martedì 31 agosto 2010

GHEDDAFONI E BERLUSCAFI: FESTA LITTORIA A ROMA



… E MENO MALE CHE HITLER E' MORTO


Quello che si è visto nelle due giornate littorie romane per la "visita" del dittatore libico, è talmente grave da non ammettere alcun tipo di giustificazione. Ci mancavano solo i cinegiornali celebrativi con lo speaker dalla voce ardita, patria e imperiale per completare l'insulto alla Repubblica. Ci penseranno di sicuro Scodinzolini dal video e Signorini con un dossier stampato su "la bellezza degli uomini forti": loro di ciliegine sulla merda se intendono.
Chi non ricorda gli post satirici dell'Ottavo Nano sull'allora Casa delle Libertà, dove apparenti e compunti borghesi si producevano in schifezze plurime con slogan finale: "Facciamo un po' cazzo che ci pare"?
Sempre più spesso la satira si deve sostituire al giornalismo libero che da noi non c'è quasi più.
E così la Casa delle Libertà cambia nome negli anni. Non perde il pelo perché le estetiche di Regime non lo permettono e asfaltano le pelate, e i vizi aumentano senza alcun pudore.
Appunto, "ciarpame senza pudore" lo ha definito Veronica Lario quando ha rivelato che il suo ex consorte è malato e pure avendo chiesto le stessa aiuto agli amici più vicini al premier, nessuno se ne preoccupò allora.
Nessuno se ne preoccupa oggi.
"Uomini" con il culto della personalità, accomunati da una visione squallida del mondo femminile, si cercano e si accompagnano, diventano amici per la pelle, si fanno regali l'un l'altro: lettoni, giacconi, complicità oblique che sanno solo loro.
Berlussonini, Putin, Gheddafi, Lukashenko…
Il dittatore Libico per la quarta volta è "sceso" in Italia. Lo ha fatto con le sue devote amazzoni, trenta cavalli berberi, l'immancabile tenda beduina e tutta una serie di buffonate da circo di quart'ordine.
Il tizio che impersona il ministro degli esteri italiano, Frattini, sempre più simile ad un maggiordomo automatizzato, ha accolto il Colonnello con devozione e sorrisi che parevano il forno del Mulino Bianco. Poco importa a lui di quanto sangue grondi dalle vesti eccessive dell'esibizionista Muammar. Come tutti gli altri assegnatari di dicasteri dell'esecutivo Berlussoniniano, anche lui esegue ordini.
Poi che ci si poteva aspettare da un figuro che insulta Amnesty International che "osa" citare l'Italia come "Paese che viola i Diritti Civili dei migranti e calpesta le richieste di asilo politico"?
Muammar Gheddafi non è uno stupido. Sa perfettamente cosa vuole. Se viene in Italia e si permette quello che abbiamo tutti visto e saputo, è cosciente che può farlo.
Gli interessi economici tra Libia e Italia sono enormi: Unicredit, Aci, Telecom, British Petroleum Mediterranea, Generali, Terna, Finmeccanica, Impregilo, Juventus, Ansaldo Sts…
E quando il business fra gli Stati diventa così strategico, tutto il resto passa in second'ordine. Anzi: il resto è meglio dimenticarlo. Coprirlo.
Duecento e più ragazze ingaggiate a pagamento ed istruite per una somma che varia dagli 80 ai 160 € per andare sotto la tenda del Colonnello ed essere istruite da lui medesimo sulla necessità di conversione all'Islam. Pare che quattro siano state colte da rapimento mistico e abbiano scelto Allah.
Pagare le comparse attraverso agenzie di lavoro interinare ricorda lo stesso mezzo usato da Berlussonini per "mostrare" il consenso al suo partito in piazza san Giovanni a Roma per la campagna elettorale pre regionali.
Gheddafi si è spinto oltre; ci ha fatto sapere che l'Europa diventerà mussulmana, ha regalato il Corano in edizione maxi a chiunque e chiesto cinque miliardi alla UE per "fermare i flussi migratori, altrimenti diventerete neri".
Io mi sarei aspettato [non è vero] le Cassandre Regimental Strillanti per la causa "Radici Cristiane, Padane e Celtiche" e protestare fuori la tenda beduina del beduino, ma non c'erano!


Non c'era la "s'ignora" della politica Santanché a strapparsi le tonsille facendo sapere al Colonnello che "maometto era un pedofilo, "il burqa è offesa alla donna e da noi è vietato", non si è buttata contro il servizio d'ordine urlando le peggio cose contro il maschio d'Allah.
Neppure la coraggiosa e determinata Gelmini ad affiggere crocifissi qua e là, dentro e fuori la tenda di Muammar, o Buttiglione, Casini, Binetti a fare la stessa cosa per solidarietà papalina.
Zitti e muti pure La Russa, Maroni, Gasparri… non gli hanno detto "piuttosto che tradire la croce, crepa!"
Sgarbi non l'ha insultato chiamandolo "porco porco porco porco" invece che capracapracapra: difende la cristianità solo contro Cecchi Paone che "è una checca, bastardo, che non sa quanto siano grande la Chiesa e i preti".
Però il giorno dopo, ma solo il giorno dopo, va in televisione il Vittorio, e parla con calma, di "pittoresco leader quello libico, britannico il nostro premier, quando Bersani va da Fidel Castro non si protesta, è più offensiva una pala eolica che la tenda di Gheddafi piantata lì, e non dimentichiamo che la sinistra stringeva la mano a Ceausescu… ho trovata divertenti la parata e le esagerazioni di Gheddafi, dai… come un Cirque du Soleil…" [rainews24, 31 agosto 2010, ore 09.55]
Ieri sul prato dell'ambasciata libica a Roma non c'erano neppure Borghezio e i suoi simili a pascolare maiali come sono soliti fare in luoghi destinati alla costruzione di moschee.
Devo dire sempre di più: che fedeli!
Che cristiani|
E la Militia Christi con la Mussolini dov'erano?
Se non c'è Barbara d'Urso con le sue dirette pomeridiane e la Panicucci del mattino, tutti questi fedelissimi della Croce se ne fottono. A loro interessano le comparsate, andare sotto i riflettori, litigare sparando frasi nelle quali neppure loro credono, solo e semplicemente per mantenne calde le poltrone loro e soprattutto quella del Capo che gliele regala solo se sanno leccare bene e portano voti.
Sempre di più questa gente abbassa il profilo dello Stato a qualcosa di ridicolo e lo pone alla berlina internazionale.
Berlussonini ha pianto vedendo gli orrori degli italiani colonialisti in Libia, e onestamente sono stati orrori, Gheddafi si è commosso nel vederlo lacrimare.
Ma quante lacrime scendono su quelle gote inceronate per i disperati che a centinaia respinti da Maroni vengono mandati a morire, picchiati, torturati nelle carceri e campi di concentramento libici? O per tutti gli altri con diritto di asilo politico "allontanati" dalle nostre coste e finiti nelle mani di Muammar che li scaccia dalla Libia e li lascia a crepare nel deserto…
E meno male che Hitler è morto, altrimenti prima o poi ci saremmo trovati Mengele in visita ufficiale da noi, scortato nei campi Rom a prendersi zingari gemelli per i suoi "esperimenti" ariani e la Gelmini lo avrebbe proposto per lauree Honoris Causa in Medicina e Chirurgia e Psicologia dell'Età Evolutiva.




per saperne di più:
http://luciogalluzzi.blogspot.com/2009/06/gheddafi-berlusconi-moira-orfei-e-altri.html

Lucio Galluzzi
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venerdì 27 agosto 2010

I TRE DELL'AVE MARIA

IL MEETING, COMUNIONE E LIBERAZIONE E LE LODI AGLI SQUALI



Molti spettri si aggirano per l'Italia [e anche per l'Europa].
La multimedialità e il villaggio globale permette il panteismo di questi esseri.
Convinti ormai d'essere dio e far parte del tutto, di tutti e l'altro o è ad immagine e somiglianza loro, oppure può anche morire.
Anzi: deve morire.
Lo chiamano "corsa verso il futuro", che è poi una variante di "governo dei fatti", dove i fatti sono "l'Amore Obbligato di Stato": quello che praticherebbe a piene mani l'esecutivo.
Uno strano amore che di bontà ha nulla e rispetto per il prossimo amor meno.
Qualcuno ha notato che nei "quattro o cinque punti" programmatici, che Berlussonini ripropone come "contratto agli italiani" e "obbligo di fiducia" al Parlamento, non c'è un solo accenno alla politica economica e sociale, al lavoro, disoccupazione e precariato.
Non è stato un caso.
Infatti a distanza di pochi giorni la platea sterminata dei cattolici di Comunione & Liberazione [Fomigoni, Buttiglione, Casini, Binetti, Opus Dei & Co. Production] ha ospitato gli interventi dei rappresentati più influenti della borghesia industriale italiana: Marcegaglia, Tremonti, Marchionne.
Se qualcuno aveva dei dubbi, non pago del malcostume e della amoralità esondanti,
e sperava ancora nella buona fede di questo governo, ora i tre dell'Ave Maria hanno fugato qualsiasi parvenza giustificazionista.
Eh sì: perché nell'esecutivo che finge di governare il Paese le cariche, anche le più alte, sono intercambiabili a piacere tra loro: ministri, industriali, portavoce, "giornalisti di famiglia", sottosegretari si scambiano i ruoli un giorno per un altro, tutti intruppati a reggere il moccolo e tessere le doti del capo supremo.
E' capitato da poco, per esempio, che l'approssimativa ministra della Pubblica Distruzione, non avendo da lavorare per la sua funzione, visto che la Scuola Pubblica l'ha sfasciata per bene, si è prodigata a commentare pure la situazione dei tre metalmeccanici Fiat licenziati a Melfi e, naturalmente, nella sua immensa compassione per i crocifissi si è dichiarata "d'accordo in tutto e per tutto con Emma Marcegaglia e il Lingotto."
Ma perché una che si dovrebbe occupare di un dicastero che nulla ha a che spartire con il lavoro e l'industria si preoccupa di dare il voto alla rappresentante di Confindustria?
Per la stessa ragione per la quale Tremonti ha dettato alla signora in questione una riforma della Scuola basata solo sui tagli economici/licenziamenti e le ha ordinato di giustificare il tutto con qualche sorta di panatura pedagogica. Il ministro del Tesoro diventa quello dell'Iterazione, quello dell'Istruzione fa di tutto un po', tipo jolly, tanto conta come il due di coppe nella briscola col morto, Bondi alla Cultura fa il Premier, il Premier ha sostituito Scajola, Sacconi al Lavoro e Politiche Sociali fa il sindacalista della Confindustria e Bonanni della Cisl lo sostituisce quasi in tutto, Frattini agli Esteri parla a nome di Maroni e viceversa…





E' come il gioco del Lego, mattoncini colorati da comporre a piacere secondo le esigenze dei momenti; ci sono anche pupazzetti in quelle costruzioni, ognuno identificato con un lavoro che si possono spostare come meglio si crede.
I problemi nel gioco sorgono quando si trovano i pupazzoni tipo Bossi e Calderoli e zavorre tossiche come Farina e Stracquadanio, ma niente paura i posti ci sono per tutti; e se l'agente "Betulla" può rappresentare il ministero dell'Istruzione e della Ricerca Scientifica perché piace a Mariastella [trad.: piace al premier], Bossi lo laureano Honoris Causa in Scienze della Comunicazione [ma se non si capisce neppure più quello che dice?]; chi si meraviglia più se Marcegaglia, Marchionne e Tremonti ricoprono tutti e tre la stessa carica e anche quella di Sacconi e Brunetta e contemporaneamente sono pure loro stessi tutti i sindacati possibili dei lavoratori italiani?
Tutti e tre a Rimini hanno detto le stesse gravissime cose. Discorsi e proposte che ci riportano indietro di 40 anni rispetto alle conquiste della classe operaia e politicamente si rifanno al padronato dell'800.
Ci avvertono che la sicurezza sul posto di lavoro è un lusso che non possiamo più sostenere, e mentre lo affermano qualcuno muore soffocato in una cisterna, altri cadono da impalcature e si fracassano al suolo. E vanno oltre: il diritto di sciopero deve essere cancellato perché danneggia il padrone, allo stesso modo le assenze per malattie, l'attività sindacale contraria al capitali loro, superare soprattutto la lotta di classe, i contratti nazionali e lo Statuto dei Lavoratori e quindi anche la Costituzione.
In pratica: la classe operaia non esiste più, i dipendenti devono amare Marchionne e tutti quelli che come lui "hanno fatto il bene dell'Italia e ancora vogliono farlo" e se "l'azienda Italia-Fiat non decolla è colpa della Fiom-CGIL, dei contributi [statali? ancora? Li versiamo direttamente al Governo Serbo o all'esercito di Šutanovac?] che mancano e del conflitto che arriva al boicottaggio della produzione, quindi il comportamento del Lingotto di licenziare i tre di Melfi è legittimo perché loro non sono i lavoratori, ma dei lavoratori…" infine "ringrazio la preziosa collaborazione di persone come Bonanni e Angeletti, Tremonti che è un genio [testuale] e Emma Marcegaglia per il sostegno e la solidarietà…"
Tremonti e Marcegaglia hanno detto le stesse identiche cose, solo alla fine hanno sostituito il nome proprio dalle lodi.
Tutta la platea di Comunione e Liberazione ad applaudire ogni frase dei tre a scena aperta, ci mancavano solo le standing ovations. Come amano il prossimo questi papalini!
Una cosa è da notare più di tutte: il conflitto di classe è dagli anni 80 che in Italia non esiste più perché in pratica è stato "cancellato" nelle forme di protesta consuete, scioperi generali e quant'altro, per volontà speciosa degli esecutivi e dei due sindacati che si stavano statalizzando.
E questo già basta a sbugiardare i sermoni che l'accolita confindustria-ministeri ha prodotto a Rimini.
Ma è forte questa santa alleanza, così facendo, andando a piangere al Meeting di CL, ottiene pure le benedizioni del pontefice, dopo quella del padreterno di Arcore.
Si pavoneggiano e fanno la ruota per mostrarsi a tutti legittimati santi buoni e giusti.
Però a tirare troppo questa corda già marcia, si arriverà, per questioni storiche, sociali, economiche e di disperazione popolare, allo strappo definitivo, come successe negli anni 70.
Sarà doloroso allora.
E molto.
Non continuatelo questo stupido e pericolosissimo tiro alla fune.
Alla stupidità della bugia e dello stravolgimento della realtà, usate più saggezza, meno arroganza e prepotenza, dimenticate la sicumera e siate più intelligenti.
Non ne andrà solo di voi, manche di voi.
Studiateli bene gli anni 70.



Lucio Galluzzi
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sabato 21 agosto 2010

LA PEDAGOGIA BERLUSSONINIANA

DIDATTICA DELL'OLTRAGGIO




Dal 1994 la politica italiana ha subito uno stravolgimento totale. E' diventata anno dopo anno qualcosa che assomiglia sempre più ad un affare privato di famiglia, che deve salvaguardare e guidare al meglio non più la cosa pubblica, bensì gli interessi di una casta. O meglio: i buffi e le situazioni personali giudiziarie, economiche, sessuali, matrimoniali di una sola persona che coinvolge un'intera corte di ministri, sottosegretari, avvocati, giornalisti, deputati e senatori ai suoi voleri.
Sono più di quindici anni che il processo di mostrificazione dell'atto politico va avanti.
Questo personaggio con un impero economico favoloso materializzato agli inizi non si sa bene come, perché non lo vuole dire, ha ridotto gli esecutivi alla stregua di cameriere serventi e devotissime alla sua causa, che è poi quella di non volere cause, semplicemente.
Stare lontano dai tribunali italiani che lo reclamano a gran voce è il suo unico scopo di vita governativa.
Dell'Utri, suo amico fraterno ed esecutore di amore incondizionato per le aziende del Capo, nel suo squallore di condanne, conoscenze mafiose, favori chiesti a Cosa Nostra [ed altro] ha almeno avuto la decenza di ammettere che è sceso in politica "per evitare la galera". Infatti: nonostante le condanne, i coinvolgimenti nella massoneria più o meno vera, deviata, P3 e faccendieri delinquenti abituali, resta senatore intoccabile.
E' l'esempio più palese della pedagogia dell'era berlussoniniana.
Se si pensa al potere inimmaginabile che ha il premier con le sue televisioni nazional popolari, giornali e quotidiani di famiglia che scrivono per lui e contro tutti i suoi avversari, usando anche la diffamazione, le amicizie pericolose e similari al suo essere, vedi Putin, Gheddafi, Sarkozy… e l'ultimo dittatore ancora attivo in Europa, aggiungendoci il patrimonio economico sterminato che possiede, è uno dei più ricchi del mondo, è facile capire come è stato possibile usare questa Nazione come il set del Grande Fratello di Mediaset/Endemol. E' riuscito in quello che dopo il ventennio nessuno aveva osato: il lavaggio del cervello agli italiani.
I cittadini sanno che i governi berlussoniniani che si sono succeduti non hanno mai fatto gli interessi della cosa pubblica, portando solo gravi e ormai insanabili disastri, comprese la miseria e la povertà diffuse, il precariato assassino, la disoccupazione sempre più alta e, in questi ultimi tempi, anche la fame per anziani e famiglie non più garantite da entrate decenti che ricorrono alle Caritas per "fare la spesa".
Lo sanno gli italiani, perché ne parlano, lo contestano, lo fischiano ovunque lui e i suoi vadano. Eppure per una strana alchimia, misteriosa?, lo rivotano e lui, tronfio scambia il consenso popolare per acclamazione al duce.
E' solito ripeterci che visto che è stato eletto dalla maggioranza della gente, lui fa esattamente quello che vuole, perché gli hanno dato il potere di farlo.
Lui è lì, se lo fanno restare lì e perché gli elettori del polo vogliono essere dall'olio di ricino. E ne è convinto. Strafelice.
E' pur vero, come diceva Montanelli, che "gli italiani non sanno andare a destra senza finire nel manganello", ma anche "l'Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che ho mai visto per bassezza e volgarità… è la feccia che risale il pozzo."
Che esempio pratico ne traggono da tutto questo scempio i giovani?
Che cosa hanno incamerato nel frattempo?



Sapranno che:
più rubi e freghi i soldi al prossimo meglio otterrai rispetto dagli stessi depredati;
se fai il bullo/prepotente sarai fortunato;
essere bugiardi, mitomani, a danno altrui è lecito;
non rispettare la legge e farsi beffa dei giudici insultandoli pure è norma buona;
se sei donna devi essere bella e provocante a tutti i costi, anche facile e stupida, così si apriranno tutte le porte;
lo straniero è un nemico da mandare via anche con le maniere forti, se muore in un campo di concentramento libico sono affari suoi, Gheddafi è un santo;
"nonni" settantenni possono senza alcun problema intrattenersi con minorenni, meglio se gli anziani sono pronti a fare regalini a base di collanine, diamantini e promesse di lavoro, i genitori ne saranno ben contenti e orgogliosi;
essere puttanieri trattando le donne come bambole gonfiabili fa fico, soprattutto se sei personaggio pubblico, sposato con figli pure più grandi della troia di turno;
sprangare omosessuali e lesbiche lo ha insegnato chi di cristianità se ne intende;
non studiare, mai leggere un libro, un quotidiano, andare a scuola solo per presenziare ti può portare ad essere ministro o sottosegretario;
fottere gli operai fingendosi loro alleato, andare a cena con il padrone, stringere accordi segreti con lui, soprattutto se sei sindacalista ti farà diventare anche dirigente di ente statale;
la famiglia è inutile, non serve, giurare il falso sulla testa dei propri figli e continuare a farlo è moralmente esatto;
picchiare, diffamare, insultare, sputare, distruggere la vita del tuo avversario è amore vero;
frequentare mafiosi, mangiarci insieme, chiedere favori promettendone altri in cambio è un metodo giusto per stare tranquilli e dimostrare il bene agli amici;
la materia più importante da studiare è la religiosa cattolica, altrimenti perché chi la insegna è pagato molto più degli altri? La Geografia e Storia dell'Arte non servono e si possono eliminare perché antiche; la storia contemporanea e moderna è una panzanata perché gli storici raccontano solo balle in quanto comunisti;
se ti regalano una casa, un orologio di marca in oro, macchine fuoriserie, barche, puttane, coca… accetta: ti è dovuto e fregatene tanto nessuno ti condannerà, ci sono delle leggi fatte apposta per proteggerti;
essere fascisti è bello, dimostra la tua potenza personale, più fai il macho e più vinci;
non preoccuparti dei comandamenti del Vangelo basta esporre una croce e sei a posto;
più leccherai maggiore sarà il tuo merito sul lavoro, qualsiasi lavoro;
non invecchiare mai, truccati sempre, fatti vedere inossidabile e nega sempre l'evidenza;
se conosci gente appartenente a società segrete illegali non allontanartene;
la Resistenza e la Liberazione dal nazifascismo sono un'invenzione bolscevica;
puoi calpestare come meglio credi la Costituzione e le Istituzioni Repubblicane, le leggi che hanno fatto per te ti rendono non punibile;
non presentarti mai ad un processo;
cerca di essere sempre pronto alla rissa;
più urli e copri la voce degli altri, più sarai amato…
Insomma: caro giovane, fai il cazzo che vuoi.
Sarà una bell'Italia piena di figli dei figli del "ciarpame senza pudore" che ora è Regime Obbligatorio.
Sarà una repubblica fondata sull'oltraggio e il sequestro del popolo intero, che non cambierà, fino a quando tutta la parabola negativa sarà compiuta, una massa di pecore che voterà l'aguzzino amandolo in quanto tale.
Un Paese di ovili.
N.B.: Non chiedere mai cosa sono gli ovili, tanto ti risponderanno sempre che si tratta di contenitori per uova.




Lucio Galluzzi
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giovedì 19 agosto 2010

L'EMERITO MORTO E LA SFILATA DEI COMPAGNI DI MERENDE

CHE FEDELI!




La memoria non ce la può portare via nessuno.
Non ce la scippa alcun lodo di Angelino Jolie the Rimmer e neppure i DDL di Riportino Schifani.
Non la possono stuprare come fanno con la Costituzione né un Frankenstein Ghedini tantomeno la possono mettere ai voti chiedendo la trentamilionesima fiducia per cassarne parti.
Non è soggetta al controllo dei faccendieri delinquenti delle varie Logge P2, P3, PPirla o di sentenze firmante Alfonso Shining Marra.
Proprio no, la memoria è nostra. Quella resta a noi.
E noi non si è Berlussonini che dice una cosa in conferenze stampa, filmato, stenografato e poi le nega, dicendo ai giornalisti che sono loro i cretini che hanno capito male.
Non tutti sono fuori di testa così.
Non tutti gli italiani sono proni e disposti a concedersi come troie per qualche pugno di euro e collanina con ciondoli di rappresentanza scopereccia nei Palazzi.
La memoria si sa che se usata bene, senza mezze parole, con ricordi netti e precisi, documentati è rivoluzionaria.
Perché diventa verità; e in un epoca di cialtronismo, bugie, dossier dei servizi costruiti ad hoc con diffamazioni inventante per uccidere socialmente quel Boffo o quell'altro avversario, la verità, che è sempre più bene raro e prezioso, è dirompente.
Alla faccia di Littorio Feltri, Mentone Belpietro, Chupa Chups Mario Giordano [voce bianca in un cervello piccolo e nero], Minchiolini, Mammouth Mimun, Capezzolone… & Co. [Leggi: Prezzemoli prezzolati, inseriti in ogni minestrone e usati dal padrone solo per regimental disinformazia].
La memoria è presente e viva.
Piergiorgio Welby chiedeva di poter morire dignitosamente, ponendo fine al calvario della SLA. I "Che Fedeli!" politici intervennero anche sulla vita sua, come fecero per Eluana Englaro, pronti addirittura al Decreto ad Vitam Aeternam per condannare alla crocifissione infinita ed ergendosi a Padreterni, parlando in nome di Dio. Maledette religioni di Stato!
Per Welby, alla sua morte, si levarono gli scudi dei crociati, pure porporati: per lui niente chiesa o rito funebre. Trattato come un criminale, rifiutato fino all'ultimo. E come si battevano, urlando e stracciandosi le vesti, i politici divini. Un suicida aveva commesso peccato mortale e quindi era automaticamente un mostro.
Che carità cristiana!
Per Eluana arrivarono al peggio immaginabile, superandosi in squallore e follie integraliste. Andavano a fare le veglie davanti alla clinica dove era la ragazza, mostravano bottiglie d'acqua e pane perché il padre, Beppino, era un "assassino che faceva morire la figlia di fame e sete", lo scrissero con gli spray sui muri lì intorno si riunirono per emanare una legge d'urgenza per il mantenimento in vita contro la volontà del soggetto, condannando all'inferno i genitori.
Anche Berlussonini, Santo Subito!, esternava sulla vita eterna vegetativa: "facciamo in fretta per salvarla", si commuoveva. Il tizio che impersonava il ministro della Salute fece carte false, compresa la denuncia al padre di Eluana, che pure altri fecero.
Questa stessa gente, così premurosa a mandare "all'inferno" chi esce, secondo loro, dal cammino che la chiesa vaticana traccia, ieri erano tutti a sfilare davanti al feretro di Cossiga. Contriti, mediaticamente commossi, apparentemente cordoglianti. Facevano a gara a chi la diceva più bella e incensata sull'emerito morto.
Anche il papa in un messaggio fa sapere che prega per l'amico esempio di fede e devozione.
Bravo anche Benedetto XVI.
Bravo pure Bertone che si è esibito in pompa magna. Schifani ha sospeso le vacanze per essere presente, Andreotti, il fantasma, nessuno è riuscito a vederlo, ma c'era pure lui.
Tutti d'accordo: Cossiga era "un grande statista, uomo giusto, democratico eroe servitore umile della Patria, sincero, ingenuo, non ebbe mai paura di nulla, integerrima figura specchiata, maestro esemplare della rettitudine istituzionale, geniale, esempio per tutti… ", anche per Napisan.
Ma insomma: un po' di vergogna, solo pochissima, non ne serve molta, questa gente non la prova?
Evidentemente no. Sono 15 anni che lo dimostrano.
Così celebrano con tutti gli onori uno di loro, identico a quello che è sempre stata la linea omertosa della Democrazia Cristiana che ha cambiato solo nome e non è mai morta. Anzi è viva, peggiorata e ancora più virulenta mortale.
Omaggiano colui che è secondo solo ad Andreotti per invischiamenti, bugie, segreti neri conosciuti e mai rivelati; un assassino che quando era ministro degli interni mandava i poliziotti in piazza, travestiti da autonomi, con il volto coperto, a sparare su ragazzi inermi, ad altezza d'uomo, fino a fare il morto.
Pregano e si costernano per la scomparsa di uno che diffamava senza problema, insultava, raccontava palle grosse come il Colosseo, giocava con i morti delle stragi di Stato divertendosi a esternare rebus e indovinelli che nemmeno lui capiva, era così, un poveretto che non lasciava mai parlare gli altri perché aveva troppo bisogno di mettersi in mostra, e nessun desiderio di raccontare una sola verità che fosse plausibile.
Fanno la coda davanti alla mortuaria del Policlinico i compagni di merende, non sanno più nulla di Aldo Moro e fanno finta di non ricordare chi lo volle rapito, segregato, fatto passare per plagiato pazzo, assassinato e poi fatto ritrovare nella R4 rossa tra la sede romana della DC e quella del PC.
Lo volle morto il suo amico più intimo: Francesco Cossiga e con lui la Democrazia Cristiana e i politici di quel tempo che lo temevano e non gradivano il compromesso storico, e chissà cos'altro.
Nei 55 giorni della prigionia di Moro, Cossiga, che aveva sempre definito suo mentore lo statista rapito, non si fece mai vedere dai famigliari che prima frequentava così tanto, non rispose neppure ad una lettera privata di Maria Fida Moro che conteneva questa frase: "Le lacrime non lavano il sangue".
La famiglia Moro fu molto offesa dal comportamento dell'emerito, come lo fu per quello dei politici al governo, tanto che troncarono ogni rapporto con la masnada di bugiardoni.





Questi politicanti da quattro soldi che non vanno alla commemorazione della strage di Bologna, per la prima volta, perché temono i fischi [come ha tenuto a precisare La Muffa Ignazio, lui preferisce di certo il suono delle bombe] ma corrono in massa a mostrare le abbronzature intense, loro ci vanno in vacanza, eccome!, esibite per condoglianza.
Fanno anche altro. Fini e Gianni Lekka hanno usato il momento dell'ultimo saluto a Cossiga per fare una riunione in una camera lì vicina, col morto ancora caldo, sono stati venti minuti lì chiusi a discutere del ripianamento per la maggioranza PDL. Li si vede poi uscire in mezzo alle corone di fiori, sorridenti, soprattutto Lekka, mentre Fini gliela conta, entrambi con facce soddisfatte. Che cafoni!
Ma questi cristianissimi personaggi, che maledicono per l'appunto Welby e sputano sugli Englaro, questi papi che edittano per il cattolico Cossiga di cui erano amici pregano per Giorgiana Masi?
Sanno chi è e a quanti anni è stata uccisa? E come?
Si battono il petto ricordandosi nelle preci di Francesco Lorusso?
Sgranano compassionevoli i rosari per gli 81 abbattuti ad Ustica?
Recitano almeno un eterno riposo per i 12 viaggiatori dilaniati sull'Italicus?
Dedicano un pensiero, ma anche uno solo, agli 8 morti e ai 102 feriti di piazza della Loggia a Brescia?
A quelli di piazza Fontana?
Non ricordano neppure gli 85 caduti a Bologna per l'orrenda strage e quelli morti successivamente per le mutilazioni.
Ma corrono intruppati a portare il vessillo della patria cristiana a chi si è portato via i segreti che ancora oggi i famigliari delle vittime e i superstiti chiedono di conoscere.
E' diventata questa cosa la nostra Repubblica.
E' diventata la loro, una cosa privata ad uso e consumo dei potenti, faccendieri, servizi segreti deviati o meno, grandi peccatori, delinquenti abituali, assassini, omertosi, concussi e mafiosi…
In questo bel Paese di Pulcinella la norma del "più ne combini, più manganelli, più sei sporco maggiore sarà la ricompensa di carica istituzionale" è la nuova religione, quella che anche Benedetto XVI benedice.
Sacro e intoccabile sia sempre il Segreto di Stato.
Beata l'omertà perché su essa si fonda l'impunità.
Santi coloro che macchiati di sangue innocente, fanno finta di nulla.
A loro grandi celebrazioni quando muoiono.
Perché i morti non sono tutti uguali.
I morti comuni meritano nulla.
"La morte appartiene ai potenti"
Così è, e così sarà.
Amen

ADDENDUM: Cossiga mi mancherà manco per niente.







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