché Pastoia è stato trovato nella sua cella, impiccato… - See more at: http://www.caffenews.it/legalita-antimafie/14415/caso-manca-e-ora-di-fare-luce-ne-parliamo-col-fratello-gianluca/#sthash.vcipBc65.dpuf
ex esponente del clan Galasso di Poggiomarino che negli anni ’90 aveva collaborato con la magistratura svelando numerosi intrighi tra criminalità organizzata e politica - See more at: http://www.caffenews.it/legalita-antimafie/27472/giallo-galasso-e-morto-il-pentito-di-camorra-residente-a-viterbo/#sthash.mDZSiuQd.dpuf
Galasso, 53 anni, è stato trovato impiccato nella sua abitazione di Via Pergolesi, a Viterbo: gli inquirenti hanno scartato l’ ipotesi del suicidio in quanto il supporto su cui è stato trovato il cadavere dell’uomo non avrebbe potuto reggere il suo peso ed il cappio che portava al collo è stato realizzato in maniera frettolosa, insomma non un cappio realizzato da un uomo che avrebbe voluto suicidarsi. - See more at: http://www.caffenews.it/legalita-antimafie/27472/giallo-galasso-e-morto-il-pentito-di-camorra-residente-a-viterbo/#sthash.mDZSiuQd.dpuf
Galasso, 53 anni, è stato trovato impiccato nella sua abitazione di Via Pergolesi, a Viterbo: gli inquirenti hanno scartato l’ ipotesi del suicidio in quanto il supporto su cui è stato trovato il cadavere dell’uomo non avrebbe potuto reggere il suo peso ed il cappio che portava al collo è stato realizzato in maniera frettolosa, insomma non un cappio realizzato da un uomo che avrebbe voluto suicidarsi. - See more at: http://www.caffenews.it/legalita-antimafie/27472/giallo-galasso-e-morto-il-pentito-di-camorra-residente-a-viterbo/#sthash.mDZSiuQd.dpuf
Galasso, 53 anni, è stato trovato impiccato nella sua abitazione di Via Pergolesi, a Viterbo: gli inquirenti hanno scartato l’ ipotesi del suicidio in quanto il supporto su cui è stato trovato il cadavere dell’uomo non avrebbe potuto reggere il suo peso ed il cappio che portava al collo è stato realizzato in maniera frettolosa, insomma non un cappio realizzato da un uomo che avrebbe voluto suicidarsi. - See more at: http://www.caffenews.it/legalita-antimafie/27472/giallo-galasso-e-morto-il-pentito-di-camorra-residente-a-viterbo/#sthash.mDZSiuQd.dpuf
Galasso, 53 anni, è stato trovato impiccato nella sua abitazione di Via Pergolesi, a Viterbo: gli inquirenti hanno scartato l’ ipotesi del suicidio in quanto il supporto su cui è stato trovato il cadavere dell’uomo non avrebbe potuto reggere il suo peso ed il cappio che portava al collo è stato realizzato in maniera frettolosa, insomma non un cappio realizzato da un uomo che avrebbe voluto suicidarsi. - See more at: http://www.caffenews.it/legalita-antimafie/27472/giallo-galasso-e-morto-il-pentito-di-camorra-residente-a-viterbo/#sthash.mDZSiuQd.dpuf
Nel 2005 il pentito Pastoia ebbe a dire che nell'operazione alla prostata a Provenzano, in Marsiglia, era presente un urologo italiano; non volle fare il suo nome e non lo farà mai, perché Pastoia è stato trovato morto impiccato nella sua cella.
Davvero strano questo Paese.
Nazione di misteri e segreti di Stato.
Piena zeppa di spergiuri e sabbie mobili.
Per Attilio intervenga la Procura Antimafia, subito!

Lucio Galluzzi
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mercoledì 8 gennaio 2014

SCUOLA PUBBLICA: L'ULTIMO SFREGIO

IL GOVERNO DEI ROBIN HOOD ALLA ROVESCIA E SACCOMANNI NON TROVA LA COPERTURA


Lettera aperta alla dottoressa Carrozza
Ministro Istruzione, Università e Ricerca, suo malgrado

Non è facile avere a capo del Dicastero dell'Istruzione una persona competente e capace; da decenni su quella poltrona si sono succeduti i peggio innominabili, gentaglia messa lì solo ed esclusivamente dalla mafia partitocratica, falliti, riciclati, impresentabili; tranne rarissime eccezioni, la Scuola Pubblica italiana è stata sempre messa in mano, o meglio sotto il culo, di coloro che sono passati da lì a far finta di dirigerla, usandola come cesso per le proprie deiezioni, un incarico d'oro di Casta affidato a spietati quanto affamatissimi servi di regime.
Un regime che è andato sempre peggiorando.
Ce la vengono a raccontare solo sul ventennio berlusconiano, peraltro rinnovato da pochi mesi, ma è oltre settant'anni che l'Istruzione e la Cultura italiane vengono stuprate e sfregiate da criminali senza ragion di Stato e interesse per la Cosa Pubblicca.
Basta semplicemente cercare su Wikipedia l'elenco storico dei tizi che sono stati Ministri della Pubblica Distruzione, c'è da rabbrividire a legger quei nomi.
Se poi a quelli ci affianchiamo i Ministri, Sottosegretari, Consiglieri, Portaborse dei Beni Culturali e Tesoro, il vomito diventa incoercibile.
Sapere che, finalmente, il MIUR è stato affidato a lei, dottoressa Carrozza, è una boccata d'aria pulita: da quando ricopre l'incarico non si è risparmiata in parole e atti a difesa di studenti, docenti, famiglie utenti. Ha usato anche parole forti, invitato alla ribellione, alla disobbedienza, lei che è del mondo della Scuola, da sempre, sta dimostrando, giorno dopo giorno, quanto percepisca e conosca direttamente l'enorme disagio nel quale tutti noi docenti, come lei, siamo stati scaraventati e abbandonati.
Ed ecco l'ultimo sfregio, l'ultimo in ordine di cronaca politica parlamentare, perché di certo ce ne saranno altri, come è sempre stato in questo Stato: il ministro Saccomanni [ma chi è?] decide che dalla busta paga di noi docenti deve togliere 150 euro lorde mensili, a 80 mila di noi lo fa, partendo da adesso, genneaio 2014.
Non basta che il CCNL dei lavoratori della Conoscenza sia disatteso da oltre sei anni, che i nostri stipendi siano bloccati ed erosi da inflazione e crisi dal 2005, nessun aumento a fronte di impegni professionali e responsabilità che aumentano, insieme al monte ore settimanale, avendone noi tutti in cambio zero; in quale altra azienda il padrone impone ai propri dipendenti di lavorare di più, produrre meglio, più in fretta e gratuitamente?
Gli scellerati, che sono venuti prima di lei, con menzione di vergogna assoluta per gestioni quali Moratti e Gelmini, hanno scientemente devastato la Scuola Pubblica, rendendola maceria.
180 mila sono stati i colleghi licenziati e buttati in mezzo alla strada perché precari. 
Taglio dopo taglio, machete, sfobiciate, insulti, minacce: noi docenti siamo i "fannulloni, imboscati, sindacalizzati che devono essere mandati a casa a calci in culo, se criticano l'Amministrazione sono da licenziare, incapaci, senza meriti, comunisti... ", e chi più se ne ricorda ne metta.
8.1 miliardi presi a piene mani in pochissimo tempo dalle nostre tasche, solo dalle nostre, perché come lei mi insegna, noi insegnanti siamo la cassa dove lo Stato mette le mani e ruba tutto tutto che può, anche la nostra dignità.
Un docente di scuola media inferiore percepisce mensilmente circa 1.300 euro, dall'inizio della carriera a non si capisce più quando [visto che di aumenti non se ne deve parlare]; togliere dal suo stipendio 150 euro mensili è vergognoso, schifoso pensare che quei soldi sudati e dovuti al collega, finiscano, prelevati coattivamente, a coprire i buchi di Bilancio per la Legge di Stabilità  attuale.
Il ministro Saccomanni [ma chi è /2] peggio del già tossico Tremonti; lei, dottoressa Carrozza si ribella, chiede al tizio di non applicare la norma e lui che risponde?
Dice che non è colpa sua, il decreto lo ha firmato Napolitano, questa cosa del rubare dalle buste paga degli insegnanti il governo, il Colle, i sindacati... tutti  poltronisti rovina Nazione, la sapevano fin dal 27 dicembre scorso.
Ma tutto taceva.
Il tizio al Colle, come ha sempre fatto, firma qualsiasi cosa, non sa quel che fa, non lo ha mai saputo.
Ancora di più; Saccomanni invita lei, Ministro dell'Istruzione, a trovare nel MIUR i soldi che servono a lui & Casta.
Non ci pensano minimamente a mettere le mani in tasca ai ricchi veri [lo scudo fiscale Berlusconi/Tremonti/Pd insegna], non si tagliano indennità, lo annunciano, fanno finta, poi di notte, come ogni ladro che si rispetti, cambiano le carte in tavola e rimandano alla fine del 2015.
Intanto, questa Casta, da sempre si mantiene la Scala Mobile, e che Scala Mobile: l'hanno cancellata per tutti i lavoratori italiani, per loro no; recuperano tutto quello che l'inflazione erode dai loro "poveri stipendi d'oro", percentuale di adeguamento al costo della vita moltiplicata più del doppio, sommata ad una assicurazione del 2.7 % dell'indennità, perché non si sa mai, meglio abbondare.
Rubano dalle nostre tasche, ma guai a solo farli pensare a quanto sia inutile il Senato della Repubblica [della banane], a quanto si risparmierebbe chiudendolo e mandando a casa le mummie in carica lì dentro.
Prendere dalle pensioni d'oro? Ma manco a dirlo per scherzo!
Colpire i capitalisti, quel 10% che ha in mano tutti i piccioli nazionali, a danno del 90% di cittadini normo salariati? Ma no che non possono; nessuno al Governo lo ha mai fatto, mai.
I conti 'neri" in Svizzera e nei paradisi fiscali? Non possono farli rientrare; è vero che in valuta ritornerebbero in Italia cifre da capogiro di soldi nostri, ma poi i grandi evasori  non voterebbero più i vassalli che hanno sistemato al comando di questo Paese malato e moribondo.
La tassazione dei capitali nascosti all'estero, fatti rientrare, applicata al 10% coprirebbe una manovra economica/legge di stabilità da oltre 25 miliardi.
Ma Saccomanni, Tremonti prima di lui, Napolitano, Berlusconi, il PD, il Monti fallito & Congrega, i sindacati [i sindacati!] hanno sempre fatto finta di nulla, e continuano.
Però com'è bello fottere soldi a piene mani dagli stipendi degli insegnanti, quelli che sa sempre pagano le tasse e non evadono neppure un centesimo, perché sono dipendenti della Pubblica Amministrazione e come tali vacche, seppur macre, da mungere senza tregua.
150 euro prelevati mensilmente dallo stipendio di un docente, compresa tredicesima, fanno circo 2.000 euro.
Se quel docente si sposta ad esercitare la sua professione in Spagna, fin da subito ci guadagna 6.000 euro un più l'anno, rispetto al trattamento economico italiano.
Se ne ne va in Francia o Inghilterra, i suoi scatti di carriera  [qui negati da sei anni, versati solo quelli del 2012, senza interessi, cancellati i precedenti, e ora richiesti indietro da Saccomanni] il suo stipendio, che qui è di 24 mila euro annui, scatterà per carriera fino ad arrivare a quasi 50 mila; siamo i peggio pagati del mondo civile noi docenti, qui; trattati come ladri dai veri ladroni di Stato, costretti a portarci da casa anche la carta igienica e il sapone, i gessi per le lavagne [ma le LIM? Quali LIM?], usare i nostri mezzi per raggiungere sedi disagiate, metterci di tasca nostra tutto quello che possiamo per rendere all'utenza un servizio il più possibile decoroso, che lo Stato ha distrutto
Dottoressa Carrozza, che cosa potevamo aspettarci, lei e tutti noi, lavoratori della Conoscenza, dopo gestioni della Cultura e dell'Istruzione lasciate in mano a tizi come Gelmini, Bondi, Sgarbi, Renato Farina e Stracquadanio, Brunetta & Co.?
Lei sa a cosa mi riferisco, lo sa bene.
Non c'erano i soldi per la Scuola Pubblica, ma li trovavano di notte, centinaia di milioni per le private, parificate, clericali gestite dagli amici degli amici.

                                                      

Ministro, se ne vada, scappi e li abbandoni, non stia in mezzo a questa gente.
Si tolga prima possibile da dentro quello schifo.
L'antipolitica, i forconi, i grilli urlanti populismo da bassa lega, con la Lega, i movimenti di finta "rivolta", anche la mafia tutta, le nuove e vecchie Forza Italia, pitonesse, falchi, conigli, maggiordomi, camerieri e soubrettes, nani malefici e streghe vere... ringraziano Saccomanni e quelli come lui che tanta acqua marcia stanno portando al loro mulino.
Che si dimettano tutti!

Da collega a collega, Maria Grazia, un abbraccio.
Lucio Galluzzi


Maria Chiara Carrozza


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sabato 4 gennaio 2014

OMO TRANS BIFOBIA E CIAO ANDREA

Molti si saranno chiesti cosa significhi LGBT.
Semplice: sono le iniziali riferite al movimento Lesbiche, Gay e Trans.
Pochi però si accorgono che viene quasi sempre omessa la B.
Nel senso che è comunemente accettato che quella B sia lì, tra quelle lettere, così, tanto per esserci e basta, come semplice congiunzione, omissibile.
Non è già normale che questo avvenga nel mondo dei non appartenenti al mondo LGBT.
Il fatto che lo stesso movimento per i diritti di genere però ignori quella lettera è assai grave.
Loro stessi, gay, lesbiche e trans, riuniti in gruppi, associazioni, centri aggreganti, che si battono contro omofobia e transfobia, praticano la bifobia senza rendersene conto.
Se quella B è nascosta, dimenticata, non notata, abrasa nel mondo degli eterosessuali, allo stesso modo viene occultata dagli stessi che scendono in piazza, organizzano petizioni, chiedono, giustamente, diritti per loro stessi.
Bifobia applicata e perpetrata allo stesso identico modo da omofobi e persone LGT.
B sta per Bisex, cioè i nascosti dei nascosti, coloro che, quasi universalmente, pare non esistano.
E' talmente forte la rimozione sociale della bisessualità, tanto che pare cosa normalissima definirli con l'indefinibile; così diventano "gli etero curiosi" o "moderni", "finti gay" o "sporcaccioni e basta", fino a giungere a "ma sì, sono finocchi che ogni tanto vanno pure a donne".
Abrasione a tal punto che si mette finanche in dubbio che il bisex esista davvero.
Provate a cercarlo un cartello che rivendichi i loro diritti tra le immagini e i filmati dai vari gay prides & manifestazioni associate.
Provateci.
Il bisex è il maledetto tra i maledetti; è quello che se è donna allora il marito, il compagno, il fidanzato, la società intera può darsi che non si facciano problema, a volte la cosa li eccita pure, un maschio che si arrapa guardando la propria donna che fa sesso con un altra donna è accettabilissimo, anzi è desiderio tra i primi nell'immaginario dell'etero.
Se il bisex è maschio allora la situazione cambia, perché un maschio che va a maschi non va bene, fa crollare di botto il desiderio della sua donna, diventa cosa da lasciare, un frocio che non ha più il diritto di essere voluto bene.


"Che scherzi gioca all'uomo la Natura" e il mercato delle etichette.
Che squallore di moltitudine omologata a imporre codici a barre, definire secondo il proprio metro di desiderio, le proprie voglie, l'immaginario personalismo, l'egotico più basso.
Il Bisex deve allora inventarsi strategie sottili per esserci come persona: negarsi, marchiarsi così come lo vogliono, cancellarsi e far finta di non esistere.
Se si chiede seriamente ai Bisex che cosa desiderino, i più non sanno [o non vogliono] rispondere, ti dicono pure che la scelta tra una cosa e l'altra [la chiamano 'cosa', non la nominano] non è importante, anzi è secondaria, magari non esiste neppure, forse è solamente, dicono sempre loro stessi, una deviazione, così si trascinano auto mascherati e censurati dai loro stessi fratelli e sorelle.
Insomma, è diventato assioma assoluto l'affermazione "il Bisex non esiste".
Lottano contro l'omofobia, la transfobia, ma ignorano la bifobia e la applicano al loro stesso interno.
Diversi che diversificano tra i diversi.
Ci si dimentica troppo spesso che l'amore non ha nulla a che spartire con l'orientamento della carne.
L'amore orienta esattamente per dove deve: all'Altro.
Non c'è distinzione di desinenza, peluria o reggiseni abbondanti, mutande Calvin Klein con l'elasticone o divise in cuoio e fruste, percorsi di cambi genere o ormonali; l'Amore non conosce questi confini. non frequenta macellerie, non acquista sottofiletto o trippa.
E' l'Amore, punto e basta.
E' l'atto rivoluzionario più potente che esista, basta poco ad esserci dentro, tutto sta nell'allungar la mano, quando lo si sente, e carezzare; il desiderio di Bene non vive, nè dimora in classificazioni, dirompe così come è giusto che sia, miracolizza e sustanzia, strappa tutte le etichette dai prodotti esposti sugli scaffali dell'ipermercato globale della mediocrità umana.
E' la benedetta tempesta perfetta, che ha un nome: affettività.
E' guardare il Volto dell'Altro e piuttosto che averlo, essere quel Volto.
Ma troppe stazioni Termini e binari 10 ci frequentano il cuore, abbiamo per amici mazze e coltelli, pugni e bastoni.
Altrimenti Andrea non sarebbe stata massacrata.
Neppure ridotta semiparalizzata.
Avrebbe trovato un fidanzato.
La sua famiglia avrebbe richiesto almeno la salma.
E nessuno oggi sarebbe meravigliosamente meravigliato di un'omelia funebre, nella quale l'officiante parlava di lei "dandole del lei".
Non c'è alcuna gioia conquistanta in quel "lei" in chiesa.
Non ci sono rose bianche a pulire le macchie di merda e peste che abbiamo nel DNA.
E' tutto gia avvenuto.
Ciao Andrea.


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