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giovedì 26 maggio 2011

MESTIZIA MORATTI LA SINDACA DELLE BOUTIQUES

LA DECADENZA DI MILANO NELLE MANI DI UNA BORGHESE DI STATO GERARCA ALIENA


Scheda ragionata sul malgoverno, i misfatti, i nomi e la cattiva condotta dell'era morattiana

***

La sindachessa di Milano sta facendo i conti con il vento che ha seminato e raccoglie tempesta.

Una grandinata improvvisa che nessuno si aspettava, né la sinistra, tantomeno il Palo delle Libertà.

Un voto che ha detto basta al populismo fascista di Ballusconi e dei suoi peones.

Il premier ha voluto trasformare il voto amministrativo meneghino in un referendum di gradimento sulla sua persona e in un test sul governo.

E' stato bocciato lui e l'esecutivo che da quasi due decenni si occupa solo del padrone.

La cattolicissima Mestizia Moratti, sapendo perfettamente quando fosse indesiderata dall'elettorato meneghino, si è dovuta abbassare ai limiti della Santadeché per salvare la capra e il cavolo.

Ha insultato, diffamato, raccontato bugie, ha offerto la parte peggiore del cattivo gusto ballando pure "Viva la Mamma" al palasharp.

Una svendita morale da vergogna.

Difatti è stata punita, lei e gli organizzatori della campagna d'odio contro gli avversari.

Ha perso pure i voti dei Cattolici che di certo non possono approvare la politica del manganello per i Rom e l'innalzamento del muro per negare ospitalità agli stranieri.



E' appoggiata da mediocri golpisti che non si fanno alcun problema, hanno nulla da perdere, a spaventare la gente annunciando catastrofi milanesi con zingaropoli, caduta della cristianità causa islamismo e interesse di Al Qaeda nella competizione elettorale.

Lei, la cattolicissima e algida imprenditrice non è riuscita nemmeno a dire un no, non si è dissociata dalle dichiarazioni neonaziste dei suoi promotori, è talmente assetata di strapotere e menefreghismo politico che tutto le va bene.

Eppure, ogni volta che si degna di uscire dai suoi palazzi, colleziona fischi, contestazioni fortissime e inviti sempre più urlati ad andarsene a casa.

Ma chi è Mestizia Moratti?

E' una imprenditrice, una borghese di Stato simil Marcecagna, che vive lontana dalla gente, tra maggiordomi e servitù, nella sua dorata dimora nel pieno centro di Milano.

Non saprà neppure quanto costa un chilo di pane e quali patate usare per fare una minestra, non vive su questa Terra, è da un'altra parte.

E' impegnata completamente in cene d'affari e politiche, ricevimenti, autisti che sfrecciano in pompa magna in centro Milano, guardie del corpo facenti funzioni di cordone sanitario per isolarla dal "volgo".

E' dovuta "scendere" al mercato rionale per promuoversi, in mezzo a quella povera gente e lavoratori alla giornata, scortata, accompagnata dalle madamine della Milano dabbene: ridicola, assolutamente fuori posto.

Patetica con il codazzo di ragazzi pagati per scandire il suo nome e cognome con enfasi zero [vedi video su Youtube].

Che ci faceva la sindachessa ad un mercato di bancarelle?

La marziana lì non l'avevano mai vista, gli ambulanti glielo hanno urlato chiaro e tondo.

Ma si sa, durante le elezioni i sindaci uscenti e pure mazziati, costretti al ballottaggio [e sotto di dieci punti come la Mestizia], fanno la qualsiasi cosa per vendersi.

Ai mercati poi la BatMam di certo non trova abiti adatti al suo lignaggio sociale, non ci sono le boutiques parigine sotto i tendoni, non vendono Chanel, Yves Saint Laurent, Prada… al limite può comprasi qualcosa da 30/40 euro al massimo.

Ridicola, griffata dalla testa ai piedi, con la messimpiega fatta mezz'ora prima, i gorilla che la proteggono, lei che si sforza di ridere e mostrare un viso popolano, ma le riesce solo una smorfia tra il disgusto e la compassione per i poveri cristi.

Che cosa ha da comunicare alla gente della strada questa signora che vive nello sfarzo e nel lusso assoluto del suo palazzo-dimora nel cuore di Milano, lei cha ha pure un'azienda, la Saras SpA?

Può trasmettere forse buona condotta? Neanche quella.

Basta chiedere agli addetti ai lavori quante e quali volte Mestizia è stata presente ai Consigli comunali, se la si trova facilmente a concedere udienze, come ha trattato e tratta i "dipendenti" sotto il suo potere: licenziandoli in tronco per sostituirli con i consulenti d'oro di suo gradimento o invitandoli senza troppi convenevoli ad andarsene in pensione anticipata per fare posto a quell'amico degli amici o al consigliato dell'ultima ora.

Tant'è che proprio per questa cosa la sindachessa è stata bicondannata dalla Corte dei Conti, deve restituire quanto ha abusivamente fatto sborsare allo Stato, cioè a noi, per strapagare quanto poteva ottenere a molto meno mantenendo in servizio i consulenti che aveva ereditato.

Nello scandalo delle consulenze d'oro al Comune di Milano non ci è finita solo lei, ma suoi collaboratori fidati, e di certo tutto quanto finirà un una assoluzione, prescrizione o qualche altra dannata scappatoia che troveranno per farla franca.

Milano nei cinque anni di "dominio" Morattiano non ha conosciuto alcuno sviluppo. Ha sperimentato e consolidato sempre di più l'emarginazione e i ricchi lo sono diventati sempre di più.



Le famiglie aspettano le case, gli anziani l'erogazione dei servizi, i giovani, sempre più delusi e arrabbiati, hanno chiesto certezze per il loro futuro, ma sfortuna loro non hanno potuto costruirsi alcuna Bat Casa con annessa Bat Caverna.

I malati non hanno neppure potuto andare una sola volta a farsi i benefici bagni in acqua salata nella piscina del figlio Moratti, sempre nella Bat residenza; la Mestizia, che aveva male ad un polso, ci andava regolarmente, perché "traeva beneficio da quella salsedine", ci andava scortata, restava da sola in quella reggia minimalista extralusso, e i gorilla l'aspettavano sotto.

E i cittadini milanesi pagano tutte queste cose.

Devono anche sentire la poveretta che racconta le balle più mediocri: lei non sapeva dell'abuso edilizio del figlio, ma è felice che il rampollo abbia deciso di donare quell'immobile in beneficenza: chissà poi a chi?

La sicura ha pure detto che in quella casa ci sarebbe andata una o due volte: bugiarda!

Milano con la conduzione di Mestizia è sempre di più colate di cemento, altro che verde ed ecologia!, assiste allo stupro di una donna ogni giorno, spaccio di droga a cielo aperto, criminalità organizzata ['Ndrangheta] ben "sistemata" nel tessuto economico-imprenditoriale meneghino.

Gli assessori tacciono,se provano ad esprimersi c'è la destituzione.

Possono solo parlare la sciura Mestizia e la Moioli, sempre e solo loro due.

Chi non si adegua fa la fine di Sgarbi e Maiolo.

Deve sempre e solo apparire la Sindachessa, guai a chi le fa ombra.

La cultura a Milano è in mano a Finazzer Flory: ma chi è costui?

Povera Milano.

Prima dell'oscurantismo nero morattiano, la città della madunìna ospitava con accoglienza 212 mila stranieri; oggi è sempre più xenofoba e razzista.

I senza fissa dimora muoiono per freddo [11 sono morti nel 2010 e solo a Milano, l'assessore Moioli gestisce però 237 milioni l'anno per intervenire].

Giorgio Armani parla di una Milano dove la gente di sera, non esce più di casa; non ha voglia di trovare in piazza Duomo immondizia e bottiglie di birra fracassate.

Milano: la città della moda nel mondo, delle finanziarie, della Borsa, delle grandi banche, delle assicurazioni, dei grandi quotidiani… eppure le famiglie non arrivano alla terza settimana del mese.

Si è mosso solo Tettamanzi, l'arcivescovo, che ha istituito un fondo per le persone in difficoltà.

E la Moratti che fa per Milano?

Distribuisce consulenze d'oro ad amici e conoscenti, si fa condannare insieme alla sua Giunta dalla Corte dei Conti.

Gente che prima era nella sua lista ora ha incarichi ben remunerati in Comune, Enti e Municipalizzate.

Come gli avvocati Di Capua e Vincenzo la Russa, Gianpietro Borghini, l'ex socialista della UIL Albertini, il dottor Roberto Cornazzi [al Besta e al Golgi-Redaelli], suo figlio, Gianluca, all'Ufficio Tutela Animali, la moglie di Paolo Scaroni [Amministratore Delegato ENI] al Pio Albergo Trivulzio come vice presidente, Elio Catania all'ATM, il docente Gianfranco Senn trombato dagli elettori nella lista Moratti è alla presidenza della MM milanese… si potrebbe ancora continuare per parecchio, ma meglio citare solo ancora Luciano Riva Cambrin, testa di serie della ex DC milanese, da sempre in sodalizio con Maurizio Prada, viene anche lui sistemato all'Istituto Golgi-Redaelli.

Mestizia Moratti chiede ancora il voto per continuare a fare cosa?

Insulta e diffama a raffica l'avversario, ma scappa appena una sola domanda le chiede conto del suo malgoverno e condotta politica.

Lei e solo lei, e guai a chi le si frappone.

Lei la sciura gerarca che viene da un altro pianeta.

Una lucertolona.


Lucio Galluzzi

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domenica 22 maggio 2011

IL PIFFERAIO TRAGICO


La nave sta affondando, Ballusconi che pensa di esserne ancora il capitano ci affogherà insieme, relitto umano dentro relitto parapolitico.

Un autogol dietro l'altro in continuazione, fino allo spettacolo indegno e illegale dei proclami dittatoriali a reti unificate.

I pennivendoli, che fanno finta d'essere 'giornalisti', chinano la testa, e non solo quella: in barba alla deontologia eseguono gli ordini del Duce, lo ospitano per il tempo che vuole lui, senza contraddittorio, con la bandiera del suo partito alle spalle.

Diranno di certo che quei messaggi erano semplicemente comunicazioni del Presidente del Consiglio, non comizi pre ballottaggi zeppi di insulti, diffamazioni, bugie.



Ballusconi ricorda sempre di più il comportamento del killer seriale compulso, alla fine della sua ritualizzazione, che non facendocela più dissemina i suoi crimini di "errori" plateali per condurre gli investigatori a catturarlo e "salvarlo" dall'ossessione.

Ma il nano, che ormai vive segregato, allergico pure all'aria, non ce la fa a dichiararsi vinto: ha paura, di più, è terrorizzato.

Lo ha detto lui stesso che le bandiere rosse con la falce e martello viste per festeggiare Pisapia lo hanno atterrito, infatti per cinque giorni di fila, il Presidente del Consiglio, il Capo Supremo del Palo delle Libertà, il padrone assoluto dell'Informazione, la logorrea in persona, che è sempre lui!, non ha pronunciato parola alcuna per commentare la disfatta.

Un fatto gravissimo il suo silenzio, uno dei più gravi dei 17 anni di Sgoverno Arcoriano.

La nave affonda, Ballusconi sta affogando a velocità impensabile e i topi abbandonano la scena, lo lasciano solo al suo destino squallido.

E' stato sempre così, in tutti i regimi dittatoriali, è Storia: quando il tiranno è alla fine per un po' gli avvoltoi gli girano intorno, devono raschiare gli ultimi privilegi possibili, poi scappano dalla carogna, vanno altrove.

La tragedia Ballusconiana ricorda sempre più da vicino il 25 luglio di Mussolini.

Oggi è il 22 Giugno, la data si avvicina.

Il Cavaliere del lavoro altrui ha inventato la Televisione così com'è oggi, ed è proprio a causa del suo mezzo mediatico globalizzato ad personam che si è auto inferto la ferita mortale.

Scambiare il confronto politico come soliloquio nella casa del Grande Fratello, infarcendolo di bestemmie, insulti, calunnie, sozzure e bugie colossali, non paga.

Non si sa chi sia stato il demente consigliere personale a suggerire al puttaniere mitomane l'offensiva mediatica di queste ultime ore, di certo non gli è amico, se viene pagato per il suo "lavoro" è un truffatore.



Un idiota che organizza al deficiente conclamato l'esposizione del proprio cadavere al pubblico ludibrio, conferma la verità incontrovertibile che i veri nemici il premier li ha allevati in seno; non stanno altrove.

Oggi i suoi stessi maggiordomi fidati gli si rivoltano contro e sulle pagine dei quotidiani di famiglia.

Lo dichiarano marcio ed irrecuperabile, pericolo per il PdL ed ogni altro progetto politico.

Lo fa Giuliano PallaDiSugna Ferrara, durissimo contro il suo padrone dalle colonne del Giornale, Feltri su Libero, Il Tempo, la Polverini con la Moratti, L'AGCOM, Galimberti a nome della RAI, l'Authority, Gianni Alemanno che apostrofa come pallista Bossi…

La disperazione personale di Silvio contagia la BatMam Meneghina, non possono fare altro per cercare di colmare i dieci punti di distacco da Pisapia che promettere l'impossibile.

Così come per Napoli sono state stoppate le ruspe che abbattevano le case abusive, per raccattare i voti della camorra tutta, a Milano i due folli chiedono croci sulle schede in cambio della cancellazione dell'ecopass e di tutte le multe.

Mestizia Moratti che in cinque anni in mezzo alla gente non si è mai vista, è costretta ad assoldare ragazzi, urlano slogan per lei, la accompagnano al mercato rionale, ed è sollevazione: "Vai a casa! Vai da Bulgari, vergogna". Lo schifo per la plebe sempre dimostrato dall'algida borghese non illuminata le viene restituito e tutto concentrato.

Croci su croci, vogliono.

Il cimitero è aperto.

Non sprecate soldi per fiori.



Lucio Galluzzi

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venerdì 20 maggio 2011

I DIVERSAMENTE VINTI


AMMINISTRATIVE: RISULTATI TERREMOTALI


In Italia è rituale assodato che dopo una qualsiasi tornata elettorale, tutti i canditati abbiano vinto.

La compagine governativa insulta le eventuali opposizioni e viceversa, poi si scambiano i posti e quello che dicevano prima gli uni, lo dicono gli altri, cambiando solo qualche aggettivo.

Alla fine: comizi elettorali e commenti/reazioni post voto sono la stessa cosa.

Morale: nulla cambia.



Però non era mai successo che dopo delle amministrative parziali si assistesse ad una comica globale come quella di questi giorni.

Un enorme Blob, continuamente in onda, che fa sganasciare dalle risate, senza bisogno di montaggi, fili logici del regista o scelte di Ghezzi/Papi.

13 milioni di italiani, alle urne, sono riusciti, dopo 17 anni, a compiere un miracolo impensabile che lorsignori non avevano preventivato: in un solo colpo hanno portato la primavera nella Nazione e dalla tristezza rassegnata in zone depresse, si è passati, in poche ore a energie sorridenti, di speranza concreta.

Eppure proprio gli sconfitti, PDL, PD, Lega Nord e liste collegate di ricicloni, fanno finta di nulla e occupano, ancora!, ogni spazio televisivo per confondere la realtà e spargere disinformazia.

La lezione non è servita a questi politicanti falliti; imperterriti perseverano con le menzogne, mascheroni più del solito.

Da una prima dichiarazione dell'Incredibile Hulk Verdini che riconosceva lo scompaginamento di ogni previsione fatta da loro, soprattutto a Milano, si è passati, in poche ore, ai maggiordomi e servi vari che se la raccontavano, e se la raccontano, tra di loro, senza preoccuparsi di quanto sempre di più siano allontanati e rifiutati dalla gente.



Pare non sappiano, probabilmente non lo sanno davvero, che non stanno in un salotto privato, ma di fronte a telecamere e entrano volenti o nolenti nelle case di tutti noi.

Così cadono sempre più in fondo, a raschiare con le unghie la pietanza mediocre, bruciata e carbonizzata, attaccata al culo della pentola.

Gnazio La Muffa, Ciqui Cicchitto Cappuccetto Azzurro, Maurizio il Lupetto, Tamarro Castelli, Don Abbondio Bersani, Pierferdy Caltagirone Casini, Skeleton Fassino, Enrico Lecca, Daniele Capezzolone, i piselloni verdi bolliti zoticoni e ignoranti… ci sono tutti.

Tutti, per l'appunto hanno vinto, e i vincenti veri per loro sono i perdenti perché "estremisti", "terroristi", "Dipietristi giustizialisti", "comunisti".

Il regime, abbattuto e sfanculato dal voto, non ci sta a perdere, non sia mai!, quindi, giù con gli insulti che quelli di prima non sono bastati.

Ci mancava solo il rantolante idiota Mummia Bossi, tra una sputazzata e tre scatarrate, a dare del pazzo a Pisapia che "vuole trasformare Milano in una zingaropoli".

Ministri della Repubblica che starebbero bene solo in un posto: in galera.

Non vogliono capire, e come potrebbero!, che il loro tempo è finito, completamente esaurito.

Continuano a tirare una corda che tiene solo per una fibra consunta e sfilacciata, ci vuole poco a comprendere che vogliono si rompa, così il golpe lo potranno portare al termine più completo, usando pure la forza.

E chissà la cariatide Licio Gelli come si frega le mani per la contentezza, vedendo che il suo "programma politico P2" viene applicato con devozione dai discepoli sistemati al governo.

Ma non è storicamente possibile che i falliti neri o gli svenditori della classe operaia continuino a rappresentare la Nazione.

Il loro destino è cadere completamente e sparire.

I segni concreti ci sono tutti.

Ballusconi vuole prepotentemente sistemare Isteria Sgarbi alla RAI per cinque puntate d'orrore e di leccaculismo, e quando il duce vuole una cosa la ottiene dalle dirigenze tutte.

Il professore dell'Arte Assenteista, condannato per truffa ai danni dello Stato [non si presentava al lavoro producendo certificati medici falsi] ora è il "consigliere" più ascoltato dal premier, insieme a PallaDiSugna Ferrara.

Anche il mastodonte voltagabbana ha avuto la sua trasmissione, addirittura scimmiottando Enzo Biagi.

Capra Sgarbi inizia il suo programma ed è flop totale, la gente non lo guarda; l'Auditel ne decreta la cancellazione.

Fallimento e via dalle scatole!

La mongolfiera mutandata, a Radio Londra, è seguita solo dai poveretti che ancora credono alle balle di Minchiolini/TG1: sono davvero pochi considerando l'emorragia continua di centinaia di migliaia di spettatori che perde ogni tre mesi la testata dell'Augusto Leccalecca. Altri due fallimenti.

Che dire poi di Ornella Vanoni, simbolo della Milano dabbene, che si candida per la Lista Moratti e viene votata da 36 persone?

E delle preferenze meneghine dimezzate per Ballusconi?

Che dicono dei cinque anni di amministrazione Moratti, bocciata in pieno?

La sindaca non sa più che pesci pigliare. Non ha capito neppure lei, l'ha capito… l'ha capito!, che la memoria degli italiani è salda e conoscono perfettamente i disastri della "signora" quando stava alla Rai e dopo al Ministero dell'Istruzione.

Una borghese cinica e algida, lontana chilometri dalla gente comune che voleva e vuole guidare Milano?

Una macchietta che neppure fa ridere.

Una che riesce a mettersi a ballare "Viva la mamma" al Palasharp, convinta di fare simpatia e tirare voti, patetica.

Lo ha fatto perché dopo dieci minuti di noia della ribollita che il nano propinava alla "sua" platea, sempre le identiche storie penose, la gente se ne andava. Alla sopportazione c'è un limite, e il limite è stato travalicato da tempo.

Pensano che fare gli splendidi spacconi e gli spocchiosi volgari ad oltranza, paghi in positivo.

Non è così.

Gli elettori hanno detto basta.

Hanno scelto volti nuovi, puliti, fuori dagli squallidi meccanismi dei Pali delle Libertà, Irresponsabili a Pagamento, Marchette ex democristiane, slavate vergogne stinte di rosso che nulla hanno più a che spartire con la sinistra.




Lo dimostra l'affermazione a Napoli di De Magistris; Lettieri che "doveva certamente e matematicamente passare al primo turno" non ce l'ha fatta, va al ballottaggio con l'ex magistrato.

Questi "vecchi" che stanno lì, incollati alla mediocrità del loro sgabello e mai lo lascerebbero, perché tornare alla polvere è doloroso, soprattutto per chi non era niente e ora vive con stipendi d'oro e privilegi pagati da noi;

questi bugiardi che per salvare dalla galera il loro padrone sono ridotti a non poter più farsi vedere in pubblico, padrone compreso, altrimenti sono lanci di monetine, fischi, cori di "mafiosi, mafiosi" e devono scappare e chiudersi nei Palazzi, invocando leggi speciali per cancellare il diritto costituzionale a manifestare;

questi morti che nulla avevano e hanno da condividere con l'Italia vera hanno avuto consegnato l'avviso di sfratto esecutivo.

O se ne vanno, o se ne vanno.

Da parte nostra non sprechiamo neppure un minuto: resistenza continua.


Lucio Galluzzi

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venerdì 13 maggio 2011

VOTA ANTONIO LA TRIPPA


FINALMENTE TACCIONO: UNA CAMPAGNA ELETTORALE CRIMINALE


Almeno per qualche ora questi vergognosi pallisti di regime dovranno astenersi dal tediare il mondo civile con le loro porcate.

Sentendosi agonizzanti e già in olezzo tra putrescine e cadaverine, i verdognoli Visitors hanno superato ogni limite di decenza, scendendo nel basso più basso, frequentando quella volgarità totale della quale solo loro sono capaci.

Dopo i manifesti contro la Procura di Milano, gli insulti terribili alla Magistratura, gli attacchi alla scuola pubblica [come non l'avessero già distrutta]… eccoli che si prodigano nella diffamazione, così tanto cara al ventennio mussoliniano e mai dismessa dai neofascisti fino ad oggi.



L'offesa gratuita e di cattivo gusto alle donne, dal solito puttaniere pazzo, e il rimestare nel fango e nella merda loro, con le unghie, per tirare fuori la qualsiasi sporcizia inventata per sporcare l'avversario.

Scorretti, violenti, prepotenti, senza vergogna alcuna, ridicoli, anacronistici, buffoni, impresentabili che dopo i comizi del terrore di mettono pure a ballare "Viva la Mamma", offendo di sé stessi la peggiore immagine, orrifica!, che si potesse immaginare.

In queste condizioni, pietose e da ricovero coatto, hanno il coraggio di chiedere voti, la faccia tosta di bronzo di permettersi, ancora!, promesse fatte a platee disertate o con partecipanti in fuga causa conati di vomito.

Perché il regime di questi cialtroni, che ha ridotto l'Italia al loro privatissimo bordello condito di guerra e morti, usa la propaganda così come facevano i registi di Hitler: non fare mai vedere nelle immagini la realtà della gente sotto il palco durante gli spettacoli del raccapriccio.

Per l'uscente sindaca di Milano, la Bat Mamma, dapprima si è mosso mezzo governo salendo nella piazza meneghina; le telecamere non hanno mai inquadrato "l'oceanico popolo in visibilio", saranno state una cinquantina di tristissimi berluscones. Erano di più i ministri, sottosegretari e maggiordomi/servi che gli astanti.

Gnazio la Muffa è stato pure benedetto dall'alto da una merda di colombo, l'ha centrato sul dito indice della mano destra, teneva il microfono.

Alla fine dell'intervento, che nessuno ha ascoltato, è sceso dal palco livido, non ha voluto rilasciare dichiarazioni: proprio il Gnazio che sta zitto? Incredibile, diggiamolo!



La Bat Mamma, seduta dietro, salutava imitando in peggio Stanlio. Bruttissima e fuori luogo.

Lei, la moderata e algida imprenditrice che sta lontanissima dalla gente per non sporcarsi gli Chanel e mischiare i Bulgari con gli oggetti della plebe, si è calata nel patetico personaggio della "paladina dell'amore milanese per i reietti". Se Ballusconi le avesse chiesto di impersonare Giovanna D'Arco, lei lo avrebbe fatto, ricorrendo anche alla chirurgia ricostruttiva per rifarsi l'imene.

Vergognosa.

Usando il metodo della Benita Petaccia Santadeché si è impegnata su Sky a insultare Pisapia dandogli del ladro e terrorista: ma siccome questi figuri non sono per nulla codardi, lo ha fatto allo scadere del tempo, quasi nel momento esatto nel quale Carelli diceva "basta così" e partivano i titoli di coda.

Brava davvero la "signora", che intanto si è beccata una denuncia per calunnia aggravata.

Lei, la stessa, insieme alla sua Giunta, che ha due condanne dalla Corte dei Conti per le consulenze d'oro al Comune; ed è sempre la stessa Bat Mamma che qualche tempo fa firmò con il governo di Antigua, quello off shore dove Ballusconi s'è comprato la villa, impegni per illuminare le strade di quel luogo, costruire una scuola di canottaggio, centri sportivi, implemento dei voli dall'Italia verso Santa Lucia per i turisti… ed altro [pare mai mantenuti] [http://informarexresistere.fr/maria-letizia-antigua-moratti-tillumino-dintenso.html]

Ed è sempre la stessa che ieri, in chiusura di campagna elettorale, ha urlato "viva bossi!". Ci mancava "viva il cadavere di Mengele!".

Schifosa.

La sua lista è piena di gente impresentabile, come ormai è d'uso nel PdL [http://www.nuovaresistenza.org/2011/05/08/bellaciao-liste-elettorali-per-milano-la-’ndrangheta-da-bere-lucio-galluzzi/] eppure non si vergogna, non se ne va a casa. Anzi: il duce è contento e la complimenta perché ha tirato fuori le unghie, la prossima volta se tira fuori il mitra la proporranno per il premio Nobel per la Pace.

Poi viene la Benita Petaccia Santadeché, che ormai è la linea politica ufficiale di regime, cioè: l'estrema destra imbecille, la più pericolosa e nostalgica nera, in buona compagnia con il ministro Diggiamolo della pubblica offesa e Sputazzetta Gasparri.

Poco da dire, davvero, sulla rifatta tutta, ormai è solamente neppure più una macchietta ridicola.

Quando la vedi cambi canale perché ne va della salute dei tuoi anticorpi.

Tra dita medie offerte a tutti, "vaffanculo me ne vado", "vergogna e me ne vanto" scambia una bandiera disegnata da Vauro per la flottiglia di Vittorio Arrigoni per quella di Hamas, insulta i pacifisti chiamandoli terroristi e quando, in diretta, la informano che si sta sbagliando, lei la fascista senza volto, non si perde d'animo, rivolta a Vauro "lei allora ha sulla coscienza morti e sangue".

Come sarebbe stato bello se l'accusato avesse potuto alzarsi, prenderla per i capelli e cacciarla dallo studio a sberle e calci in culo.

Ma non si può fare, questa fallita della vita, insieme a tutta la corte d'Arcore, ce la fanno sorbire per obbligo: par condicio.

Dispar mostricio.



Sempre la solita e collaudata regia dell'Ufficio Disinformazia, non ha fatto vedere che la gente nel parterre del Palasharp di Milano scappava, dopo soli dieci minuti che Ballusconi ammorbava con il solito "discorso" ai boccaloni imparato a memoria, comprese virgole. Perché come si fa ad ascoltare sempre le stesse identiche cose?

Aggettivi e sostantivi che non cambiano, stessi verbi, uguali i gesti, finanche le espressioni del viso e gli occhiolini ai fidi leccalecca in prima fila.

E la gente se ne andava…

L'ultima vergogna è la "battuta" sulla bruttezza altrui, arrivata dopo quella sui leader della sinistra che non si lavano: l'aveva già usata per la Bindi, il free lancer Carlomagno… questa volta ha variato il nome e ci ha messo la Jervolino, il resto dell'infelice frase è identico: "lo sapete perché la Jervolino è sempre così, lo dico in inglese, incazzata? [risate degli imbecilli] Perché al mattino quando si guarda allo specchio…", eccetera.

Pure il mostro La Muffa l'ha imparata, ma siccome lui è molto più creativo si è allargato l'orizzonte: "le elette PdL sono tutte belle, non sono come quelle di sinistra".

E uno si domanda: ma questo improvvisato mezzo omuncolo al mattino, quando gli capita di specchiarsi, che cosa vede?

E il suo padrone, senza il cerone, il correttore, il fard, il fondotinta arancione, il bitume per i capelli che non ha… si rende conto di quello che dice?

No, non se ne rendono conto. Non hanno più alcuna molecola di ragione, sono veramente il governo dei fatti, ma fatti malissimo, di sostanze avariate e chissà quali altre schifezze, altrimenti non si spiegherete tanta follia conclamata.

Come fate ancora a votarli e non sentirvi colpevoli, coimputati e favoreggiatori di questa feccia illegale?


Lucio Galluzzi

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