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mercoledì 29 giugno 2011

PERCHE' BISIGNANI - TERZA E ULTIMA PARTE

OMISSIS ANDREOTTI, MORTI AMMAZZATI E OPERE PIE VATICANE


Grembiulino Bisignani non è mai apparso nelle carte delle indagini sulla P3, Cricca, Banda Larga Finmeccanica, eppure il suo nome è il collante prezioso per tutte.

Improvvisamente dirompe il suo caso, le prime pagine di tutti i quotidiani si riempiono del suo viso, ne raccontano i "servigi" e soprattutto emergono le intercettazioni.

Chissà come mai solo ora e chi si cela dietro l'oscuramento di certe notizie da far emergere solo a tempo debito?

De Magistris che ci aveva provato è stato ostacolato, ridicolizzato, avocato.

La Forleo: stessa sorte.

Questi sono solo i due casi più eclatanti di magistrati "messi" a tacere dai poteri forti.

Mai successe cose simili a personaggi come l'ammazza sentenze Carnevale, Antonio Martone o Alfonso Marra.

Logge segrete virtuali o fisiche, massonerie di Piazza del Gesù che appoggiano Ballusconi, Servizi al servizio, vecchi e navigati neonazisti che tirano le fila.





Tanto ci saranno sempre i pennivendoli servitori che, a caratteri cubitali o con mezzi minzoliniani, diranno agli italiani: "quattro sfigati, pensionati nullafacenti scambiati per sovvertitori dello Stato".

Le pecore ci crederanno e Ciqui Cicchitto Incappuccione Azzurro assicurerà l'Italia, in Parlamento: "E' un'invenzione del terrorista Travaglio!"

Grembiulino Bisignani non risulta ufficialmente "consulente di fiducia di Palazzo Chigi", non è neppure sottosegretario di Stato, però lo è la sua ex compagna, la Benita Petaccia Santadeché, che adesso si capisce perché occupa quella poltrona: meritocrazia di famiglia e master ottenuto direttamente da Villa Wanda, Castiglion Fibocchi; che vale ben di più della Bocconi in questa Italia dei cialtroni delle libertà.

"Giggi" è potentissimo: collegato alla grande Finanza,agli imprenditori e all'informazione; comanda persone e connette ambienti.

Gianni Lecca lo considera Vangelo puro e lo ascolta in tutto e per tutto: Bisignani è quindi molto più che un sottosegretario, visto che li mette lui come ha fatto con Daniela Menevanto, più influente di un ministro.

Da buon massone piduista attivo, non "in sonno", detesta apparire, non vuole essere citato, è anche un'impresa trovare sue foto negli archivi.

Lascia quei "quattro sfigati, amici di nonna Abelarda" a scannarsi l'uno con l'altro quando vengono scoperti, tanto quelli sono il livello basso come le "bande", le "cricche" e le "logge" e si lasciano in pasto appunto ai pennivendoli favolai per confondere le acque già settiche.

Lui, Grembiulino Bisi, stava nel caveau, blindato e sicuro, ai comandi di regia, insieme agli utilizzatori finali.

"Giggi" è anche scrittore di romanzi gialli, si intrattiene da pari con Gianni Lecca, è amico di Balducci e Bertoladro [Prostituzione Civile], Incredibile Hulk Verdini [Banche, PdL e P3], Pier Francesco Guarguaglini [Finmeccanica], Paolo Scaroni [Eni], Cesare Geronzi [Generali].

Nega di appartenere alla P2, ma la sua tessera risulta essere la 1689, la sua qualifica: "reclutatore".

Nel 1981 i giudici Turone e Colombo scoprono gli elenchi segreti di Licio Gelli a Castiglion Fibocchi, Bisignani aveva allora 28 anni, giornalista all'Ansa, capo ufficio Stampa del ministro piduista Stammati nei governi Andreotti degli anni '70.





Cresce presto il ragazzo; a 38 anni viene condannato a 3 anni e 4 mesi perché ha smistato la maxitangente Enimont, la Cassazione poi lo premia e riduce la pena a 2 anni e 8 mesi; a 40 anni, 1993, è il potente responsabile relazioni esterne gruppo Montedison.

Gianluigi Nuzzi in "Vaticano SpA", racconta che "negli anni '90 Bisignani manovra una gran quantità di soldi parcheggiati in Vaticano. Con l'aiuto di mons. Donato de Bonis, già segretario di Paul Marcinkus, cardinale e indimenticato compagno di scorrerie dei bancarottieri Michele Sindona e Roberto Calvi. L'11 ottobre 1990, Giggi, con 600 milioni in contanti, apre un conto riservatissimo presso lo Ior: è il numero 001-3-16764 intestato alla Louis Augustus Jonas Foundation - USA - "Aiuto bimbi poveri".

Bisignani ha ottimi rapporti con lo Ior da quando si occupava di Calvi e dell’Ambrosiano”, raccontò poi de Bonis in un’intervista. “La sua è una famiglia religiosissima; suo padre, Renato, un alto dirigente della Pirelli scomparso da anni, era un sant’uomo, la madre, Vincenzina, una donna tanto perbene. Bisignani è un bravo ragazzo. L’Istituto si occupa di opere di carità e gli amici aiutano i poveri, quelli che non hanno niente. Anche il sarto Litrico mi diceva ‘io vesto i ricchi per aiutare i poveri’"

I bimbi poveri, in realtà, non ebbero gran giovamento dai soldi della Jonas Foundation. Il 23 gennaio 1991, De Bonis si presenta allo Ior con quasi 5 miliardi di lire in titoli di Stato, li monetizza e suddivide il ricavato su due conti: 2,7 miliardi sul deposito dell’amico Bisignani, mentre quasi 2,2 li accredita sul conto cardinale Spellman, che gestisce in proprio e per conto di “Omissis”, come viene chiamato in Vaticano Giulio Andreotti.

Dal conto Spellman parte subito un bonifico da 2,5 miliardi al conto FF 2927 della Trade Development Bank di Ginevra: è la prima tranche della supermazzetta Enimont, “la madre di tutte le tangenti”, che andrà a irrorare, a pioggia, i partiti politici italiani per benedire il divorzio di Stato tra Eni e Montedison.

Nel giro vorticoso della lavanderia vaticana, sul deposito Jonas Foundation di Bisignani entrano 23 miliardi.

E lui, fra l’ottobre 1991 e il giugno 1993, ne ritirerà in contanti 12,4.

Che l’uomo sia sveglio lo si capisce già nell’estate del 1993, quando annusa il disastro [i magistrati di Mani pulite stanno per arrivare alla maxi-tangente Enimont]: così il 28 giugno di quell’anno corre allo Ior, ritira e distrugge i documenti che vi aveva lasciato all’apertura dei conti e chiude il Jonas Foundation. Ritira, in contanti, quel che resta: 1 miliardo e 687 milioni. Non avendo borse abbastanza capienti, deve fare due viaggi per portar via il malloppo.

Un mese dopo è latitante.

È il momento più nero di Mani pulite.

Tre protagonisti della vicenda Enimont muoiono in circostanze drammatiche: il presidente dell’Eni Gabriele Cagliari con un sacchetto di plastica in testa in una cella di San Vittore; il regista sconfitto dell’operazione Enimont, Raul Gardini, con un colpo di calibro 7,65 nella sua dimora milanese; il direttore generale delle Partecipazioni statali, Sergio Castellari, con il volto spappolato nella campagna romana.

Tanti conti non tornano, in questa storia. Anche quelli dei soldi.

La tangentona Enimont, rivelano i documenti vaticani messi a disposizione da Nuzzi, era ben più grossa di quella individuata dai magistrati di Mani pulite. E molti personaggi sono stati coperti dai silenzi vaticani.

Tra questi, l’ineffabile “Omissis”.

Almeno 62 miliardi sono stati nascosti, si sono volatilizzati. E di questo tesoro rimasto segreto, 1,8 miliardi sono passati sul conto di Bisignani.





Quattordici anni dopo, un altro magistrato bussa alla sua porta.

E' Luigi De Magistris, alle prese con l’inchiesta Why not.

Sta indagando su un comitato d’affari attivo in Calabria, ma con la testa a Roma.

È convinto che sia organizzato come un’associazione segreta, una nuova P2, tanto che contesta ai suoi indagati proprio il reato previsto dalla legge Anselmi.

È convinto che Bisignani di questa nuova P2 sia uno dei punti di riferimento.

Il 5 luglio 2007 si presenta di persona, a sorpresa, ai suoi indirizzi romani, l’abitazione e la sua azienda Ilte [Industria Libraria Tipografica Editrice] di piazza Mignanelli.

Ha un mandato di perquisizione. Bottino scarso: qualche documento e un Blackberry 7230 blu. “Ho avuto l’impressione che fosse stato avvertito: lui era volato improvvisamente a Londra”, dice oggi De Magistris. “Dopo quella perquisizione, le manovre contro di me hanno un’accelerazione. Due mesi dopo mi sottraggono l’indagine”.


Di Why not restano oggi soltanto i rapporti accertati degli indagati. Bisignani, per esempio, era in contatto con molti politici, imprenditori, manager, uomini degli apparati. Tra questi, Clemente Mastella, allora ministro della Giustizia, Walter Cretella Lombardo, potente generale della Guardia di finanza, Salvatore Cirafici, il dirigente di Wind responsabile della gestione delle richieste di intercettazioni e tabulati inviate all’azienda telefonica da tutte le procure italiane.

Ora, quattro anni dopo, nuova indagine, nuovo comitato d’affari, una nuova P2. Luigi Bisignani resta a guardare, dall’alto, e aspetta. Ha visto sbriciolarsi la Prima Repubblica, la Dc, il Psi.

Non s’impressiona certo per la decomposizione del berlusconismo.

Il PD può ben sperare.


Fonti: il fatto quotidiano, Gianni Barbacetto, La Repubblica, Corriere della Sera, Nuzzi - Vaticano SpA - ChiareLettere, AnnoZero, Blu Notte Rai

Lucio Galluzzi

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domenica 26 giugno 2011

PERCHE' BISIGNANI - PARTE SECONDA

BALLUSCONI, LE LOGGE COPERTE E IL GOLPE PERENNE


Il figlio di Grembiulino Bisignani è stato assunto in Ferrari lo scorso anno, lo conferma Montezemolo ai PM Woodcock e Curcio il 23 febbraio: "Venni a sapere che il figlio di Bisignani lavorava per la Renault e ciò perché Bisignani è amico di Briatore; l'anno scorso, visto che ci serviva un ragazzo giovane che trattasse con gli sponsor, dissi a Domenicali [direttore sportivo della Ferrari, NdA] di incontrare il figlio di Bisignani e testarlo. Il ragazzo poi è stato assunto e mi dicono che è bravo".

Ma il Montezuma, prossimo imprenditore ed ex numero uno di Confindustra che scenderà pure lui "in campo" con la sua Italia Futura, sempre nella stessa deposizione ai PM: "Contattai Bisignani perché agisse negli interessi di Edwige Fennech, dal momento che Bisignani è amico di Masi, che è stata mia compagna, che produce film o meglio, fiction per la Rai".

Insomma, Montezuma non è ancora ufficialmente il secondo imprenditore, dopo Ballusconi, a voler salvare l'Italia trasformandosi in politico, ma sa già usare i metodi che nel 1994 portarono il Cavaliere a rivolgersi allo stesso Bisignani per farsi consigliare Gianni Lecca come suo "depositario e traduttore ufficiale" in Roma.





Tangentopoli e Mani Pulite hanno spazzato via il sistema clientelare e ladro dei partiti, che era alla luce del sole, tutti sapevano tutto, ma come sempre in Italia, la politica e certa magistratura sono talmente ed illegalmente siamesi che ci volle il coraggio di Di Pietro e pochi altri PM dalla deontologia sicura per togliere il tappo alla cloaca.

Così la vecchia Democrazia Cristiana, il PSI di Craxi, banchieri, "faccendieri", servizi segreti collusi, amministratori locali… "sparirono".

Craxi fu cacciato dall'Italia a furor di popolo, con lo stesso lancio di monetine che oggi stanno ricevendo figuri come la Benita Petaccia Santadeché, Gnazio la Muffa, Slek Bonanni & Soci.

Ma la partitocrazia della Seconda Repubblica sparì solo anagraficamente, i suoi politicanti si misero per un po' nell'ombra e aspettarono che l'opinione pubblica dimenticasse lo sfascio.

Non ci volle molto tempo: la Democrazia Cristiana cambiò nome e di seguito tutti gli altri partiti si inventarono "fantastici" quanto inappropriati loghi e denominazioni per rendersi irriconoscibili.

Ancora adesso, per esempio, non sappiamo cosa sia il PD, a quale pianta o fiorellino appartenga, se è rosso stinto perché suoi burocrati non adoperano Vanish Oxi Action o se si sono dotati di altra tanta arcobalenante per dare nuove energie alle riforme sulla carta.

Esoterico vuol dire "non divulgabile al profano".

Esoterico è il sistema che dalla fine della Seconda Repubblica ad oggi ha realmente governato l'Italia.

Una classe politica/dirigenziale fatta di incapaci, senza prerequisiti specifici, meritocrazie acquisite, con infiltrazioni mafiose, zeppa di inquisiti, condannati, radiati da albi professionali, ignoranti e zotici, fascisti incalliti e puttanieri non poteva e non può farcela da sola.

Non ha né gli strumenti personali tantomeno gli "agganci" per perpetuare la sua malerba.

Ed ecco che si spiega senza dubbio chi amministra davvero la nostra Nazione e perché; è il potere occulto, esoterico, deviato e mai entrato in crisi dei Grandi Orienti d'Italia e dei suoi tentacoli come la P2 di Gelli.

Ma si sa ancora di più [se gli italiani leggessero, invece di guardare solo le figure!]: la massoneria italiana è divisa in "partiti": c'è la corrente di destra e quella di sinistra. E tutte e due dicono la stessa cosa: vogliono il bene dell'Italia e appoggiano le proposte politiche di quello o quell'altro nel Palazzo secondo il loro orientamento ideologico.

C'è qualcosa che non funziona.




Ballusconi fa politica a casa sua, con summit e cene semi segrete, ha orrore del Parlamento, non si confronta con alcuno [apparentemente!]; i massoni fanno politica nei loro templi; l'opposizione non fa politica: ma allora a che servono le Camere?

Il venerabilissimo Raffi gran maestro dell'Oriente d'Italia è, per ammissione pubblica di "fratelli" massoni, "connivente con le scelte politiche che ha attuato nel nostro Paese Berlusconi".

Ballusconi dai massoni viene chiamato "fratello Silvio", l'architetto [massone] che gli ha progettato le ville in Sardegna e Arcore [disseminando i parchi di simboli magici] parla di lui come di un "illuminato e grande iniziato".

Il premier viene chiamato "fratello" dai massoni perché i suoi rapporti con la massoneria non sono mai cessati.

Non sono stati solo ed esclusivamente la sua affiliazione alla P2, ma, per esempio, è grande amico di Armando Corona, ha avuto stretti rapporti con lui quando quando Corona era gran maestro [1982-1990].

Quello che il Cavaliere definisce oggi "uno sfigato, pensionato", Flavio Carboni, era in realtà l'anello di congiunzione fra Corona e Ballusconi.

Secondo Magaldi: "Berlusconi e molte persone del suo entourage non hanno mai smesso di avere rapporti con la massoneria italiana ed internazionale. Il suo potere non avrebbe potuto costruirlo e farlo reggere per così tanti anni senza l'appoggio massone."

La loggia P1 nacque nella seconda metà dell'800 con lo Stato Unitario, la P2 è attiva dal secondo dopoguerra, la P3 e la P4 tecnicamente [massonicamente] non esistono a livello ufficiale, sono composte da "persone all'orecchio del Gran Maestro", cioè il "venerabilissimo" sa di determinate persone che non appaiono negli elenchi ufficiali o ufficiosi e che costituiscono quella che si definisce "loggia segreta"; è la massoneria cosiddetta "moderna".

Influenzare le Istituzioni stando nell'ombra.

Fare favori per ottenerne altri, coartare così quante più persone possibili del potere politico essoterico [quello alla vista di tutti], invischiandole e facendole conniventi propri.

Frattini, che è l'ex maestro di sci dei figli del Premier, telefona a Bisignani per confrontarsi e chiedere pareri; lo stesso fanno la Gelmini e Prestigiacomo, Masi e la Russa, la Santaché e via discorrendo.

Ma chi erano questi "signori" prima della manna caduta dal cielo? Erano niente e nessuno.

La paura di ritornare polvere, in questo tempo di fine impero, li fa attaccare al telefono e chiedere aiuto a quella massoneria così tanto vicina al loro Capo.

Chi crede che hanno telefonato a Grembiulino Bisignani per far sapere le cose e ottenere solo da lui, allora può rileggersi tante e tante volte Cappuccetto Rosso.


Continua





fonti: l'Unità, Repubblica, Blitz quotidiano, il Messaggero, Corriere della Sera, La Notte della Repubblica-Rai, Il Fatto Quotidiano, il Sole 24 ore, Fratelli d'Italia


Lucio Galluzzi

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sabato 25 giugno 2011

PERCHE' BISIGNANI

PARTE PRIMA: DALLA SECONDA REPUBBLICA A TANGENTOPOLI FINO A GIANNI LETTA


Il viperaio che ha allevato Ballusconi è pieno di aspidi e come da tempo, ormai, le serpi velenose gli si rivoltano contro.

Il premier è neppure più la pallida figura di una Cleopatra sul letto di morte, lei se non altro è stata più virile, lui, invece è l'esibizione quotidiana del disfacimento fisico e mentale di una "regina" alla quale gli stucchi di cerone non possono più nulla.

Gonfio, ingrassato, pesante, con la voce impastata da chissà quale benzodiazepina moderna, i muscoli del viso che gli cadono a terra, le labbra implose a fessura tesa, sguardo feroce e disco rotto che ripete all'infinito come il pupazzo di Profondo Rosso.




Hanno provato a fare di tutto, lui e la sua congrega, per bloccare le notizie che già avevano mostrato le paludi infette della P3; poi lo schifo del bordello di Stato e ora ripropongono un altro bavaglio per nascondere ai cittadini la vergogna di questa classe politica squallida, senza etica, allo sbando e sfascio totale di ognuno di loro.

Si vogliono sostituire ai Magistrati e decidere loro se le intercettazioni siano "rilevanti o meno" per essere rese pubbliche.

Usano la ritrita e tristissima immagine del "fango" che viene buttato addosso a loro, chiedono ai cittadini se sono contenti di vivere in uno stato di polizia che li spia al telefono.

Io non ho alcun problema a farmi intercettare.

Anche da questo momento.

E' la cricca massonica e golpista che non vuole essere ascoltata; siccome le società segrete sono vietate dalla Costituzione e anche le attività per sovvertire l'ordine democratico dello Stato italiano: se a loro va bene è così, altrimenti è così lo stesso.

Altro che irrilevanza e non reato!

Don Abbondio Bersani farebbe bene, una volta per tutte, a smetterla di rianimare il premier con respirazione bocca e lingua ogni volta che è in coma; è ridicolo all'inverosimile come le altre dirigenti cariatidi che vegetano nel PD.

E' rilevante che i cittadini sappiano chiaramente che politici, ministri, parlamentari, direttori generali RAI, ex magistrati, sottosegretari, portavoce di partito… usavano, e usano, l'immarcescibile P2 di Licio Gelli, attraverso Bisignani per chiedere qualsiasi favore, intervento specifico e "informarlo" su questa o quell'altra cosa da "sistemare".

Nel 1994 Grembiulino Bisignani è condannato per la tangente Enimont a due anni e sei mesi; da quel momento sparisce dalle cronache. I suoi fratelli incappucciati direbbero: "è entrato in sonno".

Per tutta la durata della seconda Repubblica di lui non si sa più nulla.

Il "Dormiente" invece era più che sveglio. Lo dicono l'inchiesta di Napoli e i PM Curcio e Woodcock.

a fase che sta attraversando l'Italia ricorda l'8 settembre: la corte si dissolve, sta fuggendo, un governo finito, pezzi di Stato contro altri pezzi di Stato, apparati, dirigenze e commissioni gli uni contro le altre, tutti si scontrano con tutti.

Questa classe politica e dirigente [?] o viene sostituita completamente, o sarà la morte per infezione incurabile di noi tutti.

Ai tempi di Andreotti, Grembiulino Bisignani era un semplice ruffiano d'anticamera, gli ordinavano il da farsi e lui eseguiva.

Poi Mani Pulite spazzò via dirigenti pubblici, banchieri, consiglieri di Stato: De Lise, Catricalà, Calabrò era guidati dai politici. I partiti svanirono con Tangentopoli, così dovettero trovarsi altri referenti "fidati".

Inizia l'obliquità, il trasversalismo nascosto, sedi invisibili e volti altrettanto occultati per rimettere insieme il carosello democristiano cambiandogli nome.



Cesare Previti è un esempio lampante di questo meccanismo: "dormiente" per finta pure lui, condannato, interdetto dai pubblici uffici è riuscito a sistemare, alla Camera, Alfonso Papa, ex magistrato con distacco al Ministero di via Arenula, oggi è deputato, ama i Rolex, i Vacheron & Costantin ricettati, le Jaguar, i PM napoletani ne hanno chiesto l'arresto, l'ANM si riunirà per radiarlo.

Ora, finalmente, i soldatini di corte che ancora sfilano in Parlamento sentono minacciati i loro progetti, le protezioni sono saltate, il nervosismo è alle stelle: ministri che insultano, altri che non si siedono al banco del governo, portavoce schizzati che non sanno più quello che dicono: Ballusconi entra nell'aula del Senato, per la verifica di maggioranza [una burla!] ed è tutto un fremere di nervosismo e saltelli da una parte all'altra, pacche sulle spalle, occhiolini, sorrisi, fino a salire verso il suo sottosegretario Gianni Lecca e stringergli la mano fraternamente amorevole.

Poi si va anche a sedere accanto a Di Pietro per dimostrare le sue "aperture".

25 anni fa, Gianni Lecca fu presentato a Ballusconi proprio da Grembiulino Bisignani. Il pazzo di Arcore aveva bisogno di un "punto fermo e fidato" nella capitale e Bisignani "designa" proprio Lecca.

Gianni Lecca allora dirigeva Il Tempo, ma viene nominato subito "traduttore" ufficiale capitolino di Sua Imprenditoria la Nanezza e poi Primo Dignitario di Palazzo Chigi, è già Gentiluomo di Sua Santità.

Lecca non è mai stato votato o eletto da qualcuno, men che meno dal popolo, il suo pensiero e idee sono tabù, eppure viene candidato alle più alte cariche possibili.

Strano, o no?, che Grembiulino Bisignani tiri fuori guanti, cappuccio, spada e clessidra e colpisca Lecca proprio nel momento più opportuno per rovinargli la carriera da futuro senatore a vita e sbarrargli il portone del Quirinale.

Gianni Lecca ha risolto finora i problemi di Ballusconi.

Il vero Presidente del Consiglio, Licio Gelli, attraverso Bisignani ha risolto in un sol colpo quelli di Lecca e portato a termine i progetti personali di mezzo governo.


Continua


fonti: il fatto quotidiano, la repubblica, l'espresso, blitz quotidiano, il messaggero, rai-mixer, youtube, articolo21


Lucio Galluzzi

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lunedì 20 giugno 2011

P3+P4=P2, LOGGIA CONTINUA


VIVONO E LAVORANO DA SEMPRE IN MEZZO A NOI


Quando si scoperchiò un pezzo della realtà sulla P2, con i sequestri dei documenti segreti a Castiglion Fibocchi nel 1981, la massoneria "ufficiale" si affrettò a dire che Licio Gelli aveva agito da solo, che loro non ne sapevano nulla; la loggia coperta Propaganda 2 era, insomma, una creatura sciagurata e la responsabilità dello schifo che rappresentava era solo ed esclusivamente del "venerabile neonazista" che l'aveva creata.

Niente di più falso.

Gelli chiese per scritto il permesso al Grande Oriente informando sulle sue intenzioni; ancora di più: la massoneria "centrale" caldeggiò fortemente l'idea di raccogliere quei potenti amici in un unico "tempio".

Il venerabile golpista, quindi, non fece nulla all'insaputa di quelli che si stracciarono, e si stracciano, i grembiuli abiurandolo.

Negli elenchi degli affiliati alla P2 c'erano un bel po' di nomi noti.



Silvio Berlusconi, convocato dalla Commissione Parlamentare d'Inchiesta Tina Anselmi, usò per primo la tecnica Scajola: lui la tessera P2 ce l'aveva, ma non lo sapeva, qualcuno gliel'aveva forse mandata per posta come normale pubblicità in buca delle lettere o buttata sul tavolino durante una contentino mentre lui firmava autografi e manco se n'era accorto.

Non ricordava neppure le date tanto che si guadagnò una denuncia per falsa testimonianza e reticenza.

Il processo non ebbe luogo perché fu amnistiato.

Da quasi vent'anni è, guarda caso!, il presidente del Consiglio e nessuno riesce a schiodarlo dal trono.

Fu Roberto Gervaso che lo avrebbe presentato a Gelli ed introdotto in Loggia, dove c'erano anche Maurizio Costanzo, Fabrizio Cicchitto e altri nomi noti del rampantismo political-finanziario-golpista.

Roberto Gervaso, che onestamente non si capisce chi lo abbia letto come scrittore e seguito nelle sue opere televisive, da sempre conduce una trasmissione ridicola sulle reti Fininvest; ormai non riesce ad esprimere neppure concetti limpidi causa difficoltà di parola e senilità mentale. Eppure lo devono mandare in onda, lo fanno di notte, ma lo fanno e non si capisce perché o lo si capisce fin troppo bene.

Maurizio Costanzo, colonna portante delle reti del cavaliere, appena viene fuori il suo nome come piduista, si butta nella carta stampata ed esce con un quotidiano, L'Occhio, formato e contenuti simili allo scandalistico The Sun, il progetto fallisce, il giornale chiude.

Nessuno si è mai chiesto chi lo editasse, perché, da dove arrivassero i fondi, come mai investire soldi, e parecchi!, a perdere.

Forse stavano provando l'inizio del controllo sulla stampa, tant'è che ad oggi ci sono riusciti quasi del tutto.

Ma il piduista Costanzo entrava, ed entra!, nelle case degli italiani con programmi quotidiani di distrazione ultra sponsorizzati e la sua ultima moglie non è da meno, anzi.

Ancora oggi nessuno ha mai chiesto apertamente al signore dello show di seconda serata che cosa ci facesse nella P2 e come mai da allora i suoi contratti TV sono intoccabili.

Annozero intanto viene attaccato proprio dai piduisti, in accordo con Masi, con la benedizione del presidente del Consiglio e lettere per il licenziamento di Santoro scritte da Bisignani [P2/P4] e fatte passare per parto di quell'ex direttore generale.

Gabanelli, Fazio e Dandini pure loro danno fastidio alla tranquillità e oppio per le masse.Le stanno provando tutte per cancellarli dai palinsesti.

Bisignani dichiara ai PM: "Mi occupavo di RAI perché ero convinto che Masi non fosse all'altezza…"; quindi a nome e per conto della cupola segreta, che poi tanto segreta non lo è più, era lui il vero direttore generale RAI.

Fabrizio Cicchitto, tesserato P2, è da sempre il portavoce plenipotenziario del PdL, già lo era per Forza Italia.

Chi mai ha avuto il coraggio di chiedergli, pubblicamente, come mai un incappucciato di Gelli sieda in Parlamento e ha la sua carica?

Lo stesso Gelli poco tempo fa dichiarava: "Ho scritto io, per la P2, il Piano di Rinascita Democratica per l'Italia in 53 punti. Devo dire che lo hanno applicato quasi tutto, manca solo la riforma della Costituzione… dovrò chiedere i diritti d'autore…"

Luigi de Magistris nelle inchieste Why Not e Poseidon tocca punti nevralgici del malaffare massoneria/mafia/politica credendo fermamente a quello che Tina Anselmi, dopo l'esperienza nella Commisisone d'Inchiesta Parlamentare sulla P2, scrisse nei suoi diari: la P2 non era morta, ma ben radicata ed inserita nel tessuto politico, economico e di poteri, avrebbe continuato ad agire, cambiando nome e diventando sempre più insidiosa.



Così a De Magistris tolsero le inchieste, si inventarono i vizi procedurali, cominciarono a diffamarlo, come gà fecero per Di Pietro e la Forleo.

Oggi si può cominciare a capire i perché.

Quella macchina del fango che tanto sbandierano da anni attribuendola a Travaglio, il Fatto Quotidiano, Repubblica, Santoro, Landini… in realtà è tutto il contrario.

Bisignani, Papa [senatore Pdl], Servizi, corrotti e corruttori, piduisti incalliti, faccendieri pluvi pregiudicati, ministri e ministresse, banchieri, pennivendoli maggiordomi, sofferenti di cervicale massaggiati senza preservativo, gentiluomini di Sua Santità… tutti insieme spregiudicatamente insieme a fabbricare davvero tonnellate di melma da abbattere sugli avversari: spiandoli, divulgando segreti, costruendo attacchi mediatici, ordinando chi può parlare e chi no, spostando enormi capitali a favore di quell'amico degli amici o di quell'altro, pilotando indagini e processi, inquinando prove, depositando… tutto finalizzato al mantenimento del golpe.

Ci vorrebbe una retata dei Carabinieri, globale, prenderli tutti senza guardare in faccia nessuno, scortarli lontano dalla società civile e metterli a lavorare in miniera.

Se proprio nessuno vuole muoversi, c'è ben poco da fare d'altro: ritorneranno le ghigliottine?



Lucio Galluzzi

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