lunedì 3 ottobre 2011

DUE O TRE COSE CHE SO DI CORRADO PARISE

CANDIDATO SINDACO AD ALESSANDRIA




"L'uomo è animale politico fin dalla nascita, il suo primo atto è il respiro" [Aristotele]

Ne è passato di tempo dai manuali di Geymonat a scuola, quelli che ti fanno amare la filosofia perché te la spiegano come è in realtà: la vita.

Oggi nei licei italiani non si ha più memoria di quel Ludovico, neppure di Tisato.

Si è arrivati al punto che una onorevole velina, la Carlucci, propone un disegno di legge per vietare l'adozione di libri testo di Storia che esprimono giudici anche solo dubbiosi sul Vaccaliere.

La EnteroGelmini approva l'idea.

Sempre peggio.

Un cadere rovinoso verso la decorticazione.

La Cultura, la Conoscenza e l'Arte le hanno già assassinate da tempo.

Li guardi, i peones, li ascolti, prima, molto prima, facevano anche ridere.

Ora è miseria totale.

Vecchi e morti che si abbracciano: gli uni spernacchiano, gli altri ti mostrano il medio.

Peggio dei democristiani d'un tempo.

Come avvertiva Montanelli: "I DC, li riconosci dal calzino corto sotto l'abito", com'era vero.

Ancora di più oggi: calzino corto, mocassino improbabile, polvere di cacao sul viso per mostrarsi in salute perennemente abbronzata e ignoranza, troppa, tanta.

Questi, i nuovi democristi, la Peste che governa, fanno politica per mestieraggio.

Il terrore che si prova è l'identico, se non peggio, di quello che comunicava l'idiota Mussolini.

Lui era un ignorante che pensava d'essere intelligente, l'idiozia appunto.

L'idiozia fatta dittatura è devastazione completa.

Questi di oggi oltre ad essere idioti spargono infezione. Macrociti che divorano tutto, compresa la nostra vita e la speranza.


I Maestri delle Vie tradizionali per la prima volta dopo 80 anni si stanno esprimendo sulla situazione ferale che ha colpito l'Italia; tutti dicono la stessa identica cosa, senza mezzi termini: "Questi policanti incapaci, villani, rozzi, volgari e adoranti solo potere, soldi e sesso devono andarsene via".

Se i Maestri rompono il Silenzio ed escono allo scoperto, lasciando clausure, allora questo periodo nostro è più grave di quanto i cittadini sappiano ed immaginino.

Occorrono nuove Energie. E' un obbligo morale identificarle e sostenerle. Moltiplicare la Ricerca e sostituire in fretta con staminali pulite il cancro al potere, centrale e locale.

Togliere vita alla piovra.






Ho conosciuto Corrado Parise tempo fa.

Raccoglieva firme contro la pena di morte ai tavolini di Amnesty International e Partito Radicale.

Mi ha colpito subito di lui una caratteristica che ha disegnata addosso, non la può nascondere.

Il suo agire, parlare, guardare, esserci, appare leggermente lontano, anche se ti è a tre millimetri di distanza.

Non è facile capire il perché, devi frequentarlo e, in silenzio attento, "ascoltarlo" sia di parola che di linguaggio corporeo, osservarlo fisso negli occhi per percepire anche che non li abbassa.

E' un dono grande guardare negli occhi senza abbassarli: vuol dire che non hai nulla da nascondere, nell'anima che esce proprio dalle iridi c'è pulizia.

La cosa che Corrado non può nascondere è questa: è un non violento autentico, di quelli veri, capisci subito che di lui ti puoi fidare ciecamente.

Comprendi che se gli affidi i tuoi soldi perché te li conservi, li ritroverai sempre, appena glieli chiedi.

Quello dei soldi è solo apparentemente un esempio materiale banale, eppure la forza di Parise è la sua incapacità a rubare, anzi, i tuoi "soldi" nelle sue mani possono anche aumentare, perché ce ne mette di suo se sa che ne hai bisogno.

L'Ahimsa [non violenza] di Corrado è talmente genetica sua, che non l'ho mai sentito una sola volta dire: "mi devi questo" oppure "io per te ho fatto quella cosa, adesso tu cosa fai per me?".

Mai ha pronunciato frasi come: "vorrei che morisse quello" o "spero che quel tizio finisca male".


Corrado non fa le cose della vita per averne altre in cambio, in questo è francescano.

Ti disarma completamente, perché non sa, per fortuna sua, cosa sia la pratica della guerra meschina che in troppi si fanno nei pollai.

Non l'ho mai visto una sola volta arrabbiato davvero, mai letto sul suo viso espressione di cattiveria o odio, mai notato un solo minimo atto di difesa fisica: eppure ti disarma.


Come i vecchi Maestri di Haiki-do che si fanno aggredire da dieci armati di bastoni e spade e, apparentemente senza un solo movimento percepibile, in un attimo, gli assalitori rovinano a terra.

Perché, chi ha mai detto che l'Ahimsa sia passiva sopportazione?

Non lo sosteneva Yudhistira, tantomeno il Mahatma.

Corrado l'ho sempre associato ad un piccolo Samurai, come il guerriero di Kurosawa: quello che a testa bassa simile ad un ariete proseguiva per la sua Via, crescendo in compassione, coscienza e conoscenza; sapendo che il Giusto trionfa sempre, perché la strategia in una lotta contro il principato, deve includere l'amore.

Certo che Parise rischia, molto.

Sa coniugare i verbi, usa in modo giusto ed appropriato il congiuntivo, non si fa fottere dalle consecutio, sa di essere stonato e non canta in pubblico, legge e anche molto, lo ha sempre fatto: il libro per lui è una cosa sacra; proprio quello fatto di carta, inchiostri e copertina, lo stesso oggetto così tanto odiato da questo regime appestato.


Non scambia Marx del Capitale con la cinematografia, conosce la Romagna come terra d'Italia e quando ne parla non riffa "tu sei la vita, tu sei l'amore", non ha al suo fianco serve banderuole, non lo trovi in tutti i bar della città a far aperitivi ad libitum, neppure fuori dai buffet freddi ad invitare i passanti per un "vol o vent, nèh? Sùn candidàt!".


Che orrore quelle scene che si sono viste e si vedranno ancora, con le madame "bene" sguinzagliate a far proseliti, senza sapere cosa stessero facendo: promuovevano il littorio o il catorcio verde, la democrazia cristiana mummificata o la cultura degli amici degli amici… tutto faceva e fa ancora brodo.

Difatti ad Alessandria, la tranquilla, la paciosa, la trasparente, il Presidente del Consiglio Comunale finisce sotto processo per truffa, pare si fosse decuplicato lo stipendio, "Il Tribunale della Città lo condanna a quattro anni, lui di dimettersi manco a parlarne, anzi, viene nominato Tesoriere dei Responsabili di Scilipoti. Dal giugno 2010 è Onorevole e sottosegretario della Commisisone Esteri, nonostante qualche difficoltà nell’individuare le capitali di grandi paesi europei [impietosa fu La Zanzara di Radio24] e le perplessità sulla guerra in Libia: “Non ho ancora capito chi sono i cattivi”. [IlFattoQuotidiano]


Sempre ad Alessandria che "lamafianonesiste", "viene arrestato Giuseppe Caridi, Consigliere comunale del Pdl, presidente della Commissione Politiche del territorio, per concorso in associazione mafiosa ['Ndrangheta]; secondo l’ipotesi dell’accusa, Caridi è stato affiliato con la qualifica di “picciotto” pur essendo consigliere comunale “in base alla regola che anche un politico, se capace di adeguarsi alle regole dell’associazione, può rivelarsi utile per l’associazione stessa”. Secondo gli investigatori, la sua affiliazione risale a dopo l’elezione in consiglio comunale, ma sarebbe precedente alla nomina a presidente della commissione Politiche del Territorio." [il Secolo XIX]


Alessandria "la ferma", talmente ferma che per la seconda volta vede il suo Teatro Comunale chiuso, oggi per amianto, ma tutto va bene così, tra un inno alla città ragliato dall'attuale sindaco [se hai coraggio e fegato, vedi su Youtube] e "povere madame" che si sottraggono anche a rispondere al Magistrato.

Perché così fan tutti in Italia, e Alessandria, fino a prova contraria è ancora in Italia, perché la padania, veramente: adesso basta!


Sono sempre troppo pochi e sparuti ad indignarsi davvero, e se lo fanno sono solo parole e niente azione, per questo l'Italia si trova all'inferno e ha la peste al governo.

Non se ne va, resta lì, da Roma e Milano ha tentacoli in ogni dove.

Se non ci proviamo a cambiarle le cose e subito continueremo ad essere responsabili in correità, e "potremo andare a fotterci tutti quanti" [Mario Monicelli]


Corrado Parise ad Alessandria decide di candidarsi a Sindaco della Città, come stanno facendo in altre realtà territoriali numerosi Corrado Parise: hanno la faccia e le mani pulite, non "picciottano" con alcuno, stentano, come tutti comuni mortali, a tirare fine mese, hanno sofferto e della sofferenza ne hanno fatto tesoro, perché solo chi ha veramente provato i dolori della vita, quelli grandi, veri, può capire i fratelli che tribolano ed insieme reagire ai cadaveri che ammorbano il cimitero Italia.

E' una questione di qualità: ricominciare a vedere la politica agita per passione e sentire finalmente nuovo sangue non infetto scorrere nelle istituzioni.

Poche balle con la storia che i Corrado Parise "da dove escono fuori? quando mai si sono occupati di politica? che vogliono adesso che nessuno li conosce? mangeranno i nostri bambini o li bolliranno?"


Io so che i Parise non debelleranno il cancro in tre anni;

So che non costruiranno tunnel sottopadani collegati con Messina per lanciare procioni alla velocità oltre la luce e rifondare Cariddi;

So che non diranno che "il 40% di 800.000 fa 400.000" [MariaStar Enterogelmini];

So anche che non inviteranno le/gli strafighe/i a vendere il proprio corpo "a vecchi signori ricchi perché non è prostituzione e possono farne tesoro e carriera anche politica, perché no?" [Benita Petaccia Santadeché/TraIlGuadagno];

So che non additeranno i disperati chiamandoli "parte peggiore dell'Italia, ammazzatevi, cretini morite!" [LaBrunetta]…


So un sacco di altre cose, ma è tempo di concludere con la più importate: i Parise che si presenteranno alle elezioni amministrative faranno il peccato di non dire: "ve lo metteremo in culo perché siamo come la Caritas e vi aiuteremo a comprarvi la Ferrari che non vi rovinerà neppure la permanente" [Ballusconi/Ruby/Began/Minchiolini].

Piccoli samurai, i Parise, in mezzo agli squali mestieranti il cannibalismo.

Sarà dura.

Però visto che Corrado non adopera scorta, macchina blindata, torre eburnea, trucco e stucchi, armature e coca, non si spara le pose, gira tranquillo per la città dove vive a lavora; è facile incontrarlo.

Ancora più facile è trovarlo.

Un invito: andate a parlarci, a passare anche solo una mezz'ora con lui e poi ditemi se avevo torto in tutte queste cose che ho scritto.

Lo potrete fare, i commenti sotto i miei articoli sono aperti a tutti.


[ per saperne di più:

pariseperalessandria.it


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venerdì 23 settembre 2011

CI SCAPPERA' IL MORTO



…E non nel senso che l'appestato puttaniere, nottetempo, farà trascinare dai servi il suo cadavere in qualche reggia all'estero, non speriamoci. Quel morto non ci scapperà. Non scapperanno le troie assunte a nuova etica politica, sistemate qua e là per fare immagine.

Non varcheranno i patrii confini neppure gli avanzi di galera, falliti, ruffiani e markette leccaculo…

Gli italiani coglioni l'hanno voluta questa corte dei miracoli delle infezioni letali, hanno accettato l'orrore e, nonostante la situazione del Paese sia andata sempre peggiorando, fino a quella attuale, che sta diventando senza ritorno, non hanno, sempre gli italiani, mai osato un atto d'amore per l'Italia.





Mai sono scesi in piazza con la voglia di mandare veramente a casa i neonazisti.

E' vero, c'è stato qualche superfischione lanciato a Slek Bonanni, ma era un atto democraticissimo e moderato.

Come la contestazione a Torino alla festa del PD, altre ce ne sono state, ma niente hanno avuto o hanno a che spartite con una vera ed autentica rivolta di libertà.

Insomma: gli italiani, da sempre, se protestano lo fanno solo per finta, ma preferiscono di gran lunga il campionato di calcio e le seghe, le canne innaffiate di birra, il pelo del sabato sera e la tranquilla disperazione di questo immenso obitorio nazionale.

Ricordo l'enfasi e i proclami del "Se non ora quando?" Le donne italiane, contro il puttanismo di Stato, dovevano spazzare via i trombatori del popolo e a milioni, nelle piazze, riportare l'etica politica di nuovo nel suo naturale e giusto corso.

Praticamente non si sono viste. Rapida apparizione, slogan e cartelli, urli e strepiti, qualcuna si stracciava le vesti e poi basta. Sono morte anche loro.

Qualche settimana dopo, ho sentito della convocazione davanti a palazzo Monte Citorio degli "indignati italiani". Ma dove? Quanti? Chi li ha visti?

E' vero, c'è stato il presidio, ma non erano gli indignati, si trattava sempre dei soliti volti noti, quelli che ci sono sul serio nelle lotte, una volta si chiamavano "le avanguardie", ma saranno stati massimo un centinaio. Poi come "indignati" sono morti anche loro [erano quelli del Popolo Viola difatto].

Un'occhiata poi agli scioperi generali, indetti quasi come si trattasse di una vergogna illegale: i metalmeccanici fanno la fame, stipendi ridotti, licenziamenti a raffica, fabbriche smantellate, migliaia e migliaia di famiglie distrutte… e la CGIL di Susanna Mi Camuffo attende ben 5/cinque mesi per ufficializzare una, dicasi una!, giornata di mobilitazione.




Non basta: durante il suo comizio la ex Bettina chiese ancora, come fa fin dall'inizio della sua carica a Segretario Generale, il colloquio e i segnali dal Governo; il Governo manco l'ha considerata, anzi l'ha insultata e con lei tutti gli operai italiani in sciopero, definiti: "rovina dell'Italia, semi terroristi, provocatori, parte peggiore del Paese…"

Allora la Susanna che fa? In nome e per conto suo, si reca dagli stessi che l'hanno insultata, quelli che hanno svenduto la classe operaria al padronato, e firma un accordo con loro, quello del 28 giugno, salvo poi far finta di nulla, "riscendere" in piazza con il cappellino "compagno" e mettere il piede nella ottava o nona scarpa disponibile: il "buon sangue" del PSI non mente.

Ma queste sono quisquilie & pinzillacchere, come diceva Totò.

Anche se siamo allo sfascio totale, gli italiani si interessano d'altro, non vogliono affrontare il problema, che è uno solo, facilissimo da focalizzare, si girano dall'altra parte e passano le proprie vite, spogliate d'ogni dignità, a discutere, anche di notte, di quante se n'è fatte realmente quel pirla, come le ha girate, se le ha girate, se lo fanno a tre o cinque, con doppia penetrazione, con il preservativo o senza.

Nel mentre pippano Alprazolam e Fluoxetina e si arrabbiano perché quell'altro deficiente da Mosca dice di loro che sono invidiosi perché carenti di "patonza".

Ma il problema è sempre uno solo, non si chiama nano psicopatico, lui è solo una pallida mascherina malata, in fin di vita: una pedina, bruciabile in un attimo, una comparsa di Confindustria, Banchieri e padronato italiani ed europeo, un gagliardetto ormai sfilacciato e bucato della massoneria monetaria nera e dei golpisti di Gelli.

Questo è l'unico problema serio, concreto che ha l'Italia: si chiama contiguità con la peggiore Democrazia Cristiana, prosecuzione dell'immobilismo eversivo mafioso andreottiano, almirantiani diventati ministri e sottosegretari, neonazisti dementi che praticano il ricatto, salvano Milanese dal carcere, lo faranno pure con Romano e in cambio ottengono la merda che chiedono.

Il Capo dello Stato sta a guardare e, nonostante le richieste di scioglimento delle Camere provengano ormai da quasi tutti quelli che posseggono più di un neurone, si limita a ripetere, disco rotto, vaneggiamenti sull'unità nazionale, la solidarietà e patti di corresponsabilità.

E' uno solo il problema italiano: si chiama fascismo padronale e finanziario.

Hanno cancellato la Classe Operaria, lo Statuto dei Lavoratori, il Diritto al Lavoro e alla Dignità della Persona, violano le norme principali della Costituzione: dal diritto alla salute a quello sulla felicità, al tempo libero, allo sviluppo della persona che deve essere armonico e non da schiavo chino.

Sono pronti a spaccare teste se solo si prova a dire timidi no.

A difendere il territorio tuo dalla devastazione dell'Alta Velocità ti prendi candelotti sparati in faccia.

Se ti auto organizzi e occupi le discariche che ammazzano di cancro i tuoi figli, eccoli che arrivano a fratturarti braccia e gambe.

Ogni volta che quei pochi in lotta permanente vanno contro lo sfascismo è sempre sangue.

Il morto lo ha continuamente cercato il regime, ottenendolo: da Scajola Smemorello con Carlo Giuliani a Genova fino alle decine della gestione folle e incapace di DueMaroni.

Il gladiatore Cossiga faceva lezioni su come ottenerlo il morto, lo chiedeva proprio al DueMaroni e il sassofonista dalla testa trilobata ha messo in pratica tutto.

Loro hanno i cattivi maestri, non io e neppure i miei fratelli.

Loro da 60 anni hanno insanguinato questo Paese, coperto responsabili di stragi di Stato, depistato, testimoniato il falso, ammazzato tutti gli Stefano Cucchi possibili, loro stanno portando i nazisti di Proud & Honour a Roma…

Mesi fa, Napolitano disse testualmente: "c'è un clima da rivolta violenta, ribellione sociale… un clima che deve fare paura e portarci ad una seria riconsiderazione dei bisogni dei cittadini…"; poi cadde in uno dei suoi coma.

Disse esattamente le stesse cose che Antonio Di Pietro ha ripreso l'altro giorno, il leader dell'IDV ha solo aggiunto una chiosa logico-storica: "prima che ci scappi il morto".

Ha fatto scandalo, tutti hanno condannato quella frase, insultandolo.

Oggi a dirlo, ancora più chiaramente è Pisanu, ex ministro degli Interni: "Cambiare maggioranza e guida, altrimenti scorrerà sangue."

Così come stanno le cose, da cancrena gassosa, sarà inevitabile la rivolta violenta di chi ha fame e da è tempo calato nella disperazione totale: la maggioranza degli italiani.




Quando l'Enel staccherà l'elettricità in casa a quelli che non possono più pagarla, quando le banche si prenderanno le case dei lavoratori perché le rate del mutuo non sono state onorate causa povertà, quando si dovrà rubare nei supermercati per sfamarsi, quando qualcuno si darà fuoco e farà notizia, perché quelli che lo hanno già fatto sono stati censurati dalla libera stampa di questo Paese, quando moriranno ancora più figli piccoli perché "non ci sono soldi per pagare farmaci e assistenza sanitaria"…

Non ci sarà campionato di calcio che tenga.


Lucio Galluzzi

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venerdì 9 settembre 2011

APPLAUDITE: PARLA LA MORTE

I NUOVI BALILLA DEL DUCE IN AGONIA


C'è una scena in Morte a Venezia di Luchino Visconti, che chi ha visto il film, difficilmente riesce a dimenticare.

Gustav von Aschenbach [Dik Bogarte], innamorato del giovane e bellissimo Tadzio [Björn Andrésen], si lascia andare ai trucchi e belletti per negare la gioventù ormai andata via da troppo; lo si vede ad un certo punto, completamente disfatto in viso, colare l'inchiostro usato per tingersi i capelli. I rivoli scendono dall'interno della paglietta, mischiati al sudore e ai tremori della sua fine imminente.




Ieri, accanto al Colosseo, Ballusconi ha partecipato alle giornate degli ragazzi PdL della Giovane Italia, dietro a lui la parete del palco all'aperto con ripetizione modulare dello slogan "largo all'Italia che avanza"; la gran sapientona della ministra fascista Meloni faceva da moderatrice/presentatrice e anche padrona di casa, visto che il "movimento" degli under 21 "azzurrini" è il suo.

La platea era composta da un brivido: giovanissimi maschietti e femminucce, tutti ben curati, pettinati alla come si deve, telegenici e fighi, nessuno escluso, proprio come vuole nonna Maria de Filippi; facce da sono qui per farmi vedere e basta, con il sorriso tatuato per ed espressioni clonate d'estasi da Comunella & Liberatutti al Giubileo.

Sembrava uno dei casting per il Grande Fratello.

A soffermarsi solo sui visi era già una tristezza incredibile per quanta falsità televisiva comunicassero.

Ma c'era di più: tutti indossavano una t-shirt nera, il nastro tricolore reggi pass al collo, appesi allo scollo della maglietta gli immancabili ray ban classici con lenti a specchio, qualcuno li indossava pure.

Facevano impressione: i nuovi balilla; quelli che per convenienza politica ad personam non si dicono più del Fronte della Gioventù e neppure rampolli d'Ordine Nuovo. Ma facevano davvero così tanto Aledanno da piccolo, simil Gnazio la Muffa o Sputazzetta Gasparri appena post adolescenti ad adorare il boia Almirante.

Dolorosi e ancora di più schiaffo alla sana ed autentica gioventù italiana che niente ha da condividere con questi neri schiavetti sicuri che l'inno d'Italia sia "Giovinezza, giovinezza", perché la Meloni, nella sua immensa cultura, questo sa e lo trasmette ai rampolli nel recinto a brucare.

Un'offesa quei ragazzi, davvero un'esposizione di cattivo gusto, per nulla rassicurante e men che meno sana.

Piccoli fascisti in divisa e adunanza obbligata.

Ed ecco il duce che si presenta sul palco.

Completamente vestito di nero, camicia compresa, senza cravatta che fa più sbarazzino.

Si siede accanto alla sua ministra per caso e si mostra: mostro.

Non so se sia vero che il dimagrimento post estivo fosse dovuto a dieta ferrea come lui ebbe a dire; di fatto lo si vide per una settimana circa con il viso spolpato, non più gonfio a pallone come era a luglio, ma ieri era peggio dei suoi peggio trucchi e inganni.

Gonfio come un otre, gli occhi tirati a fessura, cinesi, la pelle del viso come quella tesa al massimo di un tamburo tutta indirizzata al retro orecchie. Era come se gli avessero messo della Loctite sulla nuca e lì dietro confluisse la pelle eccedente, quella che denuncia gli anni veri.

Nonostante il solito cerone arancione che gli spatolano in faccia, era pallidissimo; la camicia sbottonata mostrava, impietosa, il contrasto cromatico, impressionante, tra il restauro/stucchi del viso e la pelle del corpo.

Chiunque, con un minimo di classe e presenza scenica, avrebbe o chiuso di più la camicia, o disattenzionato lo sguardo degli spettatori con un discreto foulard.

Ma Ballusconi che è, come come dice lui, il più grande esperto d'immagine mediatica degli ultimi 150 anni, si è presentato senza badare alla repulsione che simili orrori esibiti possono provocare in chi guarda.

In poche parole era veramente brutto, come non si è visto mai.

Addirittura il bitume usato per fare finta che siano capelli ha cambiato colore, da nero come lo adoperava, ora è tra il mogano e il viola; le luci del giorno e i riflettori denunciavano le zone a macchia di leopardo dove gli inchiostri erano più presenti, i riflessi lucidi mostravano zone circolari opache che nulla hanno a che vedere con il verso lineare della pettinatura.

Non riusciva a stare seduto sulla poltroncina, si toccava la gamba destra e ogni tanto la massaggiava con smorfia di dolore, alla mano sinistra si sono notati, per la prima volta, l'indice e il medio deformati, terza falange incurvata per tutti e due, tremori e tic nervosi sempre più presenti.

Più volte ha sbagliato i soggetti, scambiato i termini, in una logorrea noiosa, interminabile: quella identica ormai da un decennio e più.

Persino la Meloni lo implorava a gesti per fargli capire di finirla e passare ad altro, ma nulla, lui no!

Si è persino arrabbiata la minestrina quando ha visto che il capo è un cocciuto esibizionista fatto perso di se stesso, lo ha attaccato, sperando in un blocco del flusso di delirio: niente da fare!

E' riuscito anche a dire che lui ha 27 anni, giocando con la sua vera età, ma nessuno ha capito il calcolo.




Quei fascistelli sotto ad applaudire ogni tre parole sceme, inquadrati di continuo, soddisfatti e sorridenti [ma di cosa? Perché?]. Le ragazze che addirittura venivano mostrate quando "commentavano" con goduria scenografica tipo: "madonnina che bravo! ma ti rendi conto cosa sta dicendo? Stupendo! Meraviglioso!"

Ma che spettacolo indecoroso e infame!

Che pessimo esempio educativo, distruttivo, vergognoso.

Non so chi siano i genitori di quei ragazzi, ma davvero che cattivi genitori!

E' probabile che quei giovani però fossero solo comparse fornite dalle solite agenzie interinali, come era successo per quelle femminili mandate a centinaia da Gheddafi, lo spero davvero, perché altrimenti stiamo peggio di quanto si immagini.

Certi cose dovrebbero essere vietate per legge, chi le organizza messo direttamente in galera per stupro della gioventù.

Alla fine avrei voluto che il pallone gonfiato avesse cominciato a perdere i rivoli di inchiostro dalla testa, misti al sudore e al rantolo della morte, come il Gustav di Visconti.

Ma la natura è matrigna e non lo vuole ancora, purtroppo per noi e soprattutto per lui.


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mercoledì 7 settembre 2011

GOLPE

CAMUSSO E BERSANI: SVEGLIA!


Domenica 4 settembre, quando mancavano due giorni, solo 48 ore, allo sciopero generale indetto dalla CGIL, il fascismo al governo riunito in Commissione Bilancio a Palazzo Madama ha approvato un emendamento all'articolo 8 del decreto sulla manovra economica attraverso il quale viene attaccato senza ritegno lo Statuto dei Lavoratori, cancellato come la Costituzione.

Sono stai aboliti gli articoli che difendevano l'orario di lavoro, le mansioni e il diritto intoccabile al lavoro.

Viene introdotta la piena libertà, da parte del padrone, di licenziare, allungare l'orario dei turni e decidere in modo del tutto arbitrario sul come utilizzare nelle mansioni il dipendente.

La prima cosa da notare è quanto questo governo illegale e truffaldino tenga in considerazione le forze sociali e del lavoro, ma soprattutto come le organizzazioni sindacali si fanno temere dal capitale, Confindustria ed esecutivo Ballusconi.





La situazione che l'Italia sta attraversando ormai ricalca quella del primo decennio del 1900, con tutti i suoi fantasmi concreti: xenofobia, razzismo diffuso, corruzione ai massimi livelli, secessionismo, politica governativa ad personam, Capo dello Stato assente e non più in grado di essere garante del rispetto della Carta Costituzionale, privo di qualsiasi autorevolezza, estrema destra violenta ed eversiva garantita ed indisturbata, diritti umani dimenticati, povertà in crescita esponenziale, dossieraggi, Servizi Segreti che non si capisce bene cosa facciano, in realtà lo si capisce fin troppo!, massoneria nera e borghesia nostalgica sempre più potente e tessuto connettivo di questo regime, industriali incapaci di sviluppo che dovrebbero lasciare il posto a persone anche solo un minimo più illuminate, Banche e grandi finanzieri che speculano sulle disgrazie, libertà di stampa azzerata, diritto a manifestare il dissenso represso a manganellate, sangue e morti.

Da oltre 20 anni, i pericoli sociali che sgovernano l'Italia hanno preparato a dovere il terreno utile per la dittatura, applicato alla lettera il Piano di Rinascita di Licio Gelli/P2, indisturbati, tranquilli, lasciati fare da una opposizione vergognosa, silente, lassa, connivente e per nulla diversa dal potere del quale è semplicemente contiguità.

Se a tutto questo si aggiunge l'incapacità totale del popolo italiano di ribellarsi, di anche solo cambiare abitudine di voto, mobilitarsi e chiedere con forza; il quadro devastante è completo.

L'Italia sta morendo per mano di morti: gli agonizzanti permettono tutto e non si svegliano dal coma.

L'emendamento che attacca e cancella il diritto al lavoro, assassinando lo Statuto dei Lavoratori e spuntando sulla Costituzione è emanato de una delle Commissioni più importanti e decisive del Senato, cioè dal cuore dello Stato, è per questo che si configura come puro "golpe".

Stefano Fassina che è responsabile Lavoro del PD, non simpatizzante comunista, dice: "in questo modo il diritto del lavoro torna indietro di 60 anni"; la Camusso, socialista e non massimalista: "mai nella storia della Repubblica ci sono stati un governo e un Ministro del Lavoro che avessero come scopo quello di abolire il Contratto Nazionale, lo Statuto dei Lavoratori, i loro diritti… questa è una vicenda senza precedenti che contrasteremo con tutti i mezzi"; da qui si capisce la drammaticità del momento: una fase politica e sociale pericolosa, un esecutivo reazionario a tutto tondo che esibisce il suo odio antipopolare in ogni modo possibile.




CGIL e PD dovrebbero finalmente comprendere che non è con il dialogo e gli accordi [come quello firmato il 28 giugno anche dalla Camusso] che si crea l'alternativa vagheggiata da Bersani: questo governo cadrà solo con la lotta e le grandi mobilitazioni di massa.

Nessun governo tecnico, quindi, nessuna alternativa che non sia il popolo, le lotte italiane e quelle europee.

Bersani, Camusso, D'alema, Fassino, Veltroni, Franceschini & Co., ma anche Di Pietro e simili dovrebbero almeno per una settimana tacere e studiarsi Engels, nella parte specifica dove descrive la fabbriche di Manchester e obbligarsi a comprendere il concetto di "macchina" in Deleuze.

E' quello che manca a questa sinistra fallita: il sapere, lo studio, le basi.

Prima si conosce, poi si agisce senza troppi bla bla che non servono ad alcuno in questi momenti.

E' chiaro che nell'aria si sente un vento nuovo che sta soffiando.

Ieri i lavoratori della CISL hanno mandato a quel paese il servo Bonanni e sono scesi in piazza insieme alla FIOM; la voglia di rivolta è tanta e la rabbia pure.

La disperazione non è più misurabile.

Allora, signori: la vogliamo iniziare questa lotta?

Ce lo vogliamo regalare un altro 25 aprile di Liberazione?


Lucio Galluzzi

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