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sabato 25 settembre 2010

S-FINI-MENTO

IL GIOCO AL PASSO DELL'OCA






-introduzione sonora, clicca-

A dirla in soldoni il video messaggio di Fini sul caso Montecarlo si vedeva lontano un miglio che era stato preparato pochi minuti prima.

Anche perché non sarebbe stato molto corretto preannunciare che la sua risposta l'avremmo vista on line in mattinata, poi nel primo pomeriggio che diventa secondo, per finire alle 19 serali.

Insomma hanno aspettato fino all'ultimo per vedere se arrivava qualche altra pataccata e poter impacchettare meglio il gioco allo sbaraglio.

L'ultima stramberia è stata quella dell'avvocato Ellero che ci dice "la casa di Montecarlo è di un mio cliente, straniero, ma molto vicini all'Italia, talmente ricco da potersi permettere non solo di comprarsi quell'appartamento, ma il palazzo intero…", il legale, ex senatore della Lega lo racconta a SkyTG24, e continua: "fino a ieri la proprietà dell'immobile era del mio cliente, del quale non posso fare il nome per deontologia professionale, non so oggi di chi sia, le proprietà nelle società off shore cambiano in un minuto".

Ma cosa dici?

Intervieni in un "affaire" ridicolo che sa di bufala neppure DOP, talmente alimentato da scemenze fino a diventare internazionale; un caso che potrebbe far cadere un Governo e/o aprire una crisi crisi pesantissima e ai telegiornali/agenzie dici che non sai, però forse è così, ma potrebbe essere cambiata la proprietà, il tuo cliente non te l'ha detto?

Ma siete tutti pazzi furiosi?



No, vero? Non lo siete. State giocando il vostro gioco. Ognuno di voi ha la sua parte ben definita, un ruolo che si è scelto e che sta portando avanti.

Sporco come gioco. Penoso e neppure intelligente. Con una strategia talmente lessa e trita che non vi smentisce: fascismo, solo e semplicemente tecniche mussoliniane.

E Fini cosa dice?

Dopo tutto il fumo che ha alzato, quasi non si vedeva più neppure lui, ci ha fatto scoprire che non c'è alcun arrosto. E' stata tutta una polca, danzata senza arte, ma con molta parte.

Anatemi contro il premier, difesa della libertà di stampa, paladino del sociale, richiamo alla Costituzione, sentinella della democrazia, della Magistratura, dei lavoratori licenziati e precari tutti, dei lavori Parlamentari e Regole etiche politiche… cioè: quello che Napisan non fa da sempre, Gianfranco lo ha fatto per un po'.

Ha creato aspettative nei troppi stolti tanto che lo vogliono quelli del PD, Rosi Bindi per prima, lo reclamano i pidiellini, l'UDC lo loda e s'imbroda come sempre… Ecco il Fini che si ricicla sempre di più, "ripulito" e pronto a chissà quale alta carica.

Peccato che come ballerina faccia pena, perché ha danzato con due piedi malfermi in troppe scarpe e dopo tutte le "diffamazioni, minacce, killeraggio, persecuzione, tranquillità famigliare tolta, dossieraggio" e di tutto di più arriva alla svolta finale, quella del videomessaggio di ieri dove prometteva di chiarire tutto, invece ha chiarito un fico secco, semmai si è pisciato addosso da solo: "Io non so se quella casa è di mio cognato, mi risulta di no, ma non posso esserne sicuro, certo è che mi sono molto arrabbiato quando ho saputo che ci abitava lui; adesso gli chiedo di andarsere per la tranquillità della mia famiglia… Se risultasse che lui è il proprietario dell'immobile sono pronto a dimettermi…"

Ad Annozero e nei vari TG, tutti, l'Italico Bocchino e il Rivoluzionario Granata hanno giurato sulla certezza che Tulliani non è il proprietario di quell'immobile; hanno pure usato parole forti contro Palazzo Chigi, Berlussonini, i metodi squadristi per far fuori l'odiato avversario, Servizi Segreti deviati, prove che avevano in mano…

Pareva che da un momento all'altro potesse cadere il maledetto regno di Arcore, che il "pericolo pubblico, il delinquente" [parole di Di Pietro] lo mandassero a casa, tanto che il leader dell'IDV lanciava un appello per un'azione comune di sfiducia all'esecutivo e di ricorso al Colle.

Pure Casini Caltagirone s'è messo in mezzo, tuoni e fulmini contro Silvio Papa Re…

Pareva… E difatti non è stato e non sarà.

Perché dopo averci tritato finemente le gonadi per mesi su un problema di un alloggio di Alleanza Nazionale, che è solo loro e non è il Caso Italia che ha ben altri problemi da risolvere,

Fini la Ballerina chiede a Berlussonini di smetterla con gli attacchi e gli propone la tregua per amore ritrovato.

Non c'era bisogno ce lo dicesse in un video messaggio e creasse tutto sto bordello da impero bassissimo, più basso di Brunetta; lo sapevamo già: in Parlamento quelli di FLI continuano a votare la fiducia all'esecutivo del nulla, sono solidali con il PDL, mantengono le promesse di impegni presi all'atto della partecipazione al Polo.

Per dirla chiara: hanno solo predicato, rimangono fedeli al regime e premiano colui che li ha infangati, insultati, perseguitati, killerizzati, rovinato la famiglia, la reputazione…

Bravi! Anche per voi, dopo Mangano, dell'Utri e Cosentino si prospetta la santità subitanea.

Che dire poi dell'altro pirla?

Non se le merita troppe parole.

Ma almeno sarebbe interessante sapere due cose:

- come mai ad Annozero giunge la dichiarazione di un amico della moglie del Ministro della Giustizia di Santa Lucia [ma che ridere!] recitante: "qui si stanno impaurendo e c'è preoccupazione perché sono arrivati agenti dei Servizi Segreti Libici e Russi"? Cioè, 007 di amici intimi di Berlussonini, Gheddafi e Putin, sarebbero corsi nell'isola caraibica per cosa?

Perché mai proprio Libia e Russia e non Italia e Polonia? o Francia e Austria? Non è che per caso c'erano pure i Goldfingers di Milano2?

- questa pataccata che va avanti da mesi quanto è costata al contribuente, cioè anche a me e a te che leggi?

Tra tante bugie, cialtronate e pena totale alcuni punti fermi però li abbiamo.

Mai siamo caduti così in basso. Mai due alte cariche dello Stato si sono permesse di prendere per il culo una intera Nazione.

Soprattutto: che aria di fasci!




Lucio Galluzzi
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martedì 7 settembre 2010

IL FINI GIUSTIFICA I FATTI

ALLEGRA CRONISTORIA DEI BALLETTI DI REGIME





Quindici anni di Governi aleatori e virtuali. Stanno lì perché dicono che il popolo li ha votati ed eletti. Non è vero. I cittadini hanno votato liste preconfezionate, fisse e definite dalle segreterie di partito. Non hanno avuto possibilità di scelta. Chi c'è adesso ai vari ministeri, sottosegretariati, scranni del Parlamento, direzioni di enti pubblici, governatorati, consiglieri politici… c'è perché lo hanno deciso a tavolino i Capi usando la legge elettorale "porcata"; quella che permette a personaggi senza alcuna professionalità specifica, etica politica, meriti acquisiti, di essere messo alla guida di dicasteri strategici, facendone scempio e provocando danni ormai irreparabili alla Cosa Pubblica.
Non so quanti elettori del PDL abbiano scelto la signora Gelmini come votatissima sibilla dell'Istruzione Pubblica o un Brancher che doveva dirigere il Federalismo legaiolo, un Bondi ai Beni e Attività Culturali o la Santanché al sottosegretariato per l'Attuazione del Programma al Nulla, la Michela Brambilla esperta in Turismo o un Bossi, che non sta neppure più in piedi e non capisce lui stesso per primo quello che dice e pensa, al ministero per le Riforme insieme a Calderoli alla Semplificazione…
Onestamente non posso credere che chi ha votato PDL sia d'accordo e felice di scelte come queste, infelici, perdenti, che ci hanno portati al ridicolo internazionale.
Il governo attuale, come tutti i precedenti di Berlussonini, è un'accozzaglia rattoppata a capriccio da due comari, Mummia Bossi e Ghe Pensi Mì, che fanno finta di stimarsi e volersi bene perché se lo devono. Fino a qualche anno fa uno dava del mafioso, corrotto, riciclatore di denaro sporco all'altro, l'altro non si sarebbe mai più seduto ad un tavolo con quell'infamone e infido. Adesso non possono fare a meno dell'amicizia perniciosa che li obbliga a farsi favori istituzionali: tu mi metti un ministro qui e io non ti voto contro, se garantisci che mi fai passare la fiducia su questo DDL ti regalo il Comune di Milano e un Governatorato strategico.
E' questa la politica regnante: una fogna a cielo aperto dove questi "potenti" si permettono qualsiasi maialata perché tanto nessuno li prende a calci nel sedere o li va a prelevare di forza portandoli a casa loro o, per i condannati definitivi, nelle patrie galere.




Impunità totale. Facce che non si possono neppure più guardare. Stomacanti. Gente che appena appare in foto o nei salotti TV associ immediatamente alla bugia o alla presa per culo, ricordandoti delle promesse mai mantenute, che però continua a fare senza vergogna.
Ogni tanto organizzano qualche diversivo, che però sa troppo di detersivo da hard discount. Si erano inventati il Partito dell'Amore, il risciacquo in Lambro delle sozzure Cricca & Co., il volersi bene e stare vicini vicini… e già, i sondaggi parlavano e parlano chiaro: l'Italia s'è stufata, gli indici di gradimento di Berlussonini e soci, amici degli amici, crollavano e scendono ancora di più.
Ma i buoni propositi erano solo propaganda, nient'altro.
Questi figuri per gli altri fanno nulla, solo lì solo per sé stessi, anzi per uno solo che deve salvarsi le chiappe dai processi e ha bisogno della Corte dei Miracolati che gli rimuova ogni ostacolo e lo faccia risposare tranquillo, mandandogli qualche troia il più spesso possibile.
In mezzo a queste meraviglie, che farebbero invidia anche ad una trama di Romero, spunta l'affaire Fini.
Gianfranco che si trovava sicuramente insieme a Bocchino e a Barbareschi sulla via di Damasco, viene colto da improvvisa illuminazione e si converte.
Con lui altri 33, trentatré… vero segno divino! Gli anni di Cristo. E poi dite che la Cabala è una truffa?
I "santi subito" si producono nello scisma, Fini divorzia dal suo amore, passano un po' di mesi, sei, da separati in casa, dicendosi le peggio cose, come da copione marito e moglie, vengono convocati i "probi virus" da Verdini, che lui è proprio il probo tra i probi!, che devono sbattere fuori dal partito i rivoltosi. Poi però si fermano, aspettano, Fini pure si mette in attesa. Arriverà prima o poi un arcangelo Gabriele che annuncerà la gravidanza e un Natale! Ma i ministri di dio non sono come quelli di Berlussonini, uno è anche diventato Lucifero per la sua poca disciplina alla Regola…
Infatti: nessuna virginea gravidanza!
Insulti, accuse, diffamazioni dei giornali di Regime che da mesi ammorbano l'opinione pubblica sulla casa di Montecarlo, controrepliche, veleni, La Muffa contro Bocchino, Granata contro Sputazzetta Gasparri, Capezzolone in delirio dichiarativo, Briguglio dal Preside, Barbareschi la Comparsa che si organizza per un nuovo "Gioco delle Coppie"…
Sembra crisi di Governo, maggioranza negata, spasmodica ricerca di nomi da far rientrare nel PDL, poi lo negano, non l'hanno mai fatto, qualcuno giura sulla testa di propri figli, altri poeti su quella della ex moglie che picchiavano, il premier è un dittatore da caserma, la politica non è cosa sua è del popolo, stai zitto traditore, pezzo di merda urla la Santanché che è sempre quella gran s'ignora di sempre… e via così fino a Mirabello.
Lì tutti gli occhi e le orecchie puntati a quello che sarebbe stato il discorso della rivoluzione e della fine della maggioranza: Fini atteso come sindacalista, colui che difende gli operai e i precari, il costituzionalista quasi partigiano, uno del PD, esso che contesta se stesso e la sua legge con Bossi contro gli stranieri, che abbraccia i gay anche se prima diceva "un omosessuale non può fare il maestro", lo sdoganato che arriva a fare dire a Bocchino "anche un premier gay a noi non darebbe fastidio", il Presidente della Camera che alza la voce a nome degli insegnati e tagliati dalla Scuola Pubblica… Veramente un santo subito!
E difatti il suo discorso di un'ora e quaranta è dirompente, ne ha per tutto il PDL, per Littorio Feltri, Belpietro Mentone e Horror Sallusti, stigmatizza l'assenza di politica economica governativa, una bomba qua e un'altra là, caspita sta a vedere che Gianfranco è diventato pure l'impiegato con il tritolo di De Andrè!
Applausi, grida, sei grande, sei immenso, sei tutti noi, vuvuzzelas.
Dice anche che Bossi è intelligente, e questo comincia a cozzare con tutto il resto; che Berlussonini non è poi, nel suo intimo, quel cattivone che tutti pensano, e qui sorgono altri dubbi grossi… Poi però dice che il PDL è morto, non esiste più, beh allora è fatta, fa cadere il governo!, che loro in una cosa defunta non ci entrano no e poi no giammai, allora se se ne escono la maggioranza non c'è più e il Capo dello Stato scioglierà le Camere o darà un incarico esplorativo ad un altro che non sia Berlussonini, loro non entreranno nel corpo del defunto però neppure se ne andranno.
Cioè, non ho capito, sanno che c'è un cadavere e loro se ne stanno all'interno?
Tipo i vermi post putrescina?
Ma è un attimo di sbandamento per chi ascolta, poi Fini chiarisce meglio: non ce ne andremo, né accetteremo di farci cacciare, garantiremo il sostegno necessario nel voto delle varie proposte di legge in Parlamento perché noi non siamo amorali, quando prendiamo un impegno lo manteniamo, però potremmo anche dire no, sì, so, nì…
Alla fine Gianfranco ha detto senza dire assolutamente nulla. Non cambia niente. E' stato solo un balletto da danzatrice cavalletta: grandi salti per poi ricadere rovinosamente nella propria cheratina di sempre, compreso l'uso di "attacco stalinista alla mia persona" perché "fascista" non poteva dirlo..
E oggi Mummia Bossi e Berlussonini vanno da Napisan per chiedergli di dimettere Fini dalla sua carica istituzionale, anzi no non ci vanno, hanno solo sparsa la notizia così per "ischerzo e isphizio"; ma subito reagisce ufficialmente la corrente finiana dando dell'analfabeta ai due capi PDL; Il Senatùr vuole le elezioni a novembre, la Bindi vuole Fini, Fini vuole Rutelli e Casini, Casini vuole tutti, il PD sta a guardare, come sempre.
E chi aspettava il coraggio e la scure di Fini sul circo cialtronesco governativo c'è rimasto con un palmo di naso.
Ma l'avete dimenticato che Fini è l'ex delfino di Almirante?
E avete pure scordato a quanti tarallucci e vino vi siete visti?



Lucio Galluzzi
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