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sabato 22 ottobre 2016

CARO PRESIDENTE PICCOLO COL GRANDE MANGANELLO


... piccolo per distinguerla dai tre altri più avanti di lei con gli anni, è da tempo che volevo scriverle qualche riga e senza impegnarla troppo intendo essere breve, non intendo minimamente interferire con il suo meraviglioso e quasi unico dono dell'immanenza: lei è ovunque, in tutti i canali TV, radio, Facebook, Periscope Twitter, Conferenze Stampa Istituzionali, inaugurazioni di ponti, anni accademici, Casa Bianca, sagre e chi più ne ha ne metta... il suo tempo per occuparsi d'altro è ormai nullo e vederla così incessantemente preso dall'ubiquità più sfrenata spaventa e non poco.
Appunto: come farà ad accorgersi dell'Altro?
Serve a nulla stringere "calorosamente" mani ai suoi fans, abbracciarli, strizzare l'occhio, concedersi solo per quel frattempo che la separa dal "tappeto rosso" fino alla sicura, asettica e tranquillissima sede al chiuso dove lei parlerà e parlerà e continuerà a parlare, a promuoversi, arringare, convincere che tutto è bello più di prima e lo sarà ancor di più.
Mi ricorda la Medaglia dell'Amore di qualche anno fa, quella dove stava inciso: "+ di ieri e - di domani"; gli illusi e le illuse ci credevano a quell'amore.
Per l'appunto: gli illusi e le illuse.
Lei ieri, per esempio, è stato in Siclia e, nel chiuso delle Sale Istituzionali di Palermo Trapani e Taormina ha inaugurato l'Anno Accademico; due frasi sue: "Aprire le porte sottraendole ai burocrati che rallentano lo sviluppo dell'Isola e smetterla con le parole" e "impegnarsi per far crescere l'autostima dei siciliani".
Ma lei le parole, tante parole, non le ha smesse, non si è fermato, non ha lasciato di colpo il podio/palco che le avevano allestito per correre, senza pensarci due volte, ad aprire le porte, quelle che la separavano dalle strade e dalla piazza, dove l'autostima dei siciliani civili e inermi, veniva insultata, calpestata, resa preda dai manganelli e dalle botte e cariche della sua Polizia.
E' davvero sempre più triste e squallido constatare che ogni qualvolta lei è presente in una città di questa già ferita a morte Repubblica, il dissenso di studenti, precari, insegnanti, disoccupati, pensionati, esodati, migranti sfruttati al nero... debba essere sedato e represso con le bastonate di chi veste divisa in "sua" difesa e mai a difesa del "popolo".
E' successo a Torino, Napoli, Milano,  Reggio Calabria, Bari, Taranto, Cagliari... e continuerà a succedere.
Mi domando come si possa essere così per nulla lungimiranti, perseverando nell'errore capitale dei suoi predecessori: il consenso si perde proprio chiudendo porte al popolo e parlando all'infinito di se stessi in belle sale, stuccate, lustrate, d'oro zecchinate, mentre fuori, a pochi metri da lei, si spaccano teste, si urla aiuto, si piange per il dolore e la sua Polizia non smette fino a quando, non hanno ristabilito il silenzio, anche all'ultimo dissenziente.
Eppure quel gesto del quale le dicevo, l'andar via dal podio/palco dell'orazione, aprire le porte, gridare senza mezzi termini agli agenti di smetterla, restare lì, tra i manganellati, farlo ogni volta che la polizia picchia, le renderebbe consensi che neppure lei può immaginare.
Altro che raccattare fino allo sfinimento i "SI" al referemdum/suapersona scrostando con fatica il fondo d'ogni culo; uscire allo scoperto e difendere dal manganello la sua gente, si tradurrebbe per lei in un plebiscito di fiducia epocale, diventerebbe, lei, esempio unico da seguire e citare in tutta Europa e non solo.
Lei potrebbe fare anche molto di più, volendolo: chiedere al suo ministro degli interni di prendere finalmente pubblica posizione, una volta per tutte, contro il manganello di Stato, ristabilendo quel diritto costituzionale che garantisce l'espressione libera del Dissenso, delle Idee e la Libera Circolazione nelle città troppo spesso "chiuse" e vietate in infinite zone rosse.
Ma il suo ministro degli interni fa come lei: saltella da una parte all'altra per fare il pappagallo ripetente, ha imparato un'altra lezione e la sciorina ormai da settimane: "se vince il no, sarà l'Apocalisse", anche per lui la Polizia provvede a bastonare chi lo contesta.
Basterebbe quel gesto, quella presa di posizione, mettendo in pratica gli insegnamenti di Pertini: stare dalla parte della gente.
Difatti Pertini è stato ed è il Presidente più amato della Storia d'Italia.
Chiedersi come mai non lo è lei, voi, quelli prima di lei e voi, quelli ancora prima, non è poi così difficile.
Il G8 del 2001 a Genova, la Diaz, Carlo Giuliani e tutto quello che ne è conseguito a livello internazionale, non vi hanno proprio cambiati.
Soprattutto per questo lei, signor presidente piccolo, ha già perso.
E con lei tutti i parolai.
Come è da sempre stato: un governo che si illude di poter "regnare" senza il Movimento Operaio e quello degli Studenti, usando il manganello al posto del dialogo e delle vere riforme, è destinato a cadere rovinosamente.
E' la Storia bellezza!

P.S.: le allego qualche immagine del dialogo che lei ha avuto ieri con i cittadini siciliani e altre delle sue "porte aperte" nel resto d'Italia
















Lucio Galluzzi
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giovedì 30 luglio 2015

PISCIATA DEMOCRATICA

"Sono piuttosto arrabbiata. Credo che abbiamo commesso un errore, se non nel merito almeno nel metodo: la decisione della Giunta si rispetta. Se fossi stata senatore avrei votato sì".
Così Debora Serrachiani ieri, dopo che il suo partito ha salvato, "votando con coscienza", "segretamente", l'Azzollini di turno, cioè La Casta.
Lei è una vice segretaria di quella cosa indefinibile che sta al Governo.
Ce n'è un altro vice segretario, tal Lorenzo Guerini che non è d'accordo con la sua omologa, in una sua nota ci fa sapere: "i senatori hanno letto le carte, se alcuni hanno votato contro l'arresto è perché non hanno rilevato nelle carte, ragioni sufficienti per dare il loro assenso".
Allora sarebbe facile risolvere velocemente almeno una questione: se i senatori "garantisti" del Nazareno hanno realmente letto tutte le carte che la Procura di Trani ha inviato loro e conseguentemente hanno votato per la "salvezza" di un loro socio, li si prenda adesso, subito, li si metta in una stanza chiusi a chiave e si chieda uno ad uno, di raccontare cosa hanno letto.
A tutti quelli che non sapranno rispondere: un calcio nel sedere ben assestato e vadano a schiacciare ricci di mare con il culo.


Già così la Serracchiani, Guerini, Cuperlo, Casson... farebbero una grande pulizia di zavorra inutile e connivente con questo Sistema marcio e sfascista.
E' chiaro che vice segretari, il segretario presidente del tutto, notabili esecutivi vari... non lo faranno mai.
Quello che è successo ieri non decreta la morte del PD, come titola questa mattina il Fatto, il PD è già cosa morta e putrefatta da anni, al di là del nome e loghi che ha cambiato.
La Serracchiani sa perfettamente che non deve ciurlare nel manico e con lei lo sanno i politicanti che la affiancano.
Se fanno finta di non sapere, basta andare in rete e la Memoria ritorna, lampante e incancellabile.
Un Veltroni incalzato da Enrico Lucci su votazione in Aula dove il PD era stranamente assente, così passavano provvedimenti del governo Berlusconi... e Veltroni, alquanto infastidito, risponde: "E' stato un nostro errore, chiediamo scusa...", "è chiaro che dovranno essere presi provvedimenti nei confronti di chi non ha fatto il proprio dovere..."
I provvedimenti li hanno presi eccome!
Difatti quando in Parlamento Berlusconi chiese la fiducia sullo Scudo Fiscale, il PD era di nuovo stranamente assente e il provvedimento salva capitali all'estero dei mafiosi e dei grandi evasori passò.
Subito dopo D'Alema e Bersani si scusarono con gli italiani.
D'Alema: "Nessuno mi aveva avvertito dell'importanza di quel voto, altrimenti sarei stato presente"; Bersani: "Molti dei nostri erano in missione... è chiaro che dovremo verificare... in Parlamento siamo in tanti, troppi direi, sono cose che capitano..."
Cose che capitano, nessuno li aveva avvertiti, eppure: 22 deputati in più e il governo Berlusconi se ne sarebbe andato a casa!
Questi "novelli" scandalizzati/illustratori di oggi, sia che si auto fustighino o giustifichino lo schifo che rappresentano, farebbero meglio a tacere e recuperare tutte le volte che nottetempo, come i ladri, hanno votato, e votano!, sì a provvedimenti vergognosi come quello della Gelmini che finanziava per 380 miliori di euro le scuole private [compresa quella della signora Marrone, moglie di Umberto Bossi], però di giorno ci dicevano che di soldi per la Scuola Pubblica non ce n'erano.
Che dire poi di D'Alema che ancor prima di Renzi farneticava sulla bontà della catena di montaggio alla FIAT e invitava i metalmeccanici a protestare poco e lavorare di più, portandosi a casa la miseria di aumento elemosina proposta dai soliti servi del padrone ai dicasteri?
O Fassino che amoreggia con la famiglia Agnelli e Marchionne, "mi avrebbero votato pure loro come sindaco..."?


Pensate ad una  Festa del PD di Torino che aveva invitato Renato Schifani, contestato dalle Agende Rosse di Borsellino che urlavano "fuori la Mafia dallo Stato" e a Fassino, che dal microfono li definiva "squadristi, fascisti".
Ricordatevi di un'altra festa del PD, sempre a Torino, invitato l'ex segretario della CISL Bonanni, contestato "venduto, servo dei padroni" e al neo "compagno" Enrico Letta che ai contestatori: "siete l'opposto di quello di cui c'è bisogno nel nostro paese, siete anti democratici, siete antidemocratici, siete antidemocratici..." [imitava Brunetta?].
Infine, e non per ultimo, il susseguirsi di demolizione della Democrazia Repubblicana pezzo dopo pezzo:
la sovranità del popolo negata con i governi Letta-Monti-Renzi, mai votati da alcuno, ma nominati da Napolitano, la legge Fornero, l'Europa ce lo chiede, l'Austerity, la cancellazione dello Statuto dei Lavoratori, la soppressione dell'Art. 18, le "riforme" insensate imposte a colpi di fiducia dalla "Buona Scuola" ai tagli alla Sanità [che però ci dice la Lorenzin di non chiamarli tagli, perché lei si arrabbia: sono opere di bene!],  gli attacchi alla Costituzione, il "riordino" del diritto di sciopero... insomma tutto un dirigersi verso i voleri di Confindustria e Padronato perché è così che vuole lo splendido Renzi.
Ed è così che vogliono le destre, dall'inutile  NCD, rappresentante di nessuno, che però garantisce con il proprio pugno di voti la sopravvivenza del Renzismo [e chissà perché il PD gli ha salvato Azzollini...] a Verdini e la sua ALA protettrice del Nazareno "noi non entreremo nel PD, ma aiuteremo il Governo ad attuare il piano di riforme...", fino agli zombies di Sciolta Civica [vedi Giannini] che diventano piddini per avere poltrone...
E vi ricordate della Binetti?
In tutto questo non c'è alcun bene per la Cosa Pubblica, ma solo semplicemente squallido e infinito poltronificio.
Si è visto ieri, con Azzollini: per uno sgabello, una ciotola di bocconcini, un po' di acqua... pisciate in bocca a tutti noi.
Ma siete davvero così splendidi e sicuri di finire bene?
Perché la Storia insegna il contrario.






Lucio Galluzzi

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domenica 17 maggio 2015

IMENI D'ITALIA: I DUE MATTEI

Ci voleva proprio Salvini, che di nome fa Matteo come l'altro, due sfighe insomma [fanno a gara a chi fa la ruota di pavone più grande], ad insegnare a tutti noi quanto lui, il Salvini stesso, sia bello, giusto, democratico, non violento, dalla parte dei cittadini deboli, soprattutto di quelli del Sud, contro il potere dei partiti al Governo, per la pulizia della politica, combattente il malaffare e lo sperpero di denaro pubblico, paladino dell'ordine pubblico e della sicurezza sociale così tanto messa a rischio da Rom e clandestini.
Poveretto lui, è talmente nella parte, che adesso, proprio in queste ore, sta facendo lezione in ogni dove mediatico, a tutti noi, poveri scemi, affinché sia compreso e acclarato che lui non è persecutore, ma vittima sacrificale e sacrificata dai cattivi e brutti comunisti dei centri sociali, i quali lo mettono a rischio, nell'incolumità fisica anche, giorno dopo giorno, nella sua santa e crociata maratona elettorale.


Lui, che si è pure messo a nudo sui rotocalchi del gossip, con pelurie e quasi pudenda in vista, dimostrandoci che sulla pelle non ha alcuna macchia, attirando [e ci mancherebbe che non fosse successo!] l'attenzione sessuomane di quel grande giornalista della Libertà Libertina Porna che è Cruciani.
E quanto ne ha parlato della carne di Salvini alla Zanzara!  Ha pure lanciato un sondaggio tra gli ascoltatori su quanto fosse arrapante il maschio leghista nuovo, ottenendo l'unzione carismatica di Luxuria: "beh... che dire? A me l'uomo peloso piace... e pure con qualche chiletto in più, mi arrapa; complimenti a Salvini che si mostra 'nature',  maschio, giovane, sorridente e pure con i cespuglietti sotto le ascelle... finalmente, ci voleva!"
Vladimir: ma ci hai pensato che mentre tu dicevi queste minchiate ai microfoni della Zanzara, lui, il pelosetto bono ed arrapante, magari in coro con i suoi amichetti di Casa Pound e Forza Nuova, ti cantavano "frocio terrone di merda che l'Etna e il Vesuvio ti disperda!"?
Comunque ritornando a questi due professori, i Mattei, che hanno iniziato la propria carriera accademica uno a Doppio Slalom e Il Pranzo è Servito [Salvini], l'altro alla Ruota della Fortuna  all'Asilo De Mita [Renzi], ce la stanno mettendo tutta, e ancora un pezzo in più, per diventare Accademici Chiarissimi in Dottrina dell'Etica Politica e Morale del Neo Imene.
Matteo il Preside del Consiglio, da buon democristiano, ha pure usato lavagna e gessetto per farci capire bene quanto siamo tutti deficienti noi e l'unico furbo lui.
Il Salvini, che è più proletario e da piccolo faceva il comunista, per insegnare il Miracolo della Bontà Sua va nelle piazze e si sacrifica, novello messia, mettendo il proprio corpo sulla croce ed esponendolo ai crudeli centurioni pagani che tanto gli vogliono male.
Ma lui è un buono di natura e affronta il martirio con amore usando il bene assoluto di 8.465 agenti in assetto anti sommossa e scorta personale, il tutto pagato dal contribuente "versa" per l'incolumità del giovane peloso padano 120 mila euro al mese, a 30 persone che ruotano su 5 turni.
Dal 28 febbraio di quest'anno ad ora Salvini è costato più di "Mare Nostrum": magari lui, che è maschio con le contropalle [eccome se lo è!], vedrai che proporrà di dare questi soldi non più per lui, che è un razzista ricco, ma ai razzisti poveri, perché questo Matteo lotta proprio per loro.
Vedrai che lo farà.
Certo che lo farà.
Questo "bell'uomo" è talmente disperato per come lo trattano nelle piazze che è stato costretto a piangere e fare la spia ad Alfano: "Mi fischiano, mi dicono i nomi, mi sputano, vogliono darmi gli spintoni e mi fanno scappare, difendimi di più..."; così sia Angelino che la Madre Superiora Renzi, degni rappresentati di questo Asilo Mariuccia, sono subito intervenuti, solidarizzando con La Piccola Vendetta Lombarda e ieri a Massa, per dimostrare quanto si vogliono bene tra loro, la polizia ha manganellato, spaccato teste e fatto scorrere sangue.


Ed ecco che finalmente si svela l'arcano che non è arcano per nulla, Salvini c'è riuscito: sta facendo una campagna elettorale a costo zero, ma ad impatto mediatico quasi al massimo.
Viene in mente quella canzoncina di Morandi... sei contento papà, sei contento papà che si parla di me in questa città.
Tutti parlano di Matteo & Matteo, tutti li ospitano, 24/24 ore i nuovi santini elettorali confezionati e sparati da ogni TV,  quotidiano, radio, facebook, twitter, youtube...
Due ometti soli a difendere loro stessi e la Patria  dall'invasione degli ultracorpi e guarda caso tutti e due attaccati e messi in pericolo da alieni comunisti.
E' la Società dello Spettacolo che lo vuole, e quando non è lei lo è l'Europa.
Ed è così che i due Mattei diventano l'Immacolata Concezione e svelano in apparizioni ubique i Misteri Luminosi di Sindaci e Presidi Sceriffi [Gentilini e La Buona Scuola], della Parola Loro fatta Verbo ["io sono io, e voi siete merde e teste di cazzo e venite qui che vi faccio un culo così", Salvini Senigallia; "sono pronto al confronto e al dialogo con i professori, ma l'ascolto non è assecondare; io farò comunque quello che devo fare!", Renzi via twitter].
Ed è così che cercano di cancellare dalla memoria collettiva la verità: Salvini e la sua Lega hanno governato il Paese per anni, alleati con  Berlusconi, inciuciando con Alfano, votando la peggio merda in Parlamento, fottendosi milioni di soldi pubblici con Belsito, esibendo la più bassa immagine dello squallore politico con il Trota & Fratello, il Senatur e tutto il cucuzzaro di ladroni in casa nostra, chiedendo all'Etna e al Vesuvio di sterminare i terroni che puzzano e non si lavano, parassiti mantenuti dai padani, sputi e vaffanculo alla bandiera italiana e "si pulisca il culo con quella, signora!", terzo dito all'inno di Mameli, Ronde Padane, Borghezio, Buonanno, Calderoli e la pratica dell'odio fino ai sodalizi con i nazifascisti d'oltralpe...

In poche parole: questa è la bicicletta che si è scelta Salvini e se la pedali tutta, soprattutto ora che è senza sellino e spinta dai fascisti di Casa Pound e Forza Nuova.
Contestare e contrastare il fascismo nelle piazze della Repubblica è un dovere nostro, in memoria e per conto dei partigiani e dei Padri Costituenti; perché "il fascismo non è fede politica, è reato e va combattuto con ogni mezzo" [Sandro Pertini].
C'è l'altro Matteo, il Preside del Consiglio, che va in bicicletta, gliel'ha data Napolitano, che gliel'aveva presa a Letta [doveva stare sereno] e pedala non perché il popolo ce l'ha messo sul sellino: Governo e Premier non li ha votati e legittimati alcuna elezione; lo stesso fu per Monti e il nipote di Gianni Letta.
Biciclette che diventano scomode e lavagne dove il nero non è di certo quello dell'ardesia.
Non è cambiando sellino o usando il cancellino che la divisa da Balilla appaia di meno o sparisca del tutto.

Lucio Galluzzi

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venerdì 15 maggio 2015

GENTILISSIMO SIGNOR PRESIDE DEL CONSIGLIO, LE SCRIVO


Gentilissimo signor Presidente del Consiglio [e Gentilissima signora Stefania Giannini],
non ho potuto rifiutare e rispedire al mittente la lettera che ha inviato in mail a me e a tutti i docenti italiani in servizio nella Scuola Pubblica Italiana: è una "no reply", cioè: "se rispondi a questo messaggio nessuno lo leggerà e finirà nel cestino della posta indesiderata".
Le rispondo pubblicamente, come stanno facendo i miei colleghi, gli studenti,i genitori degli alunni, i deputati [e sono tanti] che trasversalmente hanno accolto l'invito dei sindacati della Conoscenza [tutti i sindacati] ad essere in piazza con noi oggi per ascoltarci, solidarizzare e dare testimonianza del loro dissenso totale con la sua "Buona Scuola" e il metodo usato per imporre a tutti i costi [costi quel che costi] le sue idee, convinzioni e atti partitico/elettorali.
A parte la Forma: usare l'indirizzo di posta elettronica degli insegnanti per spammare a tutti il suo proclama/lezioncina e per farci sapere, neppure tanto tra le righe, che quello che ha deciso lo farà, e anche in tempi brevissimi [si tratta di ore], ci dovrebbe essere della sostanza nel suo messaggio a noi; manca del tutto.
E' pur vero che a paroline ci invita a risponderle, scrive che leggerà quanto le vorremo dire, ma confrontandoci tra noi, non con lei/Governo perché ci dice: "stiamo provando a farlo [restituire prestigio e rispetto alla Scuola, NdA] ma purtroppo le polemiche, le tensioni, gli scontri verbali sembrano più forti del merito delle cose che proponiamo di cambiare"; ergo: o cambiamo idea e mettiamo da parte il nostro dissenso parlandoci noi docenti uno con l'altro, smettendola di pensare con la nostra testa e inchinandoci al Preside del Consiglio o alla Magnifica Rettoressa di turno, battendo anche le mani, ordinando agli studenti di fare la stessa cosa e tacere, oppure ci precettare e siamo cattivi, indecenti, ottusi, squadristi, pericolosi e danneggiatori di tutto il Buono e Bello che lei e il suo Governo rappresentate.
Strano modo di aprirsi al confronto signor Renzi.
Il suo mestiere di politico è giocare bene con le parole, difatti ci scrive anche i suoi ricordi scolastici da libro Cuore e non dimentica, da buon demoscristiano e scout, di Spronarci alla Fede, alla Speranza e alla Carità.
La Speranza?
Ma di che Speranza parla?
Ricordi Monicelli poco prima del suicidio: "La speranza è una trappola. E' una brutta parola, non si deve usare. La speranza è una trappola inventata dai padroni. La speranza è di quelli che ti dicono che Dio... 'State buoni, state zitti, pregate che avrete il vostro riscatto, la vostra ricompensa nell'aldilà. State buoni e tornate a casa... Siete del precari, ma tanto fra due o tre mesi vi riassumiamo ancora, evrete un buon posto, però state buoni e andate a casa... Abbiate speranza'. Mai avere speranza, la speranza è una trappola. E' una cosa infame inventata da chi comanda. Io spero che tutto finisca in una specie di... quello che in Italia non c'è mai stato, una bella botta, rivoluzione. C'è stata in Inghilterra, in Francia, in Spagna, in Russia, in Germania... c'è stata dappertutto, ma non i Italia. Quindi ci vuole qualcosa che riscatti veramente questo popolo che è sempre stato sottoposto, trecent'anni che è schiavo di tutti. Quindi se vuole riscattarsi, il riscatto non è una cosa semplice, è doloroso, esige anche dei sacrifici... sennò vada alla malora come sta andando ormai da tre generazioni."


Noi, per l'appunto in chi o in cosa dovremmo sperare?
Nel padrone di turno che arrogante ci dice: "E' otto anni che il vostro stipendio è bloccato come pure scatti di carriera e di anzianità e non ho alcuna intenzione di concedere aumenti o rinnovarvi il Contratto e men che meno restituirvi anche a rate i soldi che vi ha portato via lo Stato?"
Nel nuovo umanista illuminato, che però tace sulle Signorie, predicando Rottamazione e Novità, mentre silura Maria Chiara Carrozza [troppo competente per l'Istruzione, Preside d'Eccellenza Internazionale, non intortabile] e la sostituisce con quella signora che se ne esce da Sciolta Civica, va in quota PD e l'umanista tratta con Alfano e Berlusconi: due poltrone a voi una a lei?
Nella lungimiranza programmatica elettorale dei nuovi e bei rampolli che tutto-sanno-e-anche-di-più ed è per questa ragione che il DDL "Buona Scuola" deve essere licenziato velocissimo, ora, ma il provvedimento per onorare la sentenza della Suprema Corte sui pensionati derubati dalla Fornero/Monti/voi-tutti-insieme, invece, rimandato a dopo il 31 maggio [elezioni amministrative]?
O dobbiamo sperare nella nuova forma di santino elettorale in mail [la sua lettera] subito dopo che il mondo della Scuola Pubblica ha fatto sapere, chiaro e netto, che non voterà mai più PD?
Meglio ancora: accendiamoci di speranza perché il MIUR impone per obbligatorietà i quiz Invalsi e se ci rifiutiamo di obbedire siamo delle merde?
Speriamo che i Controllori dell'Invalsi siano a loro volta controllati, così magari si potrà capire quanta validità pedagogica hanno gli ordini perentori di "barrami la casella giusta e fallo in tot secondi"?
Ho la sensazione che chi stila i "quesiti" Invalsi da sottoporre agli alunni non conosca per nulla  e non abbia minimamente a cuore la "persona" bambino" o "ragazzo" o "adolescente", altrimenti non potrei spiegarmi il perché quei "fascicoletti" sono quello che sono: una trappola piena di trabocchetti messi lì ad arte sadica per disorientare e fottere gli studenti, maggiormente i piccoli delle Primarie.
Che utilità hanno poi i dati rilevati con griglia telematica se non quella di stilare [perché è così!] la graduatoria delle scuole buone e belle [quelle che il Preside del Consiglio va a visitare con i bimbi che cantano il Benvenuto Matteo, Fratelli d'Italia, Battiam battiam battiamo le manine... insegnanti in compulsione per prestazione di merito] e scuole cattive e brutte.
Sono scuole belle e buone quelle dove alunni e insegnanti rispondono bene, senza alcun dissenso, a tutti i quiz, ma proprio a tutti eh!, e a queste, meritevoli, si daranno fondi e strumenti e quei docenti lodevoli ed encomiabili, potranno sperare in bonus e aumenti di stipendio perché produttivi e soprattutto simpatici ai Capi.
Sono scuole brutte e cattive, la maggior parte, quelle che "toppano" i quiz perché gli insegnati lì non si impegnano come dovrebbero per ottenere i risultati imposti dall'Invalsificio e quindi non meritano alcunché.
Questa sarebbe la speranza in una Scuola Libera, come lei signor Renzi ci scrive?
Speriamo che i poteri concessi ai presidi siano dati solo ai Dirigenti scolastici che li useranno per il bene vero della Scuola e della Cosa Pubblica e non a quelli che si pensano principi in un feudo personale.
Speriamo che prima del conferimento dei poteri ai Capi d'Istituto gli stessi siano valutati e non da un comitato scelto da lui?
Soprattutto: la Speranza che le decine di migliaia di precari non siano più usati come carne da macello, giocando con le loro vite, con promesse poi disattese, un giorno sì e l'altro no, restituendo dignità anche a loro?
Le ricordo un antico adagio popolare: "Chi di speranza vive, disperato muore", così ritorno a Monicelli.



La Scuola Pubblica è da decenni che viene umiliata, insultata e ridotta a mappina da politici che nulla avevano ed hanno a che spartire con l'Istruzione, la Cultura e la Conoscenza.
Rammento una cosa durante tre scorsi Governi fa: la proposta di imporre a noi docenti di non adottare libri di Storia che contenessero critiche all'allora Presidente del Consiglio.
Ho memoria del Ministero dell'Istruzione rappresentato da Maria Stella Gelmini alla quale furono affiancati [imposti dall'allora Premier], come Consiglieri di Fiducia Renato Farina  [il Betulla poi Freyus] e Giorgio Straquadanio.
Ho presente come fosse ieri quando ministri della Repubblica e rappresentanti delle Istituzioni chiamavano noi insegnanti "fannulloni" e dicevano che quelli sindacalizzati e politicizzati dovevano essere licenziati e mandati a casa subito.
Non dimentico Letizia Moratti, guai a dissentire perché gli insegnanti che la contestavano erano imbecilli, violenti, arroganti, squadristi e fascisti.
O forse era Stefania Giannini?
Lei signor Preside Renzi ci ha fatto una lezione pure con lavagna e gessetti, per convincere che le dovono assegnare il Premio Bontà, ma siccome è palese l'arrampicatura sugli specchi, peraltro alquanto sporchi, non ci ha fatto e non ci sta facendo una bella figura.
Non è che, per caso eh!, questa "Buona Sòla" sia esattamente la contiguità e coronamento di quanto la destra berlusconiana ha previsto ed iniziato per la Scuola Pubblica e cioè la privatizzazione?
Mi permetto di consigliarle di prendersi un po' di tempo di pausa silenziosa, magari la suggerisca pure alla Signora Giannini, e provi a leggersi qualcosa:



Francesco De Bartolomeis, Maria Montessori e la pedagogia scientifica, La Nuova Italia


Francesco De Bartolomeis, La ricerca come antipedagogia, La Nuova Italia


Ivan Illich, Descolarizzare la società. Una società senza scuola è possibile?, Mimesis


Mario Lodi, Il paese sbagliato - diario di un'esperienza didattica, Einaudi


Franco Frabboni, La Scuola Rubata, Franco Angeli


Franco Frabboni e altri, Storia della Sperimentazione scolastica in Emilia Romagna, Tecnodid


Franco Frabboni, Idee per una scuola laica, Armando


Clotilde Pontecorvo, La Condivisione della conoscenza, Feltrinelli


Clotilde e Maurizio Pontecorvo, Psicologia dell'educazione, Feltrinelli


Maria Montessori, Educare alla libertà, Garzanti


Maria Montessori, L'autoeducazione nelle scuole elementari, Garzanti


Maria Montessori, Impariamo dai bambini a essere grandi, Garzanti


Maria Montessori, Il Metodo della Pedagogia Scientifica applicato all’educazione infantile nelle Case dei Bambini. Edizione critica a cura dell’Istituto Superiore di Ricerca e Formazione dell’Opera Nazionale Montessori


Valeria Pinto, Valutare e punire, Cronopio


Lorenzo Milani - Scuola di Barbiana, Lettera a una professoressa, Libreria Editrice Fiorentina


Paulo Freire, La pedagogia degli oppressi, Gruppo Abele


Freinet C, Freinet E., 1966, Nascita di una pedagogia popolare, La Nuova Italia


Freinet C., 1972, Saggio di psicologia sensibile (applicata all'educazione), Le Monnier

In ultimo mi permetto di invitarla a visionare questo video, immagini i suoi figli lì, in quella classe non mi dica che non prova profonda tristezza: 



Lucio Galluzzi

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venerdì 24 aprile 2015

La Buona Sòla









Guido Gonella [laureato in filosofia, giornalista e docente]di diritto, Antonio Segni [laurea in giurisprudenza, docente di diritto procedurale civile, magnifico rettore università di Sassari], Giuseppe Bettiol [laurea in giurisprudenza, docente di diritto di procedura penale] [democrazia cristiana, governi De Gasperi II, III, IV, V, VI, VII, VIII];
Antonio Segni [democrazia cristiana, governo Pella];
Egidio Tosato [giurista e docente di diritto costituzionale][democrazia cristiana, governo Fanfani I];
Gaetano Martino [laurea in medicina, chirurgo di chirurgia interna, rettore università di Messina e Sapienza di Roma] [liberale, governo Scelba];
Giuseppe Ermini [laurea in giurisprudenza, docente universitario] [democrazia cristiana, governo Scelba];
Paolo Rossi [laurea in giurisprudenza, avvocato] [social democratico, governo Segni I];
Aldo Moro [laurea in giurisprudenza, docente universitario] [democrazia cristiana, governi Fanfani II, Segni II];
Giuseppe Medici [geometra e poi istituto superiore agrario-laurea in scienze agrarie, docente universitario][democrazia cristiana, governi Segni II, Tambroni];
Giacinto Bosco [laurea in giurisprudenza, docente di diritto internazionale][ democrazia cristiana, governo Fanfani III];
Luigi Gui [laurea in filosofia] [democrazia cristiana, governi Fanfani IV, Leone I, Moro I, Moro II, Moro III];
Giovanni Battista Scaglia [laurea in lettere] [democrazia cristiana, governo Leone II];
Fiorentino Sullo [laurea in giurisprudenza e lettere, docente di liceo] [democrazia cristiana, governo Rumor I];
Mario Ferrari Aggradi [laurea in giurisprudenza, docente universitario] [democrazia cristiana, governi Rumor I, II];
Riccardo Misasi [laurea in giurisprudenza, funzionario di partito] [democrazia cristiana, governi Rumor III, Colombo, Andreotti I];
Oscar Luigi Scalfaro [laurea in giurisprudenza, magistrato] [democrazia cristiana, Andreotti II];
Franco Maria Malfatti [giornalista pubblicista][democrazia cristiana, governi Rumor IV, V, Moro IV, Moro V, Andreotti III];
Mario Pedini [nella lista iscritti loggia P2] [democrazia cristiana, governo Andreotti IV];
Giovanni Spadolini [laurea in giurisprudenza, docente universitario e giornalista] [repubblicano, governo Andreotti V];
Salvatore Valitutti [laurea in scienze politiche, fu rettore universitario] [liberale, governo Cossiga I];
Adolfo Sarfi [laurea in giurisprudenza, bancario] [democrazia cristiana, governo Cossigna II];
Guido Bodrato [laurea in giurisprudenza, economista] [democrazia cristiana, governi Forlani, Spadolini, Spadolini II];
Franca Falcucci [insegnante di latino e greco in licei romani] [democrazia cristiana, Fanfani IV, Craxi I, Craxi II, Fanfani VI];
Giovanni Galloni [laurea in giurisprudenza insegnante di diritto agrario][democrazia cristiana, governi Goria, De Mita];
Sergio Mattarella [laurea in giurisprudenza, docente universitario] [democrazia cristiana, governo Andreotti VI];
Gerardo Bianco [laurea in lettere classiche, insegnante universitario in pensione] [democrazia cristiana, governo Andreotti VI];
Riccardo Misasi [laurea in giurisprudenza, funzionario di partito] [democrazia cristiana, governo Andreotti VII];
Rosa Russo Iervolino [laurea in giurisprudenza, funzionario di partito] [democrazia cristiana, governi Amato, Ciampi];
Francesco D'Onofrio [laurea in giurisprudenza, docente di diritto pubblico] [centro cristiano democratico, governo Berlusconi I];
Giancarlo Lombardi [laurea in ingegneria elettronica, industriale] [indipendente, governo Dini];
Luigi Berlinguer [laurea in giurisprudenza, docente universitario] [partito democratico della sinistra, governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II];
Ortensio Zecchino [professoria di storia delle istituzioni medievali] [partito popolare italiano];
Tullio De Mauro [linguista, docente universitario] [indipendente, governo Amato II];
Letizia Moratti [ballerina e laureata in scienze politiche, assistente universitario, moglie di petroliere][forza italia, governi Berlusconi II, Berlusconi III];
Giuseppe Fioroni [laurea in medicina, medico] [l'ulivo, governo Prodi II];
Maria Stella Gelmini [Ha frequentato l'Università degli Studi di Brescia, dove si è laureata fuori corso in Giurisprudenza con voto 100 su 110 con la tesi referendum di iniziativa regionale e specializzata in diritto amministrativo.A ventinove anni ha superato l'esame di Stato per la professione di avvocato presso la Corte d'Appello di Reggio Calabria nel 2002, dopo aver svolto il primo anno di praticantato a Brescia e il secondo nella stessa città di Reggio Calabria. Tale spostamento, come spiega la stessa Gelmini, fu motivato dal fatto che a Reggio Calabria c'era una percentuale di esami superati di circa il 90% contro una percentuale di circa il 30% delle città del nord Italia] [popolo delle libertà, governo Berlusconi IV];
Francesco Profumo [laurea in ingegneria elettrotecnica, ricercatore per aziende e insegnante di convertitori e azionamenti elettrici] [indipendente, governo Monti];
Maria Chiara Carrozza [Professore universitario di bioingegneria industriale,  rettore della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa] [partito democratico, governo Letta];
Stefania Giannini [Professoressa Ordinaria di Glottologia e Linguistica dal 1999, e già rettrice dell'Università per stranieri di Perugia [scelta civica-partito democratico, governo Renzi].
***



Questo è il tristissimo elenco dei politici che si sono succeduti al Ministero della Pubblica Istruzione, poi Ministero dell'Istruzione, ora Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca, dal primo governo post bellico, fino ad oggi.
Non è richiesta alcuna competenza analitica profonda, anzi!, per vedere e comprendere come uno dei Dicasteri più importanti e nevralgici della Repubblica Italiana, sia stato trattato, e lo è ancora, come semplice poltronificio, alla stregua di tutte le altre seggiole, sgabelli, posti a sedere che la Casta da sempre si assegna; perché si sa: un posto al governo, in un sottosegretariato, al Parlamento... e trovano l'America.
E poi davvero, per loro, un posto vale l'altro.
L'importante è avere il culo sempre ben incollato e irremovibile, sistemato dagli Amici della spartizione partitocratica, su una seduta Istituzionale.
Al Ministero dell'Istruzione, ma anche negli altri, non si poltronizzano per meritocrazia, carriera, competenze o spirito di servizio, ma ci sono andati, e ci vanno [a dire il vero ci mettono] personaggi imposti dalla spartizione dello sporco giochetto chiamato "numeri di maggiornaza e opposizione per garantirsi la stabilità del sistema".
In parole povere: si trovano, si riuniscono, si ricattano l'uno con l'altro, mettimi questo all'Interno che io ti faccio mettere quest'altra agli Esteri, se non mi fai sistemare lui alle Finanze io ti metto il veto al tuo alla Difesa e quando chiederete la Fiducia in Parlamento ti votiamo contro e ti facciamo cadere, andiamo ad elezioni anticipate e poi vedi!
Ecco: quando si tratta di "affari" privatissimi loro [perché nulla questa gente ha a che vedere con la Cosa Pubblica] sono puntualissimi, presenti e attentissimi [caspita, devo farsi i cazzi loro e figurati se non presenziano!]; poi spariscono e il lavoro che devono svolgere nelle Aule diventa noioso contorno inutile.
La riprova: la morte del cooperante Lo Porto; tutti i gruppi parlamentari chiedono l'urgente presenza in Aula del ministro degli Esteri Gentiloni che riferisca sul fatto.
Risultato: il ministro ci va ma è praticamente da solo, a parlare a 28 persone [sottolineato ventotto!], gli altri 600 erano già chi in aeroporto, chi tranquillamente a casa o in viaggio per il ponte [loro ce l'hanno il ponte, da ogni giovedì di ogni settimana].
Erano vuoti anche i banchi del Governo.
Provo a pensare: se ci fosse stato da discutere dei loro benefit, riduzione privilegi, aumento anche solo di un'ora di presenza in Aula... ci sarebbero stati tutti, e anche di più.
Si sarebbero fermati anche la notte a far sedute fiume, perché è proprio di notte che fanno passare, votando tutti compatti le peggio cose.
Quando alla Distruzione Pubblica c'era la Mariastella Gelmini in Berlusconi, piangevano lei, il ministro Tremonti, Scajola, Sacconi insieme alle opposizioni [si fa per dire, non c'è mai stata opposizione allo scempio] perché mancavano i soldi per la Scuola Pubblica.
Però di notte trovavano oltre 300 milioni di euro per le scuole private e clericali.
Finanziavano pure quella della signora Marrone, moglie di Umberto Bossi.
Ed è stato sempre così.
Il Ministero dell'Istruzione è in pratica "il tesoretto" di tutti i Governi, da sempre; centinaia di migliaia di dipendenti da mungere per far cassa, quando e come piace a lor signori; in realtà questo Ministero non esiste se non virtualmente perché nella pratica è un'appendice di quello alle Finanze, sta ai suoi ordini e li esegue.
Lo Stato, cioè loro e mai noi, ha bisogno di qualche miliardo?
Nessun problema il ministro di turno ordina a quello dell'istruzione di provvedere ad eseguire quanto lui ha disposto [tagli, tagli e ancora tagli, blocco degli stipendi e cancellazione degli scatti economici, di carriera e anzianità per tutti i docenti, deroghe all'adeguamento dell'edilizia scolastica alle norme di sicurezza...] ed ecco che qualche miliardo lo fanno.
Lo fanno sempre.
Da sempre.
Da otto anni a questa parte lo fanno in maniera ancora più spudorata.
Da otto anni gli stipendi degli insegnanti sono bloccati, il Contratto non rinnovato e che importa se chi insegna in Italia è il peggio pagato d'Europa [molto meno pagato]?
Mica sono gli stipendi di lor signori, sono quelli dei sudditi, ma sudditi particolarmente e doppiamente utili.
Difatti i lavoratori della Conoscenza [docenti, personale ATA, precari...] non solo sono vacche già magre da dissanguare, ma anche Classe di dipendenti disuniti, a 90°, che se scioperano lo fanno mai compatti o addirittura si preoccupano di sostituire i colleghi che sono in piazza a lottare anche per loro.
Non scioperano, però il mattino dopo di una agitazione sindacale, li senti che ricominciano con le lamentazioni, le solite, quelle che vanno avanti da anni... ma mai rinuncerebbero al loro ruolo di Missionariato per la Patria e la Madonna.
Perché devono sempre essere presenti a "garantire il buon funzionamento del Regime e perpetuare l'insegnamento della bontà dell'essere schiavi mai ribelli al padrone" [De Bartolomeis]
C'è ancora di più: se il ministro dell'Istruzione ragiona di testa propria [perchè magari è competente e non decorticato] e si oppone alle sporcizie partitocratiche, rendendo pubblico quanto succede agli ordini del ministro delle Finanze, Sviluppo Economico, Lavoro e Politiche Sociali... succede quello che è capitato a Maria Chiara Carrozza: silurata e in fretta!
"Stai serena compagna, che Sciolta Civica adesso in parte quota PD renziano, non ti vuole e io ci metto la Giannini, altrimenti mi cade il Governo eh!".
Ma che non si dica mai, è proprio di ieri questa frase: "se l'Italicum non passa, si va ad elezioni anticipate, mica io sono qui per tenere le terga sulla poltrona!" [Matteino nel suo ultimo ricatto]
Se la Scuola Pubblica italiana che era Eccellenza Mondiale, soprattutto quella Primaria [elementari] e dell'Infanzia [materne] in poco meno di 20 anni è diventata fanalino di coda nella classifica della vera "Buona Scuola" di Paesi Civili [siamo finanche dopo Grecia, Spagna e Portogallo] e ridotta a macerie; se crolla letteralmente, se si è trasformata in un obbligato lavoro a cottimo, sottopagato, con finanziamenti zero in via di smantellamento e vendita alle "Aziende Ricche"... se le decine di migliaia di precarivengono trattati peggio che carne da macello e i Governi giocano sulla loro pelle e vite, promettendo e rimangiandosi quanto annunciato... non è colpa dei "fannulloni da mandare a casa" [lo dicevano già la Moratti, poi la Gelmini, Brunetta e Sacconi, lo ridice Renzi con i suoi tranquilli accoliti... cioè è sempre il Governo Berlusconi che lo dice], ma del pesce che puzza dalla testa.
La Buona Scuola non sono loro, siamo noi.
Non siamo noi da mandare a casa a calci in culo, sono loro che devono andare, via e per sempre.
La professionalità di quasi tutti Lavoratori della Conoscenza Italiani è da sempre altissima.
La professionalità di tutti questi politicanti mangia pane a tradimento non esiste, non è mai esistita.
Stiamo sereni eh!


[continua]





Lucio Galluzzi

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