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giovedì 26 luglio 2012

NAPOLISCONI


Non bastavano due decenni di attacchi alle Procure nei Tribunali, ai PM antimafia, ai giornalisti non pennivendoli, alla libertà di stampa e di espressione...
Se qualcuno pensava di aver assistito al peggio, quel peggio è stato superato e dalla massima "autorità" di questa Repubblica di bananari: il Capo dello Stato.
Vent'anni nei quali Balluscone & Co. hanno dichiarato qualsiasi schifezza immaginabile sui magistrati, naturalmente solo su quelli che indagavano e ancora, per fortuna, istruiscono istruttorie sulla loro cricca.
Sono arrivati a dire che "i giudici non appartengono alla razza umana", "antropologicamente impediti", "metastasi e cancri della Nazione", "Brigatisti Rossi"...
La carta igienica stampata e le TV del padrone facevano da grancassa, rincarandone le dosi.
"Gli amori della Boccassini", "i calzini azzurri di Mesiano", "Travaglio è un condannato con la fedina penale sporca", "colpite i terroristi della menzogna che sono La Repubblica e quel covo chiamato Il Fatto Quotidiano..."
I più scomodi sono saltati in aria: Stragi di Stato di Capaci e via D'Amelio.
Così, anno dopo anno, personaggi legati a Cosa Nostra, Camorra, Ndrangheta... si sono seduti in Parlamento; non eletti dal popolo, ma, con una legge ad hoc, nominati "onorevoli" dalle segreterie di partito.
Il porcellum.
Chi dà poi fastidio perché "non gradito" al Ministero della Propaganda del Regime, viene letteralmente rovinato nei suoi affetti, nella professione, nell'onorabilità; un caso per tutti: l'ex direttore di Avvenire Boffo e la campagna diffamatoria che Feltri gli scagliò addosso, bollandolo come omosessuale stalker, smentendo poi tutto, ammettendo che erano bugie... ma quando Boffo ormai era stato rovinato.
Per questo comportamento esecrabile, Feltri è stato censurato e sospeso dall'Ordine dei Giornalisti per sei mesi.
L'Ordine dei Giornalisti serve a molto, difatti Feltri continua a fare il suo sporco mestiere, se ne è fottuto, così come Belpietro che si faceva gli attentati da solo, Brachino [quello dei calzini azzurri del giudice Mesiano] censurato dall'Ordine, sospeso, che senza alcun problema conduce programmi di "appronfondimento" sui misteri di Stato dalle televisioni del suo padrone.
Un caso a parte, poi, è quello di Renato Farina, Betulla il suo nome in codice nel registro pagamenti "CIA"; ha partecipato come spia e informatore per i Servizi Segreti USA al rapimento di Abu Omar; radiato a vita dall'Ordine dei Giornalisti, viene prima ospitato come "collaboratore esterno" da Libero  e Il Giornale, firmando con il suo nome e cognome i pezzi che scriveva; presto promosso da Balluscone a Consigliere di Fiducia della ministra della pubblica distruzione Enterogelmini, molto onorevole deputato.
E noi paghiamo.
Anche Giuliano Mastodonte Ferrara fu spia della CIA, a libro paga.
Che dire poi di Paolo Guzzanti, la commissione Mitrokin e il gioco orrido dell' "inventa tu che invento anch'io"?
Vent'anni di spargimenti d'odio.
Vent'anni nei quali hanno legalizzato la repressione d'ogni dissenso.
Non puoi e non devi criticare l'Impero.
Se lo fai, per bene che ti vada, ti fanno manganellare e ti spaccano un po' la testa; se capiti male, finisci alla Diaz.
Tanto poi ai torturatori condannati passano pure la scorta e l'auto blu.
E' più moderno questo fascismo rispetto a quello Mussoliniano, ma i mezzi sono gli stessi, identici.
I fini raggiunti sono sotto gli occhi di chi vuole vedere.
Capita anche che un ex ministro della Giustizia, ex vice presidente del CSM [che ha voluto la messa in silenzio di De Magistris e Clementina Forleo], si metta a telefonare al Colle insistentemente per cercare di evitare di essere "sentito" dalla Procura Antimafia di Palermo nell'inchiesta "trattativa stato-cosa nostra" e relative stragi di Capaci, Via d'Amelio, Via dei Georgofili...
Il "politico" chiede che che il Presidente della Repubblica intervenga in suo aiuto, e si intrattiene, molto, telefonicamente, con il Consigliere Giuridico del Quirinale, vuole essere rassicurato, che intervengano su Messineo, che facciano qualcosa, insomma.
Viene intercettato perché la Procura di Palermo sta indagando su di lui, difatti è rinviato a giudizio per falsa testimonianza, per ora.
Parla, due volte, con il Capo dello Stato, intercettato pure in questo caso.
La notizia sulle telefonate al Colle viene pubblicata dal Fatto Quotidiano, anche le trascrizioni delle intercettazioni tra il politico e il Consigliere Giuridico del Quirinale.
Apriti cielo!
Il Capo dello Stato si arrabbia, per giorni predica in ogni sua pubblica uscita sulla ingiustizia subita dalla Presidenza, solleva il "Conflitto di Attribuzione" delle sue prerogative [non è intercettabile, indagabile, non risponde dei suoi atti alla Magistratura...], chiede che la Corte Suprema si esprima, attacca i PM di Palermo e i giornalisti che si stanno occupando della cosa.
A dirla in soldoni, il tizio che impersona a sua insaputa il Presidente della Repubblica, afferma che non lo si può contestare e neppure esprimere dissenso sul suo operato, anche se quest'ultimo, da sempre, fa acqua sporca da ogni falla.
Vuole che le telefonate con la sua voce siano distrutte; i PM di Palermo fanno sapere che invece saranno adoperate.
Il Capo dello Stato, s'infuria sempre di più, chissà perché.
In molti si schierano con la Procura di Palermo e la difesa dell'inchiesta sulla trattativa stato mafia.
Dodici persone vengono iscritte nel registro degli indagati: ex ministri, politici, ex ufficiali dell'esercito e lo stesso insistente "telefonista" che chiedeva di essere "coperto" dal Quirinale.
Muore d'infarto il Consigliere Giuridico del Colle.
Come il peggior Ballusconi, il Capo dello Stato "esterna" il suo "atroce dolore" per il decesso del collaboratore, "vittima di una campagna di odio, violente ingiurie e bugie", poi parte per Londra, c'è la cerimonia di apertura delle Olimpiadi e lui deve stare con gli azzurri.
Atroce dolore difatti.
Questa mattina le grancasse stampate di Regime, strumentalizzando la morte, come da sempre fanno, titolano con parole d'orrore il decesso del giurista; Libero: "Magistrati Assassini", una prima pagina che è specchio di quasi tutte le altre.
Ecco che il solito oppio usato per distrarre l'opinione pubblica, è stato sparso ancora e di nuovo.
Da accusati e inciucioni squallidi, i coinvolti in questioni gravissime di massacri d'innocenti, diventano santi e moralizzatori.
Usano la morte di chi hanno adoperato come scudo, e poi lasciato magari anche solo, per rivendicare la loro santa ed intoccabile verginità.
I cattivi, assassini, terroristi, bugiardi sono proprio coloro che si sono e si stanno permettendo di onorare la memoria di Falcone e Borsellino, ricercando la verità che è stata coperta e deviata da una parte nera e mortale di questo Stato.
Meno male che sono gli ultimi mesi di permanenza al Colle di una simile Presidenza.
Almeno questo.


Lucio Galluzzi


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sabato 6 novembre 2010

IL VOSTRO REGNO PER UNA CAVALLA

PRESENTATO IL NOVISSIMO GHEDINI DELLA LINGUA ITALIANA

SANTORO, L'ALFONSO SIGNORINI DELLA SINISTRA ILLUMINATA, PLAUDE E GLI DEDICA TRE DELLE PROSSIME PUNTATE



E noi che pensavamo cose turpi sull'eroe Mangano, il mafioso assassino salvato dal buon cuore di Berlussonini, sollecitato da quell'altro coso nostro di Macello Dell'Utri!

La solita stampa comunista, i PM bolscevichi, le intercettazioni telefoniche staliniste facevano sapere che quel pover'uomo emigrato dalla Sicilia e ospitato ad Arcore, parlava di "cavalli" da piazzare, e che quei quadrupedi in realtà erano un codice che stava per "forniture di droga", "partite di cocaina".

Niente di più falso sai amico mio?

In un Paese normale la lingua ufficiale parlata e scritta è usata con canoni specifici e fissi per far capire a tutti; ma qui siamo in Italia, e il Palo delle Libertà da anni ha sostituito il Devoto Oli e il Battaglia con il Novissimo Ghedini… e "cavalli" non è il plurale di cavallo.

Giammai più.

Sta a vedere che quel sant'uomo del Vittorio Lupara Bianca, oltre a far lo stalliere, amministratore, giardiniere, autista per i piccoli Berlussonini, bombarono d'amore contro il suo benefattore…in realtà non si occupava di cavalli importati dalla Colombia, che i magistrati hanno sentito male sbobinando le telefonate intercettate; anzi, lo hanno fatto apposta!

Sì, quella Ilda Boccassini che così tanto vuole male il premier, ha pure i capelli rutilanti!, avrà organizzato tutto lei, la pasionaria magistrata delle Procure Rosse… diciamolo senza paura d'essere fraintesi: il Mangano pluriomicida, truffatore, ricettatore, estorsore, Capo Mandamento di Porta Nuova durante le stragi del 92-93 in realtà al telefono diceva "cavalle".

E perché questo errore di travisamento degli inquirenti?

Perché non sanno il siciliano!

Adesso vi spiego tutto: "cavallo" in siciliano è "cavaddu", plurale: "cavaddi"; singolare femminile "cavadda", plurale femminile "cavaddi, ma anche cavadde". Nella dialetto parlato comune pero "cavadde" non viene usato quasi mai, e il plurale femminile è assimilato a quello maschile.

Esempi: italiano - "I cavalli che devono arrivare oggi sono in ritardo", siciliano - "i cavaddi c'annu m'u rrivunu nt'à jurnata hanno cacchi problema cu' rriloggiu"; italiano: "le cavalle delle quali mi avevi detto costano di più"- siciliano: "pì cavaddi [fimmini NdA] chi mmì dicisti cì vonnu cchiù pìcciuli".

Come si può facilmente evincere, nel dialetto isolano non si può dire "le cavaddi" [le cavalle].

Se poi si aggiunge che i mafiosi parlano più o meno come gli analfabeti del ventennio, unendo il lessico del mago Joseph a quello di Don Micuzzu u' Sciancatu [Don Domenico lo Zoppo, NdT], allora l'abbaglio cavallifero è colpa degli sbobinatori delle Procure.

Quel Mangano, altro che coca e traffico internazionale di stupefacenti!

Voleva talmente bene al suo donatore di lavoro, che gli cercava le cavalle più pure, usando tutte le sue conoscenze, anche quelle con contatti a Bogotà.

E allora: cavalle=ragazze=puledre=giovani da cavalcare [vedete pure voi: in italiano non diciamo giovanesse, ma "giovani" anche per il femminile plurale, uno pensa: "minchia: pure gay!", ma magari!, e invece no!].

Si svelano i misteri dell'amore totale.

Quello del quale parlano il Macello Libraiolo e lo stesso Amazzono Berlussonini: "Mangano non ci ha mai traditi, nonostante le pressioni dei giudici, le persecuzioni tribunalizie… lui era in fin di vita, terminale di cancro, e se n'è stato zitto, non ha voluto far del male a chi lo aveva aiutato…"

Che bello eh?

Tutti vorrebbero avere degli amici così.

Se questi passano ancora un po' di tempo al potere incontrastato nel governo della pazzia senile conclamata, arriveranno pure a farci credere che Vittorio Mangano non era Vittorio Mangano, ma Silvana, assunta lì in Brianza come coordinatrice delle Risaie per la Libertà.

Non provate a dire che la Mangano è stata una istituzione nazionale di bellezza e bravura cinematografica, invidiataci da tutto il mondo, altrimenti dovremo sorbirci chissà quante puntate di Annozero, Ballarò, l'Infedele, ospite fisso Frankenstein Ghedini, che tratteranno di Riso Amaro per il Premier.

Lasciate perdere e fate come si fa con i matti: ditegli sì, hai ragione, è vero è così.

Tanto loro di Socrate e l'asino umano ne sanno una emerita tega, saranno così sempre convinti che hanno la vera verità in bocca, e non solo in bocca, anche da un'altra parte, tanto con cambia nulla, sempre di phoné scoreggiano trattasi.

Non perdete tempo con puntualizzazioni su "utilizzatore finale", "contestualizzazione della bestemmia", "salvatore di minorenni straniere", "genialità della bugia a favore di Mubarak"… vi prego no!, altrimenti Santoro si ecciterà più del previsto e ci ripropinandoci la ribollita infinita delle "puttanelle, bunga bunga, lui ha detto che lei non ha detto, inviati speciali in diretta dentro il lettone di Putin, ma va là ma va là, gridiamo tutti, minacciamoci di querele, amen".

Perché, o lo si è capito, o non si è d'accordo, o è giusto così: Michele Santoro sta diventando l'Alfonso Signorini della sinistra; ai compagni il gossip figaiolo piace tanto quanto a quelli di Comunella & Liberatutti, porta una valanga di pubblicità e prima o poi Imene Pivetti travestita da Marchesina de Sade andrà lì a fare la valletta.

E' vero: non si dice valletta, è offensivo nei confronti della donna, adesso si adopera "inviata in studio".

A parte tutta la possibile satira amarissima da adoperare, che è talmente vera da diventare l'unica cosa seria nell'informazione, Santoro lo sa ancora che in questo momento ci sono operai stranieri a Brescia su una gru al freddo, sotto la pioggia? Che il PIL italiano non è mai stato così fallimentare? Che è stato nominato un ministro per la sicurezza nucleare italiana? Che un altro ragazzo licenziato da un mese s'è ammazzato ieri? Che alla Regione Campania non usano i fondi per il registro medico scientifico sull'incidenza delle morti per neoplasie nelle zone "monnezzate"? Che il lavoro ha bruciato di nuovo vivi una decina di lavoratori perché "la sicurezza nelle aziende è un lusso che non ci possiamo permettere" [TremoRti]? Che il Patto di Stabilità è stato bocciato, con il Governo battuto su un emendamento UDC/MPA? Che i centinaia di migliaia di precari stanno per affrontare l'inverno con gli "ammortizzatori" sociali scaduti?

Eddai su, basta con sto pisello di Berlussonini aggiunto pure quello di LaBrunetta!

Michele, fai anche tu la tua parte di Resistenza Attiva.

Basta figa!

Dimentica di contestualizzare: basta "contenitore per l'utilizzatore finale salvatore della possessora dell'organo riproduttivo".

E basta pure Ballarò con il piripiripiri tagliato al Flunitrazepam.

Continuando così, pur di non farci sapere dei veri problemi che spazzerebbero via in pochi minuti i cialtroni dell'esecutivo, l'ufficio immagine del premier lancerebbe pure lo specchietto "Berlussonini indagato per l'omicidio di Sarah Scazzi" e voi allodolette ci caschereste, come avete fatto per la battuta di merda sui gay, andreste avanti un anno intero a fare scoop nei pozzi di tutt'Italia.

Sveglia!




Lucio Galluzzi
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