lunedì 17 gennaio 2011

POVERO SILVIO - SIAMO TUTTI UN VIDEODROME


Ieri il capo del non-Governo ha offerto al mondo intero il suo ennesimo show. Il solito minestrone noioso, tristo, copia/incolla dei precendenti, pesante e neppure più divertente.

Almeno in quelli di qualche anno fa c'erano le comiche gratuite.

Ora invece è desolante lo spettacolo che offre. Ricorda la storia stupida dei matti che si raccontano le barzellette conosciute a memoria solo dicendone i numeri. Ridono lo stesso, poveretti loro, ma alla fine ad un numero non c'è risata: la conoscevano già.

Come Stanlio e Ollio che la TV ci ha fatto e ci fa vedere in continuazione, usati ormai come intervalli tra un programma e l'altro o riempitivo di ritardi di messe in onde, sostitutivi di contenuti cancellati per sciopero.

Per l'appunto te ne puoi anche andare a fare dell'altro.

Perché a lungo andare la comica, sempre la stessa, dopo decine di volte che ti passa davanti agli occhi, diventa deleteria, depressiva, disutile.

Così è tutte le volte che il premier se la conta parlandosi addosso.

Dice sempre le stesse identiche cose.

Le ripete da anni. Con lui fanno eco i suoi dipendenti pseudo politicanti.

Lui recita la parte e i berluscones hanno a disposizione materiali per tenersi ancora in vita qualche giorno.

A questo punto è lecito farsi sorgere dei dubbi.

Silvio non è uno stupido, tutt'altro; è un vecchio al tramonto, è vero, ormai distrutto anche fisicamente e nell'espressione del volto. Nell'intervento di ieri era talmente stuccato, inceronato, matitato, fardato, disegnato da sembrare un Ted Bounty mascherato, ma al femminile.

Tirato all'estremo, se cerca di sorridere l'atto si trasforma in smorfia disgustosa: un misto di dolore fisico e odio rabbioso digrigna denti.

Ma non è uno scemo.

Allora, se da anni continua a ripetere le stesse identiche cose, senza spostare una virgola, un motivo ci sarà. Sta a vedere che tutto quello che ci dice è vero.

Proviamo a ragionare maieuticamente e anche per sillogismi.

Se davvero il premier fosse da anni sotto ricatto da parte di un'organizzazione che lo vuole destituito e finito, con persone in associazione tra loro che come scopo hanno la diffamazione più bassa dell'avversario nemico.

Sarebbe una cosa gravissima: il capo del Governo dell'ottava potenza mondiale tenuto sotto scacco da delinquenti patentati e potentati.

Una cosa da servizi segreti e neppure italiani. Un complotto internazionale.

Lui dice di sentirsi perseguitato, portato all'esasperazione da certi giudici che lo accusano di cose mai minimamente pensate e figurarsi se fatte.

Se fosse tutto verità?

Se Patrizia D'Addario fosse una sorta di Mata Hari e avesse inventato tutto, con registrazioni digitali fornite dalla Stasi e mai effettuate a Palazzo Grazioli; il suo libro un'accozzaglia di fandonie suggeritele dal Partito Marxista Leninista armeno e tutto quello che lei testimonia frutto di una mente superiore, un grande vecchio del KGB non putiniano?

Se l'avvocato Mills in realtà fosse semplicemente un replicante costruito da Baraldi e messo in vita da quel fuori di testa di Cronemberg in una scenografia eXistenz sovrapposta al reale, avrebbe ragione il premier a dire che lui non lo ha mai conosciuto e i giudici si inventano panzanate

No, dico: siate seri! Pensateci bene. Tutto ciò è possibile.

Come è possibile che Noemi Letizia sia un ologramma e le interviste da lei concesse un riversamento magnetico dalla dimensione parallela, reali solo nell'antimateria, ma illusorie per tutti noi.



Che dire poi delle 14 ragazze che vivono in via dell'Olgiatina 65 a Milano due?

Quelle che hanno gli appartamenti in comodato d'uso, le utenze pagate da un incaricato tesoriere del premier, trovate piene di buste con migliaia di euro in banconote da 500, gadgets esclusivi del Milan a tiratura limitata come regali d'amicizia caritatevole, gioielli, ma soprattutto ricordi ben precisi dei festini passati nella discoteca segreta interrata in una villa di Arcore.

Anche loro sono peggio della spia comunista D'Addario, sono tutte venute dal freddo, al soldo della Ilda Boccassini, il terribile giudice saladino dal capello rosso, comunistaccia con la tessera di membra onorevole del Kremlino che le ha dato proprio Stalin in persona.

Ruby Rubacuori poi e un'invenzione di sanapianta della mente contorta di Vauro; Lele Nora non portava escort al premier coinvolgendo pure la scorta armata del capo del governo, quello è un film, anzi più film girati in falsissimo dal Travaglio in combutta con Sabina Guzzanti: lei travestita da Mora, il nemico giornalista da escori.

Lo vedete? Povero Silvio!

Basta ragionare con logica ed analizzare con amore gli avvenimenti per capire che lui ha ragione.

Lo hanno anche attaccato e crocifisso con la storia di Mangano l'eroe stalliere e lo stesso fanno con quel grand'uomo di Dell'Utri.

Proprio loro che sono buoni come la Caritas, intervengono per aiutare i bisognosi in caso di difficoltà economiche, malattie gravi, posti di lavoro per disperati e disperatesse bonazze.

Perché siamo solo noi che vediamo il marcio, noi italiani tutti, tranne naturalmente quelli che votano per Silvio.

Siamo milioni a vivere nel peccato del pensiero accusatorio.

Siamo diabolici perché dopo avere errato, perseveriamo anche.

Dovremmo vergognarci d'essere così squallidi e non credere alle verità che per l'appunto da oltre 16 anni Silvio ci racconta.

Stiamo lì lussuriosi a guardonare le foto porche scattate alla villa del Berly in Sardegna, ragazze seminude, il suo amico politico straniero con il pene ritto, a guardare quelle scene si pensa ad un bordello all'aperto… e invece era solo un casting, diretto da Fede l'Emilio fedele, per un nuovo film della Medusa sulla disoccupazione e la precarietà giovanile.

Siamo veramente cattivi e bolscevichi.

Noi che non crediamo che Cappuccetto Rosso si sia sposato con il Lupo e poi anche con la sirenetta di Copenhagen ed in seguito allargarono la famiglia alla Fata Carabina.

Non sappiamo le cose, eppure congetturiamo.

Siamo pure capaci di smentire che Walt Disney amasse i bambini come De Amicis e Lewis Carroll, perché siamo dei bacatoni, partiamo prevenuti.

Dovremmo vergognarci.

Pollicino era il fidanzato di Hansel e Gretel, insieme se ne andavano per il bosco a raccogliere mele avvelenate per Biancaneve, ma lei aveva i sette nani che la proteggevano, riuscì a salvarsi con precisi colpi di Kung Fu, ci fu una ribellione dei tre porcellini che sobillarono la Fattoria degli Animali di Nonna Papera e per tutto quel Paese di marzapane fu rivolta. Fino a quando una sera non giunse con una carrozza dorata a forma di cetriolo il mago Zurlì con il coro dell'Antonino e Iva Zanicchi. Cantarono "mamma tutto" e vissero felici e contenti per tanti e tantissimi anni, facendo molti fortunati figli.

Sono queste le verità che ci fanno grandi e soprattutto elettori.

Noi abitanti del Videodrome.

Io che ho scritto questo pezzo e tutti pensate che mi chiami Lucio Galluzzi.

Ma non è vero: io sono l'Immacolata Concezione.



Lucio Galluzzi

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