mercoledì 8 dicembre 2010

L'INTERNAZIONALE NERA

COSSIGA INSEGNA, MARONI ESEGUE

Strategia della Tensione e repressione

- parte prima -



Piazza della Loggia



Milano, 23 ottobre 2008 - come sedare le manifestazioni degli studenti Universitari: "Maroni dovrebbe fare quello che feci io quando ero ministro degli Interni: ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con provocatori pronti a tutto, lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopodiché, forti del consenso popolare, il suono delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle macchine della polizia e dei carabinieri, le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, ché tanto poi i magistrati li metterebbero tutti in libertà, ma picchiarli, e picchiare anche quei docenti che li fomentano, soprattutto i docenti, non quelli anziani certo, ma le maestre ragazzine sì. Aspettare quindi che la situazione precipiti, magari pure con qualche morto tra la gente, magari una donna, sarebbe opportuno che fossero danneggiate sedi come l'Arcicevovado di Milano o la sede dell'Unità… poi le forze dell'ordine dovrebbero intervenire non in assetto antisommossa ma vestiti normalmente, alla fine il Viminale dovrebbe dire che si è intervenuti contro Casa Pound e altri manifestanti dell'estrema destra, compresi i naziskin che manifestavano al grido di 'Hitler Hitler' "

Francesco Cossiga, intervista al Quotidiano Nazionale e lettera inviata al Capo della Polizia



Negli anni 60 in Europa esistono contemporaneamente cinque internazionali nere.

Una in particolare è da segnalare per distinzione e diffusione, è la "Jeune Europe" di Jean Françoise Thiriart, ex nazista belga, che fonda anche il "Parti Communitaire Européen". Entrambi le organizzazioni sono fortemente antiamericane e antisemite. Lo scopo di Thiriart era quello di creare un partito europeo anti imperialista, ma di destra. Fra i suoi discepoli italiani c'è Giorgio Freda, mentre altri italiani appartenenti a Jeune Europe confluiscono in Ordine Nuovo.

Nell'autunno del 68 Thiriart effettua lunghi viaggi nei Paesi arabi per creare alleanze politiche e militari; voleva inquadrare ed indirizzare quei
Paesi "progressisti" per convincerli ad allearsi con le forze palestinesi, allora in formazione, contro Israele, ma la sua missione fallì.

Nel 1984 diventa l'ideologo del Partito Nazional Comunitarista. Costituisce un numero elevato di sezioni non solo in Europa, ma anche oltre Atlantico. L'operazione ha riflessi anche in Italia.

Thiriart funge da supporto logistico con la OAS, Organizzazione dell'Armata Segreta, gruppo terroristico costituito da militari dell'estrema destra dell'esercito francese, che si opponeva all'indipendenza dell'Algeria.

La vicenda storica della OAS e Jeune Europe costituisce la prova storica della esistenza si una reale Internazionale Nera, perché la sconfitta dell'OAS produce e sedimenta una quantità di strutture, in particolare la Aginter Press, una finta agenzia di stampa dietro la quale si cela una rete di uomini provenienti dall'OAS, che ha un proprio esercito clandestino utilizzato nelle battaglie a favore dell'ultimo baluardo colonialista in Africa: il Portogallo.

Aginter Press origina "Ordine e Tradizione" una vera e propria Internazionale Nera che ha un ruolo in Paesi in cui al potere c'è la dittatura, ma soprattutto è al servizio di diversi Servizi Segreti, tra i quali anche quelli Italiani e statunitensi.

Aginter Press utilizzava anche il nome di Centrale Ordine e Tradizione, il suo quartier generale era in Portogallo negli ultimi anni della dittatura fascista di Antonio Salazar.

Il direttore era Jive Ghion, vero nome Guerin Serac, un fanatico nazional cattolico e vecchio appartenente all'OAS.

Da un documento ritrovato su Aginter Press a firma di Guerin Serac:

"La prima fase della nostra azione politica consiste nel creare il caos nelle strutture democratiche dello Stato. Due forme di terrorismo possono provocare questo effetto: quello cieco, cioè compiere attentati che causino diversi morti, e il terrorismo selettivo per eliminare presone precise.

La distruzione dello Stato democratico deve essere portata a termine il più possibile sotto la copertura di attività comuniste, poi noi dovremo lavorare all'interno dell'esercito, del potere giudiziario e della Chiesa per condizionare l'opinione pubblica, infiltrando gli organismi legali dello Stato per far risaltare l'impotenza della struttura legale dello Stato esistente."

Tramite l'OAS e l'Aginter Press si produce nel neofascismo europeo un passaggio strategico e fondamentale: dall'anti USA e URSS alla difesa dell'Occidente [programma al quale aderisce Ordine Nuovo in Italia].

I vinti di ieri si alleano con una parte dei vincitori in nome di una battaglia al Comunismo e al risveglio dei popoli afro-asiatici.

Quindi non più la continuazione della idea terzaforzista del fascismo, ma il salto di qualità attraverso la strategia della tensione con l'attivo inserimento di Ordine Nuovo, che è la forza "politica" che si impegna di più in Europa ed in Italia per mettere in atto il pensiero di Serac.

Il Servizio Segreto italiano reclutò gran parte dei dirigenti neofascisti e neonazisti che erano inseriti in queste organizzazioni.


La prova è negli atti giudiziari dell'ultimo troncone di processo relativo alla strage di piazza Fontana, ma anche per la strage davanti alla questura di Milano del 1973: i magistrati facendo accessi meli archivi del SID e dell'Ufficio Affari Riservati hanno ricostruito in particolare l'organigramma di Ordine Nuovo dal quale emerge che non c'era dirigente dell'organizzazione che fosse estraneo da un rapporto anche solo economico dal SID o dall'Ufficio Affari Riservati.

Ordine Nuovo, organizzazione neonazista [il nome è preso dal Nuovo Ordine Europeo di Adolf Hitler], viene assoldato dal Servizio Segreto italiano, in parte anche dall'Intelligence USA, alcuni di questi dirigenti dichiararono di essere pagati da militari delle basi Nato di Verona e Vicenza.

Gran parte dei dirigenti di Ordine Nuovo erano interni al Servizio Segreto italiano, non si può quindi pensare come infiltrati, ma esattamente che neonazisti erano al servizio degli apparati di polizia e di sicurezza italiani.

E' inquietante, oltreché gravissimo, riuscire a capire che tutte le stragi nel nostro Paese potevano essere evitate così come un minuto dopo gli stessi responsabili avrebbero potuto essere arrestati.

Molti militanti di estrema destra ricercati in Italia nella seconda metà degli anni '70, tra i quali Stefano delle Chiaie, si rifugiarono in Spagna, a Barcellona e Madrid, ebbero appartamenti dalla polizia franchista ed in cambio fecero il "lavoro sporco" per le forze fasciste di Franco, cioè azioni contro i militanti baschi.

Per i franchisti era un'occasione ghiotta e sicura; se anche uno di questi neonazisti italiani fosse stato arrestato, il governo spagnolo poteva sempre dire che era uno straniero, entrato clandestinamente nel Paese e quindi Madrid non ne era responsabile.

Alcuni collaboratori indicarono poi ai magistrati italiani che neonazisti di Avanguardia Nazionale, in particolare quella parte che si era fusa con Ordine Nuovo, erano al servizio della DINA di Pinochet.

Non si tratta di illazioni; ma di realtà contenute nelle sentenze che hanno portato alla condanna i vertici dei Servizi Segreti cileni di Pinochet. Stefano delle Chiaie compare ancora fra coloro che collaboravano con la dittatura di Santiago.

Latitanti in Italia, i neonazisti ricercati nel nostro Paese, si rifugiarono, ben accolti, in Cile, retribuiti dal Servizio Segreto cileno e lavorando per le forze golpiste.

I magistrati italiani che indagarono su questo specifico pezzo di Storia furono ostacolati, e non poco, dall'Intelligence Usa e dai servizi segreti nazionali. Gli Stati Uniti per anni si rifiutarono di collaborare; solo nel 1993 permisero l'interrogatorio di uno dei loro agenti in Cile, un organizzativo che aveva guidato diversi attentati e poi era ritornato negli Stati Uniti. Da questi interrogatori gli inquirenti riuscirono a compilare l'organigramma con i nomi di battaglia dei terroristi e organizzatori dell'Operazione Condor, anche per l'appunto italiani, che operavano pure in Argentina.

Gli stessi Servizi Segreti italiani coprirono verità e non collaborarono: l'organizzativo agente CIA interrogato poi nel 93, era venuto negli anni 70 a Roma, aveva dormito usando numerosi nomi di copertura in diversi hotel della capitale, ma alle richieste dei magistrati alla polizia la stessa negò i fatti specifici e questo prima della strage alla questura di Roma.


Attentato all'Italicus


- continua -


Lucio Galluzzi

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