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sabato 28 maggio 2011

VATICANO: TASCA NOSTRA



Ogni anno il Vaticano si mette in tasca un miliardo di euro [due miliardi della vecchie lire]

Soldi freschi, e tanti, che non sono affatto destinati ad opere di solidarietà e carità, come vuol farci credere la pubblicità della Santa Sede che ogni anno ci ammorba, in ogni dove, puntuale, in primavera, c'è la dichiarazione dei redditi.

Gli spot clericali, da due anni a questa parte, presentano una sequenza di emergenze umanitarie e sociali, ti invitano pure a "chiedere a loro", ai personaggi che appaiono nei filmati intenti ad occuparsi degli ultimi nel Mondo e in Italia.

Già, sarebbe bello poterlo chiedere veramente a loro.

La prima cosa che domanderei è: ma per questi spot sull'otto per mille, diffusi a raffica panteista, onnipresenti, piccoli capolavori di regia e fotografia strappacuore, il Vaticano quanto paga?

Quanto costa al Papa questa enorme operazione di raccolta "fondi"?

Le TV, i quotidiani, periodici, le Radio, le affissioni comunali… ricevono dal Soglio Pontificio le stesse tariffe che versa qualsiasi azienda che pubblicizza un suo prodotto?



Non so come mai, sarò un cattivo pensatore, ma qualcosa mi dice di no.

Perché loro, i porporati vaticani, non vendono nulla, saranno di certo riconosciuti come "associazione umanitaria senza fine di lucro" o "ente morale altissimo", ergo: i contratti pubblicitari per loro non costano, e se costano se li fanno pagare dal Concordato, cioè da noi.

Chiedilo a loro, per l'appunto.

Prova però a chiederlo alle suorine di Teresa di Calcutta che accolgono per davvero i moribondi d'AIDS per le strade, i bimbi buttati nei cassonetti, i veri Cristi che stanno esalando gli ultimi respiri per fame.

Non avranno neppure il tempo di rispondere, hanno il vero lavoro umile e santo da fare, il Servizio in silenzio e umiltà, sono lontane, per fortuna loro!, anni luce dallo IOR dal Opus Dei e dagli ermellini e Prada di Sua Santità [che è solo Sua, chiariamolo!].

Prova a chiederlo ai veri preti, quelli che non possono neppure permettersi l'abito talare, che di notte negli inferni brasiliani, entrano nei cimiteri, dove neppure gli squadroni della morte s'addentrano, per dare soccorso ai bambini di strada, strafatti di colla e collera, che dormono sulle lapidi perché non c'è altro posto sicuro, altrove la polizia li uccide perché deturpano il turismo e disturbano i negozianti. Ti manderanno, giustamente a quel paese, i veri preti.

E' per questo che non li fanno santi Subito.

Sono anche semi eretici perché credono nella Teologia della Liberazione e nella grazia divina per tutti.

Non sia mai!

La parte destinata dalla Santa Sede, presa dall'otto per mille, per interventi caritatevoli è solo il 20%.

Al sostentamento del clero: il 34%.

Alle esigenze di culto: 46% *.

Al miliardo di euro che ogni anno affluisce dalle tasche del contribuente alle casse vaticane, si aggiunge un altro miliardo che lo Stato italiano versa a San Pietro [non sono conteggiati i contributi di Regioni, Province e Comuni]:

478 milioni di euro per stipendi agli insegnanti di religione;

370 milioni di finanziamenti alle scuole cattoliche;

44 milioni per le cinque Università di Dio;

25 milioni per fornitura di servizi idrici alla Città del Vaticano;

20 milioni per l'Università Campus Biomedico dell'Opus Dei;

19 milioni per l'assunzione in ruolo dei nuovi insegnanti di religione;

18 milioni per i buoni scuola agli studenti delle scuole clericali;

9 milioni per il fondo sicurezza sociale dei dipendenti vaticani e loro famigliari;

9 milioni per la ristrutturazione degli edifici religiosi;

8 milioni per gli stipendi dei cappellani militari;

7 milioni al fondo previdenza del clero;

5 milioni per l'Ospedale di padre Pio a San Giovanni Rotondo;

2.5 milioni per finanziare gli oratori;

2 milioni per nuova edilizia di culto *.

Cifra complessi annua in "donazioni" intascate dalla Santa Sede: 3 miliardi di euro [sei miliardi delle vecchie lire].

Ma lo Stato italiano fa ben di più per alzare il bilancio della Città del Vaticano: rinuncia ad ogni entrata fiscale dovuta dalla Chiesa.

Ammontare dei benefici d'esenzione tasse: altri sei miliardi di euro [12 miliardi delle vecchie lire].

Gli enti ecclesiastici sono infatti circa 59.000 e posseggono 90.000 immobili.

Chiedilo a Propaganda Fide, al cardinal Sepe, ad Anemone e Balducci, chiedilo a Scajola.

Chiedilo anche ad Andreotti, Flavio Carboni, Gianni Letta, chiedilo alla borghesia nobile nera romana.

Chiedilo alla Cricca.



Il valore degli immobili di proprietà degli enti ecclesiastici si aggira intorno ai 30 miliardi di euro, esenti da imposte sui fabbricati, sul reddito delle persone giuridiche, sulle compravendite e sul valore aggiunto [IVA].

Chiedilo a Tremonti.

L'evasione fiscale Concordataria ammonta a 9 miliardi di euro [18 miliardi delle vecchie lire], metà di una manovra finanziaria di questi ultimi due anni.

Senza il peso enorme della Chiesa sulle spalle dello Stato italiano, eliminando i privilegi economici di San Pietro, la pressione fiscale [le tasse] per ognuno di noi sarebbe dimezzata.

Ora mi chiedo perché continuare a votare per gente che vuole mantenere in toto uno Stato straniero.

E' l'unico caso al mondo.

Smettere di dare il consenso a chi vuole mantenere il Concordato fra Stato e Chiesa Mussolin/Craxiano.

In nome dei nostri soldi sudati: facciamoci furbi.

Mandiamo a casa i clericali!


* Dati CEI


Lucio Galluzzi

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domenica 4 aprile 2010

QUOTAZIONE OPPIO: OTTO PER MILLE



L'umanità non è mai stata lasciata libera di decidere.

Atavicamente non è concesso pare.

Ci deve essere sempre qualcuno che richiede la delega per dominarla.

Sciamani, capi tribù, conquistadores, idoli in carne e ossa, principi, imperatori, governi, dittatori e su tutti: l'oppio dei popoli.

Già prima di Marx il concetto era stato chiaramente divulgato.

E giù fino ad oggi, attraverso Deleuze, Lacan, Derrida, Carmelo Bene…

La gente ha bisogno di "affidarsi" fideisticamente all'essere superiore, alienandosi.

La psicoanalisi sociale direbbe: sublimazione, proiezione, oblio di sé stessi, affidarsi ad un'altra macchina suprema dopo quella della fabbrica.

E il potere a tutte le latitudini questa cosa la sa bene.

Si è inventato la religione, ha trovato rappresentanti che la incarnino e mezzi per esercitare il controllo sulle masse.

Dicendola ai ridotti termini: sfruttare la credulità popolare.

Si è dotato anche di mezzi specifici per esercitare la "supervisione".

C'è chi finge di essere in contatto con gli spiriti, cade in trance, si trafigge d'aghi, sgozza galline e ne sparge il sangue.

Altri fingono di parlare direttamente con qualsiasi divinità utile per locazione geografica/culturale.

In Egitto hanno capito che era più utile fingere di essere dio in persona e si investivano del potere di morte, trasmigrazione anime, gestione schiavi e tesori.

I più sofisticati tirarono fuori d'essere la reincarnazione di un dio.

Oggi, per esempio, Sai Baba di Puttabarti in India, afferma di essere il penultimo avatar nella forma fisica che ha - peraltro bruttissima - e che la prossima sua sarà quella di Cristo. Ha anche prodotto fotografie psichiche, stampate poi su carta kodak - perché l'àtman [soffio divino in sanscrito] adopera solo quella marca per manifestarsi all'umano - per far vedere a tutti come sarà: esattamente identico all'iconografia naif di Gesù così come la conosce tutto il popolo voyeur di dio.

Affermano anche di possedere i poteri di dio. Così vanno in televisione e tra una crema scioglipancia, un amuleto e qualche chilo di sale truffano decine di migliaia di ipnotizzati catodici, si fanno le ville, i castelli, i conti all'estero, pronti a scappare veloci nel caso gli angeli custodi delle Fiamme Gialle…

Fin qui si direbbe: "normale amministrazione" abituati come siamo a scandali ben più vasti e legalizzati dalle leggi ad personam, ad terremotum, ad mafia…

Ma c'è di più.

C'è chi non si accontenta di semplici esibizioni multi popolari.

Vogliono il potere assoluto, globale, e si eleggono imperatori universali a nome e per conto di un dio.

Sono i papi che si autodefiniscono, tutti, "il vero santo padre dell'umanità"

Il papa della Chiesa Cattolica di Alessandria d'Egitto che dice di essere il successore di san Marco apostolo e amico di Gesù Cristo.

Il papa del patriarcato di Costantinopoli in Turchia è invece successore di sant'Andrea e, sempre, amico di Gesù.

Altri papi ortodossi dell'Est europeo, pachi cattolici in Cina e nelle Americhe.

Però il papa più ricco e potente è quello della Chiesa Cattolica Romana.

Nei secoli si è affermato sugli altri papi rivali indebolendoli, usando l'apostolica diffusione della parola di Gesù, l'esempio cristiano di unità e compassione, la forza edificante dei Vangeli e dell'amore del Cristo, il sostegno alla verità e alla giustizia divina, l'incoraggiamento alla "spontanea" conversione dei popoli al Cristo.

Il papa romano nella sua umile e povera dimora cristiana, dentro la città Stato della quale è modestamente solo l'imperatore assoluto, inventa belle storielle da somministrare continuamente alle pecorelle estatiche come "verità di dio":

- il Purgatorio e le indulgenze plenarie;

- il sistema elettorale papale tramite intercessione dello Spirito Santo nel Conclave;

- il dogma dell'infallibilità del papa: il papa ha sempre ragione;

- il culto della Vergine Madre che fa regredire il fedele devoto ad uno stadio mentale di fanciullezza comica, così l'indottrinamento è più facile e semplice;

- il dogma della Transustanzazione, decretato da Innocenzo III, che riduce dio ad un pezzo di pane da far mangiare agli uomini;

- l'Ufficio per la Dottrina della Fede, erede della santa Inquisizione, diretto dal card. Ratzinger prima d'essere papa, con il compito di combattere i nemici di Gesù, che accusano i servitori del papa di scandali e crimini contro l'umanità.

I papi romani hanno proibito per anni la lettura della Bibbia ai fedeli. Dalla Bibbia originale "infedele" si potrebbe infatti dedurre l'indicibile sul papa stesso.

Il papa romano è un servitore umile e contrito di Gesù. Non si accontenta però dell'appellativo di Santo Padre.

La sua umiltà la esprime con titoli infiniti:

- vicario di Cristo;

- successore di Pietro;

- arcivescovo di Roma;

- principe degli apostoli;

- sommo pontefice della chiesa universale;

- primate d'Italia;

- metropolita;

- sovrano dello Stato della Città del Vaticano;

- servo dei servi di dio…

Il papa di Roma deve anche organizzare continuamente ricevimenti mondani per l'aristocrazia cattolica, e gli uomini di potere presenti "pregano" per il bene del popolo.

Il papa deve abbracciare continuamente i pargoli dei suoi sudditi per far vedere che è buono.

Il papa deve viaggiare attraverso tutte le terre cristiane per proteggere i suoi interessi nel mondo.

Il papa che è "unica ancora di salvezza" per tutti noi, deve pregare tutti i giorni il creatore per il bene dell'uomo.

Le preghiere risolvono i problemi, ma attento solo se reciti quelle del papa.

Il papa deve regalare una piccola percentuale delle sue ricchezze ai cattolici più poveri così da apparire papà buono, come già faceva Stalin.

Ma il papa di Roma possiede privilegi unici e siccome lui è santissimo li usa, lo facesse un comunissimo e inferiore umano sarebbe considerato pazzo:

può dire qualsiasi cosa gli passi per la mente, perché i fedeli non oserebbero mai contestarlo e quello che esce dalle sua labbra è la verità;

può vestirsi come vuole, anche da antico patrizio imperiale o da re dei re ricolmo d'ori e pietre preziose;

può sottrarsi ad ogni confronto e contraddittorio, lui è la verità, e si nega chiudendosi nell'apparente silenzio di chi vuole apparire vittima;

per tutelare il suo privilegio a non essere arrestato o processato si è istituito il Regno Sacro del Vaticano, dove solo il papa può giudicare se stesso, essendone il monarca assoluto e non dovendo rendere conto ad alcuno;

il papa vive in una fortezza di 100 mila metri quadrati, con giardini privati enormi, arredi reali, centinaia di guardie del corpo, cortigiani, aristocratici, camerieri privati - solo perché lui è l'umile servo dei servi di dio;

- la reggia del Vaticano trabocca di tesori, macchine di lusso, elicotteri, vesti pregiate, statue, quadri d'inestimabile valore, troni d'oro, tappeti preziosissimi tessuti su misura…

Tutto ciò è però privato.

Nella sua tenuta il papa non ci fa entrare il fedele comune, e guai se ci prova.

Solo gli aristocratici sono ammessi, quelli che offrono doni fin sulla sua soglia/trono, come re Magi, ma lui li accetta solo perché ama Gesù.

Quando il papa esce, centinaia mezzi e di uomini vengono impiegati per la sua incolumità e lui viene trasportato dentro una scatola Mercedes di vetro antiproiettile.

E l'otto per mille nostro risplende nei broccati e negli ori dei suoi vestiti.




Lucio Galluzzi

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