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sabato 21 maggio 2016

IL CORPO DI MARCO






Judith Malina l'ha dimostrato senza mai risparmiarsi: il Corpo usato come veicolo d'amore politico: tra la gente, per la gente, con la gente.
Gli straccioni, gli ospiti dei dormitori pubblici, i barboni senzatetto, i pieni di croste, i maledetti, i non uomo non donna, i carcerati, gli storpi, gli intossicati prossimi alla fine, i questuanti... ai quali è stato portato via tutto, ma proprio tutto, anche i figli e neppure possono essere proletari, gli ultimi, gli Altri al margine dell'esistenza, non più visti... hanno di proprio solo il corpo, la carne personale, ultimo e unico tesoro, quello non può essere rubato dai poteri, seppure malato e impresentabile o bello e in luce.
Il Corpo dei monaci e delle monache tibetani, usato oggi e da qualche anno come atto estremo d'amore per la Libertà, esposto a fotografi e cinereporter, mentre si cospargono di benzina e si danno fuoco, restando lì, sul posto, fino alla morte, contro l'invasore cinese, le deportazioni, le torture, il genocidio del loro popolo.
Sono gli stessi che chiamavano "bonzi" e in seduta del Loto diventavano torcia umana, si carbonizzavano, di fronte agli occhi di un intero mondo che nulla voleva sapere della guerra in VietNam.
La Carne senza un filo di adipe del Mahatma, esposta fuori il suo ashram, adagiata su un lettino approssimativo, non mangiava e si sarebbe lasciato morire, di fronte a tutti, perché gli Inglesi e il colonialismo britannico se ne dovevano andare dall'India.
Jan Palach che a quasi sera del 16 gennaio 1969, a Praga, in piazza san Venceslao, di fronte alla scalinata del Museo Nazionale, si cosparge di benzina e si da fuoco; vive per tre giorni in agonia, ma lucido: "Ho preso a modello i monaci buddhisti che si appiccano il fuoco per protestare per la guerra in VietNam". Lui lo fa contro l'occupazione sovietica del suo Paese.
Pina Bausch, Marina Abramovic. Il Corpo strumento di comunicazione estrema, politica che diventa nervi, vene e sangue vivo, Arte, perché tutti possano vedere o siano costretti a vedere quello che non vogliono guardare.
Giordano Bruno e Socrate.
Forse anche lo stesso Cristo.
Essere l'ultimo tra gli ultimi, cosciente del non avere più beni e Diritti, come un Francesco d'Assisi, ma occhi aperti, spalancati su questo orrore d'umanità sempre più gonfia d'egoisti necrofili, cannibali, idiozia criminale massificata e amarla comunque lo stesso, credere ancora in questo putridume infetto.
Il Corpo dello studente davanti alla fila di carri armati in piazza Tien An Men. Li ferma.
Smettere di mangiare e bere, comunicare che lo si farà anche fino ad esito ferale, offrire il Corpo in cachessìa alle televisioni e giornali, ai Palazzi, non accettare alcun invito a smettere da parte di coccodrilli e sciacalli, non stancarsi mai di chiedere, mai di bussare, fino alla fine.
Metterlo questo Corpo in comunione e mai per se stessi, non mangiarne particula, dare tutto all'Altro: al detenuto, al tossico, al travestito, al torturato, al condannato ingiustamente, alla trans che può solo battere, al malato di mente, al frocio, al malato terminale, agli imbavagliati...
Oltre il confine del proprio derma.
Oltre i confini dell'Europina e dell'Italietta.
Diventare l'Altro per essere davvero.
Il Corpo come Costituzione, Diritto Internazionale, Giustizia Giusta, Eutanasia Legale, Divorzio, contro l'aborto clandestino e le narcomafie, per le Unioni Civili, per la Fame nel Mondo.
Quel corpo che ora è lì esposto in morte liberato.
Di nostre libertà.
Ciao Marco.




Lucio Galluzzi
©2016CCL Common Creative Licence
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giovedì 23 settembre 2010

CI STATE AMMAZZANDO

Da "Civil Air, II"



Ci state ammazzando.
Dissanguando senza tregua.
Anche quando dormiamo. Voi che non dormite mai.
E chiamarvi vampiri sarebbe troppo atto d'amore, perché neppure quello siete
Non siete proprio. Non possedete identità umana.
Alieni, completamente al di fuori di ogni nostra sfera.
Siete lì, immobili, a moltiplicare il vostro capitale. L'unica cosa che vi eccita.
Neppure per il sesso siete buoni. Tradite, spergiurate, bestemmiate l'amore.
Pippate a più non posso e chimica per le erezioni.
Poi le uniche che riescono a non vomitare insieme a voi, in quei momenti, sono le troie, che dovete pagarvi, coi nostri soldi.
Una finta trombata e giù migliaia di euro.
Un'orgia, con lesbiche al seguito, chissà quanto ci porta via.
Sì, ci porta via, perché le vostre porcate private sono sempre finanziate da noi.
Di vostro ci mettete nulla.
Neppure il pene, e come fareste?
Che quando il pepe vi brucia sotto, o sopra in testa che è la stessa cosa, cercate pure la trans, non operata, chissà perché.
Uomini virili, in nero e camicia bruna, impettiti, mito del maschio.
Ne piegate anche tre al giorno.
Ma de che?
Intanto noi si sopravvive, contiamo i centesimi, pure quelli in certi momenti, sempre più numerosi i momenti, ci servono.
Un panfocaccia al supermercato in media costa 30 centesimi.
Ne prendi quattro: 1 euro e venti.
E' buono da mangiare anche senza companatico.
Due a mezzogiorno e due la sera. Ci bevi tanto sopra e la fame ti passa.
La frutta no… non puoi andare a centesimi.
Quella toglitela dalla testa.
Si scoprono cose strepitose con la povertà.
In un negozio cinese fornito di cibi loro per 70 centesimi compri una confezione di spaghetti con dentro le bustine per il condimento.
Due confezioni e mangi da re.
Non sai cosa c'è dentro. E' scritto tutto in ideogrammi.
Ma una volta messi nell'acqua bollente rendono tanto, si gonfiano, le verdure disidratate colorano un po' il brodo glutammatico. Se ne riempie una ciotola grande.
Con una porzione così stai bene tutto il giorno.
Contare sempre, anche le virgole.
Qualsiasi cosa prima ti sembrava inutile, ora ha un suo valore specifico.
E gli hard discount sono sempre pieni.
Ci hanno portati alla fame. Non solo d'alimenti.
E più vedi i vecchi alla fine dei mercati che raccolgono da terra, maggiore è il tuo senso di sconfitta.
E' tutto un silenzio. I pochi che ci provano ad alzare la voce rischiano di proprio.
Isolati e pericolosi, "squadristi" ci dicono.
Ce lo urlano quelli che avrebbero dovuto garantirci, invece fanno parte del gioco.
Siamo in saldo.
Si vale poco più di niente. E se vuoi un tuo posto sociale, anche minimo, devi seguire correnti.
Di partito, di religione statale, di incultura massificata.
Devi toglierti il cervello e fingerti loro. Poi ti abitui. T'intossichi.
E lo diventi davvero. Tu sei lordo e loro sono te.
Rispondi a tutti gli appelli che siano di voto, d'aggregazione solidale nazionale, difesa del dio che ti ha abbandonato, preso a calci nei denti, tradito… e anche se ti dicono di smetterla con quell'aggancio celeste, perché non esiste, tu non ci riesci.
Oppio. Sonni lunghi. Delega. Alienazione. Proiezione. Sublimazione.
Sindrome di Stoccolma.
Ci mettono in fila, contro il muro, e noi ci stiamo, col plotone davanti.
Manco scappiamo.
Altrimenti perché Genova?
Ci ammazzano, pure malamente, non basta solo un colpo preciso.
Prima si divertono. Prolungano la punizione.
Devi sanguinare, implorare, sputare i denti, schiacciare la faccia sull'asfalto.
Poi ti mettono anche nel letto del loro infinito amore.
Legato, sedato, immobile, al buio, senz'acqua.
Sei crepato da sei o dodici ore e nessuno se ne accorge.
Per protocollo defibrillano il cadavere tuo.
Ma sei morto.
E sai perfettamente che della tua fine nessuno è colpevole.
Anzi.
Saranno promossi. Qualcuno in alto gli stringerà la mano.
Complimenti, eterna riconoscenza, fiducia rinnovata.
E così che gira qui in questo basso impero.
Lui prende 400.000 volte il tuo stipendio. Gli dici che non è giusto e ti licenzia.
Osa ancora e chiude la fabbrica.
I potenti si auto acclamano, uno con l'altro si fanno in vena di odio e ira feroce.
Te le vomitano poi addosso.
Zitto che tanto non serve agitarsi.
Muto che t'hanno portato via pure l'amore.
Sequestrato le carezze.
Disseminata di mine la salute.
E dimmi ora se l'amico accanto lo riconosci ancora tale.
O se il dubbio di assale.
Sempre di più.
Ci hanno resi nemici.
Il guardarsi negli occhi è cosa rara.
Unica.
Assente.
Si ha solo una certezza assoluta, inamovibile.
Quella non se la possono cambiare. E' fissa come le stelle.
Prescritta non dai lodi. E' natura.
Impossibile sottrarsi.
In un modo o nell'altro. Di certo peggiore del normale.
Matematicamente sicuro.
Creperanno pure loro.

[A Carlo]



Lucio Galluzzi
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